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Furto con scasso


Lissone - 

In nome della liberta' di scelta e della parità dei soggetti accreditati che erogano i servizi (LR 19/2007) sono stati erogati circa 500 milioni di euro tra buoni e doti scuola alle private sotto forma di finanziamenti indiretti.

Lo stanziamento per il 2012/13 per "Dote Scuola - Percorsi di istruzione" è di € 81.000.000,00, comprensivi delle assegnazioni statali che solitamente costituiscono 1/3 dellʼintero ammontare e che di solito sono destinati alle scuole pubbliche. I restanti 2/3 sono la quota che la Regione destina esclusivamente e specificamente alle scuole private. (vedi qui le slides con i dati)

Calamandrei affermava: "prima di tutto scuola di stato, la scuola pubblica è il prius, quella privata è il posterius. Per aversi una scuola privata buona bisogna che quella dello stato sia sia ottima!" La scuola privata è riconosciuta e tutelata dalla nostra Costituzione ma "senza oneri per lo Stato".

Le scuole private vengono frequentate dal 10% degli studenti e questo permette di risparmiare 7 miliardi di € (dati miur) all anno, 4.2 miliardi nella sola Lombardia . Con la legge stabilita' sono stati erogati 223 milioni di euro per le scuole private. Un dato si cui potremmo discutere in eterno. Resta grave che alcuni sostenitori dell'emendamento considerino il servizio offerto dalle private come un RISPARMIO per lo Stato. Inoltre le scuole paritarie convenzionate con gli Enti locali sono in prevalenza confessionali ed in secondo luogo gestite dalle cooperative. Ed è noto che il sistema delle cooperative è sostenuto proprio dal Pd.

Peccato che secondo i test PISA (test internazionali standard sulla preparazione degli studenti) l'Italia arretra rispetto alla media europea grazie alla scuola privata (e al sud) mentre la scuola pubblica al centro nord funziona eccome visto che supera di poco la media europea.
Di conseguenza, oltre che una violazione della Costituzione, con la truffa dei rimborsi alle famiglie e non alle scuole, si tratta anche di una parte consistente di soldi pubblici che vengono spesi molto male.

Cosa direste se qualcuno vi raccontasse che una Regione destina in via esclusiva l'80% dei suoi fondi per il diritto allo studio ai soli studenti della scuola privata, che rappresentano soltanto il 9% della popolazione scolastica regionale? E se aggiungesse che questo è accaduto non soltanto ieri, ma che continua ad accadere tranquillamente anche oggi, quando le scuole pubbliche, frequentate dal 91% degli studenti, subiscono il più vasto taglio alle risorse della storia repubblicana? E se, infine, vi dicesse addirittura che, con supremo spregio per la situazione di crisi, vengono elargiti sussidi pubblici anche a chi dichiara al fisco 200mila euro di reddito e risiede nelle zone più prestigiose e costose delle nostre città?

Rielaborando i dati relativi a tutti i 61.130 buoni scuola erogati nell'a.s. 2008/2009 in base al reddito dichiarato al fisco dalle famiglie beneficiarie, ci troviamo di fronte a un risultato sconcertante. Cioè, soltanto il 25% dei beneficiari dichiara al fisco un reddito annuo inferiore a 30mila euro, mentre tutti gli altri, cioè il 75%, dichiara redditi annui collocati tra 30mila e 198mila euro. E, per chiarire ancora meglio il concetto, di questi ultimi oltre 4mila dichiarano redditi compresi tra 100 e 200mila euro.

La stessa distorsione, cioè l'assegnazione di contributi pubblici a chi non ne avrebbe bisogno, la troviamo poi riflessa in un altro dato. Cioè, il buono scuola rimborsa il 50% o il 25% della retta scolastica, a seconda del reddito. Nel primo caso l'indicatore reddituale deve essere tra 0 e 8.348,74 euro e nel secondo caso tra 8.348,75 e 46.597 euro. Ebbene, soltanto il 13,66% degli studenti beneficiari del buono scuola ha un rimborso al 50%, a ri-dimostrazione che in questa vicenda il sostegno ai redditi medio-bassi c'entra davvero poco ideologia del privato meglio del pubblico.

La questione riguarda non solo la questione della laicita' dello Stato ma anche un aspetto politico poco indagato e conosciuto: una questione di clientelismo politico, di foraggiamento di operatori privati economici legati da interessi economici e politici comuni e che in Lombardia hanno garantito per quasi un ventennio lo schema di potere formigoniano.

Il M5S non è a favore della scuola pubblica, non è un "ma sì, mi piacciono tutte e due, ma ho un debole per la scuola pubblica", il M5S è SOLO per la scuola pubblica. La scuola privata è privata e ha tutto il diritto di esistere, ma NON A CARICO DEL PUBBLICO.

Qui le slides con i dati
http://www.lissone5stelle.it/quarta-stella-famiglia/216-il-furto-del-secolo.html


Ringraziamo il meet-up M5S Regione Lombardia e Luciano Muhlbauer, Rifondazione comunista, per il materiale dell'articolo.

I candidati a Lissone

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    Pier Marco Fossati

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