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MoVimento 5 Stelle

Inquinamento


Trentino - 

La nuova giunta leghista è impegnata a convincere i trentini della bellezza di poter vantare una discarica in cortile e, visti i risultati elettorali, sembra ci stiano riuscendo.

Noi invece, sparuta minoranza che non immagina un futuro da pattumiera per il nostro territorio, abbiamo già proposto la bonifica della discarica di Sardagna al posto della sua riapertura (leggi "La discarica di Sardagna va bonificata. Punto.") Ora proponiamo al Consiglio (in modo che ognuno possa esprimersi) che l'area cava di Pilcante venga destinata a verde.(Leggi qui il testo della mozione).
Ringraziamo Angelo Trainotti, il nostro consigliere comunale che da tempo si batte per evitare questo sfregio e che ci ha coinvolti.

Purtroppo per le tempistiche siamo vincolati a decisioni che non toccano a noi. Attendiamo che il nuovo corso del Consiglio provinciale ci consenta portare questi due temi in aula.
Qui i dettagli.
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Trentino - 

Il M5s non ha alcuna pregiudiziale circa gli investimenti e la realizzazione di infrastrutture. Il tunnel del Brennero però rappresenta il classico strumento di distrazione di massa che i politici con poche idee e, soprattutto, incapaci di realizzarle utilizzano per confondere l'opinione pubblica. Bene ha fatto il ministro Fraccaro a ricordare che un'analisi costi-benefici esiste già e dimostra l'inutilità dell'opera, i partiti che la difendono a spada tratta vogliono solo trasformare il Trentino-Alto Adige in un corridoio di servizio a disposizione delle pretese delle altrui economie.

Promettendo opere mirabolanti in un indefinito tempo futuro diventa più facile nascondere tutto quello che non si è fatto. Facile pensare all'interramento della tratta urbana della linea del Brennero, promesso da almeno due decenni e rimasto solo sugli acquerelli di un architetto catalano.

Per il Brennero il ritornello è sempre lo stesso: non serve spostare le merci su rotaia oggi...lo faremo dopodomani. Nel frattempo le centraline di rilevamento dell'inquinamento lungo l'A22 segnalano continui sforamenti dei limiti e l'arteria subisce il transito di almeno il 30% di traffico pesante deviato con conseguenze inevitabili sulla sua percorribilità. Nulla è stato fatto in 5 anni per ridurre l'inquinamento, nulla è stato fatto per togliere (da subito) i mezzi pesanti dalla strada, nulla è stato fatto per equilibrare i pedaggi dell'autostrada (che gestiamo da 60 anni) e ridurre così il congestionamento da traffico deviato.

Ma tranquilli, si farà nel futuro. Quale futuro non è dato sapere visto che finora si è scavato un 10% delle centinaia di chilometri immaginati, per le tratte di accesso non è stato stanziato neanche 1 euro, non esiste nemmeno il progetto, mentre trasparenza e coinvolgimento dei cittadini sono sconosciuti. L'unico studio esistente sul tema elaborato da un gruppo di professionisti delle università di Berlino, Graz, Bolzano, Torino e Innsbruck certifica l'inutilità dell'opera per i fini per cui viene propagandata. Come mai lo studio è stato rigorosamente secretato? Probabilmente per non far conoscere ai cittadini l'impercettibile impatto sull'inquinamento, dato che le variazioni indotte nella situazione delle sostanze inquinanti saranno dovute principalmente alle migliorie tecniche (leggasi motori dei Tir meno inquinanti) e meno agli effetti dello spostamento del traffico dalla strada alla rotaia.

Solo grazie al M5s il documento è stato reso pubblico e pare che solo il M5s l'abbia letto, altrimenti non si spiega l'entusiasmo di chi, per coprire l'assoluta inerzia sui temi del traffico e dell'inquinamento, sbandiera conoscenze accademiche su un tema di cui evidentemente parla solo per sentito dire.

La trasparenza peraltro continua a difettare dato che la nostra richiesta di leggere i verbali dell'Osservatorio (datata 1 agosto), nonostante lo spirare del termine di 30 giorni, rimane inevasa. Chissà cosa c'è da nascondere.


Trentino - 

Già nel 2016 con due diverse interrogazioni, e prima ancora a novembre 2015, il Movimento 5 Stelle ritenne opportuno sensibilizzare la cittadinanza sulla questione Aquaspace e presunti rischi per la tutela dell'ambiente.

Le segnalazioni in merito alle procedure messe in atto dal depuratore per lo smaltimento dei rifiuti liquidi pericolosi e non, prodotti dalle aziende della zona industriale di Rovereto, erano fin troppo concordanti: si dovevano effettuare solo le verifiche.

I controlli a sorpresa, puntualmente svolti nel 2015 da APPA e poi secretati, rivelavano irregolarità in tre casi su quattro, per una percentuale equivalente al 75%, perciò molto elevata, che si discostava in modo netto dalla stessa percentuale del 40% di irregolarità riscontrate sul totale dei controlli. L'assessore competente tuttavia, in una risposta surreale, tranquillizzava affermando che "l'elevata percentuale di ispezioni in cui sono state riscontrate irregolarità non costituisce di per sé alcun campanello di allarme".

Stamane scopriamo dalla stampa che la Direzione Distrettuale Antimafia ha posto i sigilli sul depuratore: evidentemente la Procura ha un'opinione che si discosta da quella della Provincia. Oppure il pubblico ministero ha una diversa concezione del significato del termine "inquinamento".

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Qui di seguito le tre interrogazioni che avevamo presentato:

- nr. 2423 del 26 novembre 2015;

- nr. 2715 del 19 febbraio 2016;

- nr. 2935 del 31 marzo 2016


Trentino - 

Nel 2015 la Giunta provinciale ha stilato l'elenco dei beni contenenti amianto nel territorio provinciale per la gestione degli interventi di bonifica e controllo.
A distanza di un anno e mezzo desta preoccupazione la situazione attuale di questi manufatti.
Una prova ne è il caso del complesso della ex-macera tabacchi nel Comune di Levico Terme e, fatto ancora più grave, è che si tratta di un immobile di proprietà della Provincia.
Per preoccuparsi ulteriormente è sufficiente leggere la prima parte della delibera n. 2157 riferita alle situazioni critiche che necessitano di interventi urgenti e per i quali i Comuni avrebbero dovuto inviare un'apposita notifica ai proprietari con la comunicazione dell'obbligo della bonifica, indicando il termine di 1 anno entro il quale avrebbero dovuto provvedere. Ciò significa che se tali operazioni non sono state concluse nel 2016, oggi ci troviamo di fronte non solo a situazioni molto critiche ma soprattutto pericolose per la salute pubblica come previsto nella stessa deliberazione.
Per questi motivi è stata depositata l'allegata interrogazione che intende far luce su tutti i casi nel territorio provinciale e chiarezza sul completamento del piano di bonifiche dell'amianto previsto nella deliberazione del 2015.

Filippo Degasperi
Cons. prov. M5s

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Trento, 15 maggio 2017
Egregio Signor
Bruno Dorigatti
Presidente del Consiglio Provinciale
SEDE

Interrogazione a risposta scritta n. 4508

Beni contenenti amianto sul territorio provinciale: a che punto sono le bonifiche?

La DGP n. 2157 del 27 novembre 2015 tratta dell'elenco e della gestione dei beni contenenti amianto nel territorio provinciale. In essa sono state riportate anche alcune tabelle contenenti situazioni critiche, di beni pubblici e privati, che necessitano di urgenti bonifiche a causa dell'accertata pericolosità per la salute pubblica in applicazione dei criteri previsti dall'art. 45 ter, comma 2, lettera d) del D.P.G.P. 26 gennaio 1987 n. 1-41/Leg.
Visto che a seguito dell'ufficializzazione dei sopracitati elenchi:
• per gli immobili di cui alla Tabella 1 il Comune, in applicazione all'art. 45 sexies co. 3 e dell'art. 90, comma 3 del Testo unico provinciale sulla tutela dell'ambiente dagli inquinamenti, deve inviare apposita notifica ai proprietari con la comunicazione dell'obbligo della bonifica, indicando il termine di 1 anno entro il quale devono provvedere altrimenti, decorsi inutilmente tali termini, verrà applicato il comma 5 del sopracitato art. 90 e art. 91, come previsto dall'art. 45 sexies, comma 3 (sostituzione dell'ente pubblico al privato per la bonifica con il conseguente recupero delle spese sostenute);
• per gli immobili di cui alla Tabella 2 il Comune, nel caso in cui alla dichiarazione di inizio dei lavori non segua la conclusione degli stessi e la bonifica totale del sito, si deve dare applicazione all'art. 90, commi 3 e 5 e art. 91;
• per tutti gli immobili di cui alla Tabella 3, il Comune verifica la conclusione dei lavori o nel caso in cui i lavori non siano iniziati verificherà la rivalutazione dell'indice di degrado dei siti con frequenza triennale, in capo al proprietario dell'immobile, rispetto alla data del primo sopralluogo;
• deve essere avviata una campagna di informazione pubblica sulla mappatura dei beni contenenti amianto e sui rischi per la salute, anche attraverso opuscoli informativi, e dando indicazione dei riferimenti istituzionali utili per la popolazione.
Appurato che vi sono dei casi urgenti sia in capo a privati sia al pubblico, per esempio il complesso della ex-macera tabacchi nel Comune di Levico e di proprietà della Provincia, che con un tetto in cemento-amianto di circa 60 metri quadrati è segnalato come pericoloso e inserito nel censimento inviato al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio.

Tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia per conoscere

1. quanti e quali sono i beni contenenti amianto di proprietà della Provincia e inseriti tra quelli pericolosi e da bonificare urgentemente?
2. a che punto sono le bonifiche urgenti dei beni elencati nella Tabella 1 considerato il termine per provvedere è di 1 anno e che la data della DGP n. 2157 era il 27 novembre 2015,
3. a che punto sono i lavori di bonifica dei beni elencati nella Tabella 2,
4. a che punto sono i lavori e le verifiche dei beni elencati nella Tabella 3,
5. quante e quali campagne informative pubbliche sono state avviate e concluse sul territori provinciale e in quali Comuni,
6. dove, quanti, quali interventi ha dovuto sostenere la Provincia o i Comuni in sostituzione dei privati e per quale ammontare di spese e se queste ultime siano state recuperate e in che percentuale.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta

Cons. prov. Filippo Degasperi


Trentino - 
Si riportano i contenuti dell'interrogazione n. 3683 del 27 ottobre 2016 "Sul progetto di ricerca attivato in accordo con la Provincia relativo al recupero ed alla inertizzazione di rifiuti industriali" che prevede dei contributi provinciali anche alla Boccher Srl, e della relativa risposta del 30 marzo 2017 fornita dalla Provincia Autonoma di Trento.


Link a interrogazione n. 3683 del 27 ottobre 2016: http://www.consiglio.provincia.tn.it/doc/IDAP_736281.pdf?zid=02b9bb7b-6e9e-44ab-a82f-73b7b107096f

Link a risposta del 30 marzo 2017 all'interrogazione n. 3683: http://www.consiglio.provincia.tn.it/doc/IDAP_782059.pdf?zid=02b9bb7b-6e9e-44ab-a82f-73b7b107096f


Qui di seguito i testi dei due documenti.

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(INTERROGAZIONE)

Gruppo consiliare MoVimento 5 Stelle
CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

Trento, 27 ottobre 2016

Egregio Signor
Bruno Dorigatti
Presidente del Consiglio Provinciale
SEDE

Interrogazione a risposta scritta n. 3683

Con deliberazione n. 1297 del 3 agosto 2015 la Provincia ha approvato l'accordo negoziale del 12 maggio 2015 sottoscritto dall'assessore Olivi e dalle imprese Boccher Luciano srl, Corona Calcestruzzi srl e Mazzotti Romualdo spa.
Tale accordo concerne un progetto di ricerca congiunto tra imprese denominato "Recupero ed inertizzazione di rifiuti industriali con studio e messa a punto di nuovi prodotti ecocompatibili ad elevate caratteristiche e basso costo", da realizzare in collaborazione con l'Università degli studi di Trento - Dipartimento di ingegneria industriale.
Considerato che la L.P. 6/1999 prevede la possibilità di agevolare le spese per la realizzazione di interventi di ricerca applicata, che la delibera citata valuta pertinente e congrua per il progetto una spesa complessiva pari a euro 2.055.888,25, la Provincia si è impegnata a erogare un contributo pari a euro 1.450.100,70 alle tre società coinvolte.
In particolare alla Boccher Luciano srl verranno riconosciuti euro 524.830,05 in cinque rate annuali di euro 104.966,01 ciascuna.
L'accordo negoziale prevede specificamente la collaborazione con l'Università di Trento e il supporto del Dipartimento territorio e del Dipartimento infrastrutture.
Le tre società si impegnano anche a raggiungere (al 31 dicembre 2018) e mantenere specifici impegni occupazionali. Si impegnano anche ad accogliere 3 tirocinanti nell'ambito del programma Garanzia giovani "senza costi di retribuzione a carico delle stesse".
Nella sentenza - OMISSIS - , la Corte d'Appello di Trento stabilisce che - OMISSIS -. Ancora nella sentenza - OMISSIS -, con riferimento agli stessi, si parla di - OMISSIS -,

Tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia per conoscere

1. se si ritiene opportuno finanziare con risorse provinciali progetti in tema ambientale proposti da chi è stato qualificato con i termini sopra ricordati da un Tribunale della Repubblica Italiana;
2. in cosa consiste concretamente il progetto finanziato;
3. in quale data e in base a quale atto l'Università degli Studi di Trento ha dato la propria disponibilità a partecipare al progetto di ricerca applicata citato;
4. quali verifiche ha posto in essere la Provincia circa l'effettiva disponibilità dell'Università di Trento alla collaborazione nell'ambito del progetto di ricerca;
5. chi si farà carico delle eventuali spese connesse all'attivazione presso le tre società di cui alla premessa del programma "Garanzia Giovani";
6. quali verifiche ha compiuto ad oggi la Provincia sull'avanzamento del progetto di ricerca;
7. quali somme sono state erogate alla data della risposta.
8. ai sensi dell'art. 32 della L.P. 23/1992 si chiede copia degli atti connessi alla verifica di cui al punto 4. nonché copia della corrispondenza citata a pagina 4 dell'accordo negoziale del 12 maggio 2015. Se esistente, si chiede altresì copia degli esiti delle verifiche di cui al punto 6.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

Cons. prov. Filippo Degasperi


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(RISPOSTA)

Vicepresidente
Assessore allo Sviluppo Economico e Lavoro
Via Romagnosi, 9 - Centro Europa - 38122 Trento
P +39 0461 493590
F +39 0461 493591
@ ass.economia@provincia.tn.it
pec ass.economia@pec.provincia.tn.it


Trento, 30 marzo 2017
Prot. n. A035/17/185206/2.5/27-17


Preg.mo Signore
Filippo DEGASPERI
CONSIGLIERE PROVINCIALE
Gruppo MoVimento 5 Stelle

S E D E

e, p.c. Preg.mo Signore
Bruno DORIGATTI
PRESIDENTE
Consiglio provinciale

S E D E

Preg.mo Signore
dott. Ugo ROSSI
PRESIDENTE
Provincia autonoma di Trento

S E D E


Oggetto: Interrogazione n. 3683.


Con riferimento all'interrogazione in oggetto, si evidenzia quanto segue.

Va innanzitutto premesso che si tratta del progetto di ricerca dal titolo: "Recupero ed inertizzazione di rifiuti industriali con studio e messa a punto di nuovi prodotti ecocompatibili ad elevate caratteristiche e basso costo" presentato congiuntamente in data 11 settembre 2013 dalle società:
1. Boccher Luciano Srl
2. Corona Calcestruzzi Srl
3. Impresa Mazzotti Romualdo Spa

Punto 1
Il contributo concesso con determinazione n. 571/2015 dell'Agenzia provinciale per l'incentivazione delle attività economiche (APIAE) ha tra i beneficiari la società Boccher Luciano srl e non i soci coinvolti nel processo penale.
Nel nostro ordinamento giuridico il diritto penale punisce personalmente gli autori di un reato secondo quanto disciplinato dall'art. 27 c.1 Cost. ("La responsabilità penale è personale"); ciò significa che di un illecito penale risponde solo ed esclusivamente il soggetto agente.
Ai sensi del Decreto Legislativo n. 231/2001 gli enti e anche le società con personalità giuridica possono essere chiamate a rispondere della responsabilità amministrativa per particolari reati commessi nell'interesse o a vantaggio del soggetto stesso.
Tale norma risulta particolarmente incisiva se si fa riferimento all'ampio novero di reati sanzionabili, in continua espansione, e alle sanzioni che vengono irrogate: un esempio fra tutti, è costituito dal caso Thyssen.
Tuttavia nel caso in questione non si ha notizia che la società sia stata condannata per simili fattispecie.
Inoltre i due soci B. L. e F., a seguito della condanna definitiva si sono dimessi e attualmente non rivestono cariche in azienda. Si evidenzia inoltre che, prima di procedere alla concessione del contributo, Apiae ha acquisito dal Commissariato del Governo di Trento le informazioni previste dal D. Lgs. n. 159/2011, per tutte e tre le imprese, verificando che non vi fossero cause ostative alla concessione del contributo.
Infine, si ricorda che secondo gli art. 16 e 17 della L.p. 6/99 e s.m., solo alcune tipologie di violazioni costituiscono causa di revoca dei contributi.
In particolare, si tratta di:
- mancata applicazione nei confronti dei dipendenti dei contratti collettivi e accordi nazionali e provinciali stipulati tra le organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro;
- mancata garanzia delle libertà sindacali in azienda;
- inosservanza delle leggi in materia di lavoro, previdenza, assistenza
- inosservanza delle disposizioni in materia di salute e integrità fisica dei lavoratori

Punto 2
Il progetto è relativo a procedimenti di inertizzazione con inglobamento nelle matrici cementizie e bituminose per lo sviluppo di prodotti impieganti come costituenti i rifiuti/sottoprodotti in alternativa ai materiali tradizionali. Lo scopo della ricerca è di indagare le tipologie di rifiuti industriali inorganici disponibili sul territorio, suscettibili di recupero e valorizzazione, di effettuarne una caratterizzazione completa definendo nel contempo le potenzialità ed i limiti di impiego, con lo studio e la messa a punto dei trattamenti necessari, proseguendo con la ricerca di messa a punto e sperimentazione di nuovi prodotti e relativi procedimenti tecnologici.

Punti 3 e 4
Nell'ambito del progetto di ricerca è prevista una consulenza da parte dell'Università di Trento, tuttavia non essendo ancora completato il progetto e non essendo quindi stata trasmessa la rendicontazione dello stesso, l'Amministrazione provinciale non ha informazioni riguardo l'avvenuta stipula dei contratti tra imprese e Università.

Punto 5
I costi dell'attivazione dei tirocini previsti nell'ambito programma "Garanzia giovani" sono coperti da risorse europee assegnate nell'ambito del Programma Operativo riguardante l'attuazione dell'Iniziativa Europea per l'occupazione dei giovani nella Provincia autonoma di Trento.

Punto 6
Il Comitato per gli Incentivi alle imprese nella seduta di data 24 marzo 2014 ha espresso parere favorevole sul progetto, prescrivendo monitoraggi annuali finalizzati alla verifica della prosecuzione del progetto.
Il progetto è stato avviato in data 1 settembre 2015 e quindi ad un anno dall'avvio APIAE ha richiesto (nota di data 15 luglio 2016) alle tre imprese la relazione per il monitoraggio da far pervenire entro 15 settembre 2016. Le società hanno chiesto una proroga per la presentazione della documentazione al 15 ottobre 2016; detta documentazione è pervenuta in data 14 ottobre 2016.
APIAE ha trasmesso in data 19 ottobre 2016 la documentazione pervenuta alla Segreteria del Comitato per la ricerca e l'innovazione per gli adempimenti di competenza. La valutazione delle predette relazioni da parte degli esperti del Comitato è in corso.

Punto 7
Non sono state erogate somme in quanto il progetto è tuttora in corso e nessuna delle tre società ha chiesto anticipi sul contributo.

Punto 8
Si rinvia alle risposte ai punti 4 e 6, da cui risulta che la Provincia non dispone della documentazione richiesta. Per quanto riguarda la nota di data 24 febbraio 2015, tale documentazione verrà trasmessa previa specifica richiesta di accesso agli atti amministrativi ex art. 147 del Regolamento interno del Consiglio della Provincia autonoma di Trento

Con i migliori saluti.


- avv. Alessandro Olivi -

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