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MoVimento 5 Stelle

politica: Agosto 2017


Orvieto - 
Abbiamo pianto tutti i morti di dei recenti attentati e, chi ha fede, ha pregato per i feriti e per il ritorno della pace,. E lo fa tutt'ora. Va però anche ricordato che tocca alla politica fare la propria parte, non possiamo limitarci a gessetti colorati o parole di unità: c'è negli amministratori la responsabilità di dover fare delle scelte. Questo che segue è il commento di Silvio Torre, il fondatore del Meetup di Orvieto

Silvio Torre, Orvieto 5 Stelle«Buongiorno ai lettori del blog: come avrete saputo dopo aver attentato le ramblas, i ponti di Londra, la promenade di Nizza ed i concerti di Parigi, l'Isis adesso minaccia di colpire anche l'Italia...
Immagino non intendano basi strategiche come porti, caserme, basi radar, non simboli del potere o dell'identità e questo nonostante ciancino di conquista.
Invece fino ad ora si sono rivolti verso luoghi dove le famiglie vanno a passeggio, gli anziani leggono i giornali ed i ragazzi sorridono, insomma posti di pace. E sono così incazzati con la pace, col fatto che dentro l'Europa ci siano tanti problemi ma non ci si assalti ai confini gli uni con gli altri, che se la pigliano con chi proprio non c'entra nulla:
Assistiamo ad un dibattito sciocco sulle barriere per prevenire questo tipo di attacchi pur essendo consapevoli di una guerra in atto, per quanto a bassa intensità, in cui militano i peggiori senza patria che vivono nei territori che li hanno ospitati.
La verità è che oggi le barriere servono ma non bastano, vanno armate di simboli, di bandiere, di memoria storica, di presenza istituzionale. E questo non per far sentire protetto qualcuno ma per chiarire bene che quello spazio è Stato, ed è storia. Non che possa essere invece terreno di caccia, un non luogo in senso antropologico, in cui l'assenza di punti di riferimento lasci ai cani rabbiosi libertà di ringhiare ed aggredire.
Bandiere, identità e personalità che sono spesso accusate di essere la prima causa di guerra ma che proprio la convivenza in Europa ha dimostrato invece che possono essere il contrario. Rispetto tra pari, pur in presenza di eserciti nazionali, contigui e poderosi, e che piaccia o meno, dalla lunga tradizione.
Sbaglia il sindaco di Barcellona a rifiutare pratiche di sicurezza ed a considerare la pura desistenza ed assenza come scelta risolutiva. Come pure sbaglia chi rifiuta di riconoscere che la pace non esiste solo parlandone, ma va praticata attivamente, con l'esempio e con il rifiuto ad abbandonare il proprio ruolo di proteggere territorio e cittadini. Infine sbaglia chi rifiuta di ammettere i propri errori e le conseguenze delle proprie scelte.»


Orvieto - 
-- PARI OPPORTUNITA': A CHE PUNTO SIAMO? --

Va detta una cosa: sbbiamo chiesto noi di attivare la Commissione Pari Opportunità prevista dallo Statuto di Orvieto, in forza del Testo Unico Enti Locali, ma bloccata da anni nel dimenticatoio con buona pace dei partiti di destra e sinistra che si alternavano al governo cittadino. La scelta di ripristinare la Commissione fu uno dei nostri primissimi atti, forse il secondo atto in assoluto, e chiedemmo di renderla un luogo fisico, aperto e nel quale praticare e rendere vivo quanto fino ad ora era scritto ma rimasto lettera morta. Come tante altre iniziative per le quali occorre la maggioranza prima è stata impaludata e poi, vista la pressione che stavamo facendo, ci è stata scippata con un atto di imperio e trasformata un una commissione di genere; il contrario di quello che è previsto dallo Statuto.Infatti altro che "pari opportunità", la nuova commissione è preclusa ai gruppi i cui rappresentanti eletti non sono di genere femminile (il caso di gruppi di destra ma anche quello di Sinistra Italiana). Le istanze dirette delle elettrici di queste forze politiche quindi non sono di fatto rappresentate e, ciliegina, la sinistra a votato perchè sia così. Far peggio di così è davvero difficile. A questo punto per evitare un nuovo blocco abbiamo "emendato" il testo in modo da impedire le violazioni di legge perchè creare una commissione emanazione del Comune composta da 15 donne sarebbe anche una violazione di legge oltre che dello Statuto cittadino, di fatto però questo mio emendamento che ha cambiato la denominazione in commissione femminile per le pari opportunità, che non è più quanto previsto dalla legge e dal documento fondante del Comune di Orvieto, così abbiamo reso possibile la nascita di tale consulta che per quanto sia al "femminile singolare" e quindi non paritaria ha avuto ormai già più di un anno per lavorare, occorre ora che ci si renda conto che quanto avevamo spiegato già dal 2016 era una facile profezia e che occorre essere molto più di questo per dimostrare sul campo di volere davvero una città in cui le pari opportunità di genere siano una bussola dell'Amministrazione ed una prospettiva di progresso sociale e territoriale. Qui di seguito uno stralcio del mio intervento in Consiglio.
Thumbnail image for lucia vergaglia maggio 2017.jpgLucia Vergaglia (M5S): "vorrei introdurre alcuni elementi di colore per delineare il clima di apertura nei confronti di una concezione più moderna delle discriminazioni. L'Assessore parla di ampia discussione ma è stata una guerra con momenti di ostilità evidente in cui ho avvertito che l'Assessore stessa fosse ostaggio di alcune espressioni più oltranziste. Oggi viene tagliata fuori completamente la prospettiva maschile che in realtà è all'apice del confronto e che nel dibattito potrebbe dare un importante contributo. Se portiamo avanti la logica del rinnegamento dei valori di parità allora dobbiamo avere il coraggio di dire che questa commissione di occupa solo delle donne. Nel Regolamento il termine donne e femminile è ripetuto oltre 20 volte. I regolamenti una volta che vengono fatti lasciano una traccia. Il rischio che io ravviso è che questo regolamento è un bollino di qualità che mettiamo alle associazioni, una sorta di 'Albo d'Oro'. Ad esempio trovo discriminante il requisito di operatività sul territorio che non è necessariamente indiscutibile. Mi auguro che l'accoglimento a rappresentare le sole problematiche delle donne venga rivisto".

I candidati a Orvieto

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