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MoVimento 5 Stelle

Diritti


Trentino - 

In Trentino stiamo sperimentando forme "nuove" di democrazia. I nostri governanti sono così avanti che hanno fatto il giro e sono tornati diretamente al punto di partenza.
Sono anche molto democratici, infatti ti lasciano il pieno diritto di adeguarti ai loro desideri, altrimenti sono "legnate", metaforciamente parlando.
È una visione "innovativa" insomma. Io l'ho chiamata democrazia della clava.

Nel link qualche spunto in più:
https://alexmarini.com/2019/06/21/ddl-democrazia-diretta-la-maggioranza-pratica-la-democrazia-della-clava/


Trentino - 

Preso atto dell'indecorosa condizione che caratterizza l'ambulatorio di igiene dell'ospedale di Cavalese, riconosciuta dalla stessa Apss, dopo aver descritto le criticità all'interno di un question time, abbiamo chiesto all' assessore Segnana se fosse intenzionata ad intervenire, nonostante la rasatura dei fondi per il nuovo ospedale, per ripristinare la vivibilità degli spazi. La risposta (che trovate nel video) e la smorfia finale (dopo aver serenamente dichiarato l'assenza di servizi a norma per i disabili) fa capire che oltre le chiacchiere c'è il nulla.

Guarda il video

Leggi qui i dettagli della vicenda e l' interrogazione a risposta immediata presentata.


Trentino - 

Questa vicenda ha dell'incredibile.

Le leggi provinciali prevedono che il dipendente riceva il TFR entro 90 giorni dalla conclusione del rapporto. E' una norma di civiltà al contrario di quella nazionale (vergognosa) in base alla quale il lavoratore può riavere quanto accantonato solo dopo 24 mesi che diventano anche 27.

Tutto bene quindi? Eh no perché pare che qualcuno in Trentino si sia dimenticato di quella che una volta si chiamava "Autonomia".
Ai dipendenti della macchina provinciale (e degli enti locali) che hanno maturato i requisiti per accedere a Quota 100 infatti, per scelta dell'amministrazione leghista, per quanto riguarda la restituzione dell'accantonamento del TFR anziché le norme provinciali saranno applicate quelle nazionali. Con buona pace della parità di trattamento, della competenza esclusiva di cui gode la Provincia sul suo personale e della logica.
Benvenuti nel #cambiainpeggio

Leggi qui il post e qui l'approfondimento con l'interrogazione che ho presentato per fare chiarezza e conoscere i riferimenti normativi.


Trentino - 

Quando in Trentino si è promesso il cambiamento qualcuno (tra cui noi) si è preoccupato perché tra le tante marce esiste anche la retro. Ecco che arriva puntuale, ed aspettata, la conferma dei nostri timori.

Nella scorsa estate avevamo lavorato per ottenere l'impegno della Provincia volto al superamento della evidente discriminazione che subiscono i dipendenti dell'APSS (e non solo) qui il nostro ordine del giorno che al termine del servizio non ricevono il TFR secondo le regole dei colleghi dipendenti provinciali (90 giorni) ma con tempi di attesa che possono superare anche i 2 anni.

Su questo tema anche il sindacato si era attivato arrivando a rallegrarsi insieme a noi del risultato ottenuto qui il comunicato della CGIL. Di fatto l'impegno finanziario della Provincia sarebbe tutto sommato contenuto e soprattutto confinato al primo momento di eventuale adeguamento dei trattamenti dato che con il rientrare degli anticipi la situazione si normalizzerebbe in tempi rapidi.

Purtroppo la nuova Giunta del cambiamento, in base alla risposta appena ricevuta, leggi la risposta sceglie di mantenere lo status quo, discriminazioni comprese, azzerando gli impegni presi e le parole spese da chi li ha preceduti.

Qui il mio intervento in aula dell'estate scorsa
DIPENDENTI APSS PENALIZZATI NELL'EROGAZIONE DEL TFR: È ORA DI RIMEDIARE


Trentino - 

Ieri mattina ho presentato un'interrogazione con cui chiedo al presidente del Consiglio provinciale di valutare bene come muoversi per la nomina di 3 importanti figure di garanzia, il Garante dei Minori, il Difensore Civico e il Garante dei Detenuti. Auspico che i nomi scelti per questi ruoli siano di alto profilo, condivisi con tutte le forze politiche e soprattutto selezionati tramite un confronto trasparente e criteri di merito oggettivi.

Click qui per leggere il testo integrale dell'interrogazione 359/XVI "Nomine e designazioni e audizione in commissione consiliare di associazioni di categoria e ordini professionali interessati":
https://alexmarini.com/2019/03/20/richiesti-criteri-di-merito-oggettivi-e-maggiore-confronto-nella-nomina-delle-figure-di-garanzia/


Trentino - 


Le elezioni europee e politiche si avvicinano. Con il loro approssimarsi cresce di pari passo la necessità di varare misure per assicurare il massimo pluralismo. È in quest'ottica che ieri ho presentato un question time (QT) con cui sollecitato il presidente della provincia ad affrontare la stortura della mancata erogazione dei fondi per i messaggi autogestiti gratuiti (MAG) da destinare alle emittenti radiotelevisive locali private trentine.

A causa di una assai opinabile interpretazione fornita dal Governo nazionale (Berlusconi IV), fino dall'anno 2011 i fondi per i messaggi autogestiti sono stati resi indisponibili alle Province autonome di Trento e di Bolzano. L'ammontare totale cui le emittenti locali sono state private ammonta in totale a circa 200mila euro. Si tratta di risorse che sarebbero servite a garantire livelli minimi essenziali di pluralismo rispetto alle proposte delle varie forze politiche.
I MAG svolgono l'importante funzione di assicurare la diffusione di tutti i punti di vista all'interno delle competizioni elettorali e referendarie. Sono previsti dalla cosiddetta legge sulla par condicio al fine di garantire che tutti i cittadini possano ricevere informazioni sulle proposte avanzate dalle forze politiche in campo e dagli eventuali comitati promotori di quesiti referendari.

In vista degli imminenti appuntamenti elettorali e in ragione della situazione dell'informazione del Trentino-Alto Adige/Sűdtirol, dove ormai nel settore della carta stampata si registrano concentrazioni proprietarie e di fatturato in regime quasi monopolistico, questo tema assume un'importanza cruciale.

Si tratta di temi sui quali nei giorni scorsi ho provveduto a sollecitare la rappresentanza del M5S in sede governativa mentre col QT di ieri ho chiesto al presidente di assumere le iniziative che gli competono per rimediare a una stortura che vede i cittadini della nostra regione penalizzati rispetto al resto degli italiani.

Nella sua risposta il presidente Fugatti mi ha ribadito la volontà di recuperare quanto spetta al Trentino, una disponibilità che apprezzo.

Il sasso è stato lanciato, ora tocca ai governi nazionale e regionale affrontare la cosa e porvi rimedio. Come ho avuto modo di ribadire a Fugatti replicando al suo intervento, qualora non si riuscisse a venire a capo della questione si potrebbe anche valutare il ricorso alla Corte Costituzionale.

Qui il testo dell'interrogazione:
Sui rimborsi riconosciuti alle emittenti locali per la trasmissione di messaggi autogestiti a titolo gratuito in campagne elettorali o referendarie
https://www.consiglio.provincia.tn.it/_layouts/15/dispatcher/doc_dispatcher.aspx?app=idap&at_id=997315


Trentino - 

L'inadeguatezza di chi governa la Provincia si rende ancor più evidente oggi con la disdetta dei contratti integrativi per i dipendenti delle società provinciali.
Come al solito tutto era partito con grandi proclami e con intenti bellicosi.
La promessa era quella di eliminare i privilegi e ricondurre la giungla dei contratti esistenti ad uno unico che garantisse equità e ragionevolezza. Il fine era ovviamente meritorio. Ma per imprese difficili servono competenze, capacità e volontà.
Visti i risultati è facile dedurre che manchino tutte e tre.
Dopo aver abbandonato l'idea del contratto unico tanto sbandierato, la Provincia con un atto di imperio decide unilateralmente di eliminare per tutti il contratto integrativo. In barba all'equità, si opera con tagli lineari in un ordine tra il 10 e il 20% per tutti.
Da una parte i privilegiati che rimarranno tali come ormai consueto in questa Provincia: dirigenti numerosi e superpagati, beneficiari del sontuoso contratto del credito e di trattamenti individuali di incomprensibile origine. Dall'altra i metalmeccanici e tutti quelli che nel passato non hanno approfittato delle attenzioni della politica.
Dopo il fallimento della razionalizzazione delle partecipazioni, dopo il fallimento del Centro Servizi Condiviso, dopo il fallimento del contratto unico, un altro disastro di cui fregiarsi per la maggioranza PD-PATT-UPT.
Per chiarire la portata del problema abbiamo deciso di presentare l'allegata interrogazione.

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Qui di seguito il testo dell'interrogazione nr. 5124 del 28 settembre 2017 - Scarica PDF


Disdetta dei contratti integrativi delle partecipate: di fallimento in fallimento verso il 2018


Preso atto del fallimento della trattativa relativa al cosiddetto contratto unico;

Preso atto altresì della decisione della Provincia di disdettare i contratti integrativi dei dipendenti delle società partecipate e degli enti;

Considerato che in termini di equità la scelta della Provincia risulta inaccettabile anche in virtù del ginepraio di differenti trattamenti riconosciuti;

Al fine di disporre di un quadro aggiornato della situazione;

Tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia per conoscere:
1. la tipologia di contratto applicato da ciascuna società o ente citati in premessa;
2. con riferimento ad ogni società o ente coinvolto nella fallita trattativa sul cosiddetto contratto unico, il dettaglio dei dipendenti con retribuzione superiore rispetto alle previsioni minime dei contratti, ad esclusione di quanto riconosciuto in virtù dei contratti integrativi, con indicazione per ciascuno del livello di inquadramento, delle mansioni e della retribuzione annuale.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.


Trentino - 

L'aula del Consiglio provinciale ha approvato due ordini del giorno del M5s presentati da Filippo Degasperi per il disegno di legge n. 208/XV di assestamento alla manovra finanziaria 2017.
Grazie al primo ordine del giorno la Provincia si impegna a chiedere che anche agli inquilini ITEA con canone concordato siano concesse le detrazioni fiscali previste per i canoni di locazione.
Con l'approvazione del secondo ordine del giorno la Giunta si è impegnata a fornire ai giovani e a bambini affetti da diabete di tipo 1 i dispositivi più recenti sostituendo quelli attualmente in uso con catetere superati dall'evoluzione della tecnologia.
Sfortunatamente il terzo ordine del giorno (su peggioramento polizza infortuni della Provincia a sfavore di studenti e loro famiglie) non è stato approvato senza nemmeno avere la possibilità di discutere un'intesa, tanto che la Giunta ha espresso parere negativo senza motivarlo in aula. Un pessimo segnale che però dimostra che la questione scandalosa degli esigui risparmi ottenuti con la diminuzione dei massimali e l'introduzione di nuove franchigie nella polizza infortuni della Provincia, il tutto a danno degli utenti del sistema educativo trentino, ha colpito nel segno e la Giunta non è stata in grado di giustificarsi.
Ecco quindi gli ordini del giorno:

- n. 7 "Adeguamento della polizza infortuni a favore degli utenti del sistema educativo provinciale" (non approvato), leggi qui:
http://www.movimento5stelle.it/listeciviche/liste/trentino/2017/07/27/Proposta_di_ordine_del_giorno_n._7_208_XV_2744_M5S.pdf

Vedi l'intervento di Degasperi in aula su ordine del giorno n.7: https://youtu.be/bv31YjSCiu4
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- n. 16 "Agevolazioni fiscali per inquilini di alloggi ITEA locati con contratti a regime convenzionale" (approvato solo il punto 1), leggi qui:
http://www.movimento5stelle.it/listeciviche/liste/trentino/2017/07/27/Proposta_di_ordine_del_giorno_n._16_208_XV_4205_M5S.pdf

Vedi l'intervento di Degasperi in aula su ordine del giorno n.16: https://youtu.be/zr7c5eojg8E
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- n. 17 "Messa a disposizione dei pazienti affetti da diabete di tipo 1 di dispositivi per l'insulina senza catetere" (approvato con modifiche al punto 1), leggi qui:
http://www.movimento5stelle.it/listeciviche/liste/trentino/2017/07/27/Proposta_di_ordine_del_giorno_n._17_208_XV_4204_M5S.pdf

Leggi qui il punto 1 dell'ordine del giorno n. 17 dopo l'approvazione concordata con la Giunta: http://www.movimento5stelle.it/listeciviche/liste/trentino/2017/07/27/modifica%20punto%201%20odg%2017.jpeg

Vedi l'intervento di Degasperi in aula su ordine del giorno n.17: https://youtu.be/W_H7cQT8Qyc



Trentino - 

La maggioranza PD PATT UPT liquefatta dopo nemmeno 1 (una) giornata di confronto attribuisce la responsabilità della sua Waterloo sulle preferenze alle minoranze.
Il M5s, contrario nel merito, ha impiegato il tempo a disposizione per spiegare, secondo forme rispettose della democrazia e delle istituzioni, le ragioni della propria posizione e ha proposto fin dal 4 ottobre 2016 (in assoluta solitudine) di percorrere la strada del confronto con i contrari mettendo sul piatto il referendum confermativo previsto dallo Statuto. Se allora i proponenti e la loro Invincibile Armada avessero assunto un atteggiamento più dialogante, forse la vicenda si sarebbe sviluppata in altre direzioni. Forse, sempre che l'approvazione del disegno di legge fosse un obiettivo che si voleva effettivamente perseguire.
Gli indizi sparpagliati fino a ieri, oggi stanno evolvendo in prova ed è strano che nessuno lo rilevi.
A parte i buchi sui banchi del centrosinistra autonomista che per ben due volte hanno fatto mancare il numero legale, a parte le prese di posizione di qualche esponente della maggioranza chiaramente ostile alla proposta, per addossare la debacle all'ostruzionismo lo si sarebbe dovuto almeno testare.
Invece, entrati in aula con lo spauracchio della seduta a oltranza, la resa incondizionata è arrivata dopo nemmeno 1 (una) giornata di discussione e una (la prima) in cui la maggioranza, con le scelta di non concedere nemmeno il tempo per approfondire il nome proposto per la Corte dei Conti, ha scientemente creato il pretesto per portare le minoranze a dilatare i tempi.
A questo punto, dopo le parole del Presidente, il disegno è chiaro.
Trasformare l'incapacità della maggioranza di rispettare gli impegni presi con i propri elettori in opportunità per scardinare il ruolo e la funzione del Consiglio, utilizzando come casus belli il flop del disegno di legge sulle preferenze.
Chi vuole ridurre la massima istituzione dell'Autonomia nel proprio cortile, troverà sulla sua strada i trentini e il M5s al loro fianco.

Filippo Degasperi
Cons. prov. M5s


Trentino - 

La difesa della propria parrocchia o del proprio orticello in Italia è quasi un dovere civico. Fortunatamente quella del componente della segreteria della Fim-Cisl lascia trasparire che a sostegno delle proprie tesi ci sono anche impegno e convincimento personale.
Il riferimento alla posizione del M5s, forse non ben conosciuta, merita però qualche precisazione. Non è chiaro se quando si scrive che i "neo ideologi" non hanno la benché minima idea di come si eserciti la democrazia rappresentativa nei luoghi di lavoro il riferimento sia al MoVimento. Su questo tema Paolo Cagol può stare tranquillo dato che la discussione sta avvenendo con la collaborazione, tra gli altri, di un ex dirigente Fiom con 44 anni di militanza.
Anche sulle proposte c'è bisogno di qualche rassicurazione. Nessuno vuole tornare alla Prima Rivoluzione industriale anche se forse qualche scelta del recente passato fatta dai e con i "governi concertanti" (la totale deregulation sulle apertura degli esercizi commerciali, i contratti "a fregature crescenti", l'impiego incontrollato dei voucher e molto altro) anziché verso la Quarta ci ha riportato verso la Seconda, senza bisogno dell'intervento del M5s e senza che sindacati e sindacalisti se ne rendessero conto.
Il M5s chiede innanzitutto che i sindacati tornino a fare il loro lavoro. E' un dato innegabile che oggi i loro bilanci e le loro strutture si reggono sulla serie infinita di prestazioni e servizi (dichiarazioni varie, assistenza, formazione) che l'ente pubblico ha improvvidamente delegato loro e che hanno reso meno importante acquisire e mantenere il consenso dei lavoratori. Addirittura nelle crisi aziendali sono anche le organizzazioni dei sindacati che partecipano, assieme a quelle datoriali, al banchetto con cui si spartiscono le risorse per la riqualificazione dei lavoratori. Tutto ciò deve finire. Il sindacato deve vivere "con i soldi che gli danno i lavoratori che vuole rappresentare". In questo modo sarà condizionabile e dovrà rispondere del proprio operato solo al lavoratore che dimostrerà la propria fiducia attraverso il pagamento e il rinnovo dell'iscrizione annuale.
Anche le modalità di rappresentanza vanno messe in discussione. Devono essere i lavoratori direttamente interessati a scegliere liberi e senza vincoli (come quelli imposti dall'articolo 19 dello Statuto dei lavoratori) da chi vogliono essere rappresentati. Deve finire il giochetto dei "sindacati maggiormente rappresentativi" (magari tra i pensionati) e quello dei "comparti" che raggruppano categorie diverse. Attraverso quest'ultimo meccanismo quando si discute dei lavoratori di una categoria specifica non conta la rappresentatività effettiva ma quella annacquata nell'intero comparto. Sindacati di fatto sconfessati dai lavoratori possono sedere al tavolo e condizionare le trattative solo perché rappresentano qualcun'altro appartenente formalmente allo stesso "comparto" ma il cui contratto non è quello in discussione.
Da ultimo, il M5s non vuole abolire i sindacati. Ma vuole abolire il consociativismo. I sindacati rappresentano i lavoratori e lo scopo della loro esistenza non è quella di accordarsi con i datori di lavoro per poi far digerire la cicuta a chi dovevano difendere. I sindacati devono portare avanti con tutti i mezzi a disposizione le istanze dei lavoratori, anche se sgradite alla controparte o magari, ai loro politici di riferimento.
Questi i temi principali attorno ai quali si sta sviluppando la discussione, con l'obiettivo di far tornare i sindacati a svolgere la funzione per la quale sono nati e di cui qualcuno, dai tempi di Dickens a oggi, si è scordato.

Filippo Degasperi
Movimento 5 Stelle


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