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MoVimento 5 Stelle

Piano di Sorrento - 

Marina di Cassano - Amministrazione non pervenuta
A partire dal 15 giugno 2019, a detta del Vicesindaco Pasquale D'aniello e visto che la pubblica amministrazione ancora non è riuscita ad installare il controllo elettronico, la ZTL della Marina di Cassano doveva essere sorvegliata da poliziotti municipali fino alle 24:00.
L'accesso alle rampe della marina è sguarnito, c'è un poliziotto giù in fondo, e non è che si capisca bene cosa ci faccia.
Parrebbe addetto al controllo dell'arenile, ma fino alle 21:00.
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A proposito di arenile, barche e scali di alaggio numerosi, nonostante la stagione sia praticamente iniziata.
Cosa ci fanno lì? Chi controlla cosa e se si eseguono lavori, specie di raschiatura, carteggiatura e riverniciatura antifouling?
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Poi ci lamentiamo dell'acqua sporca lì dove sventola bandiera blu, ma le analisi dell'ARPAC sono eccezionali, gli effetti del Sarno qui non arrivano e, a detta di "coloro che contano", l'acqua verde è schiumosa è dovuta alle micro alghe.
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Le auto circolano lì dove non potrebbero e i residenti hanno posti auto in misura inferiore agli effettivi abbonamenti emessi; in consiglio comunale, su mia interrogazione e proposta, D'Aniello affermò che sarebbero stati fatti controlli sugli effettivi requisiti, ma finora si regista il non pervenuti.
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Ci sarebbe da rivedere le concessioni, gli spazi pubblici, ma è tutto rimandato in attesa del riordino della disciplina del demanio marittimo e relative concessioni, infatti con la legge di bilancio 2019 si è provveduto ad una proroga di 15 anni per le concessioni demaniali marittime esistenti al primo gennaio di quest'anno.
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Allora sconsolati, non resta che andarcene, ma attenzione, lo specchio che dovrebbe aiutarci e rendere sicuro l'impegno dell'incrocio è fuori asse, indirizzato verso un punto indefinito del cielo, forse teso ad intercettare la "Luna di fragola"; troppa grazia sire.

PS: La riunione del gruppo di lavoro sul traffico sul tema dei maxibus a Madonna di Rosella prevista per domani, non si terrà perché in 15 giorni, non si è riusciti a convocare gli operatori turistici e il gestore del parcheggio Ninnella.


Piano di Sorrento - 

Passata in Conferenza dei Capigruppo la linea del M5S.
La tesi sostenuta dal sottoscritto con nota del 4 marzo 2017, secondo cui il criterio proporzionale può dirsi rispettato ove sia assicurata la presenza in ogni commissione di ciascun gruppo presente in consiglio, in modo che se una lista è rappresentata da un solo consigliere, questi deve essere membro di tutte le commissioni costituite (T.A.R. Lombardia, Brescia, 4/7/1992, n. 796; T.A.R. Lombardia Milano, 3/5/1996, n. 567), aveva già da tempo ricevuto il parere favorevole del segretario generale dr. Michele Ferraro.
Ieri martedì 4 giugno 2019, in Conferenza dei Capigruppo, per ovviare alla rappresentatività "numerica" consiliare, si è concordato per una modifica regolamentare che assumerà sia per i risultati delle votazioni, sia per le validità delle sedute, il voto/presenza ponderale.
Inoltre all'unanimità, per uno snellimento delle procedure e per un miglior funzionamento delle Commissioni permanenti, si è altresì deciso di dimezzarne il numero accorpandole: fermo restando quella di controllo (Trasparenza) cui la presidenza spetta all'opposizione, con la modifica statutaria da approvare nel prossimo consiglio comunale, le restanti passeranno da sei a tre.
Sono molto soddisfatto del risultato ottenuto e di lasciare alla prossima consiliatura, una norma regolamentare partecipativa e inclusiva, democratica e pluralista, di cui nessuno finora aveva mai evidenziato le criticità né tantomeno sollevato il problema.

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RIDICOLI


Piano di Sorrento - 

«La Circumvesuviana è una ferrovia in gestione EAV, e quindi è la Regione Campania, che ne deve garantire adeguati standard di sicurezza.
Presumibilmente De Luca già sa che la Circumvesuviana non è attrezzata con i sistemi di controllo marcia treno e dunque teme che quando a luglio, come tutte le ferrovie isolate, anche questa tratta, secondo una norma stabilita dal Governo precedente, passerà sotto la vigilanza dell'ANSF (Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria), sarà soggetta a limitazioni di velocità.
Ricordo però, in primis, che l'ANSF (che diventerà ANSFISA) è un soggetto autonomo e non dipendente dal Mit». Danilo Toninelli - Ministro Infrastrutture e Trasporti.
Infatti l'ANSF, dopo l'incidente sulla Andria-Corato del 12 luglio 2016, sulle tratte non attrezzate con i sistemi di sicurezza europei, al fine di tutelare i passeggeri per il tempo necessario ad adeguare le linee e metterle in sicurezza, impose i limiti di velocità ridotti.
A distanza di due anni, su un provvedimento voluto e adottato dal PD, il Presidente EAV Umberto De Gregorio chiede di intervenire «immediatamente con un provvedimento legislativo che rinvii il passaggio di competenze da Ministero ad ANSF delle linee regionali EAV previsto a partire dal primo Luglio 2019».
I Sindaci si sono messi sull'attenti e hanno risposto presente, e all'ordine impartito hanno imbracciato la penna a mo' di fucile, apponendo le loro sigle in calce.
Anche i democrat di Vico Equense non hanno voluto essere da meno: «L'amministrazione deve aderire all'appello al ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli lanciato dal presidente dell'EAV Umberto De Gregorio e già da alcuni sindaci del nostro territorio per scongiurare il rischio delle limitazioni che potrebbero verificarsi col passaggio delle competenze dal ministero all'agenzia ferroviaria per la sicurezza delle linee regionali EAV, programmato a partire dal prossimo primo luglio» (Metropolis 2/6/2019).
Da qui il titolo: Ridicoli.
Risale al 21 settembre 2017, primo ministro Gentiloni, titolare del MIT Delrio, l'Indagine Regionale sulla Messa in Sicurezza delle Linee Ferroviarie Isolate, di cui dalla premessa:
«Nel 2016, in occasione della predisposizione del Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ai sensi dell'art. 1 comma 6 del decreto legislativo 15 luglio 2015 n. 112, che individuava le Ferrovie Regionali (cd. "Ex concesse") che risultavano "interconnesse" alla rete ferroviaria nazionale, le Regioni e Province autonome elaborarono, su iniziativa della Commissione Infrastrutture, Mobilità e Governo del territorio, un'indagine che aveva l'obiettivo di conoscere i fabbisogni di messa in sicurezza delle ferrovie interconnesse, sia dal punto di vista tecnico sia dal punto di vista economico. L'indagine rappresentò un importante momento di approfondimento sul tema della sicurezza ferroviaria delle ferrovie regionali e costituì un punto di riferimento per le attività che si svilupparono nel corso del lavoro tecnico svolto da un tavolo istituito presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e che comprendeva anche i responsabili dell'ANSF e dell'USTIF e finalizzato, appunto, alla messa a punto del predetto Decreto.
In occasione dell'intesa, che fu sancita il 3 agosto 2016, il Ministro Graziano Delrio, che partecipò a un incontro presso la Conferenza delle Regioni e Province autonome, evidenziò come il tema della sicurezza del trasporto pubblico locale ferroviario non si esauriva alle sole ferrovie interconnesse, ma comprendeva anche le linee ferroviarie cosiddette "isolate" per le quali annunciò precisi stanziamenti».
Nello specifico l'Indagine rilevava per le linee vesuviane:
«Negli anni '80 è stato introdotto sulle linee vesuviane un sistema ATP (Automatic Train Protection) del tipo continuo con logica elettromeccanica a cinque codici (180, 120, 270, 75, AC e 420). Lo stesso consente di informare il macchinista, a bordo, sulla massima velocità permessa dal segnalamento di stazione o di linea (PBI) e determina la frenatura automatica in caso di superamento della stessa.
Si determina, pertanto, una integrazione tra il sistema di segnalamento a terra e la condotta del rotabile, prevenendo errati comportamenti del macchinista.
Questo sistema, pur con elevato livello di sicurezza, presenta dei limiti; in particolare la frenatura automatica non interviene per rallentamenti dovuti ad un PL fuori servizio oppure per limiti di velocità correlati alle caratteristiche del tracciato e/o da condizioni temporanee della linea; vi è inoltre l'impossibilità di gestire le fermate.
Per quanto attiene la regolarità, invece, il limite è dovuto alla ipotesi concettuale che, indipendentemente dall'andamento planimetrico della linea, la velocità di approccio del convoglio sia quella massima possibile per gli attuali ETR (90 km/h), indipendentemente dalla velocità reale del treno.
Tale condizione quindi impone spesso al macchinista, in modo praticamente immediato, il rispetto di una velocità ridotta ad una distanza dal punto protetto maggiore di quella necessaria per portare la velocità del convoglio da quella reale a quella richiesta dalle condizioni della linea.
Per superare i suddetti limiti e garantire in ogni caso elevati livelli di sicurezza, è necessario integrare l'attuale sistema continuo con punti informativi fissi (boe), al fine di ottenere la massima protezione della marcia del treno nel caso di rallentamenti/limitazioni di velocità puntuali e passaggi a livello fuori servizio; ciò comporterà la necessità di attrezzare terra e bordo con il Sistema di Controllo Marcia Treno (SCMT).
Allo stato attuale i n. 21 ETR della serie Metrostar sono già attrezzati con il Sotto Sistema di Bordo (SSB) del SCMT, per cui è necessario prevedere analogo attrezzaggio per gli ulteriori 25 FE220 e 12 T21 oggetto di revamping.
Per quanto riguarda l'attrezzaggio con il Sotto Sistema di Terra (SST), EAV ha realizzato una tratta prototipale (la tratta Scafati - Poggiomarino) sulla quale sono state ottenute le autorizzazioni USTIF a seguito di apposito processo omologativo da parte di VIS. Tale circostanza ragionevolmente accelererà il processo di progettazione, validazione ed approvazione dell'analogo attrezzaggio di terra sulle linee vesuviane. Inoltre, è necessario ammodernare con ACS le stazioni di bivio più significative ovvero Napoli Nolana/Garibaldi ed il doppio bivio Madonnelle-Botteghelle afferente la stazione di Volla con la costruenda antenna da Volla fino alla stazione AV di Afragola.
Il costo previsto per la realizzazione di quanto sopra descritto è pari ad € 87.500.000,00».
Cosa dovrebbe fare Toninelli: prorogare per dare tempo a De Luca di compiere quel che finora non ha fatto, e magari pagare di persona, oltre che moralmente, per un eventuale disastro? circum.png

Viabilità a Pozzopiano


Piano di Sorrento - 

Pozzopiano - Sosta auto, situazione spinosa: accolta parzialmente la nostra istanza.
Il tavolo tecnico intercomunale voluto dal M5S in sostanza si è riunito una sola volta e in forma disgiunta; le nostre proposte miravano a rifare il manto stradale di via San Vito, a ripensare gli attraversamenti pedonali del Corso Italia rendendoli ben visibili, a migliorare l'illuminazione pubblica del tratto, ad implementarne la videosorveglianza, di limitare la velocità del transito dei veicoli nelle ore notturne o di traffico scorrevole. Dal 18 agosto ad oggi, nulla di tutto ciò.
Ora, premesso che la zona in questione è scarsamente pattugliata dalla Polizia Municipale, la mia richiesta in sostanza consisteva nel riservare gli stalli posizionati nel lato carottese di via San Vito (lato est), ai nostri concittadini, visto che il lato opposto è destinato dal comune di Sant'Agnello alle cosiddette strisce blu.
I cittadini santanellesi hanno quindi la possibilità di sostare dietro pagamento di abbonamento residente pari ad € 80,00 annuali, cosa che chiaramente non è prevista per i carottesi che dovrebbero pagare € 35,00 ogni 30 giorni, ossia oltre € 420,00 annui.
I pochi posti che Piano di Sorrento ha destinato alla sosta sul versante di propria competenza, (strisce blu finora senza ordinanza), sono spesso occupati da automobili di proprietà di santanellesi, che evidentemente preferiscono sostare nelle vicinanze della propria abitazione, anziché cercare posto libero nel tratto riservato dal proprio comune.
Di qui la richiesta e la «DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE N° 61 del 12/04/2019 - In Località Pozzopiano sono istituti n. 3 stalli di sosta a pagamento con abbonamento, riservati ai residenti della stessa via. I residenti di Via Pozzopiano (n.d.r. ammetto di non conoscere via Pozzopiano, presumo si tratti di refuso intendendo via San Vito, ma anche Corso Italia), ove ne ricorrano le condizioni, possono far richiesta di abbonamento a tariffa agevolata per la zona "C1" e sostare negli stalli individuati con il presente atto. Il parcheggio è riservato esclusivamente alla sosta dei veicoli a tre/quattro ruote con cabina chiusa con portata fino a 25 q.li. Nella medesima zona è, altresì, istituito n° 1 stallo per la sosta gratuita dei veicoli muniti di contrassegno disabili».
Non crediamo sia la soluzione finale, specie se non saranno effettuati i controlli, ma certamente sarà un deterrente per riservare i pochi posti liberi ai carottesi di Pozzopiano.
Considerato il fallimento per totale disinteresse dei due Sindaci del tavolo intercomunale proposto dal MoVimento 5 Stelle di Piano di Sorrento e Sant'Agnello, permane lo scetticismo che si possa giungere ad una gestione unica delle zone di confine, che ripeto, potrebbe essere esperimento propedeutico ad una unificazione dei corpi di polizia locali.
Se la politica non è pronta al comune unico, se i cittadini sono scettici, dovremmo almeno cercare di unificarne i servizi.

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Bancomat Metropolitano


Piano di Sorrento - 

I nostri Sindaci, in mancanza di un piano strategico dovuto oltre al clima politico consociativo creatosi in consiglio metropolitano, anche e soprattutto al loro disinteresse manifestato assentandosi alle Conferenze metropolitane, si recano con il cappello in mano e progetti raffazzonati, per non perdere i fondi resisi disponibili con lo sblocco degli avanzi liberi di amministrazione.
Oltre € 440.000.000,00 saranno così spesi senza una progettualità territoriale, senza piano strategico, "spartiti" per numero di abitanti, dove Napoli la fa da padrone riservando per il centro la maggior parte dei fondi.
Campagna elettorale perenne per alcuni, bancomat comune metropolitano per altri, in sostanza fondi comuni e soldi freschi freschi.
Chi per emergenze, chi per propri fini, il risultato non cambia: progettualità nulla, interventi mirati zero, fondi destinati a pioggia.
È chiaro che rendere disponibili senza alcun paletto gli avanzi liberi di amministrazione, sia un regalo da parte del governo a tutti gli amministratori che sono in competizione elettorale, e per rendersene conto basta vedere la nota spese per quel che riguarda il consigliere delegato nonché sindaco uscente di Meta, Giuseppe Tito.
Nello specifico al 10 aprile, nell'elenco delle schede progettuali Piano Strategico di Città Metropolitana di Napoli, risultano: il giardino delle rose, il restauro del paesaggio del belvedere ubicato al di sopra della galleria in località Stella Maris, il completamento delle opere di urbanizzazione primaria e servizio del P.E.E.P. in via Mariano Ruggiero, i lavori di messa in sicurezza di via del Lauro e di un tratto di via Municipio, la messa in sicurezza costone tufaceo Lavinola, il consolidamento del costone tufaceo in località Madonna delle grazie, il consolidamento del costone gradoni dei pescatori, il consolidamento costone la conca.
Per il comune di Piano di Sorrento, invece:
1.Lavori di ripristino di un tratto di strada di Via Ponte Orazio e di manutenzione; straordinaria del costone tufaceo sottostante;
2.Realizzazione del Nuovo Istituto Comprensivo Scolastico in via Carlo Amalfi nel comune di Piano di Sorrento. I Lotto Funzionale: Intervento di abbattimento e ricostruzione dell'edificio esistente per realizzazione della palestra e dell'auditorium a servizio del Nuovo Istituto Comprensivo Scolastico in via Carlo Amalfi;
3.Realizzazione del Nuovo Istituto Comprensivo Scolastico in via Carlo Amalfi nel comune di Piano di Sorrento. II lotto Funzionale: Intervento di realizzazione del corpo aule del Nuovo Istituto Comprensivo Scolastico in via Carlo Amalfi.
Per l'amministrazione Iaccarino si tratta di progettualità di importi pari a: € 921.596,40 per via Ponte Orazio, € 3.975.000,00 per il 1° lotto funzionale nuova scuola in via Amalfi ed € 9,370,000,00 per il 2° lotto funzionale, quello che poi in prospettiva darebbe effettiva realizzazione alle aule di cui il primo lotto dovrebbe essere pertinenza (sic).
Considerando che la genialità del Piano Strategico prevede la concessione di fondi pari ad € 100,00 per abitante, eseguendo un semplice calcolo, la cifra che toccherebbe al comune carottese è pari a € 1.300.800,00 (13.008 il numero di abitanti di Piano di Sorrento - ISTAT 2017); nel qual caso si finanzierebbe Ponte Orazio e resterebbero gli spiccioli.
Fermo restando che ponte Orazio sia una priorità, che poteva e può essere finanziata con i fondi governativi messi a disposizione per il dissesto idrogeologico (piattaforma RENDIS), la domanda cruciale che pongo è: «Può la Città metropolitana di Napoli intendere gli avanzi liberi di amministrazione non fondi da utilizzare in proprio, bensì da destinare come un Ente di programmazione alle singole amministrazioni locali»?

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Altro sulla Città metropolitana di Napoli:
La Città Metropolitana for Dummies - Le zone omogenee - 12/3/2019
Ma di cosa parliamo - 28/2/2019
Interrogazione e Risposta scritta in merito all'assenteismo del Sindaco alle Conferenze metropolitane - 25/9/2017
Conferenza Metropolitana: Piano di Sorrento sempre assente - 19/9/2017
De Magistris solo per Napoli - 26 Gennaio 2017
Fico presenta la lista per le elezioni Metropolitane - 3/10/2016
Elezioni città metropolitana Napoli - 23/9/2016

Via Ponte Orazio


Piano di Sorrento - 

Via Ponte Orazio due anni dopo: Emergenza o investimento?

Stamattina ho incontrato il sottosegretario al ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, Salvatore Micillo.
Con lui si è parlato tra l'altro di dissesto idrogeologico e dei fondi stanziati dal governo centrale, oltre 12 miliardi di euro, per la messa in sicurezza del martoriato territorio italico; superfluo sottolineare che al sottosegretario abbia attenzionato la situazione del crollo del 2 aprile 2017 di via Ponte Orazio e del relativo costone tufaceo.
Dico e chiedo al Sindaco Iaccarino se sono state avviate in questi due anni, le procedure previste dalla piattaforma ReNDIS (Repertorio Nazionale degli interventi per la Difesa del Suolo), in modo da accedere al finanziamento per la messa in sicurezza del costone e della relativa strada, vista la priorità e l'assoluta necessità dell'intervento.
Ho sempre più netta la sensazione che l'amministrazione Iaccarino vada a tentoni sbattendo ripetutamente, non riuscendo nemmeno a distinguere quel che è un'emergenza, da un investimento.
Dico questo con cognizione e convinzione, accertato che durante la discussione del piano triennale delle opere pubbliche, al di là del dato sconfortante sulle idee progettuali e relative realizzazioni, è emersa l'assoluta assenza dell'amministrazione pubblica carottese dalla conferenza metropolitana per la redazione del piano strategico, cosa già oggetto di una mia interrogazione poco più di un anno fa. Ciò farà in modo da far spartire gli avanzi liberi di amministrazione della Città Metropolitana di Napoli, che ammontano a oltre 430 milioni di euro, in base al numero di abitanti dei singoli comuni afferenti e non in base a progettualità territoriali. A quanto risulta dalla discussione nell'ultimo consiglio comunale, i fondi così ripartiti, circa € 100 per abitante, saranno utilizzati dall'amministrazione non per investimenti finalizzati, ma per la risoluzione dell'emergenza Ponte Orazio.
Ciò comporta l'ennesima perdita di opportunità per la nostra Piano di Sorrento.

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Piano di Sorrento - 

Non solo polveri sottili.
Il biossido di azoto (NO2) è un gas di colore bruno-rossastro, poco solubile in acqua, tossico, dall'odore forte e pungente e con forte potere irritante. È un inquinante a prevalente componente secondaria, in quanto è il prodotto dell'ossidazione del monossido di azoto in atmosfera. La principale fonte di emissione degli ossidi di azoto è il traffico veicolare (fonte: Ministero della Salute).
Il limite orario stabilito dal Ministero della Salute (e chiaramente a fini puramente normativi) è di 200 μg/m3 da non superare più di 18 volte per anno civile, mentre quello medio annuale è di 40 μg/m3.
Considerato che nonostante il periodo di bassa circolazione stradale (nello specifico nelle ultime tre settimane) i rilevamenti forniti dai nostri Smart Nose Dust indicano una media di 86,97 μg/m3, ossia ben oltre il doppio del limite medio annuo, l'amministrazione pubblica ha due sole strade da percorrere:
1. Far finta di nulla.
2. Prendere atto della situazione rilevata e adottare quelle misure impopolari che non possono prescindere dalla tutela della salute umana e dell'ambiente, tali da ridurre la mole veicolare transitante per le nostre strade cittadine e di conseguenza l'inquinamento atmosferico.
Il M5S sta denunciando da tempo la situazione, ora anche con dati alla mano, ma a nessuno sembra importare.
Voglio ricordare agli spero pochi sostenitori dello sviluppo indiscriminato, un breve estratto da uno storico discorso:
«Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell'indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto interno lordo (PIL).
Il PIL comprende anche l'inquinamento dell'aria, la pubblicità delle sigarette e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.
Il PIL misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta» (Robert Kennedy 1968).

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Tutti gli articoli sul tema traffico e inquinamento.


Piano di Sorrento - 

Il 1 giugno 2017 il M5S presentò un'interrogazione al Senato, prima firma Sergio Puglia, atta ad accertare irregolarità circa i parcheggi costruiti a Sorrento in virtù della L.R. 19/2001.
Risultava agli interroganti: «Che né il dirigente dell'ufficio edilizia privata e abusivismo edilizio, ingegner Alfonso Donadio, né il suo predecessore, architetto Francesco Saverio Cannavale (n.d.r. attualmente in forza al comune di Piano di Sorrento), e neanche il suo successore, dottor Antonino Giammarino, abbiano adottato i previsti provvedimenti sanzionatori a carico dei proprietari che, ad ultimazione dei lavori, non abbiano provveduto a stipulare un idoneo atto di cessione a favore del Comune di Sorrento delle aree di copertura da adibire ad uso pubblico, come stabilito nei permessi...».
L'interrogazione, molto articolata e che tirava in ballo in prima persona il Sindaco Cuomo, otteneva una risposta stupefacente per precisione, tanto da meravigliarci: nemmeno fosse stata fornita da un nostro governo.
La risposta fu lapidaria: «Si può affermare che il mancato rispetto della condizione speciale di servitù di uso pubblico possa configurarsi come abuso edilizio da sanzionare - e ancora - obbligando i proprietari al rispetto della condizione speciale adottando il blocco della compravendita dei box interrati ovvero la diretta acquisizione gratuita del costruito al patrimonio del Comune».
Il viceministro delle infrastrutture e dei trasporti Nencini, rincarava la dose: «La Procura della Repubblica di Torre Annunziata ha attivato due procedimenti penali, delegando le relative indagini, tuttora coperte da segreto, al nucleo operativo dei Carabinieri di Sorrento - inoltre - non risulta che l'amministrazione comunale di Sorrento abbia attivato le procedure per la loro acquisizione al patrimonio pubblico o comminato sanzioni ai sensi della legge regionale n. 19 del 2001».
Infine per quanto riguardava il Sindaco: «L'amministrazione ha soggiunto, infine, che il sindaco di Sorrento è stato socio della Gieffe costruzioni srl (proprietaria dei box pertinenziali realizzati in via Marziale), attualmente denominata Cuomo Marine di cui il citato amministratore locale è parimenti socio».
A questo punto aspettiamo, cos'altro fare? Ci sono indagini coperte da segreto istruttorio!
Ma a Piano di Sorrento, come stanno le cose?
Il 25 gennaio scorso presento interrogazione discussa nella successiva assise consiliare del giorno 30. L'assessore Ponticorvo nell'occasione affermò che si sarebbero fatti accertamenti per tutte le situazioni pregresse a quello che appariva l'unico caso in via dei Platani.
Chiaramente dichiarai che avrei atteso la risposta scritta e l'esito dell'accertamento.
Il 12 febbraio inoltrai un sollecito, il 26 successivo, essendo trascorsi i canonici 30 giorni, ne chiesi risposta.
Ieri ho scritto al Prefetto chiedendo l'intervento, appena oggi, guarda caso, mi giunge la PEC del funzionario in risposta: «Stante la complessità degli accertamenti di che trattasi e dei notevoli carichi di lavoro cui far fronte, si rappresenta che gli stessi sono attualmente in corso e che, alla conclusione di dette operazioni, si procederà a fornire i chiarimenti richiesti».
Una volta tanto non lo stavano già facendo.

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Piano di Sorrento - 

Impresa ardua spiegare quel che sta accadendo in Città Metropolitana di Napoli, in primo luogo perché è materia molto tecnica, secondo perché è erronea credenza che le provincie non esistano più, infine perché si desidera non si sappia troppo.
Qui entra in gioco uno degli scopi per cui si avvertì la necessità di avere un MoVimento di cittadini, che operasse sui territori all'interno delle istituzioni: vi ricordate la scatoletta di tonno? Forse sarà sgombro, o forse sardine, o forse una semplice insalatina, ma io l'apriscatole voglio usarlo.
Alla fine di questo articolo vi chiederete chi sono gli imbranati (dummies), chi lo è e chi ci fa, e questo è il motivo per il quale desidero che le cose siano estremamente chiare.
Comincerò quindi con delle brevi e semplici definizioni di termini contenuti nella Legge n.56 del 7 aprile 2014, detta Delrio, la quale impartisce «Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni».

  • La Città Metropolitana di Napoli ha l'estensione territoriale della ex Provincia di Napoli.

  • Il Sindaco della Città Metropolitana è di diritto il Sindaco della città capoluogo (Napoli); attualmente è Luigi de Magistris. In seguito vedremo altre modalità contemplate dalla legge Delrio.

  • Il Consiglio Metropolitano è eletto fra e dagli stessi Consiglieri comunali con voto ponderato, ossia la preferenza dell'elettore appartenente a una città più popolosa vale più di quella del Consigliere del piccolo paesino; per intenderci il voto del consigliere di Carbonara di Nola vale 6, mentre quello del collega di Napoli vale 823. Il voto del consigliere di Giugliano 115, quello di Sorrento o Piano di Sorrento vale 36.

  • La Conferenza Metropolitana è composta dal Sindaco Metropolitano e da tutti i Sindaci dei comuni afferenti.

  • La zona omogenea è individuata in un'area composta da più comuni confinanti dell'area metropolitana, aventi affinità (storico-culturali, socio-economiche ecc.).

  • La zona di autonomia amministrativa è assimilabile ad una o più municipalità della città di Napoli, che una volta suddivise, possono essere considerate come comuni a se stanti ai fini della realizzazione delle zone omogenee.

  • Il piano strategico per le Città metropolitane è un obbligo e non un atto volontario. Si tratta di uno strumento che deve individuare emergenze e criticità, dove, come e quando fare interventi, destinare fondi, il tutto intendendo l'area metropolitana più insiemi di comuni.
    «Il percorso avviato è tutt'ora in itinere, il processo partecipativo vedrà sempre più coinvolgere istituzioni, enti ed associazioni, e porterà in tempi brevi all'approvazione del primo Piano Strategico della Città Metropolitana di Napoli. Il nostro è un processo, un progetto in divenire. Siamo solo all'inizio. Luigi de Magistris»; tutto questo per dire, a Napoli stiamo ancora a zero.

Una volta assimilata questa terminologia, possiamo proseguire.
In precedenza (secondo punto) scrivevo dell'elezione del Sindaco Metropolitano: in effetti la legge Delrio, prevede per le Città metropolitane con oltre 3 milioni di abitanti (Roma, Milano, Napoli), la possibilità di eleggerlo con suffragio universale (direttamente dai cittadini elettori), a patto che si soddisfi la condizione disciplinata dal comma 22 dell'articolo 1, ossia che si preveda la costituzione di zone omogenee, e che il comune capoluogo realizzi la ripartizione del proprio territorio in zone dotate di autonomia amministrativa.
In sostanza, se il capoluogo (Napoli) non suddivide il proprio territorio in zone amministrativamente autonome, è da considerarsi come comune unico e non può essere scomposto in altre zone omogenee.
Con deliberazione sindacale n. 49 del 13 febbraio scorso (e questa già è una cosa atipica giacché la delibera per antonomasia è atto collegiale e non monocratico), De Magistris individua le zone omogenee, e il seguente 28 febbraio, con un solo voto contrario, il Consiglio metropolitano ne delibera l'approvazione.
Nelle 5 aree proposte di omogeneo non traspare nulla, considerando i luoghi delineati in modalità alquanto casuale e dovuti solo a contiguità territoriali, senza studi specifici delle caratteristiche dei territori, delle affinità, degli scambi merceologici e delle radici storiche.
Il dato che lascia perplessi è la mancata applicazione della legge Delrio nella suddivisione del comune capoluogo in zone amministrativamente autonome, in modo da poter considerare territori realmente omogenei, quali ad esempio San Giorgio a Cremano con Napoli est, e non con Capri e la penisola sorrentina (sic).
Napoli, con i suoi oltre 950.000 abitanti, sarà sempre il territorio che riceverà le maggiori attenzioni e, per rendere il più uniformi possibili le zone, costringe ad adottare aree vastissime, con popolazioni cospicue e quindi poca affinità socio-economiche fra di loro; alla fine ne saranno solo 5, mentre città come Torino ne ha adottato ben 11.
Del ruolo predominante di Napoli e l'inevitabile destinazione dei fondi a pioggia, dato che non c'è un progetto di specifica territorialità, dovrebbe interessare tutti i cittadini, e specialmente i Sindaci dei nostri comuni che sono nella quasi totalità dei casi assenti alle Conferenze Metropolitane, demandando al politico amico di turno sia la ripartizione delle zone omogenee, sia il piano strategico; nel caso della penisola sorrentina al Sindaco di Meta Giuseppe Tito, consigliere Metropolitano con delega al Piano Strategico "che non c'è".
Questa cosa già l'ho pubblicamente denunciata unitamente a molti consiglieri comunali del M5S; inoltrai anche un'interrogazione cui ebbi risposta, chi lo desiderasse potrà approfondire consultando i link in calce.
Ma non è il solo, in pratica tutti i Sindaci si disinteressano delle vicende della Città Metropolitana; personalmente mi sono fatto l'idea che non comprendano l'importanza del ruolo della Conferenza Metropolitana, e demandino come consuetudine, ricevendo il favore in cambio di un finanziamento che possa "abbellirli" agli occhi dei propri concittadini.
Eppure ci sono ben € 420.000.000,00 di fondi provenienti da avanzo di bilancio. Come al solito per i nostri amministratori sarà importante spenderli visto che si è perennemente in campagna elettorale per qualcosa, e non finalizzarli per scopi specifici.
Ma in chiusura, dove voglio porre l'accento e dove non potrò transigere, riguarda la circostanza che quanto deliberato dal consiglio metropolitano di Napoli, non è in applicazione della L.56/2014, non avendo ripartito il capoluogo in zone amministrativamente autonome, confinando tutto quello a cui stiamo assistendo, a mero teatrino politico di un consiglio composto da sola maggioranza, senza opposizione (se escludiamo il consigliere Lebro), che raccontano storie e pretendono di farcele piacere.

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Piano di Sorrento - 

Gli obiettivi sofferti e raggiunti con caparbietà, danno certamente maggiori motivi di soddisfazione personale, ma per la comunità non c'è nulla di gratificante.
Se penso che la proposta di dotare la città di Piano di Sorrento della figura del Garante per i diritti delle persone con disabilità, è stata inoltrata dal sottoscritto il 29 gennaio di due anni fa, se guardo al carteggio che c'è stato con la pubblica amministrazione comprendente mozioni, interrogazioni, note e solleciti, che mi hanno infine costretto a interpellare il 6 giugno 2018 addirittura il Prefetto di Napoli, mi viene da chiedere perché tanto ostracismo!
Alla fine ha prevalso il buon senso, quello mostrato in Commissione Regolamenti e in Consiglio Comunale; abbiamo impiegato 25 mesi dalla proposta, ma finalmente Piano di Sorrento si è dotata di una tangibile e riconosciuta figura a tutela dei diritti di coloro che portano disabilità.
Il ruolo del Garante è autonomo e a titolo completamente gratuito, chi si è presentato lo ha fatto con puro spirito di volontariato, al fine di mettere a disposizione della società le proprie competenze. Occorre quindi sensibilità oltre alla professionalità, e Piano di Sorrento tutto ciò lo ha trovato nell'avv. Andreina Esposito.
Il mio auspicio è che tutto questo lavoro, oltre alla tutela, possa essere indirizzato verso il piano dell'eliminazione delle barriere architettoniche; troppo poco se ne è parlato finora, e solo per l'interrogazione consiliare del M5S, con il risultato di produrre una risposta recante una mera relazione fotografica.
Per la sua attuazione occorrono risorse ma, come per tutte le altre realizzazioni, una buona amministrazione deve necessariamente giocare d'anticipo e avere una progettualità già predisposta al fine d'intercettare fondi eventualmente erogati, altrimenti si sarà sempre in affanno, perdendo inevitabilmente occasioni che un lavoro preventivo avrebbero portato a buon termine.
Il M5S è nato con: «Nessuno deve rimanere indietro»; coerentemente perseguo con la consapevolezza che il lavoro paga.

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