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Microalghe a Porto Marghera? Si può fare!


Venezia - 

Giovedì pomeriggio scorso, ai "Due Portoni" di Mestre, il Movimento 5 Stelle di Venezia ha organizzato un incontro pubblico dal titolo "Riqualificazione di Porto Marghera: alghe, un'applicazione verso la sostenibilità".

Primo intervento, ad introduzione del tema, è stato quello di Anthony Candiello, uno dei candidati M5S al consiglio regionale per il collegio di Venezia, il quale ha illustrato sinteticamente la storia dei vari accordi di programma che si sono avvicendati, dal 1998 ad oggi, sulla chimica di Porto Marghera, per l'avvio delle bonifiche e per la riconversione delle aree (approfondito, in particolare, l'ultimo accordo che prevede l'investimento di 152 milioni di euro in opere infrastrutturali).
Si tratta di accordi sempre annunciati con grande clamore - ha ricordato - ma spesso disattesi nella loro piena attuazione. In particolare, in merito all'accordo tra Comune e Regione sulla cessione di 105 ettari da parte di Syndial S.p.A. (delibere del Consiglio comunale n. 45 e 79 del 2014) ad una nuova società di gestione, Candiello ha criticato fortemente il passo indietro del Presidente Luca Zaia che si sottrae così al suo mandato di conduzione di una seria politica industriale.
Infine, è stata fatta una panoramica sugli impianti in funzione ad oggi: raffineria ENI (4,5 milioni di tonnellate/anno di greggio), bio-raffineria ENI a olio di palma (400 mila tonnellate/anno con richieste VIA per ampliamento), produzione di etilene (400 mila tonnellate/anno per richiesta temporanea di Shell) e gli impianti di produzione di energia elettrica per oltre 2 gigawatt (carbone, CDR e gas metano).

Il secondo relatore è stato il ricercatore Claudio Ledda il quale, forte di esperienze universitarie e lavorative (più all'estero che in Italia), ha illustrato le possibili applicazioni di utilizzo delle micro-alghe nel nostro territorio. Una prima ipotesi, molto interessante, è quella della fitodepurazione delle acque reflue che attualmente sono trattate neldepuratore di Fusina (potenziato col progetto PIF). Esse potrebbero essere invece convogliate all'interno di vasche contenenti, appunto, queste "comunità algali" le quali assorbirebbero i nutrienti dai reflui (principalmente azoto e fosforo) più una quota della CO2 (catturata nei camini dei fumi di scarico) e del calore prodotti dalla vicina centrale Enel "A. Palladio".
Gli effetti positivi di un impianto del genere sono molteplici:

  • l'acqua in uscita sarebbe pulita (e anche riutilizzabile per usi industriali o agricoli);
  • la biomassa derivante dalla alghe essiccate può servire come materia prima per la produzione di biodiesel, biometano, fertilizzanti e bioplastiche;
  • il consumo di energia elettrica per tonnellata trattata sarebbe inferiore a quello attuale, con ricaduta positiva sul bilancio del gestore e sulle bollette degli utenti.
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Va detto peraltro che non si tratta di un'idea futuristica ma di un progetto concretamente e prontamente realizzabile, come risulta dall'esperienza svolta presso Chiclana de la Frontera, Cadice (Spagna) da diversi partner universitari ed aziendali nei progetti europei LIFE CO2ALGAEFIX e FP7 ALL-GAS. I progetti hanno evidenziato che sarebbe possibile attivare un depuratore a servizio di una popolazione di 150 mila persone con coltivazioni algali per un'estensione di 150 ettari (ad ogni ettaro corrispondono 25/30 lavoratori, tra cui molte professionalità elevate).
Altre possibili applicazioni in loco potrebbero essere, secondo Ledda, la coltivazione a sé stante di micro-alghe per produzione di biomasse (anche ad uso alimentare, se prodotte in ambienti controllati) o, addirittura, la fitodepurazione delle acque della laguna di Venezia.

L'ingegnere chimico Franco Rigosi, storico ambientalista di Marghera, ha ricordato i progetti che sono stati proposti negli anni per Porto Marghera. Il progetto del 2009 di una centrale elettrica per fornire elettricità alle navi nello stazionamento in porto e così spegnere gli inquinanti motori a oli pesanti carichi di zolfo, promotori Paolo Costa e l'ex ministro Willer Bordon, con il biogas ottenuto dalla digestione anaerobica di biomasse algali da 40 megawatt; la riduzione dei limiti di contenuto di zolfo nel combustibile delle navi ha poi indotto i proponenti a ritirare il progetto. E' stato ricordato il progetto di Veritas previsto nel Progetto Integrato Fusina (PIF) per depurare i reflui fino al livello compatibile con i livelli consentiti per gli scarichi in acque lagunari; il progetto è stato poi superato dalla creazione di una condotta per lo scarico a mare a 12,5 miglia (cfr. DGR n.1193 del 26/5/2008). E' stata infine ricordata la tesi di laurea della dott.ssa Gessa, premiata dalla associazione "Gabriele Bortolozzo" e seguita dal Prof. Giorgio Conti, dell'Università "Ca' Foscari" di Venezia, nella quale viene evidenziata l'opportunità per Porto Marghera di avviarsi verso una transizione dalla petrolchimica verso l'agrochimica.

Ultimo intervento è stato quello del candidato Sindaco M5S, Davide Scano, il quale ha dapprima spiegato quali siano le attuali destinazioni urbanistiche, nel PAT, delle aree industriali ed ha poi dichiarato che: «occorre mettere da parte la visione antiquata e inquinante di Porto Marghera che ha caratterizzato finora le aree di Porto Marghera (da un lato, il centrosinistra, con la difesa dello status quo e dall'altro, il centrodestra, con la previsione di una Marghera "maxi discarica" per i rifiuti tossico nocivi di tutto il Veneto e oltre). Gli impianti a base di microalghe costituiscono solo la prima di una serie di innovazioni sostenibili e lungimiranti che il M5S vuole portare a Porto Marghera, attirando investimenti privati che solo un'amministrazione "sana" può attirare».

Sono intervenuti altresì due cittadini, simpatizzanti del Movimento, che hanno evidenziato la possibile integrazione del ciclo delle micro-alghe con l'allevamento dei molluschi (e quindi produzione di proteine pregiate e fissaggio della Co2) ed hanno informato sul progetto europeo LIFE SeResto, coordinato dal Prof. Adriano Sfriso dell'Università "Ca' Foscari" di Venezia, che prevede il ripopolamento della laguna con le piante acquatiche "fanerogame marine" sui fondali della laguna veneziana.

Gruppo di Lavoro AMBIENTE, ENERGIA E RIFIUTI
Movimento 5 Stelle - Comune di Venezia

I candidati a Venezia

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    Alberto Skarpa
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    Cristina Costantini
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    Cristina Mes3
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    Daniele Ghezzo
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    David Buttignol
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    Davide Scano
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    Diana CIA
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    elena armellini
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    Elena La Rocca
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    emanuele tosatto
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    Fabiano Russo
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    Fabio Bortoluzzi
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    Federica Giovannacci
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    Giaggio Sara
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    Gian Maria Micheletti
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    Giovanni Pagnin
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    marco gasparini
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    Michela Da Rold
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    MONICA LOZER
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    omar lozer
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    Paola Pernice
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    Piero Tonolo
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    sara visman
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