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MoVimento 5 Stelle

Luglio 2016


Orvieto - 

Il 26 giugno 2014 entravamo per la prima volta nell'assise Comunale orvietana, con emozione e con lo spirito di attivismo tipico del M5S, coscienti di aver tanto da imparare e da fare, e che sarebbe stata dura, e da allora abbiamo combattuto tanto, soprattutto contro la forza dei numeri che ci vedono in netta minoranza, compressi tra ex maggioranza e maggioranza attuale.

Il dovere di trasparenza impone di tracciare un bilancio leggibile di quanto è successo in questo periodo dal punto di vista politico, istituzionale ed amministrativo senza sfuggire alla responsabilità nelle occasioni mancate, senza mettere il cappello dove non abbiamo merito ma con il giusto orgoglio di chi ha provato, talvolta riuscendoci, a portare la voce dei cittadini nelle istituzioni con più di qualche risultato positivo.

lucia vergaglia europarlamento

«Occorre fare chiarezza sul quadro politico. I cittadini di Orvieto hanno votato in un periodo nel quale il M5S veniva accusato di essere puro sfascio e demagogia, i candidati del M5S erano in gran parte sconosciuti e la campagna elettorale delle porchette e cene pagate, delle promesse e degli accordi non vedeva la partecipazione di questi "marziani" a cinque stelle. Oggi non è più così, nessuno si sognerebbe di definire "antipolitica" l'azione del MoVimento nazionale e, soprattutto, orvietano, anzi in molti si saranno pentiti di aver creduto alle promesse o votato la goliardia di un candidato che offriva gli aperitivi al bar od altro e non aver scelto la concretezza e la visione proposta quotidianamente dai portavoce a cinque stelle. Intanto il quadro politico si è liquefatto, con la lista civica di maggioranza PAA che vota regolarmente col Pd e fa interrogazioni a Germani solo su "argomenti a piacere" assolutamente prona ed interessata, a nostro avviso, quasi solo alle deleghe, con Sel che deve reinventarsi dopo la perdita del leader e lo fa con un tratto proprio in cui il giovanissimo Rosati, pur non mettendo in crisi la maggioranza, almeno esprime critica e proposta come è doveroso e vitale. Nell'istituzione comunale, di fatto dei cinque candidati a Sindaco in Consiglio oggi c'è solo Germani che siede nello scranno più alto ed è espressione della maggioranza, e la sottoscritta Lucia Vergaglia, che siede nello scranno più remoto ed è espressione solo di un gruppo della minoranza. In questa situazione ci si aspetterebbe che le cariche di garanzia, o almeno una di quelle,  fossero state assegnate al M5S. Non è andata così, alle giuste rimostranze della portavoce del MoVimento sono arrivate delle risposte velenose e polemiche, e delle accuse d'inesperienza, che nei fatti abbiamo dimostrato fossero pura strumentalizzazione e, cosa peggiore, anche da parte di gruppi ed individui che poi hanno rinunciato a sedere in Consiglio, a nostro avviso venendo meno all'impegno preso coi cittadini. Sempre nell'istituzione comunale il M5S ha raggiunto posizioni e ruoli letteralmente creandoli da zero o riavviando parti della macchina pubblica messe in naftalina come la Commissione Pari Opportunità od il Centro Studi Gianni Rodari e quando invece partecipa di diritto alle altre compagini istituzionali porta sempre, dico sempre, un contributo importante.»

«Fattivamente vogliamo ricordare che qualche risultato amministrativo lo abbiamo incassato ad esempio sugli affitti d'oro, sulla gestione degli autobus turistici, su Equitalia, sul Centro Studi, sulle Unioni Civili, sulle licenze per i supermercati, sugli impianti a biogas/biomasse, sul divieto di costruzione inceneritori, sulle Denominazioni Comunali, sul Piedibus e sul Baratto Amministrativo per chi è travolto dalle imposte. Altre volte ci siamo visti respingere, non senza sorpresa, alcune proposte sane e di solito a costo zero come la cittadinanza onoraria a Guccini, il Centro del Made in Italy, iniziative in favore del Giubileo di Papa Francesco, le azioni legali a difesa dell'ambiente e per il recupero dei fondi Puc2, per non parlare della crisi TeMa che avevamo anticipato e per la quale abbiamo proposto una exit strategy con l'adesione al Teatro Stabile dell'Umbria respinta unanimemente sia da destra che da sinistra. Insomma non ce ne siamo stati con le mani in mano, anzi siamo stati accusati spesso di eccedere, travalicando il ruolo di minoranza, ed abbiamo dovuto rispondere che dove c'è mancanza e lassismo non restiamo a guardare ma ci assumiamo la responsabilità di agire da subito, in prima persona. Del resto potendo agire senza ordini di scuderia siamo stati in grado di appoggiare, od addirittura controfirmare le proposte provenienti sia dalla sinistra che dalla destra con l'unico reale criterio di valutazione: l'interesse dei cittadini. Le nostre azioni si sono propagate nella filiera istituzionale, in parlamento ed in regione, arrivando addirittura all'Europarlamento dove ho avuto già l'onore di portre iniziative immaginate e sviluppate ad Orvieto e poi realizzate a Bruxelles. Purtroppo non è abbastanza avere questo livello di influenza essendo minoranza della minoranza, a noi è complicato tutto ed è davvero difficile fare di più, senza isolarci, sostenendo le iniziative dei tanti comitati locali, rispondendo alle richieste dei cittadini, anticipando per tempo le problematiche, come quelle recentissime di CRO e Teatro, e proponendo soluzioni. Vorremmo davvero poter fare di più ed avere i numeri per fare la differenza, e questo ci spiace perchè sappiamo bene che in molti sono pentiti di non aver scelto noi. Tuttavia le regole democratiche sono queste ed impongono il rispetto del voto che ci vede all'ultimo scranno e da ad altri la responsabilità di governare. Solo non chiedeteci di fare la comoda opposizione del tutto va male, noi faremo sempre la nostra parte di elementi vivi ed attivi della città, proponendo innovazioni, segnalando problemi, indicando soluzioni e vie d'uscita senza mai scappare dalle responsabilità, anche se sappiamo che si potrebbero trasformare in trappole. Questi due anni sono stati ricchi di soddisfazioni quanto di amare delusioni per i tanti NO e PERO' preconcetti sulle nostre proposte, per gli incarichi che avremmo potuto capitalizzare per la città. Sono stati due anni attivi e partecipato, vissuti per la città e per il territorio, con i cittadini e con le istituzioni, nel rispetto della legge incarnando uno spirito istituzionale che, anche se a malincuore, riconoscono anche coloro che furono i nostri più acerrimi detrattori. Due anni di sacrificio e vero impegno, sostenuta dalla famiglia, da moltissimi cittadini e da quel pugno di attivisti che è il Meetup orvietano, due anni di cui, da portavoce nelle istituzioni locali, nazionali ed internazionali, non posso che andare orgogliosa.» Lucia Vergaglia, M5S Orvieto.


Orvieto - 
La portavoce Lucia Vergaglia relatore al Parlamento Europeo per i 70 anni del protocollo Italo Belga "braccia per Carbone" che diede origine alla comunità europea.
Un progetto nato nel nostro meetup, da un'idea della sottoscritta e di Silvio Torre diventa un evento europeo importante. Siamo orgogliosi ed emozionati.
Nasce da Orvieto una rinnovata spinta europeista



Il protocollo Italo-belga, 'braccia in cambio di carbone', firmato settant'anni fa è stato oggetto di un evento organizzato al Parlamento europeo dall'eurodeputata Laura Agea su proposta della Consigliera Comunale di Orvieto, l'avvocato Lucia Vergaglia, ed ha visto la partecipazione dell'Ambasciatore italiano a Bruxelles, Vincenzo Grassi, quello belga presso l'Ue, Dirk Wouters, il direttore dell'Istituto italiano di Cultura Paolo Grossi, la storica Anna Morelli, l'eurodeputato socialista belga, ma di origini italiane, Marc Tarabella e naturalmente della stessa Lucia Vergaglia, consigliere M5s al Comune di Orvieto. Presenti anche l'eurodeputato M5s David Borrelli e il primo Vicepresidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani.

«Sono emozionata ed orgogliosa di aver potuto portare questo contributo, dando il via ad un'iniziativa così importante partendo come semplice portavoce e portando il nome del piccolo ma grande Comune di Orvieto nella stessa lista dove campeggiano istituzioni internazionali di rilievo internazionale e di dimensioni europee. In sintesi abbiamo voluto riconoscere, per questo l'evento è una "Giornata della riconoscenza", che prima dell'Unione e della Comunità Europea, prima ancora del Mercato Comune e della CECA, la comunità europea del carbone e dell'acciaio, sono stati formulati dei trattati internazionali, primo fra tutti quello italo belga, che hanno esteso i diritti dei cittadini immigrati per lavoro in Belgio equiparandoli a quelli dei residenti e permettendo il libero transito, il primo esempio di cittadinanza europea in cui le persone viaggiavano portando con se i diritti e doveri, vantaggi ed obblighi e grazie al quale si è cominciato a lavorare per l'Europa unita. E' importante ricordare che nei paesi fondatori della CECA infatti ai tempi della dichiarazione Shuman, tradizionale punto di riferimento assieme al "Manifesto di Ventotene" come pietra miliare del processo europeo, si erano già formate stabili comunità italiane. Chiamatelo quindi patriottismo, orgoglio nazionale, se volete ma è opinione condivisa anche dagli illustri ospiti dell'evento che il contributo di quelle esperienze sia stato fondamentale per la nascita dell'esperienza europea. E' mia opinione che furono proprio quegli italiani a scavare le fondamenta dell'Europa del progresso e dello sviluppo, quella che fu d'ispirazione ed alla quale altri stati nazionali vollero aderire prima che diventasse questa Europa da cui i cittadini chiedono invece di staccarsi. Si è detto che il M5S fosse antisistema e contrario allo spirito europeo tant'è che in spregio alla consuetudine le cariche di garanzia ci sono state per quanto possibile negate all'Europarlamento, invece questi dieci mesi di organizzazione dell'evento ed il suo svolgimento hanno dimostrato nei fatti, prima dei pronunciamenti pubblici, prima dei commenti alla Brexit, quanto la nostra visione sia saldamente comunitaria, sia moderna e quanto guardi al futuro riconoscendo le radici vere, senza slogan, senza marketing ma con spirito ed impegno che i cittadini figli e nipoti degli immigrati hanno voluto premiare, che le autorità hanno saputo accettare, che gli accademici si sono guardati bene dal contestare per quanto fossero sorpresi dalla inusitata ma evidente correlazione tra Protocollo italo belga ed Europa di oggi. Ottenere tuttavia il riconoscimento ufficiale di tale giornata sarà un processo lungo e pieno d'insidie da scongiurare, fare in modo che si ritorni a quello stesso spirito del lavorare assieme per la costruzione di un futuro per tutti sarà difficile e non è certo alla portata di singoli cittadini come la sottoscritta o singole forze politiche, piuttosto deve esser un processo cui tendere assieme, senza preconcetti, ed io, per quanto possibile mi spenderò da cittadina e se dal M5S vorranno, anche come portavoce. Per cui, personalmente, come cittadina, ringrazio l'eurodeputata Agea di aver ricordato sin dall'inizio dei lavori che l'ideazione di questo confronto e di questa "Giornata della Riconoscenza" viene dalla sottoscritta, come portavoce non posso che rendere onore a tutta la platea degli intervenuti per la qualità dei contributi e per gli spunti portati, esperienza che sicuramente sarà capitalizzata per fare di più e meglio.» Lucia Vergaglia, portavoce del Movimento 5 Stelle al Consiglio Comunale di Orvieto, Italia, Europa

I candidati a Orvieto

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