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MoVimento 5 Stelle

Senigallia - 

Nella seduta del Consiglio comunale del 19 luglio 2018 è stata, infine, ufficializzata l'uscita del consigliere comunale Riccardo Mandolini dal gruppo consiliare del M5S di Senigallia ed il suo ingresso nel cosiddetto "gruppo misto".

Non abbiamo volutamente risposto, nell'immediatezza, al fantasioso comunicato di Mandolini pubblicato il 12 luglio scorso, che ha ricevuto sulla sua bacheca FB, i "mi piace" di esponenti locali del PD e di LeU (e la cosa non ci sorprende).

In realtà, il consigliere Mandolini si è tirato fuori da solo e già da tempo dalla comunità pentastellata locale, regionale e nazionale, non partecipando a banchetti su temi nazionali e locali, né ad eventi pubblici, nemmeno in occasione delle ultime elezioni politiche, né tantomeno ad incontri con la cittadinanza, nonché mantenendo costante la sua ostilità manifesta nei confronti del gruppo consiliare del M5S senigalliese, in particolare quando quest'ultimo assumeva posizioni di scontro con la maggioranza PD su temi scottanti quali la "fusione per incorporazione" con il comune di Morro d'Alba, l'unione dei comuni, la sanità locale, esprimendo oltre 80 voti ribelli in consiglio.

Le scuse accampate da Mandolini sono puerili: il fatto è che egli ha occupato abusivamente il seggio del M5S per ben sette mesi, da gennaio 2018 ad oggi, avendo - per sua stessa ammissione- rifiutato di iscriversi alla nuova associazione del M5S, di aderire al nuovo statuto, al codice di comportamento e contestando perfino la elezione del nostro capo politico Luigi Di Maio.

Se non si riconosce più negli ideali del M5S, che presentandosi per la prima volta alle comunali del 2015 ha ottenuto a Senigallia il 14,27% delle preferenze, risultando la prima forza politica di opposizione, allora che si dimetta e lasci il posto che ha avuto solo grazie al simbolo, non certo alla sua notorietà, al primo dei non eletti della lista certificata del M5S senigalliese: quel posto non gli appartiene! Mandolini non è più "portavoce" della comunità che ha espresso il voto e che ha riposto la fiducia nel M5S, quindi, almeno per coerenza rispetti il vincolo di mandato, che costituisce uno dei capisaldi del M5S, e si dimetta!

Mentre Mandolini rinnega il MoVimento che lo ha portato a sedere sui banchi del Consiglio comunale, noi siamo orgogliose, invece, di far parte di una forza politica che ha rinunciato a 42 milioni di finanziamenti pubblici e che nella passata legislatura ha donato oltre 20 di milioni di euro al fondo di garanzia per il microcredito e che con il decreto dignità vuole ridare speranza a migliaia di precari sfruttati e contrastare il gioco d'azzardo e che - con i tagli ai privilegi della casta - sta finalmente finanziando la ricostruzione dei territori colpiti dal sisma del 2016 e 2017, dopo due anni di inedia dei passati governi Renzi-Gentiloni.

La nostra attività di portavoce del M5S continua ancora con più determinazione: durante l'ultimo consiglio comunale del 19 luglio 2018, abbiamo presentato due interrogazioni e tre mozioni, mentre una quarta mozione sulla questione delle degenze della gastroenterologia di Senigallia, già depositata, è stata spostata alla seduta consiliare prossima, del 31 luglio.

Interrogazioni:

La nostra prima interrogazione sulle condizioni di degrado dei cimiteri comunali non ha ricevuto nessuna risposta soddisfacente: in particolare abbiamo evidenziato lo stato d'abbandono delle aree verdi e l'infestazione di erbacce nei vialetti di ghiaia, il fatto che il cancello dell'ingresso superiore del cimitero maggiore è rotto da anni, permettendo a malintenzionati di introdursi e compiere ripetuti furti e danneggiamenti all'attività commerciale ivi presente, che il bagno pubblico (alla turca) è inaccessibile all'utenza anziana o disabile e che il bagno dell'ingresso inferiore presenta una grossa crepa a tutta parete, e che non è possibile procedere alla raccolta separata dell'umido (piante e fiori secchi) dalla indifferenziata.

I cittadini di Senigallia che vanno a far visita ai loro cari scomparsi e che ci riferiscono che mai - a loro memoria - hanno visto un tale stato di degrado e di abbandono delle tre aree cimiteriali, si sentiranno derisi dalla risposta dell'assessore, secondo il quale gli sfalci d'erba verrebbero eseguiti regolarmente (con erbacce nei vialetti di ghiaia alte più di un metro), il cancello sarebbe stato aggiustato alcun settimane fa e comunque né il cancello né il bagno alla turca sarebbero di competenza comunale perché di pertinenza del convento dei Cappuccini. Relativamente alla raccolta differenziata, invece, l'assessore Monachesi non ha potuto che convenire con noi: non c'è.

Con la seconda interrogazione, in merito alla prossima inaugurazione, in piazza Saffi, del Totem multimediale, chiedevamo al sindaco se era sua intenzione di concederne l'uso ai movimenti o partiti politici , quale il M5S ,al quale non e' stata autorizzata l'installazione di una bacheca. Il sindaco, in spregio ad ogni forma di pluralismo politico che connota questa consiliatura a guida PD, ci ha invitato all'inaugurazione per farci vedere quanto e' bravo, precisando, però, che il totem e' per le associazioni.

Mozioni:

La prima Mozione da noi presentata, approvata all'unanimità dall'assemblea consiliare, era un invito a Sindaco e Giunta ad attivarsi al fine di rivedere il Regolamento per la tutela e la valorizzazione del paesaggio agrario, al fine di aggiornare il Regolamento di polizia rurale nonché di integrarlo con le norme del Piano d'Azione Nazionale per l'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (PAN-fitofarmaci), di cui al DM 22 gennaio 2014. Ciò al fine di ridurre i rischi e gli impatti dei prodotti fitosanitari sulla salute umana, sull'ambiente e sulla biodiversità; promuovere l'applicazione della difesa integrata, dell'agricoltura biologica e di altri approcci alternativi; proteggere gli utilizzatori dei prodotti fitosanitari e la popolazione interessata; tutelare i consumatori; salvaguardare l'ambiente acquatico e le acque potabili; conservare la biodiversità e tutelare gli ecosistemi.

Il Comune di Senigallia si era già impegnato a non utilizzare il glifosate in nessuna parte del territorio comunale, nemmeno sui marciapiedi, a seguito di una mozione del M5S del 29 luglio 2015, anch'essa approvata all'unanimità e destinata ad integrare il Piano del verde urbano, segno che, in tema ambientale, anche in codesta attuale amministrazione si riscontra una forte sensibilità.

La seconda Mozione verteva, sul tema, a noi caro, della sicurezza urbana, impegnando l'amministrazione a sottoscrivere - come hanno già fatto altri 13 comuni della nostra provincia - il patto per la sicurezza con il Prefetto, al fine di accedere ai fondi destinati anche all'implementazione del sistema di telecamere per la videosorveglianza. A Senigallia dovevano esserci 26 telecamere ma ne funzionano (a malapena) SOLO TRE. Il vicesindaco ha dichiarato che il Comune ha deciso di non aderire, con motivazioni risibili, perché le telecamere già ci sono (ma non funzionano), perché la delinquenza a Senigallia è residuale e perché i fondi ministeriali sono pochi. Incomprensibile!

Le telecamere sono uno strumento indispensabile per il lavoro delle forze dell'ordine e sono un supporto ad eventuali denunce di cittadini colpiti da un atto criminoso.
Ci viene raccontato che tra 10 giorni tutte le telecamere saranno aggiustate e, con nostro disappunto, la nostra mozione, che ha ricevuto il sostegno di tutte le forze di opposizione (tranne che del consigliere Perini), è stata respinta con convinzione dal gruppo consiliare PD, visto l'intervento del suo capogruppo Santarelli, nonché da quasi tutta la maggioranza.

Con la terza Mozione siamo tornate a richiedere una ulteriore modifica del "Regolamento comunale sugli apparecchi di trattenimento e svago e sulle sale da giochi". Sappiamo infatti che e' al vaglio del Parlamento una proposta di legge per il divieto totale di pubblicità dell'#azzardo su tutti i mezzi di informazione, come già avviene per il tabacco e che La Regione Marche ha approvato nel 2017 la nuova disciplina regionale per la prevenzione ed il trattamento del gioco d'azzardo patologico e della dipendenza da nuove tecnologie e social network. (Legge Regione Marche N. 3 del 07/02/2017).

Abbiamo quindi richiesto a Sindaco e Giunta l'impegno ad aggiornare il "Regolamento comunale sugli apparecchi di trattenimento e svago e sulle sale da giochi", così come già modificato con Delibera n. 56 del 29/06/2016 in ordine agli orari, con la nuova disciplina regionale per la prevenzione ed il trattamento del gioco d'azzardo patologico e della dipendenza da nuove tecnologie e social network (Legge Regione Marche N. 3 del 07/02/2017), nonché ad istituire un pubblico elenco degli esercizi in possesso del marchio "No Slot", dando seguito a quanto previsto dalla L.R. all'art. 5 (Competenze dei comuni), comma 5 ("I Comuni istituiscono un pubblico elenco degli esercizi previsti all'articolo 3, presenti sul proprio territorio, in possesso del marchio "No Slot" e possono per questi prevedere forme premianti.); ad intraprendere e rafforzare l'azione della Polizia Locale al fine di far rispettare la normativa regionale vigente, dando seguito, in particolare, a quanto previsto dalla L.R. all'art. 5 (Competenze dei comuni) comma 6 ("I Comuni esercitano l'attività di vigilanza in ordine al rispetto di quanto previsto da questa legge relativamente all'utilizzo del logo regionale "No Slot" previsto all'articolo 10, nonché alle disposizioni previste agli articoli 7 e 8.) ed infine a vietare qualsiasi attività pubblicitaria relativa all'apertura o all'esercizio di sale da gioco che prevedono vincite in denaro, nonchè la concessione di spazi pubblicitari istituzionali e l'attività di comunicazione istituzionale, per pubblicizzare i giochi che prevedono vincite di denaro, dando seguito a quanto previsto all'art. 7 (Divieto di pubblicità) ("Ai fini della tutela della salute pubblica e della prevenzione della dipendenza dal gioco, è vietata qualsiasi attività pubblicitaria relativa all'apertura o all'esercizio delle sale previste all'articolo 3.")

Tale nostra ultima Mozione è stata rinviata all'esame congiunto delle commissioni consiliari permanenti I e IV".


Senigallia - 

75°-Progetto vasche.jpg

Il Presidente del consiglio comunale di Senigallia ha respinto la richiesta di convocazione della Commissione III (ambiente e frazioni) inoltrata il 18 maggio scorso dalle consigliere Martinangeli e Palma del M5S, e finalizzata ad effettuare un incontro sui luoghi in cui dovranno essere realizzate le vasche d'espansione ed eseguiti i lavori di manutenzione straordinaria degli argini del fiume Misa.
La nostra richiesta, esercizio della necessaria attività consiliare, propedeutica alla preparazione del Consiglio grande, convocato per il 9 giugno 2018, è stata dallo stesso respinta, con la motivazione che "riunire la commissione fuori dagli ambiti istituzionali non sia una prassi comune", con l'invito ad arrangiarci da sole, "in quanto chiunque può recarsi sul luogo interessato dai lavori e prendere visione dello stato attuale", ricordandoci, altresì, che per visionare la relazione al progetto esecutivo, verificato e validato, relativo alla manutenzione degli argini che dovrà essere effettuata dal Consorzio di Bonifica Marche, nonché il nulla osta idraulico rilasciato dalla regione Marche sul summenzionato progetto, dovevamo ricorrere all'accesso agli atti.
Pertanto, previo invito, da noi inviato a tutti consiglieri comunali, chiedendo il coordinamento del consigliere Giorgio Sartini di S.B.C., presidente della III° commissione consiliare, il sopralluogo da noi proposto, si è tenuto il 25 maggio alle h. 17,30, nella zona di Bettolelle, nei pressi del ponte dove dovrebbe essere realizzata la strettoia prevista in progetto per l'innalzamento del livello del fiume Misa da cui, in caso di piena, le acque sarebbero convogliate, tramite un apposito passaggio, verso la vasca di espansione che si dovrebbe estendere fino alla strada corinaldese.
Nessuno è intervenuto dei gruppi di maggioranza, mentre, tra i gruppi di minoranza, erano presenti i consiglieri Giorgio Sartini (SBC), Stefania Martinangeli ed Elisabetta Palma (M5S), e Luigi Rebecchini (U.C.).
L'esecuzione delle vasche di espansione ed i lavori di manutenzione straordinaria degli argini sono finalizzati a dare maggior sicurezza alla città ed alle frazioni, e, per tale intervento strutturale, la Regione sembrerebbe avere stanziato ingenti risorse (18 milioni di finanziamenti) tramite i fondi messi a disposizione dal progetto di Italia sicura e dal POR-FESR.
Dal sito della regione Marche apprendiamo infatti che "Per quanto riguarda le vasche, è stata completata la realizzazione dei rialzi arginali a monte del ponte tra Bettolelle e Brugnetto e l'argine di valle della vasca in adiacenza al fosso del Giannino a tutti noto come fosso del Sambuco. Le restanti opere (quelle più consistenti che faranno funzionare la vasca ovvero il completamento degli argini della vasca, l'opera di presa, l'opera di restituzione, la strettoia necessaria per attivare l'invasamento nella vasca) sono oggetto di una gara d'appalto integrata di progettazione esecutiva e realizzazione. Il Consorzio di Bonifica delle Marche che si occupa degli argini ha consegnato il progetto esecutivo, verificato e validato, per il quale è stato già rilasciato dalla Regione il nulla osta idraulico. Si prevede che i lavori potranno avere inizio entro il mese di aprile.
I lavori riguardano il rifacimento di vari tratti di argine a partire dalla città di Senigallia per una lunghezza complessiva di oltre 4.000 m per un importo totale di 3.700.000 euro.
LOTTO 1 - intervento su due tratti arginali tra Ponte Vallone e Pianello di Ostra per complessivi 2.306 m. Importo complessivo 2.050.000 circa (di cui per lavori 1.460.000)
LOTTO 2 - intervento su cinque tratti arginali tra Ponte Portone ed il ponte Vallone per complessivi 1.777 m. Importo complessivo 1.650.000 circa (di cui per lavori 1.190.000)
Attualmente sono in corso due interventi avviati in somma urgenza a seguito degli eventi di piena dei primi giorni di questo mese, il primo in zona Marazzana ed il secondo in zona Vallone, per un importo complessivo di quasi 450.000 euro.
Oltre a questi lavori già avviati o in avvio, sono previsti ulteriori fondi che a breve verranno destinati al Misa: € 4.300.000 da POR FESR che saranno assegnati al Consorzio di Bonifica per sistemare con urgenza ulteriori tratti di erosione e per operare una manutenzione diffusa sul Nevola, per i quali è previsto per maggio l'avvio della progettazione; 10.000.000 di euro da ITALIA SICURA - fondo BEI per arginature ed aree di laminazione".
Durante il sopralluogo del 25 maggio scorso, l'ingegnere idraulico Massimo Gennaro ci ha ricordato che l'attuale progetto, della Provincia di Ancona, di salvaguardia dal rischio di piena e di straripamento del fiume Misa, costituisce una revisione di quello dell'Aquater, risalente ai primi anni '80.
Ricordiamo che nel 1982 furono stanziati 16 miliardi delle vecchie lire ricorrendo ai fondi FIO (Fondo per l'investimento e l'occupazione istituito con Legge e gestito dal Ministero del Bilancio per opere pubbliche dotate di elevata produttività sul piano economico ed occupazionale), e dunque nello specifico destinati alla progettazione e conseguente realizzazione delle casse di espansione e/o laminazione (invasi artificiali) per contenere le piene del fiume Misa; tale progetto, predisposto dalla società AQUATER del gruppo ENI, malgrado gli ingenti stanziamenti, non fu mai realizzato.
E' per questo che, cittadini, comitati e rappresentanti politici dovranno ora vigilare sulla effettiva realizzazione e sulla efficacia dei lavori pubblicamente annunciati dall'Assessore Sciapichetti.
Una prima criticità, suggerita dall'intervento sui luoghi dell'ing. Gennaro, è quella della sicurezza delle aree a monte sulla sinistra delle vasche, in cui potrebbe aumentare il rischio alluvione e soprattutto di impaludamento per effetto del restringimento in alveo con gli argini che verranno realizzati in zona Bettolelle.

Altra criticità sarebbe costituita dal meccanismo previsto dal progetto per far entrare in funzione le vasche di espansione, ossia le sei paratoie che dovrebbero essere chiuse in concomitanza con l'evento di piena. Come si prevede che venga gestita questa problematica di gestione delle vasche?
Altra criticità su cui puntare l'attenzione degli enti attuatori e degli esecutori, emersa in sede di sopralluogo, è stata quella della manutenzione degli scarichi che, con il tempo, si intasano con rami e detriti, impedendo la chiusura delle paratoie in caso necessità.
Ci chiediamo, inoltre, se sia stato previsto un ampliamento della sommità degli argini per consentire l'accesso di mezzi per la manutenzione degli argini stessi e delle paratoie.
Ci chiediamo come e se queste criticità, che non sembrano contemplate nel progetto, saranno risolte in sede di progetto esecutivo e se le somme stanziate includano anche l'esecuzione dei lavori relativi.
Dal monitoraggio degli ultimi interventi effettuati sull'argine di valle, abbiamo potuto constatare che i massi marmorei posti a contenimento ed a protezione dell'argine stesso, risultano attualmente spostati, dalle correnti e dalla forza delle piene, al centro dell'alveo. Ci chiediamo, quindi, come si pensa di ancorare i massi utilizzati per la realizzazione della strettoia prevista in progetto per far innalzare il livello del fiume e quindi riempire le vasche di espansione in caso di necessità, al fine di evitare che, ad ogni piena, a causa dello spostamento dei massi, lo stato dei luoghi debba ogni volta essere ripristinato.
La mitigazione del rischio idraulico a Senigallia, secondo l'ing. Gennaro, intervenuto al sopralluogo del 25 maggio scorso, sembra non possa comunque prescindere dagli interventi nei punti critici presenti nel tratto urbano del fiume Misa.
Tutti questi punti ed altri che emergeranno dagli approfondimenti che stiamo cercando di fare in merito, saranno sottoposti all'attenzione dei rappresentanti di governo regionale e dei tecnici incaricati in sede di discussione del Consiglio grande convocato per il 9 giugno, augurandoci che, come da nostra richiesta quali consigliere comunali, il Presidente del consiglio ci metta nella condizione di poter esaminare la relazione al progetto esecutivo, verificato e validato, relativo alla manutenzione degli argini che dovrà essere effettuata dal Consorzio di Bonifica Marche, nonché di prendere visione del nulla osta idraulico rilasciato dalla regione Marche sul summenzionato progetto.
Avvisiamo comunque i cittadini che a breve sarà diramato un comunicato ufficiale della Presidenza del consiglio, come preannunciato alla conferenza dei capigruppo del 22 maggio scorso, con il quale saranno rese note le modalità con cui cittadini, associazioni e portatori di interessi potranno prenotare i loro interventi nel Consiglio Grande del 9 giugno prossimo, che si terrà, alle h. 8:30, presso la sala consiliare del Comune di Senigallia.

Stefania Martinangeli, Elisabetta Palma
Consigliere comunali M5S Senigallia


Senigallia - 

In merito alla nostra politica di salvaguardia della salute pubblica e di tutela dell'ospedale cittadino, informiamo la cittadinanza di Senigallia e i comitati cittadini che martedì 28 maggio dalle ore 10 sarà convocata la seduta del consiglio regionale, che sarà trasmessa e visibile in streaming https://www.youtube.com/watch?v=Wr30Ls0d26c - dal minuto 3:48:22).
Verrà discussa la Mozione n. 335 del portavoce del M5S Piergiorgio Fabbri "Ripristino immediato della Unità Operativa di Cardiologia - UTIC del presidio ospedaliero AV2 - sede di Senigallia".

link alla mozione: http://www.consiglio.marche.it/banche_dati_e_documentazione/atti_di_indirizzo_e_controllo/mozioni/index.php?azione=ricerca&leg=X&id=2248


Stefania Martinangeli ed Elisabetta Palma
M5S Senigallia


Senigallia - 

L'aitante sindaco della "città di tutti" ha colto l'occasione, anche durante l'ultimo consiglio comunale del 26 aprile, per dileggiare - attraverso la solita battutina contro la sindaca Raggi - l'altra metà del cielo.

Durante la discussione sulle linee programmatiche dell'azione di governo, essendo emerso il dato del permanere del disavanzo di amministrazione nonché del risultato negativo del conto economico di esercizio nel rendiconto di gestione dell'anno 2017, rimarcato anche dai Revisori dei Conti, il sindaco ha colto al balzo il fatto di dover contabilizzare nel proprio bilancio beni architettonici e monumentali, come il palazzetto Baviera, per insultare la sindaca Raggi, definendola "poretta" e dileggiandola sul fatto che "non sa nemmeno dov'è il Colosseo", salvo poi "arrampicarsi sugli specchi" e "rigirare la frittata" quando le sottoscritte si sono - giustamente - indignate e hanno chiesto al presidente del consiglio di redarguire siffatti comportamenti.
Nella stessa seduta, infatti, il sindaco ha lanciato varie frecciatine, senza mai nominare la Raggi, ma affermando che "quando uno non ha idee, allora asfalta le strade", dimentico, forse, dello stato pietoso in cui versano le nostre vie ed, al contrario, delle centinaia di chilometri di strade rimesse a nuovo dall'amministrazione capitolina nel programma #StradeNuove.
Il 27 aprile del 2017, durante la discussione del rendiconto della gestione dell'esercizio finanziario 2016, il sindaco se n'è uscito con la frase "attaccare la Raggi perché c'è l'immondizia a Roma che li affoga", dimenticando, però, com'è suo solito, di dire che Roma è la prima capitale europea ad aver avviato un programma di raccolta differenziata "intelligente", con ottime percentuali di raccolta (dietro solo a Berlino) nonostante sia l'unica a non avere impianti sul territorio, non certo per responsabilità dell'attuale sindaco di Roma.

Il sindaco di Senigallia, purtroppo, non è nuovo a questi insulti gratuiti ed oltremodo discriminatori, già in passato da noi stigmatizzati. Facendo di necessità, virtù, abbiamo, tra gli altri, presentato, nella seduta consiliare del 14 dicembre 2017, un OdG "Misure per attuare parità e pari opportunità tra uomini e donne nelle amministrazioni pubbliche", che ha ricevuto il sostegno dell'assessora alle pari opportunità Ramazzotti (ci auguriamo che la sottrazione di alcune deleghe alla stessa non sia stato un atto di ritorsione politica del sindaco per questo suo atto di grande senso civile), ma che è stato oltremodo osteggiato - più o meno apertamente - da una parte della maggioranza, da alcuni rappresentanti della minoranza e dallo stesso sindaco, che ha più volte storpiato la lingua italiana con espressioni del tipo "presidenta", in aperta derisione verso il nostro atto ed in spregio del voto favorevole di tutto il Consiglio comunale.
A seguito di una istanza di occupazione di suolo pubblico, inoltrata per un banchetto del 21 dicembre 2017, richiesto in occasione dell'apertura della campagna elettorale per le politiche, gli uffici comunali hanno cercato di ostacolare, all'ultimo momento, la realizzazione dell'evento, che vedeva la partecipazione anche di alcuni parlamentari uscenti e candidati. Il dietro-front era giustificato, da parte dell'amministrazione, da una delibera di giunta, ignota persino agli uffici comunali, che vietava eventi con gazebi e tensostrutture. Dato che noi chiedevamo solo di posizionare un tavolino di 1 x 1 mt., hanno dovuto, infine, cedere ... ma il sindaco non si è voluto privare del gusto di avere l'ultima parola, facendo recapitare a mano - di venerdì pomeriggio - una lettera stizzita alla consigliera Martinangeli, intitolata in modo sprezzante e denigratorio "Cara capogruppa".
Dubitiamo che l'OdG sia stato trasmesso agli uffici per l'esecuzione, in quanto negli atti consiliari nulla è cambiato, e nomi quali "consigliere" e "assessore" continuano ad essere declinati al maschile anche quando sono rivolti a donne, ignorando l'OdG che è stato approvato, nonché gli approfondimenti linguistici dell'Accademia della Crusca, in sintonia con le "Raccomandazioni per un uso non sessista della lingua italiana" di Alma Sabatini.
Ebbene, questo comportamento è intollerabile e getta discredito sulla figura istituzionale non solo del sindaco di Senigallia, giacché lo stesso è anche Presidente ANCI Marche e fa parte del Direttivo Nazionale ANCI, e viola lo statuto nazionale ANCI che, all'art. 3 "Pari opportunità", riconosce nella partecipazione delle donne nella vita sociale, politica ed economica, uno strumento di crescita e sviluppo per la comunità, parla di valorizzazione della presenza e del lavoro femminile nelle amministrazioni locali anche con l'applicazione di azioni positive nei confronti delle donne, nonché favorisce ogni iniziativa tesa a rafforzare la parità di genere nelle istituzioni, nelle strutture associative e nei propri organi statutari. Non essendo risultata idonea la nostra continua stigmatizzazione verbale di tali comportamenti discriminatori e retrivi, non ci resta, pertanto, che segnalare, questo reiterato modo di porsi, in sede istituzionale, del nostro primo cittadino, alle competenti autorità in materia.

Da Stefania Martinangeli ed Elisabetta Palma
consigliere M5S Senigallia


Senigallia - 

L'assemblea legislativa delle Marche, nella seduta del 10 aprile scorso, ha discusso e approvato all'unanimità la mozione del consigliere regionale Zaffiri (lega) che chiedeva genericamente di rivedere le scelte politiche che hanno, nel tempo, interessato l'ospedale di Senigallia.

Decisioni che hanno determinato, ad esempio, la cancellazione della cardiologia per acuti con Utic.

Nella discussione, il presidente della IV commissione Volpini, preannunciando il voto favorevole del suo gruppo consiliare, ha dichiarato che il nostro ospedale, denominato Principe di Piemonte, è "un ospedale che fa parte della rete ospedaliera dell'area vasta 2", sottolineando alcune eccellenze come la nefrologia e la dialisi estiva (che è stata la prima a garantire supporto ai soggetti nefropatici che decidevano di trascorrere le proprie vacanze a Senigallia), la breast unit e l'ortopedia, che presenta "i maggiori volumi di attività per le protesi di ginocchio dell'area vasta 2".

Caro presidente Volpini, medico senigalliese, perché non dice anche che la cardiologia con Utic di Senigallia, che voi avete lasciato incomprensibilmente cancellare da ben due determine Asur (la 361/2016 e la 732/2017) è quella con i maggiori volumi di attività e con i migliori indici di appropriatezza di tutta l'area vasta 2? Perché, presidente Volpini, il 15/12/2017, data in cui la determina Asur ha condannato definitivamente la cardiologia con Utic, lei ha dichiarato che l'Utic era salva?

La dgr 1219/2014 stabiliva che, nella provincia di Ancona, dovevano rimanere 2 cardiologie con Utic, mentre la terza sarebbe dovuta diventare una riabilitazione ad indirizzo cardiologico. Ma, in nessun punto del documento era scritto che a sparire doveva essere proprio quella di Senigallia, la seconda città della provincia in termini di popolazione e la sesta della regione.

Le generiche indicazioni regionali sono state poi declinate dall'Asur che ha cancellato una eccellenza (parafrasando Volpini), ed ha privato di cure salvavita una città, che d'estate diventa la prima di tutta la regione, arrivando a contare oltre 400.000 presenze durante il Summer jamboree, nonché tutto il territorio di riferimento.

Lo stesso consigliere Giancarli (PD), ha affermato in sede di discussione, che gli organi regionali danno gli indirizzi e chi ha la responsabilità organizzativa deve dare attuazione alle decisioni di Consiglio e Giunta regionale, con ciò riferendosi in particolare alla questione, sollevata nella mozione Zaffiri, della mancata presenza del medico h 24 per l'ambulanza di Arcevia. "Non ci possono essere altri livelli di decisione, altrimenti prevale l'opacità e non la democrazia. ......Un problema come quello dell'utic di Senigallia" ha poi ribadito Giancarli, " se non affrontato chiaramente finisce che affida la responsabilità a quelle persone serie che vogliono fare il loro lavoro, invece le decisioni debbono essere chiare e coerenti. Ci apprestiamo a predisporre un Piano sanitario regionale in cui faremo in modo che ci siano ulteriori scelte precise e puntuali che rispondano ai bisogni e che puntino ad arricchire l'offerta sanitaria" .

Proprio questo è il punto! Nel caso della cardiologia con Utic di Senigallia, il declassamento del reparto è stato deciso attraverso due determine dirigenziali Asur, n.ri 361/2016 e 732/2017, non supportate da nessuna evidenza né da alcun processo democraticamente assunto dagli organismi legislativi e di indirizzo regionali, lasciando gli operatori nell'incertezza.

Nel nuovo Piano sanitario, citato dal consigliere Giancarli, troveremo ancora la cardiologia con Utic di Senigallia, un reparto perfettamente funzionante e con i maggiori volumi di prestazioni, l'unico di tutta l'area vasta 2 ad avere i requisiti per rimanere aperto, ai sensi del DM Balduzzi?

La politica si prenderà la responsabilità della morte annunciata della cardiologia con utic senigalliese?

Perché, a livello comunale, tutte le nostre interrogazioni, interpellanze, ordini del giorno per preservare un reparto efficiente e apprezzato dalla cittadinanza, per la professionalità degli operatori tutti, sono state ignorate quando non sonoramente contestate o derise?

Nel frattempo, come se nulla fosse, gli operatori sanitari sono costretti a lavorare come prima, prova ne è la vicenda del signore che è stato prontamente rianimato domenica scorsa allo stadio e che è stato - molto opportunamente - ricoverato in Utic a Senigallia, reparto che però non esisterebbe più da oltre 4 mesi, in quanto ai medici è stato espressamente impedito di utilizzare il codice 50 (che caratterizza le prestazioni dell'Utic).

La politica abbandoni l'opacità e prevalga la democrazia! Non è più tempo di prendere in giro i cittadini!

Da Elisabetta Palma e Stefania Martinangeli-portavoce comunali M5S Senigallia

Per approfondimenti rimandiamo al nostro "Volantone speciale Sanità" scaricabile http://www.mokazine.com/read/senigalliam5s/m5s-senigallia-speciale-sanita


Senigallia - 

Il video del servizio andato in onda il 9/2/2018
https://www.youtube.com/watch?v=eTMc5TEZePo&t=14s

Nonostante le rassicurazioni dell'assessore Volpini sul fatto che l'UTIC di Senigallia fosse salva, e del sindaco Mangialardi che si riteneva soddisfatto della rimodulazione della cardiologia, il 15 dicembre 2017, con la determina ASUR 732, la Cardiologia di Senigallia è stata declassata a reparto riabilitativo e l'UTIC è definitivamente scomparsa.

La Cardiologia - UTIC di Senigallia è la più grande dell'Area Vasta 2, l'unica che rispetta i requisiti previsti dal decreto Balduzzi in termini di dimensioni (20 + 6 posti letto) e di volumi di prestazioni e che possiede tutti i requisiti previsti dal manuale di autorizzazione e accreditamento delle Marche, in quanto ha anche l'ambulatorio pace maker, che è tra i primi 5 della regione.
Con lo smantellamento di un reparto Un territorio di circa 100.000 abitanti, che d'estate triplica le presenze, è stato lasciato privo di una specialità fondamentale per la gestione dell'urgenza cardiologica, con gravissimi rischi per la salute pubblica. Del "nuovo" reparto di riabilitazione cardiologica non sappiamo ancora né cosa potrà fare, né quanti posti letto avrà ... le ricadute organizzative vengono rimandate a decisioni che dovranno essere prese di concerto tra la direzione medica di Senigallia e i primari di PS e Cardiologia, in linea con la nuova organizzazione, ma ad oggi non si ha traccia dei documenti che dovrebbero chiarire i percorsi dei pazienti e le attività sanitarie.

In data 9 febbraio il nostro portavoce in consiglio regionale Piergiorgio Fabbri ha depositato una mozione per impegnare la giunta Ceriscioli a rivedere le sciagurate decisioni prese a scapito della salute dei cittadini di Senigallia e di tutto l'hinterland. Il M5S marchigiano ha da subito cercato di restituire la sanità ai cittadini, contrastando la manovra piddina di accentrare - come aveva fatto anche il precedente governatore, Spacca - il controllo della sanità nelle mani della Giunta regionale a scapito dell'Assemblea Legislativa, sottraendo una materia di così fondamentale importanza per tutti i cittadini al dibattito democratico.

Ovviamente, terremo informati i cittadini sulla calendarizzazione della discussione della mozione, affinché possano, se interessati, seguire il dibattito in consiglio regionale.

Stefania Martinangeli, Elisabetta Palma
Consigliere comunali M5S Senigallia

intervista TV 9/2/2018


Senigallia - CLICCA SUL TITOLO DELLA NOTIZIA PER VEDERE IL VIDEO Intervista rilasciata alla emittente èTV Marche (canale 12 digitale terrestre) sul deposito in consiglio regionale della mozione del C.R. Piergiorgio Fabbri sulla questione della cardiologia UTIC di Senigallia, declassata a reparto di riabilitazione cardiologica.

intervista TV 9/2/2018


Senigallia - CLICCA SUL TITOLO DELLA NOTIZIA PER VEDERE IL VIDEO Intervista rilasciata alla emittente èTV Marche (canale 12 digitale terrestre) sul deposito in consiglio regionale della mozione del C.R. Piergiorgio Fabbri sulla questione della cardiologia UTIC di Senigallia, declassata a reparto di riabilitazione cardiologica.svegliati ospedale.bmp

Sveglia, sindaco!


Senigallia - 

Come volevasi dimostrare, a Senigallia l'UTIC è stata soppressa e il Sindaco Mangialardi e il Presidente della Commissione Regionale Sanità Volpini hanno finalmente calato la maschera. In un ampio articolo pubblicato il 24 gennaio 2018 su di un noto giornale cartaceo viene scritto, nero su bianco, che la Cardiologia di Senigallia è declassata a reparto riabilitativo e l'UTIC non c'è già più.

Fino ad un mese fa sia Volpini che Mangialardi esultavano affermando che "l'Utic è salva", come ripreso anche dalla stampa locale, salvo poi smentirsi annunciando che la Cardiologia sarebbe stata rimodulata.

L'Ospedale di Senigallia, un tempo ospedale sede di DEA di primo livello ma ormai ridotto a ospedaletto di rete, serve la seconda città più popolosa della provincia e la sesta della regione Marche, è la vittima predestinata da sacrificare sull'altare di inconfessabili progetti di sistematico smantellamento della sanità regionale, con gravissimi rischi per la salute pubblica.

Il bacino teorico di utenza di Senigallia è di circa 100.000 persone (tutta la valle del Misa e Nevola, la Val Cesano, tutta la zona a sud di Senigallia), che in estate arriva a triplicare (solo il Summer Jamboree porta a Senigallia 300mila persone).

FACCIAMO CHIAREZZA E TOGLIAMO OGNI ALIBI A COLORO CHE ANCORA GETTANO FUMO NEGLI OCCHI AI SENIGALLIESI.

La Delibera di Giunta Regionale n. 1219/2014 preannunciava che in Area Vasta 2 ci sarebbero state solo 2 Cardiologie con UTIC, mentre la terza sarebbe diventata riabilitativa.

Da nessuna parte c'era scritto che doveva essere Senigallia. Poi, con la DG ASUR n. 361/2017, confermata dalla 732/2017, il PD regionale (mai ostacolato dal PD locale) ha decretato lo smantellamento di un reparto di eccellenza, rimandando le ricadute organizzative della soppressione della Cardiologia - UTIC a decisioni che dovranno essere prese di concerto tra la direzione medica di Senigallia e i primari di PS e Cardiologia, in linea con la nuova organizzazione. La 732 è in vigore dal 15 dicembre scorso, tuttavia non si ha traccia dei documenti che dovrebbero chiarire i percorsi dei pazienti e le attività sanitarie.

Tutti si affannano a rassicurare che è tutto come prima, che nulla è cambiato. Ma allora, perché mettere in piedi tutto questo putiferio? In Regione e in ASUR avete tempo da perdere? Cambiate nome e codici a un reparto per acuti, facendolo - di fatto - diventare degenza riabilitativa, fate sparire l'UTIC e poi dite che la terapia intensiva è rimasta. Fandonie!!!

E' come se si togliesse il motore a una Ferrari, si mettesse al suo posto il Bianchina, Fantozzimotore della bianchina di Fantozzi e si pretendesse che è tutto come prima!

La Cardiologia - UTIC di Senigallia è la più grande dell'Area Vasta 2, l'unica che rispetta i requisiti previsti dal decreto Balduzzi in termini di dimensioni (20 + 6 posti letto) e di volumi di prestazioni e che possiede tutti i requisiti previsti dal manuale di autorizzazione e accreditamento delle Marche, in quanto ha anche l'ambulatorio pace maker, che è tra i primi 5 della regione. Nell'articolo viene assicurato che a Senigallia si continueranno a impiantare i pace maker. Una cosa assolutamente priva di significato, senza una Cardiologia - UTIC.

I pazienti con infarto che necessitano di rivascolarizzazione (il 30%, dalle statistiche mediche) vengono - come dappertutto - trattati con il "palloncino" in Ospedali di riferimento con emodinamica, tutti gli altri vengono trattati in una Cardiologia con UTIC "di primo livello".

E sono gestiti egregiamente, visto i dati dell'UTIC di Senigallia, che ha trattato, nel 2017 ben 353 pazienti (di cui 284 da pronto soccorso) e una mortalità solo del 6%. Ricordiamo che il PNE (Programma Nazionale Esiti) raccomanda di mantenere solo i reparti di Cardiologia per acuti che trattano almeno 100 infarti l'anno!

Cosa succederà ai pazienti (il restante 70%) che Senigallia non potrà più trattare? In che modo verrà garantito l'immediato trasferimento a Jesi o Fabriano? Il tasso di occupazione dei posti letto di Senigallia è ben superiore al 75% previsto per legge (>85% con degenza media di circa 8 giorni in Cardiologia e 4 giorni in UTIC), e Fabriano e Jesi hanno meno posti letto di noi. Se anche si riuscisse a garantire in tempi decenti il trasporto (con personale specializzato), chi potrà garantire che ci sarà il posto letto disponibile?

LA CARDIOLOGIA RIABILITATIVA NON ESISTE!
Nel DPCM gennaio 2017 " Definizione e aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) , in cui la riabilitazione" viene generalmente legata alla fisiatria, con il codice 56. Un ricovero in regime di riabilitazione "vale" molto meno di quello di ricovero ordinario o addirittura di terapia intensiva, e il valore si ricava dalla SDO (Scheda di Dimissione Ospedaliera), il documento amministrativo compilato dal medico che indica diagnosi, prestazioni e codice identificativo del reparto.

Questo codice è 50 per l'UTIC e 08 per la Cardiologia. Il codice per la riabilitazione (che è fisiatrica e non cardiologica) è il 56, ed è completamente scollegato dal tipo di attività che viene attualmente svolta dai cardiologi e dagli infermieri di Senigallia.

Nell'articolo pubblicato di cui sopra, il sindaco "baratta" la perdita della Cardiologia - UTIC con la richiesta di un altro cardiologo ... senza però dire che il reparto è sotto organico di due medici da 4 anni e mezzo!!! Per far funzionare un (ottimo) reparto come la Cardiologia - UTIC di Senigallia occorrono infatti 12 medici, mentre trasformando forzatamente il reparto in realtà riabilitativa (codice 56) basterebbero solo 3 cardiologi.

La pistola è ancora fumante ed i mandanti sono ben noti.
Ricordiamo, ancora una volta, il tentativo fatto dal M5S a livello regionale per restituire la sanità ai cittadini, e "disinnescare" la riforma sanitaria voluta dai governatori PD Spacca e Ceriscioli che ha nel tempo accentrato il controllo della sanità nelle mani della Giunta regionale a scapito dell'Assemblea Legislativa, sottraendo una materia di così fondamentale importanza per tutti i cittadini al dibattito democratico.

A tale proposito, l'11 gennaio 2016 moltissimi cittadini - provenienti da tutta la regione - protestarono davanti al Palazzo del Consiglio regionale in Ancona, con striscioni e cartelli, contro l'attuazione di questa riforma sanitaria.

Per poter abbinare il referendum alle elezioni amministrative del giugno 2016 occorrevano 20.000 firme, da raccogliere entro il 28 febbraio, ma i tempi erano troppo stretti. Una strada alternativa era quella di far deliberare la richiesta da almeno 20 Consigli comunali, e su istanza dei Consiglieri comunali del M5S, di concerto con i portavoce nazionali e regionali, fu proposto a molti Sindaci della Regione Marche di deliberare in tal senso.

A Senigallia il sindaco Mangialardi anticipò il suo ostracismo alla proposta del Movimento 5 Stelle in un comunicato stampa in linea con le direttive espresse dal PD regionale, affermando in maniera strumentale che "in termini di legge la riforma della sanità non può essere oggetto di referendum". È lampante che il sindaco e la maggioranza siano complici di quanto a tutt'oggi sta accadendo alla sanità regionale e locale.

da Stefania Martinangeli, Elisabetta Palma
portavoce M5S in consiglio comunale Senigallia


Senigallia - 

Martedì 16 gennaio è stata convocata dalla Presidente Angeletti la IV commissione (competente in materia di Servizi alla persona, Pubblica istruzione, Politiche giovanili e Pari opportunità) per discutere delle difficoltà operative del Laboratorio Analisi ospedaliero, che da qualche tempo non riesce a garantire una quantità di prestazioni comparabili al passato.

Alla Commissione è intervenuto anche il Direttore di Area Vasta 2, Ing. Maurizio Bevilacqua, che ha fatto una disamina delle attuali criticità, prospettando alcune possibili soluzioni utili a tamponare l'emergenza in attesa di interventi strutturali, comunque necessari per normalizzare la situazione nel lungo periodo.

Le criticità, che erano state evidenziate dalle proponenti con una mozione del 14/12/2017 per la "Risoluzione della situazione di difficoltà organizzativa della U.O. Patologia clinica, comunemente nota come laboratorio analisi" che è stata rinviata per approfondimento proprio in Commissione, sono essenzialmente riconducibili a due ordini di problemi: i locali e il personale.

LOCALI: Il nucleo più antico dell'ospedale "Principe di Piemonte", realizzato nell'area dell'ex Convento dei Cappuccini dopo il terribile sisma che colpì Senigallia nel 1930, comprende anche la palazzina che ospita il laboratorio Analisi. La palazzina, che avrebbe bisogno di importanti interventi di adeguamento, non è però di proprietà dell'Area vasta 2, bensì appartiene alla Fondazione Città di Senigallia (che i senigalliesi conoscono come "ex IRAB"), alla quale viene corrisposto un canone di locazione. La proprietà non sembrerebbe però - a detta dell'Ing. Bevilacqua - propensa a investire denaro per le necessarie opere di ristrutturazione e manutenzione.
La struttura interna della palazzina è suddivisa in stanze di dimensioni relativamente ridotte, ma i muri interni sono portanti, l'impiantistica è vetusta, i solai sono in cannucciaia, l'ingresso presenta una scalinata senza rampa di accesso né montascale per disabili.
A seguito di verifiche interne sulla idoneità dei locali adibiti a segreteria / accettazione, le quattro postazioni di lavoro presenti nel Laboratorio Analisi sono state ridotte a due. Contestualmente si sono verificate anche assenze tra il personale di segreteria, per cui in alcune giornate era aperto un solo sportello, riducendo drammaticamente la capacità di soddisfare le richieste di effettuazione di esami persino da parte degli utenti già in possesso di un appuntamento.

PERSONALE: contestualmente alla riduzione del numero degli sportelli, che ha dimezzato o ridotto di 1/4 la capacità ricettiva della segreteria, si è verificato anche un allontanamento di alcuni addetti agli sportelli sempre a causa della non adeguatezza degli stessi alle norme sulla sicurezza. Il direttore di AV2 ha affermato che sono state avviate le procedure per chiamare dall'ufficio per l'impiego alcune persone - che dovranno essere formate - in quanto già dai prossimi mesi sarà necessario provvedere al reintegro della dotazione organica per sostituire un pensionamento e due lunghe assenze.

Dalla giornata di mercoledì 17 gennaio è stato attivato un terzo sportello di segreteria amministrativa, per rendere efficiente la procedura di accettazione (uno sportello per ciascuna delle tre sale prelievi) e ridurre i tempi di attesa e di sosta dell'utenza all'interno del Laboratorio in attesa di ricevere la prestazione sanitaria. Va ricordato, infatti, che l'affollamento e il prolungamento della sosta in sala d'attesa può avere risvolti negativi sull'utenza più fragile (anziani, donne in gravidanza, bambini), basti pensare, banalmente, alla possibilità di trasmissione per via aerea di patologie altamente infettive ma a volte sottovalutate come l'influenza.

Possiamo, al momento, ritenerci soddisfatte per le soluzioni adottate, ricordando comunque che si tratta solo di soluzioni temporanee, e che sarà necessario porre mano in modo più organico alla questione, allo scopo di garantire una condizione duratura di stabilità organizzativa e logistica per mettere nelle migliori condizioni di lavoro il personale e facilitare all'utenza la fruizione del servizio.

Stefania Martinangeli ed Elisabetta Palma
Portavoce M5S in consiglio comunale Senigallia

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