MoVimento 5 Stelle Rimani aggiornato su questa lista Iscriviti al MoVimento 5 Stelle

Inserisci la tua email per rimanere informato sulla lista certificata in questo comune





Tenetemi aggiornato
Sono disponibile ad aiutare la lista
Privacy*: Dichiaro di autorizzare il trattamento dei miei dati personali, anche sensibili, all’associazione avente denominazione “MoVimento 5 Stelle”, con sede legale in Roma, Via Nomentana n. 257, ai sensi dell'art. 12, 13 del Regolamento Europeo sulla Privacy n. 679/2016 reperibile al seguente link.

MoVimento 5 Stelle

Scandicci - 

27500664_959732630859063_277009335829580030_o.jpg
**La congestione di un quartiere**
La problematica se sia possibile o necessario aprire un centro commerciale Leroy Merlin nell'area della ex. Margheri a san Giusto non può essere relegata semplicemente alla diatriba fra favorevoli e contrari agli insediamenti della grande distribuzione: occorre guardare in prospettiva, occorre guardare alla razionalità e funzionalità dell'insediamento in un tessuto urbano ormai consolidato, a quali siano i riflessi in termini di viabilità, a quali siano le conseguenze per gli abitanti ed i commercianti della zona. E per farlo occorre tener di conto anche dello svliluppo che avrà l'area della ex Caserma Gonzaga. Già, il "processo partecipativo" condotto dal Comune di Firenze e quello di Scandicci per far partecipare i cittadini ad una soluzione condivisa. Processo partecipativo che ha visto il dissociarsi repentino dell'Ordine degli Architetti Fiorentino in quanto il bando pubblicato non rispechiava l'esito voluto dai cittadini, cittadini che hanno manifestato il desiderio di gestire quell'area dando prevalenza ad un parco verde, al sociale, introducendovi strutture di supporto al vicino centro ospedaliero. Su questo percorso partecipato è sceso il silenzio della Giunta la cui attenzione si è riaccese solo in occasione della ipotesi Nardella di costruzione della Moschea nell'area Gonzaga ed allora il Sindaco Fallani si affrettò a ricordare che la destinazione non era conforma agli esiti del percorso partecipativo. Dopo il silenzio.
Il progetto vincitore prevede costruzioni per una superficie utile lorda complessiva di circa 53mila metri quadri: il 60% di questa (33.500 metri quadri) sarà destinata ad abitazioni. Il restante 40% riguarderà altre destinazioni d'uso: 7.500 metri quadri di 'commerciale' (negozi), 12mila metri quadri per uffici/terziario/sanitario, 6.500 metri quadri destinati a spazi sociali, culturali e legati all'istruzione.
Questo progetto non prevede nessuna soluzione per la viabilità in quanto tutti i flussi andranno a convogliarsi nella rotonda davanti all'ospedale di Torregalli. (foto 1)
Dall'altra parte della strada (dello stradone monco per intendersi) dovrebbe insediarsi Leroy Merlin con un imponente insediamento. (foto 2)
Appare evidente dalla planimetria che anche in questo caso la viabilità si congestionerà inevitabilmente sia per l'afflusso dei clienti nonchè degli autoreni di fornitura e guardando nella planimetria i possibili accessi e le uscite, appare evidente che tutto il traffico in uscita sarà convogliato sulla rotonda dell'ospedale di Torregalli.
Quindi la diatriba non è Leroy si Leroy no ma bensì: Leroy li? Non ci sono altre aree in zona leggermente più decentrate che sarebbero più idonee ad accogliere la struttura?
Non si pensa che una struttura simile va a raccogliere clientela anche fra i residenti delle due Strade, del Galuzzo, dell'Impruneta, San Casciano e tutta l'area del Chianti, potenziali clienti che avranno come unico accesso via delle Bagnese?
Ed inoltre, considerata la recente apertura di Brico Center all'Osmannoro, (abbastanza funzionale e vicino) siamo sicuri che questa struttura faccia bene al tessuto commerciale/produttivo della nostra zona?
E data le presenza del parcheggio scambiatore e della tramvia non sarebbe opportuno valorizzare l'area rendendola disponibile ad attività di più ampia valenza sociale?
Su questi argomenti la Giunta Fallani latita: in un primo momento veniva addirittura negata l'esistenza di un progetto in tal senso. Poi, di fronte ai progetti inevitabilmente circolati ed all'avvenuto acquisto dell'area da parte di Leroy dal fallimento Margheri, si è affermato che il progetto si c'era, ma che era stato congelato. Congelato: cosa significa? Adesso il Vice Sindaco Giorgi afferma che "la cosa per noi è ancora sospesa". Che significa? Che valutazione dà la Giunta Fallani su questo progetto?
Quindi la mia interrogazione che sarà calendarizzata nel prossimo Consiglio Comunale, è tesa semplicemente a riaccendere l'attenzione sull'argomento e capire la posizione della Giunta Fallani: nell'ipotesi di presentazione formale ed ufficiale di un progetto in tal senso, stante le considerazioni sopra stanti sulla viabilità e l'opportunità, sulla possibilità di un diverso utilizzo più consono alle esigenze dei cittadini e del quartiere, è favorevole o contraria alla sua realizzazione?
Ci aspettiamo una risposta chiara e comprensibile: la aspettiamo da mesi.


Scandicci - 

49108956_2192934224290914_5329766264980111360_n.jpg

***Un anno pentastellato***

A fine anno si tirano le somme di un anno di attività.
Un anno intenso, frenetico ma è un anno in cui abbiamo realizzato un sogno: siamo al Governo del Paese.
Ed anche se lo siamo in forza di un patto di Governo, possiamo dire che abbiamo percorso e stiamo percorrendo l'unica via possibile tracciata da un nostro semplice assunto:
siamo un movimento post ideologico e sosteniamo le idee e non le ideologie. E quindi l'accordo sul programma, sulle cose da fare, sulle priorità per salvare questa Italia è in linea con i nostri princìpi fondamentali.
Ed il Governo, presieduto da Conte, un Grande Presidente, sta facendo il suo lavoro con la legge di bilancio che uscirà a breve: coraggiosa e controtendenza e, per questo, osteggiata dal Partito Unico che sbraita all'opposizione senza dare alternative, senza avere una prospettiva, perso alla ricerca di una linea politica in una Europa ed in un mondo che cambia veloce.

Non è facile essere cinque stelle, osteggiati e derisi da un sistema di potere che usa tutte le armi, dalla gerarchia burocratica ai mass media che hanno provato a dire che eravamo populisti, sì populisti.
Ma forse meglio pauperisti, sicuramente comunisti. Anarchici? Analfabeti di sicuro. Impreparati. Dilettanti allo sbaraglio. Senza classe dirigente. Filoguidati da Casaleggio & C.. Boccia ha appena smontato la nostra piattaforma Russeau (non ve ne siete accorti?) Guidati dall'assassino genovese. Di destra. Fascisti. Fascioleghisti. Gentaglia.

Tutto questo gridato dai media posseduti da Berlusconi, De Benedetti, Caltagirone e Cairo che hanno tentato di infangare la Raggi e Roma e adesso il Governo ottenendo l'effetto contrario: l'accanimento su Virginia ne ha
aumentato lo spessore umano e politico, il Governo tiene con un gradimento attestato al 65%.

Non è facile essere un Grillino, metterci la faccia in questo clima intorbidito ad arte da un sistema che tenta di screditarci catalogandoci, che cerca di relegarci in una definizione, in uno slogan e non vi riesce, in quanto non siamo catalogabili. E' stato duro vedere gente arretrare a seguito di questi tentativi.
Così come è stato difficile vedere compagni di viaggio che hanno arretrato non tollerando l'accordo di programma con la Lega: difficile pensare apertamente al di fuori degli schemi, difficile pensare che si possa perorare una idea a prescindere da chi la propone, difficile pensare che su un argomento la sintesi di due visioni sia senza dubbio migliore dell'una o dell'altra tesi e se stanti.

Il 2019 vedrà l'attuazione della legge di bilancio, vedrà nascere il reddito di cittadinanza, vedrà attuato il superamento della Legge Fornero, vedrà l'attuazione di una finanziaria osteggiata dai poteri forti e dal partito Unico, scritta finalmente dagli Italiani per gli Italiani.

Vedrà elezioni amministrative ed europee a maggio: sarà importante la partecipazioni di tutti i cittadini di buona volontà perchè il movimento è base e partecipazione, attivismo e condivisione. Ma anche dialogo e confronto sui temi con la mente aperta e libera, senza pregiudizi.

Il movimento sono i cittadini, solo cittadini, che decidono insieme la strada, la direzione, il sogno: il cambiamento è in atto e la barra del timone è in mano nostra.
E' comunità e orgoglio.
Buon 2019 pentastellato a tutti.


Scandicci - 

45163716_2160640680853602_4073566078398103552_n.jpg
**Vincono i cittadini, vince la legalità, vince il MoVimento.**
La Corte di Appello di Firenze ha emesso in data 23 ottobre 2018 la sentenza n. 2472/18 nella quale afferma che i Giudici di primo grado hanno emesso una sentenza errata e riformandola ha stabilito che il cittadino Giuseppe Tallarico è legittimato a rimanere nell'immobile che aveva prenotato e che occupa dall'ottobre del 2014.
Questa sentenza rende giustizia alla famiglia Tallarico e gratifica l'impegno degli attivisti del MoVimento 5 stelle di Scandicci che in questi anni hanno lottato assieme a Giuseppe, hanno manifestato, fatto incontri conferenze stampa e ben 7 presidi pacifici davanti all'abitazione in occasione degli interventi dell'Ufficiale Giudiziario e della Forza Pubblica.
Questa sentenza mette a posto un importante tassello nel puzzle delle irregolarità che hanno accompagnato la realizzazione dei piani PEEP nel territorio del Comune di Scandicci.
Ricordiamo la vendite sopra il prezzo di convenzione: assolutamente vietate come riconosciuto dalle sentenze del TAR e del Consiglio di Stato. Quasi 25 milioni di euro in più del dovuto pagati dagli assegnatari degli alloggi. Pagati o che stanno pagando sui mutui ancora in corso.
Altri tasselli devono ancora andare a posto e molte risposte devono ancora essere date.
Ad esempio va compreso come i Notai abbiano potuto rogitare gli atti nonostante la concessione prevedesse un prezzo di cessione convenzionale.
Va compreso come sia stato possibile che le banche abbiano concesso mutui superiori al valore convenzionale del bene.
Va compreso perché l'Amministrazione Comunale non abbia mai preso posizione, esercitando il potere di revoca delle concessioni che la legge impone quando nell'esecuzione della concessioni emergono delle gravi irregolarità.
Va compreso come mai, tuttora, l'Amministrazione Comunale non eserciti il potere di revoca delle concessioni per impedire che le cooperative in liquidazione vendano alloggi rientranti nel PEEP all'asta a soggetti diversi dai cittadini cui erano destinati, motivo per il quale hanno percepito ingenti finanziamenti pubblici, schierandosi di fatto con il più forte.
Tanti tasselli devono ancora andare a posto, ma si inizia sempre da uno, e come cittadini non ci fermeremo e lotteremo finché altre famiglie avranno avuto Giustizia, senza piegarci ad un sistema non trasparente.


Scandicci - 


pdsoldi.png


Tutto nasce da questo amore, da questa infatuazione. Già applicato in diverse regioni italiane, questo strumento è stato applicato in Toscana per la costruzione dei nuovi poli Ospedalieri.
Il Prof. Ivan Cicconi lo definiva "corruzione liquida". Ascoltatelo a questo link.
Tre sono gli attori di questo contratto: una pubblica amministrazione, una banca, una impresa.
L'impresa costruisce il bene di pubblica utilità. La pubblica amministrazione quale pagamento gli affida per qualche decennio la gestione dei servizi connessi. La banca finanzia l'operazione sulla base di un piano finanziario garantito dalla pubblica amministrazione.
Se il piano finanziario presenta dei disequilibri (perdite) interviene la pubblica amministrazione a riequilibrarlo (mette soldi per coprire le perdite).
In questo triangolo:
- l'azienda non rischia niente in quanto il progetto è garantito dalla P.A.
- la banca non rischia niente in quanto il progetto è garantito dalla P.A.
- la pubblica amministrazione (i cittadini come me e te che leggi) si assumono tutti i rischi pagando eventuali perdite.

E questo è successo a Scandicci, con delle aggravanti ulteriori per l'amministrazione locale.
Ne abbiamo già parlato in questo articolo (link) ma riassumiamo di nuovo la vicenda in estrema sintesi.
Primo errore:
- fare un project financing in cui si danno in gestione per trenta anni tutti i parcheggi del centro, la manutenzione, la pubblicità.
Basta guardare l'incuria e lo stato di abbandono in cui si trova il parcheggio nel cuore di Scandicci
Secondo errore:
- assoggettare l'operazione ad imposta di registro anzichè ad IVA
eppure c'erano tre documenti importanti in cui si diceva che l'operazione doveva essere assoggettata ad IVA

un parere dell'Avvocato Paolo Pecchioli allegato alla delibera di Giunta 109 del 7/06/2007 pagine 43e 44: consiglia di assoggettare ad IVA la cessione (Leggi qui)
nell'asseverazione del Piano di Project Financing rilasciata dalla Banca CR Firenze pagina 7: considera il prezzo di cessione delle aree da assoggettare ad IVA 20% (Leggi qui)
nella valutazione dell'interesse pubblico dell'operazione rilasciata da FIDI Toscana pagina 16: ritiene il corrispettivo operazione imponibile ai fini IVA (Leggi qui)
E quindi il clamoroso errore e la domanda che non avrà mai risposta: Chi e perchè ha deciso di assoggettare l'atto ad imposta di registro (Circa 200mila euro buttati via) anzichè assoggettarla ad IVA (imposta neutra: la si incassa e si versa a lo stato, chi la paga se la detrae) scatenando così l'accertamento dell'Agenzia delle Entrate?
Questo errore è costato 361.070,23 Euro di interessi.
Il Comune ha inoltre pagato 1.555.327,00 all'AdE per IVA (con diritto di rivalsa su Scandicci Centro)
Terzo errore:
- andare a fare la transazione di cui all'articolo di giornale (link)
Il Comune di Scandicci ha emesso fattura a Scandicci Centro addebitandogli l'IVA per Euro 1.555.327,00 a titolo di rivalsa IVA già versati all'AdE.
Scandicci Centro srl registrando la fattura esercita se la porta in detrazione recuperandola.
Scandicci Centro emette a sua volta una fattura al Comune di Scandicci per Euro 597.235,40 derivante dall'accerto dellAdE fatto a suo carico in cui
venivano contestate delle fatturazioni eseguite da Scandicci Centro all'aliquota IVA del 10% anzichè del 22%.
A questo punto il Comune di Scandicci chiede il pagamento della differenza fra le due somme pari a 958.091,60
E qui iniziano le scaramucce.
Scandicci centro chiede al comune di riequilibrare il piano finanziario per il costo da Lei sostenuto nell'accertamento dell'AdE euro 432.294,70
Il Comune di Scandicci replica chiedendo il pagamento di quanto da Lui sostenuto nell'accertamento dell'AdE Euro 361.070,23
Situazione di stallo messicano si direbbe ed allora eccoci all'accordo transattivo:

Le parti rinunciano a richiedersi reciprocamente i costi scaturenti dai rispettivi accertamenti dell'AdE
Il pagamento di Euro 958.091,60 sarà diluito in 5 anni con interessi al tasso legale (ad oggi lo 0,3%). Una inezia rispetto ai tassi bancari correnti.
Il tutto garantito da una fidejussione di euro 160.000,00 (su 966.419,99 somma comprensiva degli interessi legali) della compagnia IVASS. Ma essendo evidentemente molto poco viene accompagnata da una lettera di Patronage rilasciata dal socio unico di Scandicci centro SRL il C.M.S.A. (la potente cooperativa del settore edile Consorzio Muratori Sterratori e Affini).
Cosè una lettera di patronage? Ometto la mia opinione adesso. Fatevene una voi a questo link.
Io me ne farò una andando a richiedere una copia della lettera di patronage per rendermi conto se sarà una lettere "forte" o "debole". Vi farò sapere.
Quindi in questa vicenda:
Il Comune ha buttato via circa 200.000 mila euro di tassa di registro per non avere assoggettato l'operazione ad IVA nonostante i pareri agli atti
Il Comune spende 361.000 mila euro per interessi derivanti dall'accertamento
Il Comune deve incassare 1.555.327,00 per iva e pagarne 597.235,40 con una differenza a suo credito di Euro 958.091,00 sin dal dicembre 2016
Il Comune incasserà questa somma (già da lui pagata nel 2016 è già portata in detrazione da Scandicci Centro nel 2016) dilazionandola in 5 anni a tasso legale (0,3%)
Il Comune pagherà (noi cittadini pagheremo) i mancati introiti dei parcheggi e della pubblicità e servizi connessi riequilibrando le perdite di Scandicci Centro.
Allego qui il testo della delibera di giunta (link) e la bozza della transazione (link)
Che dire... ditelo voi.
(non mi ha mantenuto i link ma l'articolo originale è qui .....)
http://www.movimento5stellescandicci.it/lerrore-di-fondo-lamore-del-pd-per-il-project-financing/

Abbiamo perso? Vittoria!


Scandicci - 

due.JPG
Il Comune di Scandicci annuncia sul sito web una vittoria: ha vinto il ricorso al tar contro le cooperative che si erano opposte alle penali: deve "solo" ricalcolarle, rinotificarle, riscuoterle.
Ma in realtà il TAR accoglie una richiesta delle cooperative: il ricalcolo delle sanzioni deve essere rifatto in quanto errato. Ma la vicenda necessita un riavvolgimento del nastro.
La questione si riferisce al piano PEEP di Badia a Settimo in Scandicci. Un piano integrato per la costruzione di case in edilizia convenzionata. Diverse cooperative edilizie costituite nel Consorzio Nuova Badia si aggiudicano il bando per la realizzazione del piano per complessivi duecentoquarantasette alloggi di edilizia convenzionata e 1.300 mc di spazi commerciali, oltre che da ingenti opere di urbanizzazione ed interventi per il superamento del rischio idraulico a scomputo dei corrispondenti oneri. La delibera di approvazione del programma e il bando di indizione della procedura per la scelta del soggetto privato attuatore del programma avevano fissato il prezzo massimo di prima cessione degli alloggi, distinguendo in relazione alle diverse tipologie edilizie.
Sintetizziamo la vicenda dicendo che le abitazioni sono state realizzate e vendute.
Sottolineiamo che la vendita degli alloggi è stata fatta prima di aver terminato e collaudato le opere di urbanizzazione e che per espressa previsione della convenzione il titolo di abitabilità è inefficace fino al completamento delle opere.
Ricordiamo che un cittadino ha denunciato al Comune che le cooperative stavano vendendo ad un prezzo superiore al prezzo di convenzione.
Diciamo che in merito alla "convenzione" è stato come se non ci fosse, in quanto i Notai hanno rogitato senza nessuna eccezione e le banche hanno concesso mutui su valori di molto superiori al prezzo di convenzione.
Il comune, accertata la vendita sopra il prezzo convenzionale, notifica le penali. Nel frattempo quasi tutti gli alloggi sono stati venduti a prezzo maggiorato.
Di quanto? Essendo le penali calcolate in circa 45 milioni di euro ed essendo calcolate nella misura del doppio del sovrapprezzo sono almeno 22 milioni di euro pagati in più dai cittadini!!
Gli alloggi sono quasti tutti venduti ma uno ancora no: è quello del cittadino Giuseppe, del cittadino che ha segnalato l'irregolarità all'amministrazione. Giuseppe abita quell'alloggio non abusivamente, gli è stato consegnato dalla cooperativa. Il cittadino Giuseppe vuole rogitare il suo alloggio, ha già pagato alla cooperativa circa 285 mila euro! Ma la cooperativa lo ha espulso da socio. La cooperativa ha ottenuto con una procedura contestata un provvedimento di rilascio che il M5S ha sempre pacificamente contestato con presidi civici alla venuta dell'Ufficiale Giudiziario. In occasione dell'ultimo tentativo di rilascio (il 7°), l'Ufficiale Giudiziario ha detto che rimetterà al Giudice la decisione se procedere oltre o no. Per inciso, i 285 mila euro pagati non sono stati restituiti a Giuseppe, né lo saranno mai in quanto la cooperativa è il liquidazione coatta.
E quindi parte la storia dei vari e numerosi ricorsi al TAR ed infine al Consiglio di Stato.
Tutti questi gradi di giudizio hanno confermato una cosa inequivocabile: LE COOPERATIVE NON POTEVANO VENDERE AD UN PREZZO SUPERIORE A QUELLO DI CONVENZIONE. Punto.
Quindi tutte le sentenze avvenute fino ad oggi hanno visto respingere tutte le numerose eccezioni delle cooperative, ma non c'è una VITTORIA del Comune perchè le penali DOVEVANO essere comminate in quanto previste dalla convenzione, non c'è una questione controversa. Le coop ci hanno provato in tutti i modi ma sono state respinte in ogni grado di giudizio. Fino al Consiglio di Stato.
Dopo l'iter di cui sopra arrivano le sentenze del TAR n. 1 e 2/2018 che confermano quanto ormai già consolidato nelle sentenze precedenti del Tar e del Consiglio di Stato ma danno ragione alle coop su un punto: il Comune deve ricalcolare le penali. Si riparte dal via.
Nel 2014 in una pubblica seduta del Consiglio indicammo l'errore di interpretazione, e facemmo rilevare che le sanzioni, calcolate in modo difforme alla sentenza, avrebbero perso la caratteristica dell'esecutività e sarebbero state impugnate. Il Vice Sindaco Giorgi in tale occasione dichiarò la volontarietà di tale errata modalità di calcolo definendola ...... "per strategia processuale".
Vittoria del Comune?
Credete che il problema di costruire piani di edilizia popolare stipulando convenzioni per poi vendere a prezzi maggiorati sia avvenuto solo a Scandicci? A Scandicci abbiamo il piano Badia a Settimo San Colombano ed anche quello di Cerbaia, ma in Toscana ce ne sono numerosi altri. In Italia il problema è ovviamente molto diffuso a presenta sempre le stesse caratteristiche: vendita a prezzo superiore a quello di convenzione, penali, coop in fallimento. Un circolo vizioso in cui paga solo il soggetto debole: il cittadino.
Se siete arrivati fin qui in questo lungo articolo, vuol dire che l'argomento vi interessa ed allora informatevi ancora con una semplice ricerca su google: "revoca piani di zona" "revoca piani edilizia convenzionata". Vedrete fra i risultati che ci voleva il M5S alla guida della Capitale per far emergere il problema delle vendite a prezzo maggiorato nel territorio romano e vedrete che la soluzione attuata è "LA REVOCA DEL PIANO DI EDILIZIA CONVENZIONATA".
Il Comune di Scandicci avrebbe dovuto vigilare più attentamente sull'esecuzione del piano edilizio, sia sul fronte delle opere di urbanizzazione e collaudi sia sul rispetto dei prezzi di convenzione. Ed una volta accertate le infrazioni avrebbe dovuto esercitare il suo principale potere: REVOCARE IL PIANO DI EDILIZIA CONVENZIONATA.
L'applicazione tout curt delle penali non risolve il problema dei 22 milioni di Euro che sono stati drenati illegalmente dalle tasche dei cittadini. Perchè se le cooperative NON potevano vendere a prezzo maggiorato una illegalità e stata commessa.
Come Movimento 5 Stelle abbiamo consegnato alla Procura della Repubblica, alla Guardia di Finanza ed all'ANAC un corposo documento che ricostruisce tutta la vicenda. Ne auspichiamo una solerte disamina.

Il Comune di Scandicci ritiene di aver vinto il ricorso al TAR?
Ha perso, come hanno perso i cittadini di Scandicci che hanno pagato e continuano a pagare mutui su somme non dovute per 22 milioni di Euro.


I

Abbiamo perso? Vittoria!


Scandicci - 

due.JPG
Il Comune di Scandicci annuncia sul sito web una vittoria: ha vinto il ricorso al tar contro le cooperative che si erano opposte alle penali: deve "solo" ricalcolarle, rinotificarle, riscuoterle.
Ma in realtà il TAR accoglie una richiesta delle cooperative: il ricalcolo delle sanzioni deve essere rifatto in quanto errato. Ma la vicenda necessita un riavvolgimento del nastro.
La questione si riferisce al piano PEEP di Badia a Settimo in Scandicci. Un piano integrato per la costruzione di case in edilizia convenzionata. Diverse cooperative edilizie costituite nel Consorzio Nuova Badia si aggiudicano il bando per la realizzazione del piano per complessivi duecentoquarantasette alloggi di edilizia convenzionata e 1.300 mc di spazi commerciali, oltre che da ingenti opere di urbanizzazione ed interventi per il superamento del rischio idraulico a scomputo dei corrispondenti oneri. La delibera di approvazione del programma e il bando di indizione della procedura per la scelta del soggetto privato attuatore del programma avevano fissato il prezzo massimo di prima cessione degli alloggi, distinguendo in relazione alle diverse tipologie edilizie.
Sintetizziamo la vicenda dicendo che le abitazioni sono state realizzate e vendute.
Sottolineiamo che la vendita degli alloggi è stata fatta prima di aver terminato e collaudato le opere di urbanizzazione e che per espressa previsione della convenzione il titolo di abitabilità è inefficace fino al completamento delle opere.
Ricordiamo che un cittadino ha denunciato al Comune che le cooperative stavano vendendo ad un prezzo superiore al prezzo di convenzione.
Diciamo che in merito alla "convenzione" è stato come se non ci fosse, in quanto i Notai hanno rogitato senza nessuna eccezione e le banche hanno concesso mutui su valori di molto superiori al prezzo di convenzione.
Il comune, accertata la vendita sopra il prezzo convenzionale, notifica le penali. Nel frattempo quasi tutti gli alloggi sono stati venduti a prezzo maggiorato.
Di quanto? Essendo le penali calcolate in circa 45 milioni di euro ed essendo calcolate nella misura del doppio del sovrapprezzo sono almeno 22 milioni di euro pagati in più dai cittadini!!
Gli alloggi sono quasti tutti venduti ma uno ancora no: è quello del cittadino Giuseppe, del cittadino che ha segnalato l'irregolarità all'amministrazione. Giuseppe abita quell'alloggio non abusivamente, gli è stato consegnato dalla cooperativa. Il cittadino Giuseppe vuole rogitare il suo alloggio, ha già pagato alla cooperativa circa 285 mila euro! Ma la cooperativa lo ha espulso da socio. La cooperativa ha ottenuto con una procedura contestata un provvedimento di rilascio che il M5S ha sempre pacificamente contestato con presidi civici alla venuta dell'Ufficiale Giudiziario. In occasione dell'ultimo tentativo di rilascio (il 7°), l'Ufficiale Giudiziario ha detto che rimetterà al Giudice la decisione se procedere oltre o no. Per inciso, i 285 mila euro pagati non sono stati restituiti a Giuseppe, né lo saranno mai in quanto la cooperativa è il liquidazione coatta.
E quindi parte la storia dei vari e numerosi ricorsi al TAR ed infine al Consiglio di Stato.
Tutti questi gradi di giudizio hanno confermato una cosa inequivocabile: LE COOPERATIVE NON POTEVANO VENDERE AD UN PREZZO SUPERIORE A QUELLO DI CONVENZIONE. Punto.
Quindi tutte le sentenze avvenute fino ad oggi hanno visto respingere tutte le numerose eccezioni delle cooperative, ma non c'è una VITTORIA del Comune perchè le penali DOVEVANO essere comminate in quanto previste dalla convenzione, non c'è una questione controversa. Le coop ci hanno provato in tutti i modi ma sono state respinte in ogni grado di giudizio. Fino al Consiglio di Stato.
Dopo l'iter di cui sopra arrivano le sentenze del TAR n. 1 e 2/2018 che confermano quanto ormai già consolidato nelle sentenze precedenti del Tar e del Consiglio di Stato ma danno ragione alle coop su un punto: il Comune deve ricalcolare le penali. Si riparte dal via.
Nel 2014 in una pubblica seduta del Consiglio indicammo l'errore di interpretazione, e facemmo rilevare che le sanzioni, calcolate in modo difforme alla sentenza, avrebbero perso la caratteristica dell'esecutività e sarebbero state impugnate. Il Vice Sindaco Giorgi in tale occasione dichiarò la volontarietà di tale errata modalità di calcolo definendola ...... "per strategia processuale".
Vittoria del Comune?
Credete che il problema di costruire piani di edilizia popolare stipulando convenzioni per poi vendere a prezzi maggiorati sia avvenuto solo a Scandicci? A Scandicci abbiamo il piano Badia a Settimo San Colombano ed anche quello di Cerbaia, ma in Toscana ce ne sono numerosi altri. In Italia il problema è ovviamente molto diffuso a presenta sempre le stesse caratteristiche: vendita a prezzo superiore a quello di convenzione, penali, coop in fallimento. Un circolo vizioso in cui paga solo il soggetto debole: il cittadino.
Se siete arrivati fin qui in questo lungo articolo, vuol dire che l'argomento vi interessa ed allora informatevi ancora con una semplice ricerca su google: "revoca piani di zona" "revoca piani edilizia convenzionata". Vedrete fra i risultati che ci voleva il M5S alla guida della Capitale per far emergere il problema delle vendite a prezzo maggiorato nel territorio romano e vedrete che la soluzione attuata è "LA REVOCA DEL PIANO DI EDILIZIA CONVENZIONATA".
Il Comune di Scandicci avrebbe dovuto vigilare più attentamente sull'esecuzione del piano edilizio, sia sul fronte delle opere di urbanizzazione e collaudi sia sul rispetto dei prezzi di convenzione. Ed una volta accertate le infrazioni avrebbe dovuto esercitare il suo principale potere: REVOCARE IL PIANO DI EDILIZIA CONVENZIONATA.
L'applicazione tout curt delle penali non risolve il problema dei 22 milioni di Euro che sono stati drenati illegalmente dalle tasche dei cittadini. Perchè se le cooperative NON potevano vendere a prezzo maggiorato una illegalità e stata commessa.
Come Movimento 5 Stelle abbiamo consegnato alla Procura della Repubblica, alla Guardia di Finanza ed all'ANAC un corposo documento che ricostruisce tutta la vicenda. Ne auspichiamo una solerte disamina.

Il Comune di Scandicci ritiene di aver vinto il ricorso al TAR?
Ha perso, come hanno perso i cittadini di Scandicci che hanno pagato e continuano a pagare mutui su somme non dovute per 22 milioni di Euro.


I

k&hl=it&fs=1">&hl=it&fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="515" height="316">

Scandicci - 


Probabilmente il PD Scandiccese non crede ad una parola di quello che promette il Governo. E per questo si sta dando un gran daffare a trovare alternative per il recupero della parte privata dell'Abbazia di S. Salvatore a Settimo.
E' bene ricordare che su questa vicenda c'è un impegno al Governo votato all'unanimità dalla 7′ Commissione permanente al Senato in data 16 aprile 2014. Un impegno preciso al governo per procedere al recupero della parte privata dell'Abbazzia. Non lo sapevate? Leggete qui:
http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/docnonleg/27895.htm
E' l'unico atto concreto.
Il progetto di recupero della parte privata dell'Abbazzia come scuola della Magistratura non ha niente di concreto, di scritto: non esiste una dichiarazione scritta di interessi, una dichiarazione di intenti. Ho chiesto conferma al Vice sindaco Giorgi nell'ultima riunione della 1′ commissione:
Dalla sbobinatura:
"Valerio Bencini. Abbiamo letto della Badia in questi giorni. Rispetto alla possibilità di utilizzarla come foresteria della Scuola di Magistratura ci sono proposte scritte?
Assessore Giorgi. Sicuramente quando è venuto il Presidente della Repubblica Mattarella disse che avrebbe visto bene questa opportunità. Non è un accordo scritto. Certo che la concretizzazione dipende dalla fattibilità tecnica. Quell'immobile con quelle caratteristiche può dare una risposta vera a quell'esigenza? Se non abbiamo un riscontro sulla capacità tecnica non possiamo rispondere a questa domanda. Maturata un'ipotesi di destinazione di questo tipo, bisogna capire come si può realizzare da un punto di vista concreto.
La Fondazione CRFI ha ritenuto opportuno investire nel finanziare una fattibilità tecnica ed economico finanziaria, da cui potremo avere alcune risposte."
Ma allora, visto che siamo nel campo delle ipotesi, che non c'è niente di concreto, perchè il PD Scandiccese non chiede con forza il rispetto dell'impegno votato unanimemente nella 7′ commissione del Senato?
Forse perchè questa votazione in Commissione è stata perorata con forza dalla Senatrice 5 stelle Michela Antonia Montevecchi? Ed allora viene da chiedersi se il lasciare declinare questa ipotesi, al momento l'unica concreta, sia operare per il bene degli scandiccesi e della Badia o invece non sia dettato da altre motivazioni.
E quindi probabilmente lo sperticarsi del Sindaco a trovare soluzioni fantasione e difformi dal ritorno alla fruzione pubblica di questo capolavoro artistico sta in un fatto molto semplice:
del PD non ci si può fidare. Anche il PD lo sa.
Ascoltate la nostra portavoce in Senato in occasione della discussione della Legge di Bilancio di alcuni giorni fa: rimprovera il Governo di aver caricato questa Legge di tutte le marchette solitamente imbarcate all'ultima ora e di avere diatteso gli impegni già presi nelle rispettive Commissioni, fra cui quella di recupero della parte privata dell'Abbazzia.
Del PD non ci si può fidare. Anche il PD lo sà.



Scandicci - 

3a5600dc-6a92-4ce9-b948-137aec151db5.jpg
Questa mattina vedere il sottotitolo di Agorà (Rai) "Polemiche a sinistra: Berlusconi o Di Maio" e sentire Belpietro che si smascellava a prevedere un solo grande centro destra unito contro il MoVimento 5 stelle, mi ha messo di buonumore ed indotto a scrivere queste due righe.
Certo che in questi anni ne abbiamo fatta di strada, ne abbiamo piantati di casini.
Siamo stati il movimento di rottura che volevamo essere. Abbiamo sgretolato i piedi del sistema. Il colosso di Rodi sta cadendo e lo farà inesorabilmente alle prossime elezioni.
I cittadini si riprenderanno lo spazio politico che gli compete.
I politici professionisti possono accomodarsi a casa.
Il colpo di grazia finale lo ha assestato il Dibba: ha mantenuto il suo annuncio di non ricandidarsi alle prossime politiche. Incomprensibile per molti è invece un segnale di estrema chiarezza e lungimiranza che fa riflettere il Movimento ed i partiti.
Il messaggio ai partiti politici classici è che noi siamo diversi. Non potremo mai amalgamarci con questo sistema in cui la politica non è un servizio ma una carriera definitiva.
E' un colpo duro assestato dal personaggio più amato dagli attivisti, osannato dalle piazze. Un colpo che delegittima la poltrona sotto il culo a politici che girano costantemente scortati perchè sarebbero rincorsi dai cittadini.
E' finita: c'è un altra visione, un altro spazio, un nuovo pensiero.
Il messaggio è anche al Movimento stesso:
- agli eletti che lo hanno lasciato senza mollare la poltrona andando ad essere nessuno in altre formazioni politiche: non siete nessuno;
- ai portavoce che ad ogni livello hanno abbandonato i meetup non risolvendo i contrasti interni e continuano a portare la voce di loro stessi .... io,io,io... : non siete nessuno.
- agli attivisti: siete voi la risorsa. Si possono fare cose egregie ed importanti, i cittadini attivi sono la politica vera.
Non si devono creare leader, il movimento non ha e non avrà leader, avrà solo bellissime anime che per un periodo limitato daranno il meglio di se stessi.
Dibba non lascerà la politica, tornerà a farla fra la gente.
Uno vale uno ..... tanto denigrato da chi ha fatto il salto della quaglia è il seme che ci ha fatto nascere, e ci viene ricordato con forza. La politica spetta ad ognuno di noi, non possiamo, non dobbiamo e non vogliamo delegare nessuno.
E tutto questo spaventa il sistema, che si è già venduto l'anima al diavolo per cercare di impedire il cambiamento, rianimando fantasmi come Scalfari, Prodi, Fassino, Berlusconi.
La giornata promette bene, come i tempi a venire.
Vamos.


Scandicci - 

ionehovistecose2.jpg
Ho visto il Sindaco interloquire animatamente con i consiglieri di maggioranza prima del Consiglio.
Ho visto il Sindaco rispondere ad una interrogazione sul ritrovamento di merce probabilmente contraffatta e probabilmente depositata nel palazzo Comunale da un venditore abusivo.
Ho sentito dire dal Sindaco che è un fatto estremamante grave e che è doveroso procedere all'accertamento dei fatti come si confà ad una città matura.
Ma l'ho anche setito dire frasi del tipo "qui si fanno tentennare i cappi" "si insinua la cultura del sospetto" "si ha cattiva coscienza nel porre la domanda". Frasi che mi hanno suonato stonate di fronte ad un fatto grave accertato su cui si deve solo fare estrema chiarezza.
Poi il Sindaco ha dovuto lasciare il Consiglio.
Ho visto il Consiglio addentrarsi nella discussione della mozione per istituire su questo fatto una Commissione d'inchiesta.
Lo prevede lo Statuto Comunale, è l'unico strumento politico che consente ai Consiglieri di poter essere partecipi ad una indagine interna. Come per un fatto grave che avviene in una famiglia: indagheranno sì anche le forze dell'ordine, ma è opportuno che all'interno della famiglia stessa ci si pongano domande, si facciano ricerche.
Questa mozione è stata presentata in conferenza dei capigruppo prima del Consiglio Comunale.
Ho capito dalla discussione (non ero presente, non essendo capogruppo) che la mozione è stata sottoscritta in quella sede dalle opposizioni (FI, M5S, Lega) e dai gruppi di maggioranza Misto e Fare Comune. Ho capito che il capogruppo PD, avrebbe, pur non sottoscrivendola, proposto di emendarla lasciando intendere un accoglimento favorevole.
Ho visto il Gruppo di Fare Comune ritirare la propria firma dalla mozione firmata un'ora prima, motivando che non sapeva che ci fosse un'indagine delle forse dell'ordine.
Ho visto il Capogruppo PD scivolare sugli specchi andando contro a quanto espresso in conferenza capogruppo e dichiarando che non sarebbe stato opportuno sovrapporre una inchiesta interna ad una indagine delle forze di polizia.
Ho sentito il M5S argomentare che non è affatto una giustificazione in quanto, ad esempio, anche sul caso Monte dei Paschi, mentre indagava la magistratura, lavorava una commissione di inchiesta regionale.
Ho visto i consiglieri PD indignarsi quando nel dibattito e sulla loro presa di posizione contro la commissione d'inchiesta, qualcuno ha sotteso che sono complici di questo sistema.
Ho visto i consiglieri del Gruppo Misto uniti nel sostenere la mozione smarcandosi dalla maggioranza che sostengono.
Ho visto una votazione finale favorevole all'istituzione di una commissione d'inchiesta di:
Movimento 5 stelle, Forza Italia, Lega, Gruppo misto.
Contrari:
PD, Fare comune.
Ho visto un Consiglio Comunale che non mi è piaciuto, forse mi sbaglierò ma ho percepito delle ingerenze fra Sindaco e decisioni dei Consiglieri di maggioranza, un richiamo all'ordine.
Non mi è piaciuto perchè se, come ammesso da tutti, questo fatto è estremamente grave per la nostra comunità, la comunità deve usare tutti gli strumenti a sua disposizione per fare luce e chiarezza.
Con tutto il rispetto per le Forze dell'Ordine e per il lavoro egregio che faranno, mi sento sommessamente di dire che una borsa di merce contraffatta non è certo una priorità di indagine fra tutti gli accadimenti nefasti che devono fronteggiare.
Per fare chiarezza si devono usare tutti i mezzi.
E non ho visto uscire questa volontà dal Consiglio. Ma solo per responsabilità politica di PD e Fare Comune.
Peccato.

Scandicci: IL BANDO FANTASMA


Scandicci - 

Un bando annunciato, confermato e mai fatto.
La questione delle camere ardenti autorizzate a San Giusto in un locale collocato a pochi metri fra i palazzi adiacenti è stato oggetto di aspre critiche e contestazioni da parte del comitato di cittadini residenti.
La lotta di questi cittadini ha portato al momento alla sospensione dell'inizio di attività di camere ardenti da parte di PAS, fondazione guidata dall'ex candidato sindaco PD al Comune di Scandicci Pacinotti. Sulla vicenda sta anche indagando la Procura della Repubblica per verificare la regolarità delle autorizzazioni amministrative.
Della vicenda si è più volte interessato il Consiglio Comunale.
Il Sindaco Sandro Fallani si è pubblicamente impegnato intervenendo in Consiglio, a promuovere un bando pubblico per poter fare utilizzare a soggetti privati la Cappella presente nel cimitero di S. Antonio.
Lo ha fatto nella seduta del del Consiglio Comunale del 16 marzo 2016, dove ha detto:

"[...] Io credo che questo sta nella responsabilità civile e si tratta, molto semplicemente, dell'attuale cappella per le cerimonie laiche al cimitero di Sant'Antonio, quindi di individuare quell'area lì come consona per le cappelle del commiato. Faremo un bando su quello. Qualora qualcuno fosse interessato a parteciparvi, può fare lì le cappelle del commiato. [...]"

Nella seduta del Consiglio Comunale 30 maggio 2016 ha confermato che i lavori per emanare il bando erano in corso e ne ha anche annunciato il termine:

"[...] Stamattina ho sentito l'Ing. Calastrini, mi ha detto la prossima settimana incontrerà il responsabile del project, dopo di che avvieremo le procedure. Con ASL sono stati avviati i primi contatti, ma insomma poco importa, diciamo che nei prossimi mesi, comunque entro la fine dell'anno solare (2016 ndr) completeremo questa procedura. [...]".

Passati 10 mesi da fine anno senza alcuna notizia in merito, il Movimento 5 stelle di Scandicci ha posto una interrogazione per chiedere se il bando fosse mai stato emanato, se no, per quale ragione, se l'amministrazione fosse intenzionata a mantenere l'impegno preso.
Abbiamo avuto una risposta che definire evasiva è volere utilizzare un eufemismo.
Intanto ha esordito rilevando l'evolversi positivo della situazione per i cittadini: non è certo merito dell'Amministrazione se ad oggi tutto è fermo. Se non ci fossa stata una decisa rivolta dei cittadini che hanno manifestato e segnalato la cosa alla Procura della Repubblica, l'attività sarebbe già iniziata da oltre un anno.
Poi ha sottolineato di come l'amministrazione sia impegnata a incontrare i cittadini per la realizzazione del piano strutturale.

Fine della risposta.

Alla richiesta del Presidente del Consiglio se si fosse soddisfatti della risposta abbiamo dichiarato di aver capito che il bando non era stato fatto ma non le ragioni che lo hanno impedito e se sarà fatto in futuro.
Il Sindaco fuori microfono ha detto che sarà valutato nel piano strutturale.
Di fronte a precisi impegni non mantenuti i cittadini presenti anche in sala consiliare hanno avuto risposte vane, anzi non hanno avuto risposte.
L'unico dato di fatto ineluttabile è che un bando annunciato, confermato e promesso entro il 2016 non è stato emanato, senza nessuna giustificazione data ai diretti interessati e con una vaga risposta a precisa interrogazione.
Questo modo di fare politica lo contesteremo sempre. Le decisioni si prendono per i cittadini e con i cittadini. E si rispettano, a meno che l'impossibilità non derivi da fatti oggettivi ed ineluttabili da esternare immediatamente.

Ma d'altronde era un politico navigato e membro di questa giunta colui che disse in un consiglio comunale che "andare a chiedere ai cittadini cosa vogliono, è prostituzione politica". Era l'Assessore PD Giuseppe Matulli.

22894496_335710440225608_6888155958037598601_n.jpg

Partecipa ai nostri eventi


   © 2010 www.movimento5stelle.it - I contenuti di questo sito sono rilasciati sotto licenza Creative Commons  Creative Commons