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MoVimento 5 Stelle

La Sardegna che mi aspetto/a


Macomer - 

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Macomer 24 Novembre 2018, ore 10.00
Centro Servizi Culturali UNLA ex Caserme Mura, Viale Gramsc
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Per scaricare la locandina dell'evento cliccate sul link qui sotto:
La sardegna che mi aspetto:a.pdf


Le zone interne della Sardegna e la loro economia, il cui sviluppo è condizione necessaria per iniziare a interrompere il calo demografico.

L'obiettivo principale della giornata è l'incontro. Parlamentari, portavoce, attivisti, cittadini e magari, con un po' di aiuto, anche qualche nostro Ministro, che la Sardegna già è in Italia!

Secondo obiettivo è ascoltare ed ascoltarsi, a volte sembra non sappiamo più farlo.

Persone, idee, progetti, speranze nel cuore della Sardegna, in un luogo da sempre, geograficamente, di passaggio obbligato per mettere in comunicazione i capi di sotto e di sopra.

Il metodo del confronto è quello dei tavoli tematici attorno al ragionamento centrale dell'economia sociale delle zone interne e quindi dell'80% della Sardegna. L'approccio economico delle varie tematiche permette, al di la delle valutazioni sociali, una valutazione oggettiva e misurabile degli svantaggi e delle prospettive.

I tavoli tematici riguarderanno temi trasversali e la partecipazione a ciascuno coinvolge le personali sensibilità. Ciascun tavolo di lavoro sarà accompagnato da un facilitatore e da un moderatore che possano aiutarci a rendere fluido il ragionare comune.

I macrotemi, che vogliono essere stimolo alla discussione, sono definiti nei seguenti ambiti:

  • Ambiente e agricoltura;
  • Zone Interne: patrimonio dei sardi;
  • Continuità territoriale: cittadini del mondo;
  • Lavoro: verso il futuro;
  • Tessuto sociale: siamo tristi o allegri?

I lavori dei tavoli tematici si svolgeranno la mattina dalle ore 10.00 alle ore 13.30.
L'ultima mezz'ora sarà dedicata alla redazione della sintesi da condividere nel pomeriggio.

I lavori riprenderanno, dopo la pausa pranzo, alle ore 15.00 con la condivisione sintetica del lavoro fatto e del successivo dibattito e costruzione di un documento finale destinato ali Candidati.

Chiunque voglia prenotare la partecipazione ad un tavolo tematico deve far riferimento alla segreteria dell'evento chiamando il numero di cellulare 392 29 44 201 - Franca Sotgiu.

Stiamo lavorando per la logistica della giornata e avremo bisogno della collaborazione di tutti Voi.
Perchè noi siamo 5 Stelle!


Macomer - 

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Terza Puntata. Epilogo.

Saremo noi.
Il nostro racconto potrà sembrare ad alcuni di noi, crudo e polemico ma è pur vero che è sempre necessario tenere viva la nostra memoria e gli eventi che ci hanno accompagnato. Ricordare aiuta a non ripetere gli errori del passato.

Ma non è possibile piangersi addosso o cercare colpevoli e capri espiatori per le nostre coscienze. In qualche maniera, o in tanti modi, siamo tutti responsabili del nostro presente. Chi ci ha preceduto ha tentato, ma il mondo è cambiato e, in tanti, non si sono accorti. E nel frattempo è arrivato il futuro.

Viviamo in un posto meraviglioso che abbraccia un destino comune condiviso con i nostri concittadini del Marghine e le loro unicità, ricchezze, saper fare, feste, tradizioni e soprattutto bellezza che ci contraddistingue in tutta la Sardegna.

Siamo qui. Il centro delle direttrici più importanti della nostra Isola. Il luogo, da sempre , dell'incontro di uomini e "saper fare". Dove, ancora possono succedere cose incredibili.

Se vogliamo.

Abbiamo un sogno. Un sogno "consapevole" che comprende un tempo e uno spazio: l'oggi!

L'oggi di chi vuole esprimere la propria energia, quella di rimanere, arrivare, andare via , tornare costruire , progettare questa Comunità.

Riconoscere il nostro immenso patrimonio archeologico, tra i più ricchi della Sardegna, ambientale con le sue straordinarie capacità produttive e di saperi, culturale ma soprattutto Umano ci impone di agire.
Prendere in mano il nostro destino. La nostra è sempre stata una Comunità di incontro tra culture, una sorta di luogo unico di saperi e uomini.

Uomini. Donne e uomini che non hanno perduto la speranza. Donne e uomini consapevoli della propria libertà , della propria dignità, della propria forza vitale.

Il nostro progetto per le nostre Comunità del Marghine ci rende testimoni e pionieri di questo grande cambiamento.

Governiamo l'Italia.

Governeremo la Sardegna. E insieme, solo insieme, possiamo essere liberi. Da domenica.

Lettera di Pericle agli Ateniesi.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell'eccellenza.

Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.

Qui ad Atene noi facciamo così.

La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l'uno dell'altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo.

Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo.

Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa.
E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell'universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.

Qui ad Atene noi facciamo così.


Macomer - 

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Poi ci sono anche le cose che accadono.


Pochi giorni dopo, a Martis suo paese natale, si è tenuta una bella cerimonia.

Ad un anno dalla sua morte il comune ha voluto intitolare il suo Centro Polivalente a Vincenzo Migaleddu.


Una occasione in cui centinaia di militanti di tanti comitati ambientalisti si sono rincontrati per festeggiare e onorare la memoria di un uomo che, spesso in totale solitudine, andava in soccorso e supporto, con le sue grandi competenze mediche e scientifiche, delle tante comunità di cittadini che lottano. Che lottano per difendere la propria terra e la salute dai soprusi che il Potere compie in nome del lavoro e del progresso.

Così ci raccontano.


Lo stesso Potere regionale che in tutte le peggiori schifezze e soprusi contro le comunità locali si schiera sempre con lo stato colonialista, buffo vero?


Lui è il suo Partito dei Sardi erano assenti a Martis, ma un intervento in particolare ha evocato un metodo di Governo che ora in nome di un vuoto Sovranismo si finge di non conoscere.

Vincenzo Migaleddu andò ad un convegno di presentazione sulla Chimica Verde per dire in pubblico all'Ass. Paci, che il progetto di coltivare 43000 ettari di cardi nella Nurra per bruciarli e farne buste per alimenti, era di una tale insensatezza ambientale ed economica da nascondere probabilmente altro, ossia un inceneritore mascherato da un progetto truffa dell'Eni per evitare le bonifiche del disastro ambientale di Porto Torres.


Tutto questo nel territorio di Porto Torres che, come afferma il Ministero dell'Ambiente con lo studio SENTIERI, supera, come inquinamento ambientale e conseguenze alla salute delle persone, i peggiori orrori di Taranto e Porto Marghera


Due legislature prima Vincenzo Migaleddu collaborava con Paolo Maninchedda nella battaglia contro l'inceneritore di Ottana. Nacque così il disegno di legge regionale per la moratoria sulla costruzione degli inceneritori definiti impianti, inutili, costosi e pericolosi per la salute.


Disegno di legge prontamente dimenticato quando gli attuali Sovranisti, un anno dopo, andarono a governare con il Centro Destra e decisero che gli inceneritori non sono più inutili e costosi, neppure pericolosi per la salute e anzi si rifinanziano come quello di Tossilo, a Macomer.


Qui, per non sbagliare, gli studi epidemiologici per verificare lo stato di salute della popolazione locale dopo venti anni di esercizio dell'inceneritore non si fanno proprio, metodo Sovranista per la tutela dei diritti alla salute dei sardi?


A Martis si sono incontrati cittadini di tutta la Sardegna. Per ricordare ad alcuni Politici che non tutti dimenticano.


Fine seconda puntata.



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Qualche settimana fa, il sedicente Partito dei Sardi ha organizzato un incontro ad Ottana, una chiamata alle armi contro lo Stato colonialista che ci deruba e non consente alla Regione Sardegna di fare tutte le cose magnifiche che potrebbe fare.

Un'ottima occasione per il Movimento 5 Stelle di Macomer per ricordare ai cittadini alcune cose.


Paolo Maninchedda governa da tre legislature con maggioranze diverse, pare faccia sempre tutto benissimo ma...

Ogni volta, qualche tempo prima delle elezioni, si accorge di avere governato con le persone sbagliate.

Per cui le sue ottime proposte non si trasformano in fatti. Allora lo statista prontamente cambia partito e stringe un patto di governo con quelli che erano stati i suoi avversari.


Questa volta, sospettando che il copione possa risultare logoro, la scenografia cambia, viene fondato un partito.

ll Partito dei Sardi, di cui, tra l'altro, la gran parte dei Sardi ignora l'esistenza (per fortuna).

Dal patto di governo regionale si esce per finta e si continua a governare con i partiti "italiani", cambia solo il nemico, questa volta è lo stato colonialista. Infatti il partito Sovranista nasce con il progetto di portare la Sardegna verso l'indipendenza, solo così i suoi luminosi progetti potranno finalmente rendere la patria libera e felice.

Mentre si attende che i Sardi si accorgano di avere un partito tutto loro pronto a liberarli, Lui arreda casa, apparecchia la tavola, imbandisce e fa accomodare i dignitari, gestisce gli appalti pubblici più svariati, sempre attento che il terribile Stato colonialista non ci sfili le risorse da sotto il naso.

Lo fa per preparare la nascente nazione al radioso futuro che la attende; rimane il dubbio di come si possa realizzare questo progetto continuando a governare con il partito accusato di prendere ordini dallo Stato cattivo e colonialista.


L'appuntamento di Ottana, é stata l'occasione per fare partire la pacifica Rivoluzione Civile dei Sardi raccogliendo il grido di dolore del Sindaco che minaccia le dimissioni per protestare per il fallimento dell'ennesimo Piano della Regione per la rinascita industriale della Sardegna Centrale.

Curiosamente la stessa Ottana, dove, il progetto affidato all'amico colonialista Paolo Clivati per fare rinascere il polo industriale, sta miseramente fallendo, naturalmente dopo avere fagocitato ingenti investimenti pubblici e denari sardo/italiani ed europei.


Ora pare che la richiesta per tenere in piedi le barcollanti intraprese economiche del profeta lombardo sia passata dalla folle e offensiva proposta di utilizzare il carbone per la Centrale elettrica, all'attesa del metano che dalla dorsale sarda dovrebbe fare una comoda deviazione per Ottana.

Una cosa tipo, "facciamo arrivare energia per produrre energia".


Ricorda tanto l'altro colono lombardo, il Beato Angelico, venduto nella campagna elettorale delle comunali di Macomer come il Salvatore della Legler. Sappiamo bene come è andata a finire, l'Angelico beato e la Legler fallita.

In questo caso si trattava del Patto per l'Area di crisi della Zona Industriale di Tossilo, Consorzio sciolto nel 2008 e posto in liquidazione dalla Giunta Regionale di Centro Destra di cui lo statista faceva parte.

Molti progetti imprenditoriali nati a a Macomer e nel resto del Marghine in campagna elettorale sono risultati "non finanziabili" dal Bic Sardegna. Tra i pochi progetti andati in porto quello del Consorzio, sciolto, che presenta il progetto per costruire un nuovo inceneritore.

Insomma pochi progetti si salvano dopo un iter lunghissimo e, quello che in base alla legge sulla liquidazione era sicuramente non finanziabile, salta tutte le lunghezze della burocrazia e il potere politico della Regione gli assegna più della metà dei fondi a disposizione.

Il copione è sempre lo stesso, Parole, parole, parole...

Occorre individuare un colpevole e partire con la Lunga Marcia.


Fine della Prima puntata.

La questione Abbanoa


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La vicenda del trasferimento del Servizio Idrico Integrato dell'area industriale di Macomer ad Abbanoa spa sta assumendo una piega che ondeggia tra il grottesco e il ridicolo.

In una discussione in Consiglio Regionale la Consigliera Daniela Forma ottiene un tavolo tecnico Regionale per discutere delle tariffe idriche che si applicano nelle aree produttive con richiesta di annullamento della delibera e di tutti gli atti che hanno disposto il trasferimento del Servizio Idrico Integrato dell'area industriale di Macomer ad Abbanoa spa.

Tra le motivazioni della Consigliera Forma una particolare perla, "la Zona Industriale di Macomer dove continua ad insistere il secondo polo di incenerimento dei rifiuti solidi urbani del nostro sistema regionale. Sarebbe quindi anche importante capire, prima di procedere - rileva Daniela Forma - quali saranno, in prospettiva, le ripercussioni sulla Tariffa di conferimento dei nostri rifiuti all'impianto di Tossilo in seguito all'aumento dei costi del Servizio Idrico Integrato nell'area industriale di Macomer."

Si preoccupano delle tariffe idriche Aziende alimentari situate a brevissima distanza da un'industria insalubre di prima classe secondo l'articolo 216 RD 1265/34 DM 5.9/1994.

L'inceneritore, non idoneo ad essere ospitato in zone agricole caratterizzate per qualità e tipicità dei prodotti secondo il decreto legislativo 228 del 18/5/2001.

In questa vicenda viene fuori il solito fastidio della politica per il rispetto delle regole.

Un Consorzio sciolto nel 2008 fa pagare l'acqua che arriva dalle condotte di Abbanoa alla metà del prezzo che pagano tutti i normali cittadini e le imprese di Macomer.

Nella polemica per il passaggio di competenze viene fuori che le tariffe di Abbanoa sono troppo alte, tali da mettere in discussione la sopravvivenza di qualche decina di aziende.

In una conferenza stampa il Direttore generale di Abbanoa ha spiegato nel dettaglio che le cose non stanno affatto così, ma la questione davvero interessante è un altra, il Consiglio Regionale si muove per evitare che un ente pubblico faccia pagare alle imprese di Tossilo quello che pagano TUTTI i normali cittadini e le imprese a Macomer e in tutta la Sardegna.

Questo significa che se il prezzo dell'acqua è troppo alto al Consiglio Regionale la questione interessa solo quando vengono toccati gli interessi di alcuni?

Nella polemica di questi giorni alcune aziende di Tossilo hanno minacciato di chiudere nel caso fossero costrette a pagare l'acqua come tutti, è il caso di ricordare agli smemorati che il depuratore di Tossilo nacque con l'idea di fornire l'acqua depurata alle aziende per gli usi non alimentari, in venti anni non si è fatto niente nel silenzio quasi totale.

Sprecare acqua potabile per usi non necessari e pretendere di pagarla meno degli altri?

Infine le dichiarazioni dell' Ass. all'industria Maria Grazia Piras sul problema causato dal fatto che i Consorzi sono in liquidazione e la gestione dell'acqua per usi industriali non è regolata.

Su queste dichiarazioni non si sa neppure se basta ridere, forse è meglio piangere.

I Consorzi Industriali sono SCIOLTI dal 2008, Abbanoa esiste dal 2005 in tutto questo infinito tempo gli Esperti della Politica non hanno rispettato le leggi e nel caso di Abbanoa hanno consentito che si trasformasse in un mostro dal quale i cittadini si sentono vessati e che eroga un pessimo servizio.

Questi sono i motivi per i quali richiamiamo i punti del nostro programma di governo.

Sull'acqua pubblica, "Vogliamo interrompere o ricontrattare seriamente il rapporto con il Gestore Unico Abbanoa spa a favore del reale servizio ai cittadini".

Sul Consorzio di Tossilo, "Intendiamo chiedere alla Regione l'attuazione integrale della legge che riguarda il riordino e la liquidazione delle zone Z.I.R.".

Ottima occasione per spiegare che quando non si fanno rispettare le regole per il vantaggio di pochi il danno lo subiamo tutti, la vicenda delle tariffe dell'acqua è solo un piccolo pezzo dell'enorme pasticcio di un Consorzio sciolto che vive solo per consentire a pochi furbi di farsi gli affari loro creando un danno enorme a tutta la Comunità.






ALZIAMO LA TESTA


Macomer - 

Un lunghissimo percorso da Cittadini, normalissimi Cittadini. È questo che ci accomuna e ci spinge a metterci in gioco in prima persona.

La nostra esperienza personale e l'attaccamento alla comunità di cui facciamo parte ci hanno portato a proporre, con la Lista dl Movimento 5 stelle, un percorso all'insegna del cambiamento, ambizioso ma concreto, in cui crediamo fermamente.

La grande difficoltà nel riuscire a coinvolgere le persone nel processo partecipativo ha fatto emergere tutta la sofferenza, malamente celata, di una Comunità nella quale i bisogni e i diritti delle persone deboli sono spesso barattati in cambio della libertà di scelta. Tutti responsabili, nessuno assolto.

Abbiamo vissuto cercando di proteggere le nostre conquiste in lunghi anni di costante declino che non sono certamente imputabili solo alla politica attuale ma che hanno costruito un sistema familistico che ha indebolito fortemente la nostra Comunità. Non riusciamo più ad essere a nostro agio a casa nostra e per questo diamo la colpa ad altri. Siamo invece noi, solo noi a non aver scelto, a non aver deciso cosa volessimo o da che parte volessimo andare. Abbiamo deciso di abdicare ai nostri diritti.

Non abbiamo preteso che chi amministrava i nostri beni lo facesse davvero per nostro conto, perché le nostre cose fossero davvero a nostro vantaggio. Ma non è sicuramente tardi, sarà solo più faticoso. Il pensiero preoccupante dei nostri figli che non potranno tornare, della nostra evidente decadenza e della nostra mancanza di speranza, saranno sicuramente la più grande spinta ad un vero ed orgoglioso riscatto delle nostre vite.

Ci raccontano della necessità di non meglio definite competenze, probabilmente le stesse detenute da coloro che ci hanno condotto fin qui. Se è così ne facciamo volentieri a meno. Vogliamo che i cittadini decidano, scelgano come spendere almeno una parte dei soldi delle loro tasse anche attraverso lo strumento del Bilancio Partecipativo. Vogliamo che scelgano e condividano, non solo la responsabilità, ma anche il merito dei successi che tali scelte potranno portare.

Parafrasando qualcuno più conosciuto di noi diciamo che se qualcuno pensa che, onestamente, noi possiamo dispensare posti di lavoro per qualcuno, senza danneggiare qualche altro, forse, allora, deve guardare altrove. Onestà, trasparenza, giustizia sociale e il benessere della comunità, sono questi i valori ai quali facciamo riferimento e sui quali si basano le nostre proposte.

I candidati a Macomer


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