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MoVimento 5 Stelle

Marketing Territoriale


Orvieto - 
A settembre, forse, riusciremo a discutere quei 12 punti della proposta di rilancio turistico presentata dal M5S alla luce dei pessimi risultati primaverili dovuti all'assenza (da noi ampiamente anticipata) del turismo scolastico ad Orvieto, come in tutta l'Umbria.
lucia conferenza stampa perugia.jpgEra doveroso affrontare il dibattito e decidere prima dell'estate, invece farlo prima dell'autunno è uno schiaffo a quell'indotto come il commercio, oltre che all'accoglienza diffusa ed all'alberghiero. In un paese che vorrebbe funzionare non è esattamente questo il modo in cui si gestiscono le cose, proprio no. Ma ormai siamo abituati al lassismo imperante ed alla scarsa volontà di confronto della Giunta Germani, alla pretesa di sfuggire alla verifica dei fatti inventandosi indici di riferimento inesistenti e spacciare per successi epocali dei flop clamoroso semplicemente omettendo la raccolta di bigliettazioni o bilanci sociali che lascerebbero ben poco alla fantasia. Nel Consiglio Comunale aperto dell'aprile scorso, ancora una volta convocato in modo da essere non deliberativo, fu il dott. Lanzi della Confindustria a riprendere il nostro grido d'allarme ed esortare ad affrontare il problema. Noi presentammo subito la necessità di agire come fossimo una unità di crisi proponendo la convocazione degli "Stati generali del Turismo" per attuare quello che descrivemmo come un piano in 12 punti da fare subito:
1. Verificare le ragioni della crisi;
2. valutare se vi sia uno "standard minimo di accoglienza";
3. individuare  se internamente vi siano  eventuali  figure  professionali  con  doti  manageriali  e/o specialistiche necessarie per avere ruolo per traghettare oltre la crisi sistema cultura-turismo della città;
4. identificare soggetti pubblici e privati interessati a sinergie;
5. costruire una mappa delle attività e dei contenitori del territorio coinvolto;
6. elaborare nuovi progetti e strumenti mirati ad aiutare il territorio a "fare sistema" e per far emergere le potenzialità inespresse e/o latenti;
7. individuare  le  principali  linee  di  finanziamento  regionali,  nazionali  e  comunitarie, ordinarie e non, attivabili per lo sviluppo in ambito culturale, ambientale e sociale;
8. intercettare, coinvolgere e sviluppare i talenti locali;
9. stabilire strategie atte ad attrarre imprese e investimenti;
10. studiare se istituire un marchio di qualità locale;
11. per favorire la promozione collettiva e qualitativa del territorio, anche sul web;
12. Valutare la redazione di una "Carta del Turismo" i cui standard siano di riferimento vincolante per gli operatori aderenti;

Invece nulla di fatto: il comune si è crogiolato, ha demandato a terzi (e come vedremo nei prossimi giorni neanche ha incassato) ed ha anzi iniziato una crociata contro i sistemi di prenotazioni online. Manca completamente un sistema di valutazione dell'efficacia degli eventi e non c'è un piano di marketing territoriale (come risulta dalle nostre interrogazioni).

PS

Orvieto - 
--- Una politica culturale orvietana fatta valzer degli assessori, repentine virate su TeMa ed eventi ed ora il colpo di mano dell'assegnazione decennale del Palazzo del Popolo. Lucia Vergaglia(M5S):«Poche idee ma confuse. Quella di Germani è un'amministrazione che ha talmente paura della cultura da cercare di darne via larga parte come se gli scottasse tra le dita» ---

Al di la delle tante, troppe, polemiche sui social che sono seguite al ritiro dell'atto che vincolava il Comune a dare il Palazzo del Popolo in gestione esclusiva ai privati, e con esso il logo ed il nome di Orvieto con un accordo estremamente svantaggioso (secondo noi pentastellati) occorre osservare che l'affare è tutt'altro che saltato ma solo sospeso in attesa dell'estate. E' stato lo stesso Pd infatti che infatti è stoppato tutto per evitare scontri diretti nei quali si sarebbero evidenziate le lacune delle scelte dell'amministrazione ritagliate apposta sulle esigenze delle aziende partecipanti, come i mancati controlli sugli eventi, il mancato subentro negli impegni preesistenti, l'uso perpetuo dello stemma comunale, la possibilità di subappaltare e trasferire, che dovrebbero fare saltare sulla sedia i cittadini ed i politici che davvero ci tengono alla città e che avrebbero anche messo in luce certe trasversalità inopportune in tempi pre elettorali.

lucia 5 per 5.jpg«Quante volte il Sindaco ha gettato la maschera sulla cultura? Eppure c'è ancora chi gli crede quando parla di prospettive, di cultura alla base della politica orvietana e delle aree interne. La verità è che Germani naviga a vista e cerca personaggi in grado di trarlo fuori dalle sabbie mobili del suo stesso esecutivo locale. Non sono mai progetti i suoi ma semplici tentativi velleitari quelli che si susseguono come sul Teatro, sugli eventi grandi e piccoli il cui calendario intasa un giorno la città e l'altro la lascia priva di una qualunque iniziativa, e sulla stessa falsariga le nomine ai vertici di TeMa, le scelte dei totem lungo le strade, le stesse regole del gioco che, ad esempio in questa tentata assegnazione del Palazzo del Popolo avvenuta in Consiglio, sembrano asservite al personaggio di turno. E' una politica debole, reattiva e forte solo col singolo commerciante per la foto del papà fuori al negozio, con le opposizioni, ma assolutamente prona quando si tratta di fare gli interessi della città e bisognerebbe essere energici e guardare avanti. E Germani stesso non prende in mano la situazione tragicomica di quello che è uno dei punti forti di orvieto: La cultura. Gli scotta tra le dita, e questo spiace perchè con la sua debolezza è l'intera città che soffre. Ci associamo alla richiesta delle altre minoranze che ne chiedono un passo indietro.» Lucia Vergaglia, M5S Orvieto

Orvieto - 
- IL MUSEO CON BASE A PALAZZO SIMONCELLI E' ANCORA UN FRUTTO ACERBO -

OrvietoVie è nato sotto la gestione del precedente assessore alla Cultura, dottoressa Martino, e dovrebbe essere il train d'union delle tante anime culturali della città. Strutturato con un set di totem multimediali in città ed un punto espositivo a Palazzo Simoncelli, nella vecchia sede del CSCO, il Centro Studi Città d'Orvieto, in piazza del Popolo è tutt'ora un progetto in divenire.
collage orvieto vie.jpg
Oggi c'era la presentazione ai cittadini ed ai consiglieri comunali alle ore 16, noi del M5S Orvieto ci siamo anticipati alle 12 per impegni coincidenti ed abbiamo potuto parlare con i progettisti delle installazioni multimediali e dell'esposizione assieme ai promotori di Visit Orvieto. Discorso lungo, oltre un ora di osservazioni e, da parte nostra, proposte di risoluzioni di problemi (dai codici QR sui totem, alla protezione degli spigoli, dallo spazio famiglie, all'accessibilità in braille, per i più bassi od i percorsi sensoriali alternativi). Spiace la mancanza, sin dal bando, di un contratto di modifica delle app e dell'esposizione multimediale con prezzi garantiti, e spiace l'attuale mancanza di una misurazione delle presenze e del gradimento della struttura.
Tuttavia non abbiamo preclusioni ad un concreto lancio della struttura ma abbiamo dovuto osservare che in Comune sia mancato chi facesse osservazioni ed approfondimenti in modo da non trovarci dopo un anno dalla consegna ad avere ancora problemi.
Altrettanto debole, ad oggi, sembra la personalità che ha raggiunto sulla parte per la quale dovrebbe essere un punto di riferimento: la presenza online. Solo 59 iscritti sulle pagine sociali dopo un anno e tanti soldi spesi sono davvero pochini.
orvieto vie fans.png
Ripetiamolo per i diversamente attenti dell'Amministrazione: non abbiamo niente contro questo od altri musei. E' che ci spiace vedere inespresse ed impaludate le tante potenzialità. CI spiace che non ci sia la dovuta cura nella verifica dei requisiti per l'utenza e per l'impatto su sistema museale e sistema del turismo. Spiace che manchino sempre criteri di misurabilità dell'efficacia e dell'efficienza. Eppure non serviva la cintura nera da progettisti di exibit culturali internazionali. Bastava poco per partire bene e rendere concreta e coerente la scelta del VIE senza perdere questo primo anno. Bastava davvero poco.

Orvieto - 
- BILANCIO DI UN ANNO DI POLITICA E STREET ART -

Ad Orvieto la StreetArt è ovunque ma non nella città. E' nelle campagne, nel verde, nelle zone "politicamente" sensibili piantata come una bandiera; in quei luoghi c'è, eccome.

Ma perchè i previsti e sbandierati progetti di street art, per i quali abbiamo firmato l'appello e sostenuto gli atti in Consiglio, e che avrebbero dovuto riqualificare le aree urbane orvietane con colori contro il grigio delle costruzioni del recente passato non sono visibili e reperibili? E perchè il colore in forma artistica invece di contribuire al recupero di parti della città è invece in contrasto con paesaggio e natura? Come mai nelle rare volte che sia presente in città è in luoghi come la Fortezza od i Giardini ma non nei luoghi per i quali il consigliere ex di Sel ora di Sinistra Italiana aveva speso tante parole?

Ricordiamolo che la mozione presentata impegnava:

  1. a considerare la Street Art quale soluzione alternativa e/o integrativa nei progetti di riqualificazione e manutenzione degli spazi pubblici degradati;
  2. ad individuare, attraverso le modalità ritenute più opportune e con i relativi adempimenti burocratici, gli spazi e le area adatte per opere di arte urbana muraria e graffiti, quali cavalcavia, muri di recinzione, sottopassi e sovrappassi di proprietà e in carico all'Amministrazione comunale come anche di proprietà di Enti e Società (F.S., Autostrade Italiane, ecc.);
  3. a promuovere e favorire progetti per la realizzazione di opere di Street Art volti alla riqualificazione degli spazi pubblici individuati;
  4. a partecipare, oltre che a favorirne la diffusione e la conoscenza, a bandi messi a disposizione da enti e società per il recupero e riqualificazione di aree in loro possesso tramite interventi di Street Art;
  5. nell'adempiere a quanto sopra previsto, a coinvolgere istituti scolastici, associazioni, comitati e chiunque intenda partecipare allo sviluppo ed alla realizzazione delle opere in questione.

E siamo lontani dall'essere rimasti aderenti ai propositi: le opere, per le quali non sono pubblicati progetti e bozzetti, sono per lo più lungo le strade immerse nel verde per nulla da riqualificare come quella di Osarella (per capirci presso il cippo dei Sette Martiri dall'elevato valore simbolico), al Ciclodromo anch'esso immerso nel verde, ai giardini della Fortezza ed a quelli che da Piazza Marconi s'immergono nell'anello della Rupe. Insomma fino ad ora l'istituzione comunale ha sbagliato mira ed il Consigliere ha o preso in giro il Consiglio nel presentare la mozione, e non vogliamo crederlo, oppure non è stato in grado di latore della chiarezza del proprio provvedimento presso quegli artisti writer con i quali si è fatto riprendere e dei quali ha rilanciato sui social le opere. Vale la pena ribadire che è necessario riqualificare le aree pubbliche degradate, e che la street art in tale senso è la benvenuta. Però bisogna tornare allo spirito originario della proposta pertanto bisogna, visto che sembra che non si sia fatto per niente, individuare le aree degradate su cui intervenire con la street art od anche con altri mezzi inserendole in un apposito elenco accessibile alla moltitudine di associazioni ed appassionati del territorio.

La Street Art resta la benvenuta.

Artwork (mural) by Eduardo Kobra Location : Espanha / Murcia Facebook : Eduardo Kobra Veja a matéria sobre o mural de kobra no Brasil / See the article on the wall of kobra in Brazil : http://artesemfronteiras.com/mural-incrivel-do-artista-edu.../ #graffiti #streetart #urbanart #arteurbana #ASF #wall #artwork #artesemfronteiras #mural #spray #sprayart #kobra #artwithoutborders #spraypaint

Artwork (mural) by Eduardo Kobra
Location : Espanha / Murcia
Facebook : Eduardo Kobra

Approfondite quest'opera leggendo le pagine di Kobra / See the article on the wall of Kobra in Brazil : http://artesemfronteiras.com/mural-incrivel-do-artista-edu.../

#graffiti #streetart #urbanart #arteurbana #ASF #wall #artwork #artesemfronteiras #mural #spray #sprayart #kobra #artwithoutborders #spraypaint


Orvieto - 12 PUNTI E GLI STATI GENERALI PER IL RILANCIO DEL TURISMO

Immobilismo, negazione dei problemi, cambi in corsa. Orvieto ha una politica turistica ancora ferma al palo. Lucia Vergaglia(M5S):«A fronte della situazione tutt'altro che positiva occorre agire come l'unità di crisi: con un programma, obbiettivi e priorità che vedano Orvieto al centro dell'agenda. Noi lo proponiamo negli Stati generali del Turismo e nei 12 punti per il rilancio.».
lucia su orvieto24 per la marcia del rispetto 3.jpg
Il turismo è una delle residue industrie ancora in attivo nell'Orvietano, ma soffre anche se al confine con Toscana e Lazio della stessa crisi che attanaglia il resto dell'Umbria. L'ultimo grido d'allarme il M5S lo ha lanciato sollevando la questione delle gite scolastiche sempre meno presenti, questione che fu poi ripresa dal presidente della sezione di Orvieto di Confindustria Umbria dott. Francesco Lanzi intervenuto durante il Consiglio Comunale aperto dello scorso aprile. Purtroppo nonostante le tante iniziative proposte dalla portavoce Vergaglia e le tante promesse dall'amministrazione la situazione non è migliorata. Dal punto di vista delle responsabilità, considerando che l'efficienza dell'industria turistica è nelle politiche attive cui si aggiungono il marketing territoriale, le politiche tese allo sviluppo economico, agli eventi culturali piccoli e grandi, alle tipicità ed alla diffusione della partecipazione cittadina all'accoglienza turistica, va sottolineato che le deleghe in questi settori sono recentemente passate di mano a Vincenti e Cannistrà e che quindi il Comune non ha avuto una continuità. A questo si sono aggiunti i fenomeni sismici e la pessima gestione comunicativa anche al livello istituzionale  oltre alla famosa quanto fumosa proposta di una "Cabina di regia del turismo" a distanza di tre anni ormai dall'insediamento dell'Amministrazione attuale non risulta ancora operativa. Ecco l'insieme di questi elementi controproducenti ha di fatto danneggiato i nostri imprenditori. Non possiamo tirarci indietro di fronte alla confusione ed alla mancanza d'iniziativa di chi di dovere e pertanto depositiamo una proposta di rilancio in 12 punti da discutere ad Orvieto negli Stati Generali del Turismo.

«La crisi c'è e purtroppo perdurante ed è un dato di fatto incontestato ed incontestabile. Tuttavia non ci accontenteremo di dare responsabilità a questo o quell'assessore che aveva in capo specifiche deleghe, è il sistema che non ha funzionato e si è dimostrato troppo attendista di grandi strategie che guardano ad altri centri. Però la nostra responsabilità è prima di tutto verso Orvieto, poi possiamo ragionare delle future costruzioni con gli accordi tra comuni come Aree Interne che al momento riguardano specifici progetti e la protezione civile e poco altro. Va salvaguardata la centralità di Orvieto come area turistica esattamente al centro tra Firenze e Roma che invece la crisi non la soffrono ed anzi ragionano in termini di numero chiuso e contingentamento degli arrivi. A fronte di questo, esclusivamente per Orvieto, è necessaria la convocazione degli "Stati generali del turismo" a  cui  vengano  invitati  a partecipare  questo  Consiglio  Comunale  nella  sua  interezza, tecnici e professionisti del settore, tecnici  della  Regione  competenti  in  materia,  le  associazioni  di  categoria,  le fondazioni e rappresentanti dell'Ufficio Cultura, gli enti organizzatori di eventi e manifestazioni sul territorio e dello Iat. Bisogna agire, e farlo con un programma preciso, noi abbiamo individuato 12 punti da affrontare entro 60 giorni: dal verificare le ragioni della crisi a valutare gli standard dell'accoglienza, dal favorire la promozione che sia collettiva, soprattutto sul web, a decidere se puntare su marchi di qualità territoriali. E' doveroso per noi produrre proposte di soluzioni ed è altrettanto doveroso richiamare ad attivarsi dove ci si sia fermati con le quattro frecce come ad esempio è capitato con le "Denominazioni Comunali" per le quali c'è il regolamento pronto da due anni e la disponibilità di tante personalità che abbiamo dimostrato di poter coinvolgere ma l'Amministrazione non vi ha mai voluto dare il via.» Lucia Vergaglia, Movimento 5 Stelle Orvieto


Qui di seguito i 12 punti da affrontare:

1. Verificare le ragioni della crisi;
2. valutare se vi sia uno "standard minimo di accoglienza";
3. individuare  se internamente vi siano  eventuali  figure  professionali  con  doti  manageriali  e/o specialistiche necessarie per avere ruolo per traghettare oltre la crisi sistema cultura-turismo della città;
4. identificare soggetti pubblici e privati interessati a sinergie;
5. costruire una mappa delle attività e dei contenitori del territorio coinvolto;
6. elaborare nuovi progetti e strumenti mirati ad aiutare il territorio a "fare sistema" e per far emergere le potenzialità inespresse e/o latenti;
7. individuare  le  principali  linee  di  finanziamento  regionali,  nazionali  e  comunitarie, ordinarie e non, attivabili per lo sviluppo in ambito culturale, ambientale e sociale;
8. intercettare, coinvolgere e sviluppare i talenti locali;
9. stabilire strategie atte ad attrarre imprese e investimenti;
10. studiare se istituire un marchio di qualità locale;
11. per favorire la promozione collettiva e qualitativa del territorio, anche sul web;
12. Valutare la redazione di una "Carta del Turismo" i cui standard siano di riferimento vincolante per gli operatori aderenti;



Orvieto - 
Imbarazzo dell'Amministrazione alla dura critica del Movimento e della capogruppo Vergaglia: la città con voi è più triste e spenta.

Orvieto langue, spente le luci di Umbria Jazz resta li stanca, apatica, non del tutto sciatta come se ancora potesse rianimarsi ma inerte. Langue nei confronti di cittadine meno note e meno ricche che però appaiono più vive ed attive, attrattive al punto di avvantaggiarsi della nostra debolezza, al limite che gli orvietani partono per andare altrove in cerca di ciò che manca qui, di ciò che dovrebbero avere già. E resta solo una cartolina triste a ricordare che una volta la città fosse un faro, un punto di riferimento, che ora non sembra più volere essere.

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«Zero eventi per carnevale. Incredibile. Ci si chiede per quale film è stata chiesta la "cabina di regia" quando si parla in Comune del turismo e si ha a che fare con una realtà fatta di scaricabarile mentre chi è alla guida della comunità non agisce oppure naviga solo a vista. L'assenza, un vuoto di programmazione anche per quanto riguarda i comuni del circondario. Perché le proposte per i famosi 20 comuni di cui Orvieto si pone e rappresenta come capofila sono solo di tipo amministrativo e non si prova a creare un calendario di eventi condiviso e che richiami ad una comunità allargata nel segno di una festa per i più piccoli, i giovani ad esempio la possibilità di creare un'attività scolastica in prospettiva della presentazione di idee nuove, anche fuori dalla dimensione delle iniziative casalinghe? Uscire e lasciarsi coinvolgere da una festa in città con gli eventi per strada è sicuramente meno consueto dell'affitto di una sala per organizzare una serata sempre con gli stessi amici e parenti!

Invece soporiferamente si assiste alla prassi conclamata di una idea della città basata sull'adagio, credo, del chi non fa non sbaglia.
Vi è un malinteso senso che viene attribuito alla concezione della città internazionale del Slow Style o il riconoscimento del valore della cultura popolare che ispirano il Folk Festival. Il rischio concreto è che queste peculiarità del territorio divengano una sorta bandierina commerciale di scarso valore aggiunto. Città del buon vivere è anche fare festa per le strade e nei luoghi pubblici è. Si è parlato e si chiacchiera ancora di destagionalizzazione, proclamata con convinzione anche alla presentazione del nuovo assessorato alla cultura e grandi eventi, ma ancora una volta si assiste ad un fiorire di iniziative solo nei periodi dove si gioca sul sicuro e ci si smarca quando ci vuole coraggio ed idee, al punto di non fare nulla neanche a San Valentino, alla Befana, a Carnevale. Un'inerzia che non può essere valutata con voto sufficiente e che danneggia anche lo spirito d'iniziativa cittadino dei privati che in questa aridità di azioni e di prese di responsabilità non percepiscono alcuna politica fertile o spirito collaborativo da parte degli enti preposti. Tutto è fermo, persino nelle feste più vive e vivaci, ed il centro si spopola in maniera desolante. E davvero c'è bisogno degli esperti per capire i problemi dove sono?». Lucia Vergaglia, M5S Orvieto

Nea Polis chiama Urb vetus


Orvieto - 

Mentre la politica locale si ostina a guardare solo l'oggi, senza pensare a periodi più lunghi, noi che siamo un piccolo gruppo di opposizione invece gettiamo le basi per attività di più lungo periodo. Oggi Vi informo che è partito il dialogo per un progetto di #MarketingTerritoriale a costo zero con la città turistica che ha avuto il trend migliore nel 2016 e scusate se è poco.

Orvieto, Urb Vetus cioè la città antica e capitale etrusca, e Napoli, Nea Polis ovvero la città nuova capitale della Magna Grecia iniziano attraverso i propri gruppi consiliari a 5 stelle un percorso di confronto e collaborazione tra i due centri preesistenti all'ascesa romana.

Cultura, Marketing Territoriale e Turismo

Due città diversissime e di profonda cultura e vocazione alla bellezza. Due punti di riferimento religiosi e mete di viaggiatori. Ora si deve lavorare nei contenuti, con i cittadini e gli enti e le imprese dei territori. Insomma noi non pretendiamo di dare le soluzioni ma stiamo creando un terreno fertile perchè le migliori idee germoglino e crescano.

A Palermo il primo contatto

Durante Italia 5 Stelle i primi contatti tra le delegazioni e la lettera a cui hanno risposto da Napoli. Ora si passa al livello successivo e pertanto ringrazio quindi i portavoce Menna e Brambilla per questa possibilità. Un passo alla volta andiamo avanti.

neapolis urbvetus.png

I candidati a Orvieto

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