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MoVimento 5 Stelle

Salute


Orvieto - 
E' il M5S a portare in discussione le questioni del CUP e delle Liste d'attesa infinite. La capogruppo pentastellata:«Spingiamo per la soluzione dei problemi da troppo tempo lasciati come polvere sotto il tappeto ma non ci basta. Saremo al fianco dei cittadini che protestano e vogliamo vederci chiaro sulle responsabilità.».

Lunedì in Consiglio Comunale arrivano due nodi cruciali delle questioni della sanità orvietana. Da un lato il funzionamento degli automatismi del CUP, il centro unico di prenotazione, che non rileva eventuali errori nelle attribuzioni delle fasce di esenzione Ticket costringendo i cittadini a ripetere le prenotazioni in caso di discrepanze contribuendo così ad intasare le liste d'attesa e su questo verte l'interrogazione che Lucia Vergaglia pone al Sindaco, nella sua veste di ufficiale di Stato preposto alla salute pubblica oltre che di rappresentante delle esigenze dei cittadini. La questione che riguarda i sistemi informatici messi a disposizione da Umbria Salute, che sembrano non riuscire a gestire i dati che vanno prelevati dall'anagrafe assistibili, anch'essa gestita dalla stessa società consortile partecipata "in house" delle Aziende Sanitarie della regione Umbria, non è certo nelle responsabilità della sola Amministrazione cittadina, da sempre in relazioni strette con la locale Asl, ma è attraverso l'istituzione che si avvia il processo di risoluzione dei problemi o, in mancanza, si riesce a risalire per esclusione ai responsabili di una tala incresciosa situazione.
Sempre lunedì all'ordine del giorno c'è in discussione la richiesta di inoltro all'assemblea legislativa della Regione Umbria (ALU) dei risultati della Commissione "Liste d'attesa nella sanità" approvate da tempo. Questa richiesta nasce dall'incontro pubblico con i Consiglieri regionali del M5S, Liberati e Carbonari, avvenuto ad Orvieto questa estate. Maria Grazia Carbonari ha spiegato che da Orvieto, in relazione ad esempio dell'ospedale di Orvieto o delle liste d'attesa, non è giunto nulla all'assemblea legislativa che ne è preposta. Ora se il nostro Comune si accorda con gli assessori e le asl va bene, purchè si risolvano i problemi e si raggiungano i risultati. Le proteste di questa estate e di questo inizio settembre hanno evidenziato invece che i problemi aumentano ed i risultati si allontanano. Nel rispetto dei ruoli all'interno del Consiglio Comunale il Movimento chiede l'approvazione unanime dell'invio anche all'Assemblea legislativa dello studio fatto nel nostro Comune.

Thumbnail image for primo consiglio comunale m5s orvieto (26 giugno 2014).jpg

«Il diritto alla salute sul nostro territorio ha più di una minaccia: a cominciare dai tempi infiniti che richiedono certe analisi, alla quasi impossibilità di accedere a prestazioni pubbliche e non in convenzione ad esempio per la logopedia che qui da noi impegnerebbe ore uomo per oltre settecento pazienti secondo i dati ufficiali della Commissione sulle liste d'attesa nella sanità. Un bacino importante quello dell'orvietano, a cui si riferiscono cittadini che giungono anche da lontano e per il quale la Regione, a torto o a ragione, è indicata come principale responsabile dell'acuirsi dei problemi. Noi però andiamo oltre dato che la Regione è tutto e niente, non ci limitiamo alla protesta ma vogliamo la soluzione dei problemi ed, in caso non ci si riesca, nomi e ruoli dei responsabili. Per ora sappiamo che il lavoro fatto dal Consiglio comunale non è giunto in Assemblea legislativa, cioè nel luogo dove la regione Umbria legifera, cambia le regole ed attribuisce provviste economiche: è anche il luogo deputato al diritto di sindacato ispettivo cioè dove i consiglieri regionali possono risalire alle cause dei problemi sulla base di un documento formale o di un allarme concreto. Questa omissione, questo non utilizzare a piano la forza degli atti raccolti sulla sanità è incredibile e ci costringe a portarlo in discussione sperando in una unanime e compatta volontà dei rappresentanti eletti. Nel frattempo, c'è da chiarirlo, il fatto che i cittadini si riuniscano e protestino è comprensibile e giusto, anzi è doveroso, e siamo al loro fianco nei fatti, e dove non ci sono le bandiere dei partiti come ad esempio accadde con la marcia di SaveOrvieto, lo saremo anche nelle piazze.» Lucia Vergaglia, Movimento 5 Stelle Orvieto


PS
- 6 giorni ad Italia 5 Stelle ...e noi ci saremo

Checklist vaccini a scuola


Orvieto - 
Con l'avvicinarsi dell'inizio della scuola e l'accavalcarsi delle scadenze previste dal decreto vaccini vale la pena di fare un breve sunto per genitori che si apprestino ad accompagnare i figli a scuola, indipendentemente da quali siano opinioni di ciascuna famiglia e nel rispetto di qualsiasi sia la valutazione di questa nuova normativa.
vaccini2.jpgQui di seguito il gruppo consiliare del Movimento orvietano riporta un rapido elenco dei documenti da raccogliere e delle plausibili questioni che da genitori o tutori si potrebbe essere costretti ad affrontare, al netto della lettera spedita da qualche regione o qualche Ausl ed arrivata, ahimè, solo ad una parte dei genitori e certamente non esaustiva.

  • DOCUMENTAZIONE: Nel decreto Lorenzin è prevista la presentazione una documentazione per l'accesso alla scuola materna o asili nido per coloro i quali non sia stati esonerato in forza di specifica scelta del medico. Si tratta del libretto vaccinale, di una copia della prenotazione per la vaccinazione in tempi successivi o l'autocertificazione. Ecco questa ultima può essere fatta in forma libera anche se alcuni altri comuni e plessi scolastici hanno redatto uno schema di base. In particolare le autocertificazioni delle prenotazioni posticipano alla data ultima del 10 marzo 2018 la consegna di ulteriori documentazioni che esplichino la situazione del bambino o, in casi particolari, spieghino che vi sia un differimento od addirittura l'esonero o l'omissione delle vaccinazioni obbligatorie, che in caso di alcune condizioni mediche diventa una scelta necessaria. Tutto questo, naturalmente, comporta un problema di privacy con il transito di informazioni sensibili e la necessità del trattamento di tali dati personali, soprattutto in forza del nuovo regolamento europeo General Data Protection Regolation (GDPR) che entrerà a sua volta in vigore a maggio 2018,.
  • CANCELLAZIONE DELL'ISCRIZIONE IN MANCANZA DEI DOCUMENTI? No, attualmente ciò non può accadere. Vale la pena di ricordare che la legge non è retroattiva: il decreto è di giugno, mentre la maggior parte delle iscrizioni dei bambini 0-6 anni sono state perfezionate da gennaio ad aprile. L'iscrizione scolastica fino all'anno scolastico 2019/2020, cioè quel periodo transitorio di applicazione della legge cui si è riferito, ad esempio, il Veneto per dilazionare i tempi degli adempimenti, è comunque specificamente destinata a non decadere, e questo è espressamente specificato nel decreto.
  • CONSAPEVOLEZZA. Il decreto chiarisce la necessità che ci siano i giusti tempi di informazione e promozione dell'offerta vaccinale da parte delle Ausl, in modo si possano compiere scelte consapevoli, non dettate da esigenze burocratiche o prese in fretta ignorando ogni cautela. Questo significa che nonostante la pressione mediatica ed il rimbalzare di prese di posizione che chiedono di agire con urgenza, in realtà la legge stessa chiede ai genitori di prendersi il tempo necessario.
    In effetti, chi vuol far vaccinare i propri figli ha il diritto/dovere di prendersi il tempo necessario per approfondire e fare una anamnesi personalizzata delle condizioni di salute del bambino. Esistono esami prevaccinali per la verifica di eventuali controindicazioni alle vaccinazioni che il pediatra stesso potrebbe evidenziare, esistono gli esami dei titoli anticorpali per rilevare il livello oltre di immunizzazione ereditato dai genitori o avvenuto in seguito a malattie contratte naturalmente che rendono edotti della non necessità di talune vaccinazioni, ma per farli occorre entrare nelle liste d'attesa lunghissime della nostra sanità. Se c'è volontà o la necessità di effettuare questi passi è il decreto stesso che prevede che i tempi congrui a partire dal relativo regime transitorio, andando anche oltre il 10 marzo 2018 se necessario; ciò al fine di prevenire proprio le scelte non adeguatamente informate e prive di eventuali approfondimenti anche clinici. Questo è un opportuno rimedio volto ad evitare scelte determinate più dalla fretta di "essere in regola" e pesantemente influenzate dai media che in questi mesi hanno sottoposto la cittadinanza ad una campagna di contrastanti pareri come se fosse una sorta di referendum!!!
  • LE PROCEDURE STANDARD. E' il classico caso dei decreti attuativi in presenza di competenze "concorrenti" tra Stato e Regioni ed Il caos esploso dopo l'annuncio e l'approvazione di questo decreto è evidente. Comunque la si pensi tutti avrebbero bisogno di tempo e di procedure standard chiare che per ora non ci sono. Inoltre c'è la questione privacy/vaccini non ha una specifica previsione di legge: pertanto non essendo regolamentato altrimenti, il trasferimento dei dati sensibili dalle Ausl alle scuole, non appare avere una specifica copertura legislativa e pertanto impatta la privacy rasentando pericolosamente l'illiceità. La questione va approfondita ma intanto ad oggi le Ausl possono e dovrebbero comunicare solo coi genitori e certamente non con gli altri istituti come ad esempio le scuole.
Ricapitolando va raccomandata estrema calma. Nessun bambino 0-6 anni può essere respinto da asili e scuole materne se viene consegnata la documentazione o l'autocertificazione della propria situazione entro l'11 settembre (dato che il 10 settembre è festivo). Per i bambini 6-16 non in regola con le nuove vaccinazioni obbligatorie ricordiamo che ad oggi non è prevista la decadenza dell'iscrizione e neppure c'è il divieto di accesso alla scuola. Alle scuole però si deve consegnare la documentazione come descritto prima, anche in caso si voglia avviare il percorso di informazione e di approfondimento diagnostico per il bambino od addirittura si voglia intraprendere la strada dell'obiezione, predisponendo in questo caso il ricorso alla giustizia da parte di chi ritiene illegittima questa nuova norma, ed il suo sistema sanzionatorio, che non ha eguali in Europa.

«La narrazione mediatica di questa vicenda ha ridotto un problema di impostazione sanitaria in una specie di film dove ci sono buoni e cattivi; un imbarbarimento culturale inaudito. La situazione invece è molto articolata e va affrontata nei tempi corretti e, da parte del governo, andrebbe quantomeno fornita la provvista economica necessaria per dare la possibilità ai sanitari di valutare la risposta a queste vaccinazioni, se esistono individui low responder o non responder, cioè nei quali il vaccino risulta poco o non efficace, ed in che percentuale siano, assicurare protocolli chiari in caso di reazioni avverse ed informazione per chi ha, ad esempio al lavoro od in famiglia, individui immunodepressi che per molti giorni dovrebbero, a detta di molti istituti sanitari, evitare la vicinanza con i neovaccinati. Tale provvista economica invece manca e va integrata, quantomeno in legge di stabilità, ripeto al netto delle considerazioni di parte politica. La mia personale raccomandazione è quella di mantenere la calma e predisporre la documentazione come indicato e d'accordo con il pediatra od il medico di riferimento. Mettersi a criticare le scelte degli altri genitori è invece inutile e sbagliato. La maggioranza della popolazione è adulta infatti e non è soggetta al decreto vaccini quindi è, e resterà, non vaccinata; se ci fosse effettivamente una qualche crisi sanitaria sarebbero i lavoratori, in primis i sanitari e quelli della scuola, a doversi vaccinare e con loro tutti gli altri cittadini. Non essendoci stata tale previsione significa che non c'è, ad oggi, nessuna evidenza di pericolo imminente ma solo una scelta governativa sulla quale ognuno trarrà le proprie conclusioni e farà le proprie scelte nell'esclusivo interesse della salute dei bambini.
Per questo raccomando consapevolezza dei propri diritti e dei propri doveri, rispetto per le scelte degli altri genitori e per il lavoro, anzi il superlavoro, che in questi giorni sono chiamati a fare gli operatori sanitari e della scuola.» Lucia Vergaglia, M5S Orvieto


Orvieto - 

La città di Orvieto, osservano dal M5S, risulta esposta a rischi sanitari ed a necessità di attenzione e cura stante il fatto che la propria popolazione è tra le più anziane della media nazionale. Questo consegue oltre ad una maggiore incidenza di talune patologie legate all'età anche una minor frequenza delle visite di medicina del lavoro, sportive o pediatriche rispetto alla media nazionale e, pertanto, ad una legittima e prevedibile maggior necessità di accesso a prestazioni diagnostiche, frequentemente in regimi di esenzione ticket. Diverse segnalazioni giunte alla capogruppo Lucia Vergaglia hanno portato all'emersione di un problema, una fattispecie che se accade costringe a ripetizioni di prenotazioni e pertanto contribuisce all'inefficacia della gestione delle liste d'attesa sanitarie per le quali, peraltro, il Movimento ha già presentato altri atti da discutere nel prossimo Consiglio Comunale ed organizzato un incontro pubblico.

lucia_vergaglia.jpg«La prima cosa da sapere è che le casse CUP, cioè del Centro Unico di Prenotazione attivato dalla Regione, secondo quanto segnalato, non risultano collegate con l'archivio dati dell'Anagrafe Assistibili, per cui il sistema non rileva in automatico un codice di esenzione ticket. Infatti è il medico, attraverso la propria struttura o studio professionale, a compilare la richiesta aggiungendo le informazioni relative alle esenzioni, informazioni di natura non solo medica ma per esempio economica. Attività che se da un lato appara irragionevole dato che prevede che il medico curante debba essere messo a parte delle situazioni finanziarie dei propri assistiti dall'altro appare altrettanto irragionevole che la corretta ed aggiornata conservazione di questi dati personali e la loro corretta imputazione nella formulazione delle richieste siano caratteristica professionalizzante dell'attività per la quale il medico operi "in scienza e coscienza". Questi che sono problemi che il nuovo regolamento privacy europeo GDPR farà deflagrare alla sua applicazione nel maggio 2018 e pertanto andranno gestiti per evitare pericolosi blocchi. Nel frattempo però la mancanza degli automatismi nell'attribuzione delle esenzioni vuol dire che un cittadino, pur se dotato di un codice di esenzione ticket, corre il rischio di pagare la prestazione o dover rinunciare per integrare i documenti allungando ancora i tempi di risposta sanitaria nel caso in cui alla richiesta di esami specifici non venga anche inserito il codice esenzione ticket dallo stesso medico, sia per mero errore formale che non conoscenza dei diritti attribuiti a quello specifico individuo; infatti, se il medico di famiglia o il personale che lo assiste per sbaglio non inserisce il codice di esenzione nella richiesta, anche in presenza di diritto all'esenzione, alla cassa CUP verrà richiesto di pagare il ticket. Ciò nei fatti pone un meno facile accesso al diritto alla salute proprio alle fasce di cittadini in più fragili condizioni e spesso costringe a ripetere file ed attese. La beffa è che sia il sistema CUP e l' Anagrafe Assistibili sono gestiti dal medesimo soggetto, la SCARL (Società Consortile a Responsabilità Limitata) denominata UMBRIA SALUTE i cui soci risultano: ASL Umbria 1, ASL Umbria 2, Ospedale di Perugia, Ospedale di Terni i quali ricevono suon di quattrini dai contribuenti attraverso i bilanci degli enti locali. Siamo nel 2017, avere le "anagrafiche" e le informazioni sconnesse o duplicate rilanciando problemi e responsabilità alla platea degli assistiti è semplicemente inaccettabile. Risolvere i problemi delle liste d'attesa significa anche riordinare il modo in cui si erogano i servizi e questo di una sistema unificato, snello e moderno per davvero è un passo da fare al più presto.»Lucia Vergaglia, portavoce capogruppo Movimento 5 Stelle Orvieto


PS -14 ad Italia 5 Stelle

Incontra i portavoce sul futuro della Sanità ed Ospedale #SanitàTour


Orvieto - 

I CITTADINI DI ORVIETO INCONTRANO I PORTAVOCE DEL M5S PER PARLARE DI SANITÀ, CONOSCERE I PROBLEMI E TROVARE SOLUZIONI CONDIVISE.

Prosegue ad Orvieto il tour del M5S nelle comunità umbre per parlare con i cittadini e conoscere, grazie alle loro testimonianze dirette, quali sono i problemi concreti e quotidiani della sanità umbra.
Incontro aperti a tutti, una fase di ascolto delle istanze di chi si trova ogni giorno a subire i disservizi della sanità pubblica. Cercheremo di dare risposte concrete portando gli elementi del dibattito all'attenzione delle istituzioni con atti e proposte condivise dai cittadini.
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Giovedì 20 Luglio ci incontreremo nella sala Corsica del 'Grand Hotel Italia' ad Orvieto in Piazza del Popolo 13 dalle ore 21.
Saranno presenti i portavoce in Regione Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari, naturalmente, la nostra portavoce del M5S Orvieto Lucia Vergaglia.

Affronteremo la questione delle liste d'attesa, raccoglieremo sia denunce che proposte e risponderemo alle tante domande.


Vi aspettiamo.


Orvieto - 


ENTRO MAGGIO LA CONVOCAZIONE DELL'OSSERVATORIO DIPENDENZE

Non essendo andata a buon fine la precedente convocazione per gravi problemi di comunicazione ed avendo anche riscontrato la scarsissima serietà  da parte dei consiglieri della maggioranza che invece di puntare al risultato od essere solidali con chi, come il M5S,  si è trovato escluso. La portavoce del Movimento, Lucia Vergaglia, "riscontra" che si sono semplicemente seduti sulla "cadrega" e che hanno rilanciato persino offese personali di essere sfuggiti al confronto, offese che sono il contrario della verità. Da qui la convocazione e la sfida ad affrontare i problemi seriamente.
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- Spiace ricordare che, come molte altre volte, siamo noi del M5S a chiedere la convocazione dell'Osservatorio al manifestarsi di cambiamenti importanti. Lo facciamo in modo limpido e trasparente, dando anche una tempistica congrua, e richiediamo il verbale che ad ora manca e con esso, appunto, manca la trasparenza.
Personalmente, essendo stata coinvolta e tratta d'inganno nel fuorviante giro di lettere che chiedevano lo spostamento alla settimana successiva della precedente convocazione, voglio sapere alla mia assenza quell'offensivo sig. Rosati, consigliere eletto in SEL, quale contributo abbia portato nel precedente incontro, e se c'è tale contributo ci sia effettivamente stato. Magari noi del M5S abbiamo tutto da imparare, ma occorre vedere i fatti, i fatti concreti perchè a maggio va presa in carico la questione delle Slot ed altre forme di azzardopatia, e per ora, a parte comportamenti offensivi, da Rosati non mi pare di avere colto negli ultimi mesi davvero un bel niente ed anche accedendo alle carte non si trova nulla. La questione, come ho detto sbattendo i pungi sui tavoli del Consiglio, va sicuramente affrontata.-  Lucia Vergaglia, M5S Orvieto

Qui di seguito il testo della convocazione.

«Gentili colleghi,
Visto l'avvio, anticipato dall'Assessore Barberini con l'informativa in calce riportata, dell'attivazione da parte della nostra Regione dei percorsi diagnostici, terapeutici ed assistenziali legati all'azzardopatia, che è una delle nuove dipendenze di cui è investito l'Osservatorio richiedo:

  1. La convocazione entro il mese per poter attivare le politiche previste dalla regione entro il prossimo settembre, sia nelle scuole che presso i pubblici esercizi;
  2. La presenza in copia del verbale, eventualmente anticipato in forma digitale, del precedente incontro ed il riepilogo all'inizio dei lavori della prossima convocazione;
Certa che siate tutti concordi con La sottoscritta consigliera attendo un positivo riscontro dall'Amministrazione e dagli uffici preposti e saluto porgendo a tutti Voi auguri di buon lavoro ed ottimi risultati.

Lucia Vergaglia,

PS
Molti dei nostri comuni ospitano ludoteche, si prega di riferirsi alla dipendenza da gioco d'azzardo quale "Azzardopatia" al posto di "Ludopatia" per evitare equivoci.
Grazie.


Comunicato Regione Umbria

Dipendenza gioco d'azzardo: Barberini, "al via sul territorio regionale percorso diagnostico terapeutico assistenziale per giocatori e familiari"

(aun)- perugia 12 mag. 017 - "Le persone con problemi di dipendenza da gioco d'azzardo, per la prima volta in Umbria, potranno contare su specifici percorsi di cura e recupero della propria autonomia": lo rende noto l'assessore alla Salute, alla Coesione sociale e al Welfare della Regione Umbria, Luca Barberini, dopo che la Giunta ha approvato il Percorso diagnostico terapeutico assistenziale (Pdta) per soggetti con disturbo da gioco d'azzardo e l'organizzazione di servizi sociosanitari dedicati. I percorsi saranno avviati in maniera omogenea su tutto il territorio regionale, attraverso il potenziamento del ruolo Centro di riferimento regionale per il trattamento della ludopatia e l'apertura di altre tre strutture simili, nonché l'attivazione di servizi appositi in tutti i distretti sanitari e di moduli residenziali e semiresidenziali specifici.

 "La definizione di un'offerta strutturata e capillare di interventi terapeutici per persone affette da ludopatia - spiega Barberini - va a rafforzare il percorso iniziato da tempo, in Umbria con un'apposita legge (n. 21/2014) per la prevenzione e il contrasto di questo fenomeno che ha portato all'attivazione di una serie di servizi sociosanitari e all'apertura, in via sperimentale, di un Centro di riferimento regionale per il trattamento questa forma di dipendenza. L'attività svolta da tale struttura ha consentito di definire un modello omogeneo d'intervento, basato su una rete di servizi integrata e su approccio multidisciplinare che prevede la presa in carico non solo dei soggetti con disturbi da gioco d'azzardo, ma anche dei loro familiari".

Il Pdta per il disturbo da gioco d'azzardo include sia il giocatore sia i familiari, qualora presenti e disponibili a partecipare al programma terapeutico. I passaggi fondamentali prevedono l'accesso diretto ai servizi, anche tramite il numero verde regionale dedicato (800.410.902), a cui seguono una fase di accoglienza e di valutazione diagnostica multidimensionale per delineare il quadro dei bisogni e definire il progetto terapeutico più appropriato.

C'è poi l'avvio di un programma terapeutico individuale, integrato e personalizzato, rivolto al giocatore e ai suoi familiari. Il trattamento prevede diverse opzioni come interventi psicoterapeutici, di supporto sociale ed educativo, di tutoraggio economico, di accompagnamento con operatori-tutor e di auto mutuo aiuto. Nei casi più gravi, sono previste terapie di tipo residenziale o semiresidenziale, svolte in un contesto caratterizzato da stimoli e richiami ridotti al gioco d'azzardo.

L'efficacia del programma terapeutico viene monitorata e verificata almeno con cadenza trimestrale, con eventuali rivalutazioni. La sua durata varia a seconda del livello di gravità della persona presa in carico e le dimissioni sono seguite da incontri follow up, consistenti in colloqui con il giocatore e i suoi familiari effettuati nell'anno successivo all'uscita dal programma di recupero. Per attuare concretamente e in maniera omogenea gli interventi, è stata prevista una nuova organizzazione della rete dei servizi sociosanitari dedicati alle persone con disturbo da gioco d'azzardo. In particolare, ci sarà una struttura unitaria di coordinamento, attraverso una cabina di regia regionale. Il Centro di riferimento regionale per il trattamento della dipendenza da gioco d'azzardo problematico, istituito nel 2014 presso il Dipartimento dipendenze della Usl Umbria 2 a Foligno, avrà funzione di "apripista" rispetto ai modelli di intervento e di facilitazione delle interrelazioni fra tutti i servizi della regione, mentre verranno aperte altre tre strutture simili collocate nel territorio dell'Alta Umbria, a Perugia e a Terni. È stata inoltre prevista la realizzazione di moduli residenziali e semiresidenziali specifici e l'attivazione di punti di accesso dedicati al trattamento della ludopatia in tutti i distretti sanitari della regione. L'assessore Barberini evidenzia che "le prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione rivolte al gioco d'azzardo patologico sono state inserite nei nuovi Lea (Livelli essenziali di assistenza) che la Regione ha subito recepito anticipando la risposta dello Stato ai disturbi legati al gioco d'azzardo che sono stati finalmente parificati alle altre forme di dipendenza". Barberini ricorda che in Umbria la ludopatia "è un fenomeno sempre più diffuso e trasversale, tanto che, secondo l'ultimo rapporto dell'Osservatorio regionale sulle dipendenze, sono circa 10mila le persone con profilo di gioco problematico: il 5,6 per cento della popolazione fra i 15 e i 74 anni. Un dato in linea con la media nazionale, che nel 2016 ha visto gli umbri spendere circa 1.099 milioni di euro nei giochi autorizzati dai Monopoli, di cui il 67 per cento per apparecchi elettronici e slot machine". L'assessore Barberini ha infine sottolineato che "tra le principali iniziative messe in atto dalla Regione per dare una risposta a questa forma di dipendenza, ci sono un numero verde regionale per ascolto e consulenza, attività formative per operatori e volontari e di promozione della salute nelle scuole, corsi di formazione obbligatori per addetti ai locali da gioco, l'avvio di una campagna di comunicazione per la sensibilizzazione dei cittadini, che sarà concretamente diffusa a settembre, un marchio 'No Slot' per esercizi commerciali liberi da apparecchi per il gioco".»

Lucia Vergaglia,

Portavoce M5S nel Comune di Orvieto

I candidati a Orvieto

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