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MoVimento 5 Stelle

Emigrazione


Trentino - 

Qualcuno oggi si stupisce che le strutture finanziate dalla Provincia per gestire l'accoglienza contattino telefonicamente diverse società trentine, chiedendo di accogliere richiedenti asilo nei loro esercizi commerciali e di assegnarli allo svolgimento di stage pagati presumibilmente dalla Provincia.

Questa prassi, già di suo eclatante, è nota da mesi e nel nostro piccolo abbiamo provato a comprenderne le dinamiche interne. Due sono state le interrogazioni presentate dal Movimento 5 Stelle, l'11 aprile e il 26 maggio scorsi. La prima ha ottenuto risposta che conferma le segnalazione pervenuteci, mentre la seconda è inevasa, sebbene il termine per la sua trattazione sia scaduto il 28 giugno.

Ancora non abbiamo il piacere di sapere quali siano gli enti coinvolti, i corrispettivi del personale preposto per tali incarichi e i costi totali dell'operazione. Come molti intuitivamente penseranno, evitare di fornire i dati che abbiamo chiesto è la conferma che la Provincia si sta muovendo in maniera nascosta per non far trapelare nulla agli occhi dei cittadini.

Cittadini che inevitabilmente finiscono per essere di serie B e subire una vergognosa disparità di trattamento. Da un lato infatti non ci risulta che lo stesso zelo venga approntato per trovare opportunità lavorative ai residenti regolari. Dall'altro rileviamo che la Provincia attiva una corsia preferenziale per reperire opportunità stipendiate ai richiedenti asilo. A voi il giudizio.

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Interrogazione nr. 4345 dell'11 aprile 2017 - Scarica PDF

Interrogazione nr. 4562 del 26 maggio 2017 - Scarica PDF


Trentino - 

Apprendiamo dal comunicato della Questura di Trento che, nonostante le parole spese solo pochi giorni fa da parte di chi dovrebbe garantire la sicurezza dei cittadini (tutti), il responsabile della recente, violenta sceneggiata presso un supermercato del centro, ha deciso di concederci un ulteriore sfoggio della sua cultura con offese e violenze al personale della Polizia di Stato e in particolare a un agente donna.
Manifestiamo tutta la nostra solidarietà agli operatori delle Forze dell'Ordine chi si trovano oggi a fronteggiare una situazione fuori controllo creata dall'incapacità, dalla miopia e dagli interessi di chi ci governa a tutti i livelli.
Come ha recentemente ricordato anche Massimo Gramellini, la vicenda di ieri si aggiunge a quelle che dimostrano una volta in più che l'Italia non ha bisogno di civilizzatori d'Oltremare. Noi abbiamo già sviluppato un percorso che ci ha reso l'approdo di tanti che cercano un mondo migliore rispetto a quello da cui provengono.
Alla Politica non tocca fare lo struzzo ma vigilare affinché chi arriva non provi a invertire la direzione. L'integrazione, nonostante qualcuno provi a convincerci del contrario, è un percorso univoco e significa soprattutto acquisizione dei risultati del cammino che noi abbiamo compiuto e che ha permesso di liberarci di superstizioni, pregiudizi e dabbenaggini varie.
Alla Politica tocca anche tutelarci per far sì che chi arriva in Italia corredato solo di retromarcia sia subito rispedito al mittente dopo aver rimborsato le spese per mantenerlo, curarlo e alloggiarlo. Oggi il punto centrale non è cosa fare di chi è nostro ospite, bensì liberare l'Italia da tutti quelli a cui gli ordinamenti della Repubblica stanno stretti.

Filippo Degasperi
Cons. prov. M5s


Trentino - 

Trento, 26 giugno 2017

Egregio Signor
Bruno Dorigatti
Presidente del Consiglio Provinciale
SEDE

Proposta di mozione n.

UNA MORATORIA PER RIPRISTINARE UNA SITUAZIONE DI LEGALITÀ E CONVIVENZA CIVILE

I gravi fatti che continuano coinvolgere Piazza Dante e le vie limitrofe dimostrano che importanti porzioni di territorio sono ormai trasformate in terra di conquista tra gruppi rivali di facinorosi migranti, pare per il controllo dello spaccio di stupefacenti, senza farsi mancare perfino richiami religiosi al Ramadan. È chiaro che la situazione è totalmente fuori controllo e sfuggita alla gestione delle autorità competenti.
Le Forze dell'Ordine, ridimensionate in mezzi e uomini, sono costrette ad affrontare una situazione di grave pericolo per l'incolumità loro e della popolazione trentina. Ciò non toglie che la maggiore responsabilità va all'amministrazione comunale di Trento e all'assessore provinciale competente, capaci solo di bearsi tra slogan quali "integrazione" e "solidarietà" da perseguire naturalmente con i soldi di tutti i trentini. Tuttavia è evidente che alle stesse autorità politiche non può sfuggire questa drammatica realtà quotidiana di violenza e degrado.
Ne consegue che ormai la comunità trentina non nutre più alcuna fiducia né nell'autorevolezza dell'amministrazione comunale né tanto meno in quella provinciale, ma ha il fondato dubbio che la parola "integrazione" non significhi assolutamente nulla, se non il vuoto di chi in modo irresponsabile vuole nascondere la gravità della realtà quotidiana.
Non sembra quindi eccessiva la richiesta di una moratoria che blocchi nuovi arrivi di migranti almeno fino al ripristino dell'effettivo controllo del territorio trentino e della sicurezza per i cittadini.

Tutto ciò premesso,
il Consiglio della Provincia Autonoma di Trento impegna il Presidente della Giunta


1. a deliberare urgentemente una moratoria che blocchi nuovi arrivi di migranti nel territorio della Provincia Autonoma di Trento fino al ripristino della pubblica sicurezza e di una situazione sostenibile, controllabile, civile, legale e non violenta,
2. a chiedere urgentemente l'espulsione di tutti i migranti arrestati per violenza, spaccio di stupefacenti o reiterati danni alle persone e al patrimonio pubblico,
3. a chiedere la massima collaborazione al Ministero degli Interni per il rispetto della moratoria e delle espulsioni, evidenziando i gravi episodi di violenza e illegalità che hanno contribuito a rendere l'attuale situazione incontrollabile e insostenibile per la comunità trentina.

Filippo Degasperi
Cons. prov. M5s


Trentino - 

Dopo i gravi fatti di ieri che hanno coinvolto degli inermi clienti del Liber Cafè in piazza Dante, anche questa mattina la comunità trentina ha dovuto assistere ad un nuovo episodio di violenza e guerriglia urbana in via Rosmini, piazza Santa Maria Maggiore e infine di nuovo in Piazza Dante, tra gruppi rivali di facinorosi migranti extracomunitari per il controllo dello spaccio di stupefacenti. Si tratta dell'ennesimo episodio di violenza che dimostra in modo inequivocabile che la situazione è totalmente fuori controllo.
La nostra solidarietà va certamente alle Forze dell'Ordine che, ridimensionate in mezzi e uomini, sono costrette ad affrontare una situazione di grave pericolo per l'incolumità della popolazione trentina. Ciò non toglie che la maggiore responsabilità vada all'amministrazione comunale e all'assessore provinciale competente, capaci di riempirsi la bocca di "integrazione" e "solidarietà" coi soldi dei trentini. Alle stesse autorità politiche non può sfuggire questa drammatica realtà quotidiana di violenza e degrado.
Per questi motivi abbiamo depositato l'allegata interrogazione.

Filippo Degasperi
Cons. prov. M5s

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Trento, 22 giugno 2017

Preg.mo Signor
Bruno Dorigatti
Presidente del Consiglio Provinciale
SEDE

Interrogazione a risposta scritta n.

Dopo i gravi fatti di ieri che hanno coinvolto degli inermi clienti del Liber Cafè in piazza Dante, anche questa mattina la comunità trentina ha dovuto assistere all'ennesimo episodio di violenza e guerriglia urbana verso le ore 13.00 tra via Rosmini, piazza Santa Maria Maggiore e infine di nuovo in Piazza Dante, tra gruppi rivali di facinorosi migranti extracomunitari per il controllo dello spaccio di stupefacenti, con persino richiami religiosi al Ramadan. Si tratta dell'ennesimo episodio di violenza che dimostra in modo inequivocabile che la situazione è totalmente fuori controllo e sfuggita alla gestione delle autorità competenti.
La nostra solidarietà va certamente alle Forze dell'Ordine che, ridimensionate in mezzi e uomini, sono costrette ad affrontare una situazione di grave pericolo per l'incolumità della popolazione trentina. Ciò non toglie che la maggiore responsabilità vada all'amministrazione comunale e all'assessore provinciale competente, capaci di riempirsi la bocca di "integrazione" e "solidarietà" coi soldi dei trentini. Alle stesse autorità politiche non può sfuggire questa drammatica realtà quotidiana di violenza e degrado.
Ne deriva che ormai la comunità trentina non ha più alcuna fiducia né nell'autorevolezza dell'amministrazione comunale né tanto meno in quella provinciale.
Può sembrare eccessiva la richiesta di una moratoria che blocchi nuovi arrivi di migranti essendo l'attuale situazione ormai incontrollabile. Inoltre nasce il fondato dubbio che la parola "integrazione" non significhi assolutamente nulla, se non il vuoto di chi in modo irresponsabile vuole nascondere la gravità della realtà quotidiana.

Tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia per conoscere

1. quanti sono ad oggi i migranti extracomunitari accolti nel territorio del Comune di Trento,
2. a quale sesso e nazionalità appartengono,
3. in quali strutture sono ospitati, specificando il numero di essi per ogni struttura,
4. quanti di essi hanno richiesto asilo politico e a quanti è stato riconosciuto,
5. qual è il costo giornaliero a carico della comunità trentina per il mantenimento di ogni migrante extracomunitario,
6. quanti sono i migranti extracomunitari inseriti in progetti di integrazione di cui si chiede la dettagliata documentazione,
7. se la Giunta provinciale non ritiene di richiedere al Ministero degli Interni una moratoria di almeno tre mesi per impedire l'arrivo di nuovi migranti extracomunitari, essendo a tutti evidente che la situazione di quotidiane violenze è ormai fuori controllo,
8. se la Giunta provinciale non ritiene di chiedere all'autorità statale competente un incremento di uomini delle Forze dell'Ordine al fine di assicurare l'incolumità della popolazione trentina gravemente preoccupata di questi continui episodi di violenza,
9. quanti sono stati i migranti extracomunitari espulsi per reati commessi nel territorio comunale e provinciale, essendo chiaro ed inequivocabile che tali eventi di violenza sono riferibili al mancato rispetto delle elementari regole di convivenza civile e, di conseguenza, i soggetti facilmente individuabili e responsabili dei reati devono essere espulsi con procedura d'urgenza,
10. se e quanti migranti extracomunitari sono stati ricoverati presso il pronto soccorso dell'Ospedale di Trento, quanto tempo è stato dedicato dai sanitari per prestare loro assistenza e il relativo costo a carico del servizio sanitario provinciale finanziato dalle casse della comunità trentina,
11. se per reprimere tali atti violenti le Forze dell'Ordine hanno dovuto ricorrere a rinforzi e in tal caso qual è stato il costo dell'impiego di personale che avrebbe dovuto essere dedicato ad altri servizi,
12. se Forze dell'Ordine municipali hanno partecipato alla repressione di tali eventi di violenza e in caso affermativo, quanti uomini sono stati impiegati e il relativo costo essendo stati distratti dalle loro competenze ordinarie,
13. se, quali e quanti costi sopra esposti in termini di Forze dell'Ordine, pronto soccorso, strutture sanitarie e di accoglienza, sono totalmente a carico della Comunità Europea oppure come sono suddivisi tra UE, Stato Italiano, Provincia Autonoma di Trento e Comune di Trento.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

Cons. prov. Filippo Degasperi


Trentino - 

Dopo i gravi fatti di ieri che hanno coinvolto degli inermi clienti del Liber Cafè in piazza Dante, anche questa mattina la comunità trentina ha dovuto assistere ad un nuovo episodio di violenza e guerriglia urbana in via Rosmini, piazza Santa Maria Maggiore e infine di nuovo in Piazza Dante, tra gruppi rivali di facinorosi migranti extracomunitari per il controllo dello spaccio di stupefacenti. Si tratta dell'ennesimo episodio di violenza che dimostra in modo inequivocabile che la situazione è totalmente fuori controllo.
La nostra solidarietà va certamente alle Forze dell'Ordine che, ridimensionate in mezzi e uomini, sono costrette ad affrontare una situazione di grave pericolo per l'incolumità della popolazione trentina. Ciò non toglie che la maggiore responsabilità vada all'amministrazione comunale e all'assessore provinciale competente, capaci di riempirsi la bocca di "integrazione" e "solidarietà" coi soldi dei trentini. Alle stesse autorità politiche non può sfuggire questa drammatica realtà quotidiana di violenza e degrado.
Per questi motivi abbiamo depositato l'allegata interrogazione.

Filippo Degasperi
Cons. prov. M5s

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Trento, 22 giugno 2017

Preg.mo Signor
Bruno Dorigatti
Presidente del Consiglio Provinciale
SEDE

Interrogazione a risposta scritta n.

Dopo i gravi fatti di ieri che hanno coinvolto degli inermi clienti del Liber Cafè in piazza Dante, anche questa mattina la comunità trentina ha dovuto assistere all'ennesimo episodio di violenza e guerriglia urbana verso le ore 13.00 tra via Rosmini, piazza Santa Maria Maggiore e infine di nuovo in Piazza Dante, tra gruppi rivali di facinorosi migranti extracomunitari per il controllo dello spaccio di stupefacenti, con persino richiami religiosi al Ramadan. Si tratta dell'ennesimo episodio di violenza che dimostra in modo inequivocabile che la situazione è totalmente fuori controllo e sfuggita alla gestione delle autorità competenti.
La nostra solidarietà va certamente alle Forze dell'Ordine che, ridimensionate in mezzi e uomini, sono costrette ad affrontare una situazione di grave pericolo per l'incolumità della popolazione trentina. Ciò non toglie che la maggiore responsabilità vada all'amministrazione comunale e all'assessore provinciale competente, capaci di riempirsi la bocca di "integrazione" e "solidarietà" coi soldi dei trentini. Alle stesse autorità politiche non può sfuggire questa drammatica realtà quotidiana di violenza e degrado.
Ne deriva che ormai la comunità trentina non ha più alcuna fiducia né nell'autorevolezza dell'amministrazione comunale né tanto meno in quella provinciale.
Può sembrare eccessiva la richiesta di una moratoria che blocchi nuovi arrivi di migranti essendo l'attuale situazione ormai incontrollabile. Inoltre nasce il fondato dubbio che la parola "integrazione" non significhi assolutamente nulla, se non il vuoto di chi in modo irresponsabile vuole nascondere la gravità della realtà quotidiana.

Tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia per conoscere

1. quanti sono ad oggi i migranti extracomunitari accolti nel territorio del Comune di Trento,
2. a quale sesso e nazionalità appartengono,
3. in quali strutture sono ospitati, specificando il numero di essi per ogni struttura,
4. quanti di essi hanno richiesto asilo politico e a quanti è stato riconosciuto,
5. qual è il costo giornaliero a carico della comunità trentina per il mantenimento di ogni migrante extracomunitario,
6. quanti sono i migranti extracomunitari inseriti in progetti di integrazione di cui si chiede la dettagliata documentazione,
7. se la Giunta provinciale non ritiene di richiedere al Ministero degli Interni una moratoria di almeno tre mesi per impedire l'arrivo di nuovi migranti extracomunitari, essendo a tutti evidente che la situazione di quotidiane violenze è ormai fuori controllo,
8. se la Giunta provinciale non ritiene di chiedere all'autorità statale competente un incremento di uomini delle Forze dell'Ordine al fine di assicurare l'incolumità della popolazione trentina gravemente preoccupata di questi continui episodi di violenza,
9. quanti sono stati i migranti extracomunitari espulsi per reati commessi nel territorio comunale e provinciale, essendo chiaro ed inequivocabile che tali eventi di violenza sono riferibili al mancato rispetto delle elementari regole di convivenza civile e, di conseguenza, i soggetti facilmente individuabili e responsabili dei reati devono essere espulsi con procedura d'urgenza,
10. se e quanti migranti extracomunitari sono stati ricoverati presso il pronto soccorso dell'Ospedale di Trento, quanto tempo è stato dedicato dai sanitari per prestare loro assistenza e il relativo costo a carico del servizio sanitario provinciale finanziato dalle casse della comunità trentina,
11. se per reprimere tali atti violenti le Forze dell'Ordine hanno dovuto ricorrere a rinforzi e in tal caso qual è stato il costo dell'impiego di personale che avrebbe dovuto essere dedicato ad altri servizi,
12. se Forze dell'Ordine municipali hanno partecipato alla repressione di tali eventi di violenza e in caso affermativo, quanti uomini sono stati impiegati e il relativo costo essendo stati distratti dalle loro competenze ordinarie,
13. se, quali e quanti costi sopra esposti in termini di Forze dell'Ordine, pronto soccorso, strutture sanitarie e di accoglienza, sono totalmente a carico della Comunità Europea oppure come sono suddivisi tra UE, Stato Italiano, Provincia Autonoma di Trento e Comune di Trento.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

Cons. prov. Filippo Degasperi


Trentino - 

Dopo i gravi fatti di ieri che hanno coinvolto degli inermi clienti del Liber Cafè in piazza Dante, anche questa mattina la comunità trentina ha dovuto assistere ad un nuovo episodio di violenza e guerriglia urbana in via Rosmini, piazza Santa Maria Maggiore e infine di nuovo in Piazza Dante, tra gruppi rivali di facinorosi migranti extracomunitari per il controllo dello spaccio di stupefacenti. Si tratta dell'ennesimo episodio di violenza che dimostra in modo inequivocabile che la situazione è totalmente fuori controllo.
La nostra solidarietà va certamente alle Forze dell'Ordine che, ridimensionate in mezzi e uomini, sono costrette ad affrontare una situazione di grave pericolo per l'incolumità della popolazione trentina. Ciò non toglie che la maggiore responsabilità vada all'amministrazione comunale e all'assessore provinciale competente, capaci di riempirsi la bocca di "integrazione" e "solidarietà" coi soldi dei trentini. Alle stesse autorità politiche non può sfuggire questa drammatica realtà quotidiana di violenza e degrado.
Per questi motivi abbiamo depositato l'allegata interrogazione.

Filippo Degasperi
Cons. prov. M5s

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Trento, 22 giugno 2017

Preg.mo Signor
Bruno Dorigatti
Presidente del Consiglio Provinciale
SEDE

Interrogazione a risposta scritta n.

Dopo i gravi fatti di ieri che hanno coinvolto degli inermi clienti del Liber Cafè in piazza Dante, anche questa mattina la comunità trentina ha dovuto assistere all'ennesimo episodio di violenza e guerriglia urbana verso le ore 13.00 tra via Rosmini, piazza Santa Maria Maggiore e infine di nuovo in Piazza Dante, tra gruppi rivali di facinorosi migranti extracomunitari per il controllo dello spaccio di stupefacenti, con persino richiami religiosi al Ramadan. Si tratta dell'ennesimo episodio di violenza che dimostra in modo inequivocabile che la situazione è totalmente fuori controllo e sfuggita alla gestione delle autorità competenti.
La nostra solidarietà va certamente alle Forze dell'Ordine che, ridimensionate in mezzi e uomini, sono costrette ad affrontare una situazione di grave pericolo per l'incolumità della popolazione trentina. Ciò non toglie che la maggiore responsabilità vada all'amministrazione comunale e all'assessore provinciale competente, capaci di riempirsi la bocca di "integrazione" e "solidarietà" coi soldi dei trentini. Alle stesse autorità politiche non può sfuggire questa drammatica realtà quotidiana di violenza e degrado.
Ne deriva che ormai la comunità trentina non ha più alcuna fiducia né nell'autorevolezza dell'amministrazione comunale né tanto meno in quella provinciale.
Può sembrare eccessiva la richiesta di una moratoria che blocchi nuovi arrivi di migranti essendo l'attuale situazione ormai incontrollabile. Inoltre nasce il fondato dubbio che la parola "integrazione" non significhi assolutamente nulla, se non il vuoto di chi in modo irresponsabile vuole nascondere la gravità della realtà quotidiana.

Tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia per conoscere

1. quanti sono ad oggi i migranti extracomunitari accolti nel territorio del Comune di Trento,
2. a quale sesso e nazionalità appartengono,
3. in quali strutture sono ospitati, specificando il numero di essi per ogni struttura,
4. quanti di essi hanno richiesto asilo politico e a quanti è stato riconosciuto,
5. qual è il costo giornaliero a carico della comunità trentina per il mantenimento di ogni migrante extracomunitario,
6. quanti sono i migranti extracomunitari inseriti in progetti di integrazione di cui si chiede la dettagliata documentazione,
7. se la Giunta provinciale non ritiene di richiedere al Ministero degli Interni una moratoria di almeno tre mesi per impedire l'arrivo di nuovi migranti extracomunitari, essendo a tutti evidente che la situazione di quotidiane violenze è ormai fuori controllo,
8. se la Giunta provinciale non ritiene di chiedere all'autorità statale competente un incremento di uomini delle Forze dell'Ordine al fine di assicurare l'incolumità della popolazione trentina gravemente preoccupata di questi continui episodi di violenza,
9. quanti sono stati i migranti extracomunitari espulsi per reati commessi nel territorio comunale e provinciale, essendo chiaro ed inequivocabile che tali eventi di violenza sono riferibili al mancato rispetto delle elementari regole di convivenza civile e, di conseguenza, i soggetti facilmente individuabili e responsabili dei reati devono essere espulsi con procedura d'urgenza,
10. se e quanti migranti extracomunitari sono stati ricoverati presso il pronto soccorso dell'Ospedale di Trento, quanto tempo è stato dedicato dai sanitari per prestare loro assistenza e il relativo costo a carico del servizio sanitario provinciale finanziato dalle casse della comunità trentina,
11. se per reprimere tali atti violenti le Forze dell'Ordine hanno dovuto ricorrere a rinforzi e in tal caso qual è stato il costo dell'impiego di personale che avrebbe dovuto essere dedicato ad altri servizi,
12. se Forze dell'Ordine municipali hanno partecipato alla repressione di tali eventi di violenza e in caso affermativo, quanti uomini sono stati impiegati e il relativo costo essendo stati distratti dalle loro competenze ordinarie,
13. se, quali e quanti costi sopra esposti in termini di Forze dell'Ordine, pronto soccorso, strutture sanitarie e di accoglienza, sono totalmente a carico della Comunità Europea oppure come sono suddivisi tra UE, Stato Italiano, Provincia Autonoma di Trento e Comune di Trento.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

Cons. prov. Filippo Degasperi


Trentino - 

IL GRANDE BUSINESS
dell'emigrazione fuori controllo


La Storia insegna che anche le grandi tragedie sono momenti che consentono a molti di arricchirsi e di trarre vantaggio (lecitamente, sia chiaro).
Anche il dramma dell'emigrazione fuori da qualsiasi regola o forma di controllo che l'Italia sta subendo ormai da anni non sfugge a questo paradigma.
La conferma viene dalla lettura dei dati allegati alla risposta all'interrogazione n. 3865. In Trentino il liquidato a soggetti coinvolti nell'accoglienza straordinaria passa dai 1.345.967,03 euro del 2014 ai 5.408.693,51 del 2015.
All'interno del lungo elenco troviamo associazioni, cooperative, imprese che raddoppiano, triplicano, quadruplicano, decuplicano i proventi derivati dai servizi o dai beni destinati ai richiedenti asilo (link all'elenco:
http://www.consiglio.provincia.tn.it/doc/IDAP_782166.pdf?zid=bb678f36-1043-491c-937f-8bd98c4b33dd).
Curioso poi che presso alcuni fornitori la Provincia, anziché acquistare quanto necessario, apra un credito a favore del richiedente asilo che può "acquistare" (a spese dei trentini) non meglio precisati beni extra alimentari per cifre anche degne di nota. Di cosa si tratti non è dato sapere visto che l'assessore si è ben guardato dal rispondere in maniera puntuale al quesito (link alla risposta:
http://www.consiglio.provincia.tn.it/doc/IDAP_782167.pdf?zid=bb678f36-1043-491c-937f-8bd98c4b33dd).
Sappiamo che nel 2016 le cifre sono ancora cresciute e per questo abbiamo puntualmente chiesto l'aggiornamento dei dati (link all'interrogazione 4343:
http://www.consiglio.provincia.tn.it/attivita/atti-politici/archivio/Pages/Interrogazione%20n.%204343XV%20a%20risposta%20scritta_782153.aspx?zid=2e2760ed-22be-4145-a193-9013af8305e7).

Lasciamo ai trentini trarre i giudizi sulla vicenda.

Cons. prov. Filippo Degasperi
Gruppo consiliare Movimento 5 Stelle

Allegato 1) tabella liquidato nel 2014 e nel 2015: tabella liquidato 2014 e 2015.pdf

Allegato 2) risposta dell'Ass. Zeni all'interrogazione 3865 del M5S: risposta a interrogazione 3865.pdf

Allegato 3) nuova interrogazione 4343 del M5S: interrogazione 4343.pdf

I candidati a Trentino

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