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MoVimento 5 Stelle

RIMPASTO DI GIUNTA


Piacenza - 


«Quando un sindaco non è libero di scegliere gli assessori che vuole, succede questo»

Ad aprile 2017 noi del Movimento 5 Stelle di Piacenza - spiegano in una nota i consiglieri Andrea Pugni e Sergio Dagnino - in merito all'assessore Polledri, scrivevamo quanto segue: "Movimento 5 Stelle all'attacco sul fronte culturale. Dopo le polemiche dei giorni scorsi relative al rischio di perdere anche il cinema all'aperto all'arena Daturi, i consiglieri grillini prendono una posizione netta, contestando l'atteggiamento dell'assessore alla cultura Massimo Polledri. «Prendiamo spunto - spiegano Andrea Pugni e Sergio Dagnino - dalle recenti polemiche suscitate dalla vicenda riguardante la rassegna cinema all'aperto, per esprimere alcune valutazione in merito alla gestione della componente cultura da parte della nuova giunta cittadina. Si è iniziato con la soppressione del Festival del Diritto, di Pulcheria e la chiamata a rapporto, con critiche nemmeno troppo velate, dell'associazione Teatro Gioco Vita. A seguire la pubblica lamentela (per cui si sono scatenate feroci discussioni sui social e sui quotidiani) del responsabile del Piacenza Jazz Festival, rassegna per la quale non si sono trovati contributi economici da parte del Comune (contributi "scomparsi" anche per l'evento del cinema all'aperto al campo Daturi). Il comune denominatore di tutte queste vicende è il comportamento dell'assessore alla cultura, che da quanto traspare, invece di gestire i rapporti con gli operatori del settore, improntati se non altro alla cortesia istituzionale (dovuta a tutti i cittadini ed in particolare a chi si prodiga, per la divulgazione della cultura in tutte le sue forme), ha dato sfoggio, politicamente parlando, di una certa supponenza così tanto invisa ai cittadini. La vicenda del cinema all'aperto, dove abbiamo un responsabile che dice di non riuscire ad ottenere risposte da novembre da parte dell'amministrazione è (se vera) sintomatica del metodo usato. Ogni amministrazione, in quanto eletta democraticamente, ha il pieno diritto/dovere di programmare e sostenere le iniziative in cui crede, a patto però che vengano condivise con gli organi competenti, presentate per tempo alla cittadinanza e soprattutto in continuità con le precedenti manifestazioni. Chiudere ciò che ha funzionato fino ad oggi, senza aver preparato una soluzione alternativa, più che una programmazione sembra un regolamento di conti che non fa il bene della città".

Ci sono voluti più di 6 mesi per riconoscere che avevamo ragione. Oggi si cerca di porre rimedio ad una scelta (come altre) sbagliata fin dall'inizio. Quando la vecchia politica, fatta di spartizione di poltrone, col bilancino, non consente a chi è eletto di scegliere liberamente i propri assessori, i risultati sono questi. A Piacenza è successo così. Manuale Cencelli alla mano il Sindaco ha riprodotto i rapporti di forze in Giunta senza scontentare nessuno. Si sono persi diversi mesi, conditi da polemiche e pubbliche discussioni che non hanno fatto certamente il bene della nostra città. I piacentini vogliono assessori attenti, presenti, competenti e impegnati a tempo pieno nel loro lavoro al servizio dei cittadini. Sono troppi i casi di liberi professionisti che dedicano all'assessorato i ritagli della loro giornata lavorativa... Vedremo se la lezione servirà, noi ci crediamo poco»


Gruppo consigliare Movimento 5 Stelle
Andrea Pugni
Sergio Dagnino

MOBILITA' E TRAFFICO


Piacenza - 


Manca la visione di città, copiano la Giunta Dosi

Cosa unisce i gruppi consiliari di minoranza di Liberi e del Movimento 5 Stelle, e i rispettivi consiglieri Massimo Trespidi, Mauro Monti, Andrea Pugni e Sergio Dagnino? Il malcontento nei confronti delle scelte dell'Amministrazione Barbieri su mobilità, trasporto pubblico, parcheggi, viabilità e inquinamento. Nel mirino finiscono così i due assessori competenti: quello alla mobilità Paolo Mancioppi e quello ai lavori pubblici Paolo Garetti. «Siamo stati pressati da un buon numero di cittadini - ha spiegato Trespidi di Liberi - che si lamentano molto della viabilità». I quattro si scagliano contro i ritardi dell'elaborazione del PUMS - piano urbano di mobilità sostenibile - che dovrebbe essere il documento che disciplina la visione del traffico e della mobilità cittadina. «Il documento non è ancora maturo - ha ironizzato Trespidi mostrando due mele (un gioco di parole Pums-pumms, mele in dialetto) - e non crediamo che sia pronto per la data del 31 dicembre 2018, come previsto e chiesto dalla Regione. Siamo scettici che il Comune entro quella data riesca a rispettare il protocollo della regione»

D'accordo anche il capogruppo del Movimento 5 Stelle. «Ci siamo accorti insieme a Liberi - aggiunge Andrea Pugni - che non si stanno facendo passi in avanti. Prevale un assoluto menefreghismo: il sindaco dovrebbe avere il coraggio di agire, un'Amministrazione dopo cinque anni deve lasciare qualcosa alla città. Il fatto che non ci sia ancora messi mano al Pums preoccupa. Sentiamo molto menefreghismo su questa materia. Nel programma dei 5 Stelle c'erano idee simili a quelle del centrodestra sulla viabilità. Ma poi non abbiamo visto azioni, non sappiamo le intenzioni attuali dell'Amministrazione. Non abbiamo visto nuovi parcheggi scambiatori, piazza Cittadella e piazza Cavalli rimangono uguali con i parcheggi selvaggi del fine settimana. E continueremo a respirare lo stesso inquinamento di sempre provocato dalle auto».

«Non tollero da cittadino - aggiunge il consigliere pentastellato Sergio Dagnino - questa situazione incresciosa. È dal 2015 che il Pums deve essere prodotto. Per ora le richieste della Regione sono lettera morta. Manca quella grinta e voglia di fare sui temi del Pums: trasporto pubblico, ambiente, inquinamento, isole pedonali, Ztl. In 18 mesi non abbiamo sentito nulla, non sono temi prioritari per la Giunta. E a ogni domanda e interrogazione dell'opposizione ci sentiamo rispondere di "aspettare il Pums", che però non arriva mai. In altre città c'è un manager della mobilità - non pagato dai comuni -, un tecnico che si occupa a tempo pieno di questi problemi. Rischiamo di veder passare l'intero mandato e non scorgere alcun cambiamento». Dagnino contesta l'atteggiamento complessivo della Giunta su tante partite decisive. «Se non vogliono il parcheggio sotto piazza Cittadella, paghino la penale e non lo facciano. Ma questi non decidono, né su piazza Cittadella, né su Terrepadane, né sul nuovo ospedale. Tutti interventi e lavori che vedranno comunque la fine tra molti anni. Però rischiamo di non vedere neanche l'inizio di queste opere, con loro al comando della città»


Gruppo consigliare Movimento 5 Stelle
Andrea Pugni
Sergio Dagnino

TARI


Piacenza - 


Ogni piacentino onesto paga 17 euro di Tari per gli insoluti

La lettura ragionata della delibera del Consiglio Comunale relativa alle tariffe TARI approvata il 16 febbraio mentre da una parte suggerisce ai cittadini l'opportunità di mettere in atto comportamenti virtuosi dall'altra evidenzia il dovere degli amministratori comunali di adottare provvedimenti urgenti e coraggiosi. La voce "rifiuti" è la principale spesa del Comune con oltre 21 milioni di euro che poi vengono richiesti ad aziende e famiglie; è doveroso perciò attivarsi per ottimizzare la gestione al fine di ridurre il peso dell'imposta sui contribuenti. I cittadini dovrebbero impegnarsi sia ad acquistare prodotti che generano meno rifiuti (a Piacenza ogni cittadino produce 728 kg/anno di rifiuti, mentre a Parma ogni cittadino ne produce solo 550 kg/anno) sia a differenziarli meglio. Gli amministratori dal canto loro potrebbero concentrarsi su poche ma sostanziali attività.


In primo luogo introdurre una tariffazione puntuale: chi meno differenzia, più paga. A Podenzano, dove è stata introdotta, la raccolta differenziata è salita all'82%; a Parma sono arrivati al 78% mentre a Piacenza si rimane fermi ad un misero 57%. Sempre a Podenzano una famiglia di 4 persone con un appartamento di 110 mq paga 149 euro, a Piacenza (senza tariffazione puntuale) paga 299 euro: il doppio! L'Amministrazione dovrebbe valutare in modo approfondito le componenti di costo alla ricerca di possibili risparmi. Ad esempio: per lo spazzamento delle strade a Piacenza vengono spesi 3 milioni e 743mila euro, pari a 36 euro per cittadino; a Cesena, città di dimensioni simili, vengono spesi 932 mila euro, ovvero ben 2 milioni 811 mila euro in meno. Stupisce apprendere che il quantitativo di rifiuti da spazzamento a Piacenza è passato dalle circa 1.000 ton medie degli anni 2011-2014 alle 4.000 ton del 2016 (nello stesso periodo i rimanenti 47 comuni della provincia passavano dalle 1.600 ton medie totali alle 1.100 ton del 2016).

Il M5S ha da sempre chiesto alle giunte di sinistra e di destra che hanno governato la città l'esistenza tra le risorse comunali di una figura preposta al controllo del peso dei rifiuti piuttosto che alla verifica dei passaggi dei mezzi che puliscono le strade. La risposta è sempre stata: "Nessuno"! Altra priorità riguarda l'attività volta ad arginare e gestire gli insoluti della riscossione della TARI. La previsione di insoluti è stata quantificata in 1 milione 780mila euro che saranno spalmati sui 103mila residenti piacentini: ogni piacentino onesto (che paga la TARI) dovrà pagare 17 euro che qualcuno non ha pagato e che qualcun altro non è stato capace di far pagare.

Si potrebbe inoltre dotare la città di eco-compattatori che in modo assolutamente virtuoso consentano ai cittadini di effettuare una selezione del materiale post consumo premiando la loro azione attraverso dei buoni da spendere nelle attività commerciali piacentine aderenti. Serve una cultura del riciclo che sia attivata nelle le scuole e attraverso campagne mediatiche e civiche che facciano comprendere a i cittadini l'importanza del riciclo (in tutte le lingue visti i tanti stranieri presenti in città). Da parte dell'attuale amministrazione ci aspettiamo perciò un importante passo in avanti nelle politiche di gestione dei rifiuti che non ci facciano essere soggetti passivi di fronte ai dati poco confortanti del nostro territorio.

Gruppo consigliare Movimento 5 Stelle
Andrea Pugni
Sergio Dagnino

POLITICA MENO GRIDATA


Piacenza - 


E' ORA DI PENSARE ALLA GENTE

E' obbligo di tutti gli enti pubblici ogni anno aggiornare il proprio "Piano per la prevenzione della corruzione" detto PTPC anche attraverso segnalazioni o proposte dei semplici cittadini. Per questo, nei giorni scorsi, come consigliere comunale ho presentato un documento al Segretario Generale (Responsabile del servizio anticorruzione del Comune di Piacenza) in cui ho illustrato alcune proposte fattibili. La risposta è stata molto cortese, oltre ai graditi complimenti per il contributo che ho cercato di dare, mi ha garantito che saranno recepiti alcuni suggerimenti tra cui la pubblicazione annuale della situazione relativa al recupero dei crediti tributari e le specifiche situazioni di sofferenza.


Può sembrare un dato poco significativo, ma è invece molto importante per capire se i tributi vengono realmente incassati, quale sia la percentuale di non riscosso e se ci sono situazioni di insolvibilità, questo perchè la politica ha il compito principale di favorire il benessere e la felicità dei cittadini, offrendo servizi, appianando le disuguaglianze, fornendo delle possibilità.
Per questo motivo già diversi Comuni, in tutta Italia, hanno approvato il "Baratto Amministrativo", in altre parole la possibilità, per le persone che non sono in grado di pagare i servizi offerti dal Comune, di saldare il proprio debito con ore di lavoro per la collettività.

Questa amministrazione in diverse occasioni ha annunciato di volersi avvalere di tale strumento, nel caso ciò non avvenisse, presenteremo noi stessi, come gruppo consigliare tale proposta, in quanto crediamo che la politica debba scendere a livello dei cittadini, entrare nel tessuto sociale ed aiutare chi ne ha bisogno.

Proprio in questo momento invece, stiamo assistendo ad una campagna elettorale con le solite promesse utopiche e irrealizzabili, mentre sarebbe invece il momento di capire le difficoltà presenti e di studiare sistemi e occasioni atti a diminuire le disuguaglianze sociali ed economiche, che portano inevitabilmente a sacche di disagio e all'utilizzo di espedienti (più o meno legali).
Insomma, una politica meno gridata, ma nello spirito di quello che dovrebbe esserne il fine ultimo, ovvero il bene comune.


Sergio Dagnino
Consigliere Comunale M5S Piacenza

VUOTO A RENDERE


Piacenza - 


APPROVATA LA MOZIONE DEL M5S SUL "VUOTO A RENDERE"

Il Movimento 5 Stelle richiede al Sindaco e alla giunta comunale di approvare nuove forme di incentivo economico per i produttori e distributori che aderiranno al sistema del vuoto a rendere. Sulla linea di riciclaggio auspicata dalle direttive del Parlamento Europeo i cinque stelle prendono le mosse e scendono in campo con una nuova iniziativa. È loro la mozione diretta al consiglio comunale che richiede un aiuto economico per tutti gli esercenti che sperimenteranno il sistema di restituzione per prodotti di uso alimentare. Ad oggi, infatti, risulta assente qualsiasi tipo di incentivo o facilitazione per chiunque adoperi questo metodo.


Ma come funziona esattamente il "vuoto a rendere"?

Oltre a pagare il prezzo della bevanda si aggiunge una piccola cauzione. Una volta restituito il contenitore, la cauzione torna. Sistema molto usato nei festival della birra, per i più navigati. Questo sistema a sforzo zero offre la possibilità al fornitore e al consumatore di riciclare diminuendo l'inquinamento da immondizia.
«L'obiettivo del vuoto a rendere è proprio quello di sensibilizzare i consumatori sull'importanza del riciclo, oltre a diminuire la produzione dei rifiuti. I contenitori così salvati potranno essere riutilizzati ben oltre dieci volte prima di essere buttate definitivamente. Una bella iniziativa per la lotta allo spreco».

GIOCO D'AZZARDO


Piacenza - 


ALLARME #AZZARDOPOLI SU PIACENZA
ECCO I DATI COMUNE PER COMUNE
Gioco d'azzardo in provincia: "Troppi soldi spesi a Coli e Farini"

Grazie alla collaborazione con l'associazione No Slot che questa estate ha avviato in tutta Italia una campagna trasversale per combattere l'azzardopatia e fare trasparenza, campagna a cui hanno aderito i consiglieri e amministratori del Movimento 5 Stelle, siamo ora in grado di rendere pubblici i dati sui Monopoli relativi a quanto è stato azzardato nei Comuni della provincia di Piacenza tra il 2015 e 2016.


LA TABELLA IN PDF

Un fiume di centinaia di milioni di euro dove emerge chiaramente che - sostegono nella nota a corredo della tabella - le 'vincite' in realtà sono solo una partita di giro che rientra nelle giocate, e gli incassi per lo Stato non sono che il 10% circa.

Un 'cane che si morde la coda' quello del giocato sull'azzardo che danneggia l'economia di ogni Comune colpendo il commercio e l'indotto industriale.

Dall'analisi dei dati (che non comprendono diversi tipi di azzardo come l'online e le pericolosissime Vlt) emergono però diverse anomalie che verranno segnalate alla Procura e all'antimafia.

A Coli, paese dell'Appennino di 905 abitanti risultano azzardati 776.901 euro (858 pro capite solo in slot machines!) e solo poco più di 1.000 euro in Lotto (dato realistico).

A Farini, 1.200 abitanti spesi nel 2016 826.379 euro in AWP-Slot machines una spesa pro capite di 688 euro. Decisamente troppo alta.

Ora è prioritario che tutti i Comuni della provincia di Piacenza - affermano - iniziando dal capoluogo si dotino di regolamenti in linea con la legge regionale e sia rispettata l'autonomia degli enti locali nel combattere questa piaga sociale prevedendo le limitazioni orari e distanze da luoghi sensibili.

I regolamenti comunali prevedano nei limiti delle leggi locali anche il divieto di pubblicità su segnaletica comunale. Dopo che la legge sul divieto della pubblicità (a firma Movimento 5 Stelle-gruppo interparlamentare contro l'azzardo) è stata affossata in questa legislatura (nonostante nell'estate 2015 il Senato ne votò l'urgenza) una legge semplice e chiara va approvata prioritarimente nella prossima legislatura.

Dopo anni di vantaggi alle lobby iniziati sotto i governi Berlusconi, D'Alema (con Bersani ministro e le liberalizzazioni del settore), Prodi (sempre Bersani ministro), Monti, Letta, Renzi e l'opera da 'giocatore di tre carte' del sottosegretario con delega all'azzardo Baretta (Pd), è ora che #azzardopoli veda diminuire il suo fenomeno che si dimostra deleterio per la nostra economia produttiva e per la tenuta sociale delle famiglie stesse


Maria Edera Spadoni, parlamentare M5S
Andrea Bertani e Gianluca Sassi consiglieri regionali M5S
Andrea Pugni e Sergio Dagnino consiglieri comunali Piacenza M5S


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