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MoVimento 5 Stelle

Agosto 2017


Orvieto - 
- CERTI PROBLEMI DI ORVIETO NASCONO A BARI -
Sissignori! Non si può dire che sia un fulmine a ciel sereno l'iscrizione nel registro degli indagati del dott. Jacobini, presidente di quella Banca Popolare di Bari che sta inglobando la Cassa di risparmio di Orvieto, e dei suoi figli e collaboratori. Sull'ostacolo alle autorità di vigilanza, già emerso come ipotesi di reato in altre inchieste, c'era una necessaria cautela ma sarebbe stato ingenuo non prenderlo in considerazione come possibile fattispecie anche in ordine alla gestione dell'istituto pugliese. Quello che invece sorprende è la quantità e la gravità delle altre accuse che le cronache locali riportano così: "Una nuova inchiesta della Procura barese racconta anni di gestione irregolare, bilanci in perdita, prestiti anomali, aggravati dalla acquisizione di Tercas, la vecchia Cassa di Teramo. E sullo sfondo, una vicenda di maltrattamenti ed estorsione ai danni di un funzionario troppo solerte.". Pertanto in previsione degli ulteriori passi relativi all'acquisizione della Cassa di Risparmio di Orvieto, la banca del nostro territorio, da parte di tale istituto attualmente sotto la lente della magistratura in diverse indagini, e considerata la gravità delle accuse e le pesanti ombre che queste gettano sulle operazioni finanziarie il Movimento 5 Stelle di Orvieto chiede di mettere in naftalina tutta l'operazione in attesa dei necessari chiarimenti. Questo a tutela dell'interesse principale della tenuta del nostro tessuto produttivo locale e del risparmio dei cittadini, elementi fondamentali per una forza politica che agisce localmente prima che sui grandi temi nazionali e che qui ad Orvieto hanno già innescato gravi perdite come quelle dei famosi titoli BpB piazzati agli investitori e crollati nel valore. Qui di seguito il commento di Lucia Vergaglia, che da subito ha seguito la vicenda interessandone il Consiglio cittadino.

lucia_vergaglia.jpg«Mentre prima parlavamo di opacità dei modi per raggiungere obbiettivi incomprensibili oggi la situazione è cambiata, e parecchio. Fummo i primi a sollevare le questioni relative ai titoli, alle azioni in possesso della Fondazione Cassa di Risparmio, alla possibilità di vendita a prezzi favorevoli ripetutamente ignorate dai vertici, alle criticità della trasformazione da Banca Popolare a Società per Azioni, alle pessime argomentazioni di una governance incauta nei comportamenti da tenere con gli interlocutori politici, con le associazioni dei risparmiatori e, cosa assolutamente antietica, con i cittadini che infatti hanno lamentato, a nostro avviso giustamente, una pessima comunicazione e la mancanza di trasparenza sui rischi. E siamo stati gli unici a proporre iniziative pratiche "istituzionali" raccolte nella famosa Lettera Aperta sul Futuro della Cassa di Risparmio di Orvieto che prevedeva anche un patto scritto ed impegnativo prima di proceder oltre; iniziative a sostegno delle quali però la gran parte della politica orvietana ha scelto il non schierarsi rimanendo a guardare.
E così il tempo è passato, non abbiamo documenti che ci tutelino, abbiamo in pancia (anche della Fondazione) azioni il cui valore si riduce e nel frattempo, durante l'inerzia di quella che dovrebbe essere la classe dirigente cittadina leggiamo di un nuovo pesantissimo intervento della magistratura, proprio oggi che, come riporta l'ADUC, si concludono infruttuosamente i primi due mesi di negoziazione sul mercato Hi-Mtf, il sistema multilaterale di negoziazione che fa capo all'Istituto Centrale delle Banche Popolari, per quelle azioni già svalutate a 7,50 euro ed ora destinate a calare a 6, 90 prima e 6, 60 poi. Diciamo la verità: è una situazione scandalosa!
Pur col beneficio del dubbio e con la presunzione di innocenza, anzi di integerrima santità dei Jacobini e dei soggetti a vario titolo coinvolti nella questione, c'è da osservare le loro performances e registrare la pessima gestione dell'istituto che mira ad inglobare la Cassa di Risparmio di Orvieto. Pur volendo dare la colpa al destino cinico e baro, e non al discutibile e spregiudicato modo di fare banca che le cronache ci riportano con una regolarità impressionante, resta da prendere in considerazione che continuare in questi progetti di fusione con l'istituto pugliese non sia saggio e pertanto chiediamo, come dal primo anno in Consiglio abbiamo sempre fatto, di agire nel principale interesse di prevenire ulteriori perdite ai risparmiatori orvietani e non impoverire le leve di sviluppo cittadino. La fusione con Banca Popolare di Bari va assolutamente fermata con ogni mezzo fino ai risultati dell'inchiesta, i vertici vanno responsabilizzati in prima persona per i danni cagionati ai cittadini risparmiatori. Noi in caso l'indagine si concluda con un rinvio a giudizio chiederemo al Comune di costituirsi parte civile. Ed al netto di queste considerazioni pratiche valga il richiamo ad una maggiore etica nella gestione del risparmio, che va sottratta a logiche speculative a danno dello sviluppo economico e del progresso sociale che sono parte sensibile e sostanziale delle moderne economie di mercato. »


Orvieto - 
Quella della sicurezza degli edifici è un diritto e quello della resilienza delle comunità un dovere. In questi giorni di rievocazioni dolorose del sisma di Amatrice che ha portato via i nostri concittadini Barbara e Matteo e con il cuore pesante per i crolli di Ischia dobbiamo confrontarci con i pochi strumenti che il Governo di mette a disposizione in mancanza delle auspicate microzonazioni affronteremo la questione dei certificati di rischio sismico. A fine di questo febbraio Graziano Delrio, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, con il Presidente Massimo Sessa del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici hanno presentato il decreto ministeriale n.58 che contiene le Linee guida per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni e il modulo per la Classificazione sismica della costruzione. Un documento da conoscere dato che le linee guida sono la base per attivare il "Sismabonus" di incentivo fiscale per messa in sicurezza sismica degli edifici introdotto dall'articolo 1, comma 2, lettera c), della Legge di Bilancio 2017. In forza di queste indicazioni è possibile rilevare il rischio sismico mettendo in relazione la pericolosità (ovvero l'essere in zone sismiche), vulnerabilità (cioè la minore o maggiore capacità degli edifici di subire e causare danni) e l'esposizione (cioè il contesto socioconomico nel quale l'edificio insiste).
rischio sismico.png
A fronte di queste informazioni è possibile quindi desumere quanto credito d'imposta sia accessibile in forma di bonus in caso di lavori per aumentare la resistenza dell'edificio. Va detto quindi che in presenza di una condizione di "esposizione" diversa ci sarà un bonus diverso per una casa dalle medesime condizioni pericolosità e vulnerabilità, ad esempio in certi quartieri urbani, si avrà maggior accesso al bonus rispetto ad aree rurali mettendo implicitamente gli abitanti in una condizione minore possibilità salvaguardia della propria incolumità, oltre che di presumibili tensioni sociali, e questo è a mio avviso molto grave. lucia conferenza stampa perugia.jpg
Poi va detto anche che in generale le politiche dei bonus sono fatte così, tendono a creare fratture invece che ponti tra categorie di cittadini con il bonus cultura che, ad esempio, forse andrebbe dato ai non studenti e non insegnanti mentre va a che già ha accesso alla cultura: una vera follia, come dare un surplus di vitamine a chi sta bene e negare una dieta ricca di ferro all'anemico.
Chiarito questo è quindi opportuno capire se e come il bonus sisma sia stato attivato qui ad Orvieto, se e come siano stati recepiti i concetti della legge e perchè il Comune non abbia provveduto a pubblicizzarli in maniera opportuna ed in tale senso stiamo provvedendo a redigere formali atti ispettivi e le interrogazioni.
Alla bisogna se risulta necessaria l'approvazione di una adeguata provvista dalle casse cittadine siamo a disposizione a sostenere l'impegno con tutto il Consiglio per potere approvarne la messa in disponibilità in tempi rapidi prima delle scadenze di fine settembre del bilancio  consolidato richieste dalla nuova normativa. La sicurezza, secondo noi, viene prima di tutto.

Hacking e dintorni.


Orvieto - 
Il M5S ha subito più di un tentativo di attacco cibernetico nel tempo, così come accade a molti enti importanti. Può succedere che questi attacchi a volte facciano dei danni, come quando dovemmo ripetere una votazione online, altre volte invece i servizi possono essere ripristinati senza interrompere processi importanti. Di recente hacker hanno violato i sistemi del Blog, la stampa giustamente ha dato la notizia, secondo noi in modo eccessivo, ma va bene. Tuttavia i 400mila dati personali di una banca sottratti dagli hackers sono invece passati come notizia secondaria nel silenzio generale dei commentatori illustri che in quel caso si sono regolati come le famose tre scimmiette. cieco-sordo-muto.jpg Va chiarito che questo modo di fare informazione e comunicazione non è equilibrato, od eticamente riconducibile alle migliori prospettive del grande giornalismo ma rientra comunque nei canoni di una scelta di parte, di una linea editoriale. Quello che è grave è stato il continuo ripetersi di insulti assurdi e palesi falsità da parte di importanti politici. Su tutti quelli che hanno così inteso di "vendicarsi" del nostro ricordare i problemi penali in seno a certe forze politiche. Un comportamento al limite del ridicolo e profondamente immorale per questi motivi: Mentre se la polizia arresta un politico corrotto possiamo essere contenti, dato che il fermato era uno che faceva danni ai cittadini, Invece non possiamo esserlo, e non lo siamo, se un incendiario appicca il fuoco ad una sede di partito, o gli sottrae con la forza o con l'inganno registri e documenti relativi agli iscritti, danneggiando a vari livelli i cittadini che in quella forza politica, qualunque essa sia, hanno riposto energie, progetti e speranze; e comunque in ultima istanza danneggiando l'espressione democratica in genere. Men che meno sghignazzare è giusto da parte dei politici sghignazzare sul danno subito dai tesserati che della parte avversa sono attivisti o che in qualche modo la sostengono. Il confronto politico è, o dovrebbe essere, un'altra cosa.

Orvieto - 
Abbiamo pianto tutti i morti di dei recenti attentati e, chi ha fede, ha pregato per i feriti e per il ritorno della pace,. E lo fa tutt'ora. Va però anche ricordato che tocca alla politica fare la propria parte, non possiamo limitarci a gessetti colorati o parole di unità: c'è negli amministratori la responsabilità di dover fare delle scelte. Questo che segue è il commento di Silvio Torre, il fondatore del Meetup di Orvieto

Silvio Torre, Orvieto 5 Stelle«Buongiorno ai lettori del blog: come avrete saputo dopo aver attentato le ramblas, i ponti di Londra, la promenade di Nizza ed i concerti di Parigi, l'Isis adesso minaccia di colpire anche l'Italia...
Immagino non intendano basi strategiche come porti, caserme, basi radar, non simboli del potere o dell'identità e questo nonostante ciancino di conquista.
Invece fino ad ora si sono rivolti verso luoghi dove le famiglie vanno a passeggio, gli anziani leggono i giornali ed i ragazzi sorridono, insomma posti di pace. E sono così incazzati con la pace, col fatto che dentro l'Europa ci siano tanti problemi ma non ci si assalti ai confini gli uni con gli altri, che se la pigliano con chi proprio non c'entra nulla:
Assistiamo ad un dibattito sciocco sulle barriere per prevenire questo tipo di attacchi pur essendo consapevoli di una guerra in atto, per quanto a bassa intensità, in cui militano i peggiori senza patria che vivono nei territori che li hanno ospitati.
La verità è che oggi le barriere servono ma non bastano, vanno armate di simboli, di bandiere, di memoria storica, di presenza istituzionale. E questo non per far sentire protetto qualcuno ma per chiarire bene che quello spazio è Stato, ed è storia. Non che possa essere invece terreno di caccia, un non luogo in senso antropologico, in cui l'assenza di punti di riferimento lasci ai cani rabbiosi libertà di ringhiare ed aggredire.
Bandiere, identità e personalità che sono spesso accusate di essere la prima causa di guerra ma che proprio la convivenza in Europa ha dimostrato invece che possono essere il contrario. Rispetto tra pari, pur in presenza di eserciti nazionali, contigui e poderosi, e che piaccia o meno, dalla lunga tradizione.
Sbaglia il sindaco di Barcellona a rifiutare pratiche di sicurezza ed a considerare la pura desistenza ed assenza come scelta risolutiva. Come pure sbaglia chi rifiuta di riconoscere che la pace non esiste solo parlandone, ma va praticata attivamente, con l'esempio e con il rifiuto ad abbandonare il proprio ruolo di proteggere territorio e cittadini. Infine sbaglia chi rifiuta di ammettere i propri errori e le conseguenze delle proprie scelte.»


Orvieto - 
Quando ci parlano di StreetArt pensiamo a qualcosa del genere alle scuole di Orvieto Scalo e Sferracavallo. street art scuola comunale Altri preferiscono i messaggi politici e la propaganda nei luoghi simbolo come Camorena o il centro storico. Un Sindaco del M5S invece non svenderebbe spazi cittadini ai messaggi politici di parte, persino se fossero della propria parte, semplicemente perchè non è giusto. Ed un Sindaco del M5S non scapperebbe dalle responsabilità lasciando il degrado ed impedendo ai cittadini di farsi comunità e decidere del destino dei luoghi dove vivono, lavorano, educano i figli, accudiscono i malati e lasciano che gli anziani tengano vive le tradizioni e passino il testimone alle generazioni successive. Un Sindaco del M5S sarebbe portavoce e se i cittadini vogliono sostenere le proposte d'arte farebbe in modo che possano trovare nel Comune il luogo dove si decide come, dove e quando agire, in sicurezza e nel rispetto della legge, con lo sguardo al futuro e non alla prossima scadenza elettorale. La StreetArt al M5S va bene ma solo se la vogliono i cittadini e nell'interesse della città, tutta, non solo di una parte.

Orvieto - 
-- PARI OPPORTUNITA': A CHE PUNTO SIAMO? --

Va detta una cosa: sbbiamo chiesto noi di attivare la Commissione Pari Opportunità prevista dallo Statuto di Orvieto, in forza del Testo Unico Enti Locali, ma bloccata da anni nel dimenticatoio con buona pace dei partiti di destra e sinistra che si alternavano al governo cittadino. La scelta di ripristinare la Commissione fu uno dei nostri primissimi atti, forse il secondo atto in assoluto, e chiedemmo di renderla un luogo fisico, aperto e nel quale praticare e rendere vivo quanto fino ad ora era scritto ma rimasto lettera morta. Come tante altre iniziative per le quali occorre la maggioranza prima è stata impaludata e poi, vista la pressione che stavamo facendo, ci è stata scippata con un atto di imperio e trasformata un una commissione di genere; il contrario di quello che è previsto dallo Statuto.Infatti altro che "pari opportunità", la nuova commissione è preclusa ai gruppi i cui rappresentanti eletti non sono di genere femminile (il caso di gruppi di destra ma anche quello di Sinistra Italiana). Le istanze dirette delle elettrici di queste forze politiche quindi non sono di fatto rappresentate e, ciliegina, la sinistra a votato perchè sia così. Far peggio di così è davvero difficile. A questo punto per evitare un nuovo blocco abbiamo "emendato" il testo in modo da impedire le violazioni di legge perchè creare una commissione emanazione del Comune composta da 15 donne sarebbe anche una violazione di legge oltre che dello Statuto cittadino, di fatto però questo mio emendamento che ha cambiato la denominazione in commissione femminile per le pari opportunità, che non è più quanto previsto dalla legge e dal documento fondante del Comune di Orvieto, così abbiamo reso possibile la nascita di tale consulta che per quanto sia al "femminile singolare" e quindi non paritaria ha avuto ormai già più di un anno per lavorare, occorre ora che ci si renda conto che quanto avevamo spiegato già dal 2016 era una facile profezia e che occorre essere molto più di questo per dimostrare sul campo di volere davvero una città in cui le pari opportunità di genere siano una bussola dell'Amministrazione ed una prospettiva di progresso sociale e territoriale. Qui di seguito uno stralcio del mio intervento in Consiglio.
Thumbnail image for lucia vergaglia maggio 2017.jpgLucia Vergaglia (M5S): "vorrei introdurre alcuni elementi di colore per delineare il clima di apertura nei confronti di una concezione più moderna delle discriminazioni. L'Assessore parla di ampia discussione ma è stata una guerra con momenti di ostilità evidente in cui ho avvertito che l'Assessore stessa fosse ostaggio di alcune espressioni più oltranziste. Oggi viene tagliata fuori completamente la prospettiva maschile che in realtà è all'apice del confronto e che nel dibattito potrebbe dare un importante contributo. Se portiamo avanti la logica del rinnegamento dei valori di parità allora dobbiamo avere il coraggio di dire che questa commissione di occupa solo delle donne. Nel Regolamento il termine donne e femminile è ripetuto oltre 20 volte. I regolamenti una volta che vengono fatti lasciano una traccia. Il rischio che io ravviso è che questo regolamento è un bollino di qualità che mettiamo alle associazioni, una sorta di 'Albo d'Oro'. Ad esempio trovo discriminante il requisito di operatività sul territorio che non è necessariamente indiscutibile. Mi auguro che l'accoglimento a rappresentare le sole problematiche delle donne venga rivisto".

I candidati a Orvieto

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