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MoVimento 5 Stelle

Scuola


Trentino - 

Rimangiate tutte le promesse elettorali sull'autonomia e sul ritorno del (vero) sovrintendente e della sua sovrintendenza, la Lega, come da manuale, inizia ad occuparsi della creazione di una leva di fedelissimi, inventando nuove poltrone da assegnare: da quella di sottintendente, dirigente nuovo di zecca (a proposito di snellimento della burocrazia) di nomina giuntale anche esterna naturalmente senza concorsi di sorta, alla generazione della nuova categoria del "middle management".
Proprio quello che mancava alla scuola pubblica trentina.

Di seguito il link alla mia riflessione su quella che in origine (2013) era la nostra proposta e di cui i nuovo padroncini hanno cercato maldestramente di appropriarsi con esito disastroso.
"SOTTINTENDENTE" E FEDELISSIMI: NESSUNA AUTONOMIA PER LA SCUOLA TRENTINA


Trentino - 

Il Centrosinistra ha imperniato il sistema delle scuole materne su scuole private finanziate dall'ente pubblico per erogare il servizio. Le scuole provinciali sono ormai una rarità. E' naturale quindi che quando cambia il titolare dei cordoni della borsa, chi vive dei soldi che escono da quella borsa si adegua immediatamente.
E' quello che è successo in Val di Cembra dove, ai festeggiamenti per il 50esimo di una delle tante scuole private, la Federazione che le raggruppa ha pensato bene di invitare (segnalando la presenza con un bel comunicato stampa) non solo un unico consigliere provinciale ma anche UN UNICO CANDIDATO alle prossime suppletive, guardacaso appartenenti al partito che oggi decide i finanziamenti.
Fossi il candidato coinvolto, per eleganza e soprattutto per decenza e rispetto del ruolo della scuola, eviterei di partecipare. Vedremo...l'eleganza è come l'educazione, o si ha o non si può fingere di avere.
Al Centrosinistra (quello che una volta sosteneva la scuola pubblica e che adesso si sbraccia) non si può invece che ricordare che ci avrebbe dovuto pensare per tempo....

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Qui l'articolo del quotidiano on line "il Dolomiti"


Trentino - 


Appena presentato il nostro disegno di legge n. 15/XVI leg. "Modificazioni della legge provinciale sulla scuola 2006" per riconoscere vera AUTONOMIA alle scuole e per far tornare la DIDATTICA AL CENTRO.

Due temi su cui ci eravamo impegnati in campagna elettorale, trovano ora riscontro in questa proposta che consentirà anche di misurare la fondatezza delle promesse di chi ha vinto le elezioni.

Ringrazio chi ha dedicato tempo ed energie per consentirci di arrivare a questo risultato mettendo a disposizione la sua competenza per un obiettivo comune.

Lasciamo per il momento a chi ce l'ha copiata l'iniziativa per la reintroduzione del sovrintendente e rimaniamo in vigile attesa.

Il nostro impegno per la scuola non termina naturalmente qui: oggi è solo la partenza!

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guarda il video di presentazione del ddl n. 15 alla stampa



leggi il ddl n. 15/XVI Modificazioni della legge provinciale sulla scuola 2006


Trentino - 

Renzi aveva etichettato la Formazione professionale come un "buco nero" e non aveva certo tutti i torti.
Il sistema costruito negli anni dal Centrosinistra, quello che finge ancora oggi di scandalizzarsi per i finanziamenti alle scuole private, prevede che la competenza PRIMARIA dell'Autonomia in materia sia quasi interamente appaltata ai privati. Senza bandi, senza gare, senza controlli che vadano oltre i meri aspetti formali, 5 fortunate "sorelle" si spartiscono ogni anno una torta da 45 MILIONI DI EURO.
A ciò si aggiungono sedi, laboratori oltre a compensi stellari per i dirigenti, tutto a spese delle casse pubbliche. Urge un profondo ripensamento del modello che per noi non può che passare dal superamento di questo club di fortunate associazioni private per arrivare a un'UNICA AGENZIA della Formazione saldamente IN MANO ALLA PROVINCIA.

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clicca qui per leggere l'articolo sulla nostra interrogazione n. 90 del 29.11.2018

leggi la risposta alla nostra interrogazione n. 90 del 29.11.2018



Trentino - 

Se non fosse il parlamento dell'Autonomia potrebbe sembrare un teatro. Secondo voi presentare una mozione con cui si impegna la giunta provinciale a "VALUTARE" (con gli "ORGANISMI COMPETENTI", ovvero con sè stessa) se applicare una legge nazionale e due leggi provinciali come possiamo definirlo? Scherzo (senza cattive intenzioni), burla, bagatella? Con il governo del #cambianiente succede anche questo. Buona visione.

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Trentino - 

Mentre azzera il polo della Meccatronica, la giunta leghista destina a Rovereto una remota iniziativa dellaiana risalente a 10 anni fa. I fanghi dei depuratori trentini, in base al disegno ideato dal presidente Dellai e confermato dal presidente Fugatti, confluiranno a Rovereto per essere trattati in un impianto che, avviato nel 2010, si era subito bloccato a causa di problemi tecnici ed operativi. La tecnologia proposta (Wet Oxidation) non è stata imitata da alcuno e oggi, nonostante sia trascorso quasi un decennio, viene propinata ai roveretani come innovativa. Ce ne eravamo già occupati nel 2016 (leggi qui) e speravamo che la questione fosse definitivamente archiviata.
Invece oggi assistiamo ad un inatteso revival: la Città della Quercia da polo della Meccatronica viene nobilitata a polo dello sterco, nel nome di Alberto da Giussano.

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DEGASPERI: L' INCONSISTENZA


Trentino - 

Di fronte ad osservazioni puntuali sulle modalità scomposte di intervento sui percorsi contro la violenza, l'assessore neofita non riesce a trovare altri argomenti oltre a "Luxuria in RAI" (la RAI del governo giallo-verde) e le fantasie "gender" che in 13 anni a scuola e 6 anni di Consiglio ho sentito citare solo dai suoi compagni di schieramento. Totalmente dimenticati gli impegni sull'autonomia scolastica; messa da parte anche la logica che la scuola dovrebbe aver insegnato a chi l'ha frequentata con profitto.

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Trentino - 

"Mi impegno per rafforzare la fondamentale autonomia e la capacità creativa delle singole istituzioni scolastiche, a tutti i livelli". Così il candidato Bisesti ammaliava i trentini il 17 ottobre 2018 ampliando la prospettiva anche al ritorno (sempre sollecitato dal M5s) del sovrintendente scolastico, organo che avrebbe consentito di separare finalmente la scuola dai politici.

Oggi tutti possono apprezzare la fondatezza di questi impegni. Del sovrintendente scolastico si è persa traccia, mentre il "rafforzamento" dell'autonomia "fondamentale" si traduce nella minacciosa strigliata agli "insegnanti in accordo con la dirigente citata per nome e cognome" che si sono permessi di dimostrare sul campo all'inconsapevole Assessore cosa significhino autonomia e creatività, parole che evidentemente in campagna elettorale servivano come la melodia del noto pifferaio della Bassa Sassonia.

Ecco allora l'Assessore reclamare la "documentazione" (a proposito di burocrazia) per suffragare le sue conclusioni peraltro già raggiunte: "non è accettabile che la scuola strumentalizzi i bambini". Posto che nella vicenda per chi la scuola la vive non esiste alcuna strumentalizzazione, è invece inaccettabile un Assessore che, dimentico del suo ruolo, si improvvisa ispettore per mettere le pezze agli scivoloni dei componenti della sua maggioranza.

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Interrogazione nr. 129/XVI del 27 dicembre 2018 - Scarica PDF


Trentino - 

Dopo l'esito del 21 ottobre molti si sono chiesti come il Centrosinistra sia stato in grado di mantenere un consenso solido nonostante tutto. Nel nostro piccolo proviamo a fornire uno spunto di riflessione. Il 5 ottobre la Giunta delibera (tra le altre cose) di erogare un contributo di 3.142.857,50 (diconsi tremilionicentoquarantaduemilaottocentocinquantasettevirgolacinquanta) euro a una fondazione confessionale roveretana per la realizzazione di una nuova scuola privata elementare e media (costo complessivo 4 milioni di euro). A noi sorgono spontanee due domande. La prima, chi pensate abbiano votato i beneficiari di un tale ben di Dio (che in realtà non arriva dal cielo ma dalle tasche dei trentini)? La seconda, possibile che tutti i politici che nei tempi che furono si ergevano a tutori della scuola pubblica si siano volatilizzati per dozzinali ragioni di bottega elettorale?

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Interrogazione nr. 6238 del 16 ottobre 2018 - Scarica PDF


Trentino - 

Stabilizzare è un concetto chiaro. Si tratta di attivare procedure straordinarie per assicurare a chi lavora proficuamente come precario di ottenere l'occasione per passare di ruolo. Capita infatti che l'essere rimasto "precario" per anni non sia responsabilità del lavoratore ma di chi evita per convenienza di bandire concorsi sfruttando così personale molto più flessibile, disponibile e accondiscendente. Le stabilizzazioni, che quasi sempre avvengono dietro una qualche contropartita (per esempio un aumento dell'orario di lavoro) per essere tali, dovrebbero evitare di consentire la partecipazione a chi non ha MAI ricoperto l'incarico messo a bando cosi come dovrebbero evitare di coinvolgere chi ha già un contratto a tempo indeterminato.

Purtroppo in Trentino esistono figli e figliastri. Nel dicembre 2017 avevo proposto che alle stabilizzazioni della formazione professionale provinciale pubblica non potesse partecipare chi godeva già di un contratto a tempo indeterminato e chi non aveva MAI lavorato presso la formazione pubblica. Si erano allora levate critiche pesantissime da parte di Giunta, maggioranza e udite udite...minoranza. Addirittura mi era stato precisato come una simile previsione fosse "incostituzionale". Gli addetti ai lavori possono ipotizzare quale fosse la ragione di questa sollevazione: dopo aver consentito agli enti privati (finanziati al 100% dalla Provincia) di abbandonare il contratto provinciale, aver consentito condizioni di lavoro inimmaginabili e aver degradato gli insegnanti a formatori, si voleva garantire ai malcapitati una via di fuga.

Per noi sarebbe stato molto più semplice impedire il Far West dei contratti. Oggi però ritrovo la norma da me proposta e da tutti osteggiata nell'articolo che prevede la stabilizzazione nelle scuole materne. Ottimo per le maestre ma qualcuno dovrebbe spiegarmi come mai ciò che oggi è scontato nel dicembre 2017 era inaccettabile. Le giustificazioni di Rossi assomigliano molto al rumore dei vetri quando si tenta l'arrampicata.

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