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MoVimento 5 Stelle

Firenze - 

Non sorprende più il tono offensivo di alcuni consiglieri comunali di Firenze, dalla maggioranza all'opposizione, ma sorprende ancora l'arroganza di quelli che, a torto, pensano di essere onniscienti.
In risposta al consigliere Ricci, come capogruppo del M5S, mi permetto di inviare una breve relazione tecnica del nostro gruppo di studio sull'urbanistica fiorentina, gruppo di cui a breve sentirà molto parlare, se avrà contezza dell'importanza di evolversi. Intanto questa anticipazione:
Egr. Geom. Ricci, Presidente della Commissione Ambiente del Comune di Firenze,
E' del tutto evidente il fallimento nelle premesse di uno Strumento Urbanistico, tra l'altro prossimo alla sua riedizione e che, non rivolto alla tutela dei beni di particolare interesse storico e artistico ha negato l'opportunità di contenere quei fenomeni di "speculazione edilizia" cui la nostra città è stata vittima negli ultimi anni.
Ne sono dimostrazione e conferma le innumerevoli varianti e deroghe deliberate negli ultimi tempi dal Consiglio Comunale che nella sua attività ha troppo spesso legittimato l'aumento significativo di consumo di suolo accompagnato dall'incremento di volumi edificatori che poco hanno a che fare con la risposta al benessere della collettività.
Ma torniamo all'argomento in discussione: lungi da noi sottoporle una lezione di storia dell'arte contemporanea, tuttavia il riferimento è volto per esempio alla mancata considerazione dello scempio cui sono state sottoposte le piazze più famose di Firenze tra cui Piazza dell'Unita Italiana e piazza Stazione capolavoro del Maestro Giovanni Michelucci, trasformata ai giorni nostri in un'albereta di pali, fili elettrici, semafori che nessuno delle autorità preposte alla salvaguardia ha avuto il coraggio di definire "orrenda".
Non ci sorprende il Suo punto di vista nel merito di trascurare l'importanza intrinseca riferita all'opera, quale degna testimonianza dell'eccelso patrimonio architettonico Fiorentino tra le due guerre, che include tra l'altro lo Stadio Berta al Campo di Marte, la centrale termica e il fabbricato viaggiatori della Stazione di S.M.Novella, la (demolita) casa della GIL in Piazza Beccaria, l'Istituto d'Oltremare al Salviatino, la Scuola di Guerra Aerea alle Cascine, ecc. ecc. ecc.
Facciamo presente che la ex Caserma Guidobono, divenuta in seguito Panificio Militare, costituisce dal punto di vista architettonico un significativo esempio della permanenza di motivi vagamente secessionisti (viennesi), entro il contesto della graduale affermazione del razionalismo italiano. Dal punto di vista della funzione svolta nel tempo, diremmo inoltre che l'ex Panificio Militare costituisce un unicum nel suo genere su tutto il territorio nazionale. Del resto, non mancano notizie sulla storia del presidio militare, quantunque non siano stati compiuti sinora, per quel che ne sappiamo, i necessari studi monografici che avrebbero potuto concorrere a scongiurare la decisione del Comune di Firenze di radere al suolo l'opera.
Non c'è nemmeno bisogno di essere "architetti o specialisti dell'architettura moderna" per riscontrare l'elevato valore dell'eccezionale complesso urbano. Basta fare un semplice giro nel quartiere per accorgersi de visu che l'ex Panificio Militare costituisce l'episodio figurativamente più interessante di tutta l'area. Soprattutto per la presenza del possente volume turrito che ne segnala l'importanza alla scala delle percezioni urbane. La sua demolizione costituirebbe quindi l'ennesimo umiliante scempio, davvero insensato, inferto a una città che negli ultimi anni è stata letteralmente martoriata.
Non diciamo che non si debba far nulla e lasciare le cose nelle condizioni di abbandono in cui versano da decenni; siamo però convinti che non sarebbe difficile, per progettisti capaci, creare un moderno e redditizio centro commerciale preservando e riutilizzando accortamente i fabbricati di maggior pregio del complesso, quali simboli identificativi della storia di un quartiere altrimenti condannato ad essere dominato, in prevalenza, da massivi edifici residenziali di matrice speculativa.
Crediamo che l'operazione debba essere contrastata in ogni modo, anche facendo appello alla sensibilità di Esselunga che in tanti decenni ha dimostrato più di altri grandi marchi commerciali di credere molto nel valore dell'architettura (si pensi al centro di Viale Canova progettato da Mario Botta), quale veicolo di promozione dell'immagine aziendale. Crediamo anche che si debba coinvolgere la popolazione del quartiere e i comitati che finora si sono meritoriamente impegnati (coexpami@libero.it), evidenziando quale enorme perdita comporterebbe la scomparsa dell'insula militare che per decenni ha caratterizzato la fisionomia urbana del contesto.
Cordialmente,
Dott.Arch. Claudio Cantella
Dott.Arch. Roberto De Blasi
Dott.Arch. Antonio Lattuchella
Capogruppo M5S Firenze Dott.ssa Silvia Noferi


Firenze - 

Faccio mie le parole dell'architetto Claudio Cantella che si esprime sul progetto di riqualificazione dell'ex panificio militare presentato ieri alla cittadinanza nella sala riunioni della parrocchia in via Giovanni da Empoli, alla presenza dell'assessore Bettarini e del consigliere Ricci:
"L'Esselunga propone di realizzare un punto vendita di 2.500mq su due piani, parcheggi a raso e interrati su due livelli con accesso dalla Via del Ponte di Mezzo e dei giardinetti posti sull'angolo tra la Via Mariti e la Via Ponte di Mezzo. Il progetto di recupero deve essere ancora approvato dall'amministrazione comunale e sono aperti i termini per fare osservazioni al piano proposto. Ciò che colpisce è la demolizione indiscriminata dei volumi esistenti. Sembra che non sia stata fatta alcuna valutazione di carattere storico critico sull'edificato negli anni '20 del secolo scorso e che non ne siano stati presi in considerazione i caratteri architettonici anche in ragione del tempo in cui vennero realizzati. Il progetto presentato è nel complesso mediocre, senza slanci e pretese architettoniche di pregio, molto funzionale per il lavoro di Esselunga e privo di risorse che possano favorire l'aggregazione sociale o migliorare qualitativamente, in senso stretto, le opportunità per anziani, bambini e il tempo libero. In definitiva, la società proprietaria si è attenuta alle indicazioni dello strumento urbanistico, ovvero alla scheda specifica per l'area in questione contenuta nel Regolamento Urbanistico del Comune di Firenze. Detto questo, la questione è da centrare sulla qualità appunto delle indicazioni previste per quest'area e sulle aspettative che uno dei quartieri più popolati della città [oltre 110.000 abitanti, se non sbaglio] ha in serbo da molti anni. È davvero questo l'intervento ideale, migliore, più opportuno, che ha bisogno quel quartiere in quel punto? Ha il Comune di Firenze, nella stesura dello strumento urbanistico, valutato ampiamente la rosa di funzioni che quell'area poteva esprimere data l'elevata densità abitativa? È stata ben esaminata e valutata ogni richiesta che proveniva dalla popolazione? E ancora, devono gli edifici esistenti essere demoliti o rappresentano episodi architettonici nobili e da conservare? Domande queste che stanno alla base del processo urbanistico di riconversione delle aree dismesse e che sono prodromiche al buon senso con cui bisogna operare sul tessuto urbano consolidato. Bene, si può ritenere, stante ciò che è emerso ieri sera, che il Comune di Firenze, nella figura del responsabile della politica urbanistica, non ha affrontato tutte le questioni su cennate e ha operato come colui che avendo una macchina usata non vede l'ora di trovare qualcuno che l'acquisti per liberare il proprio garage. E non è così, ovviamente, il verso giusto per affrontare i problemi della città. I cittadini adesso subiranno, nonostante molte proteste e dissensi notati durante la presentazione, ancora una volta la mala conduzione del loro futuro di abitanti. Con una sorta di gioco delle tre carte l'Esselunga cerca di dimostrare [ma ci riesce molto poco!] che saranno risolti problemi di parcheggio nella zona, che il posto auto di nuova fattura, seppur interrato, sarà gratuito per i residenti [ma non spiega come], che sarà realizzato un collegamento ciclabile con la vicina Piazza Dalmazia e altri collegamenti pedonali saranno fatti con il Mugnone e il Terzolle. Boutade, queste, che ci lasciano un po' dubbiosi e che comunque bisognerebbe approfondire studiandone il progetto di previsione nel dettaglio. In definitiva un progetto che andrà contestato in sede di Commissione Urbanistica, se ce ne saranno le condizioni di legittimità, riguardo le funzioni da svolgersi nell'area in questione e non di meno formulare osservazioni in riferimento all'edificato proponendo valutazioni sulla conservazione o meno di taluni fabbricati."

Aspettiamo di analizzare il progetto in commissione urbanistica per poter presentare anche le nostre osservazioni, che non si discostano da quelle dell'architetto Cantella.

Silvia Noferi - Capogruppo M5S Firenze


Firenze - 


La vicenda del ricorso dei Comuni di Scarlino e Follonica contro la Regione Toscana e tutti gli Enti coinvolti nella concessione dell'autorizzazione all'installazione di un inceneritore e di un impianto di trattamento rifiuti liquidi nel Comune di Scarlino è destinata a fare scuola, o come si dice, a fare giurisprudenza.

Il Consiglio di Stato, Sezione Quarta, in data 18 ottobre 2018 ha emesso una sentenza contro la Regione Toscana e la Società che doveva realizzare il nuovo inceneritore, rilevando che esistevano gravi carenze impiantistiche nell'inceneritore, il mancato rispetto delle prescrizioni previste dal D.Lgs. 133/2005 per la riduzione delle emissioni nell'aria delle sostanze inquinanti prodotte nel corso del processo di incenerimento, oltre al potenziale impatto dell'inceneritore sulla conservazione delle aree naturali protette per la conservazione degli uccelli selvatici posti nelle vicinanze.

La Camera di Consiglio ravvisava "l'incompletezza dell'approfondimento istruttorio sul piano tecnico-scientifico condotto dalla Regione" soprattutto in base al principio che che "l'iter istruttorio non può basarsi su atti di indagine e ricerca svolti essenzialmente da privati".

Nel contesto normativo italiano ed europeo "è specificatamente previsto che nella pianificazione e programmazione territoriale si debba tenere conto della valenza naturalistico-ambientale dei proposti siti di importanza comunitaria e delle zone di conservazione [...] con attenzione sia all'impatto singolo del progetto sia all'impatto cumulativo che potrebbe prodursi in connessione con altro [...] tenendo conto delle concrete caratteristiche dei luoghi (direzione dei venti)".

Nella Sentenza in oggetto si accoglie anche il ricorso riguardante l'opportunità di effettuare la Valutazione di Incidenza Sanitaria, "l'Azienda sanitaria avrebbe dovuto negare il parere favorevole e compiere ulteriori analisi aggiornate, anziché limitarsi ad esigere particolari cautele".

Molti di questi argomenti richiamano aspetti simili delle criticità emerse durante lo studio del progetto del nuovo Masterplan aeroportuale in fase di autorizzazione in questi giorni al Ministero delle Infrastrutture.

Dai dati sull'impatto sanitario vecchi di quasi un decennio, alla presenza di aree naturalistiche protette, alla mancanza di controlli sulla qualità dell'aria, non si capisce come la Regione Toscana abbia potuto esprimere parere favorevole.

Ma per fortuna, in uno Stato di diritto, quando una politica miope fallisce, possono parlare i tribunali.
Speriamo non sia il caso dell'autorizzazione del nuovo aeroporto di Firenze.

Silvia Noferi
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Firenze - 

Uno degli effetti più paradossali del vivere in quella che, in barba ai discorsi sulla "fine della Storia" è stata definita come "la più ideologica delle epoche", è il trovarsi imprigionati in un pensiero dominante che fonda il suo barbarico strapotere, non su una idea di benessere o felicità, ma sul dogma totalitario che non possa esistere alcuna società al di fuori di questa.

La realtà indica invece che a scricchiolare sono i troni delle oligarchie finanziarie, i colossi della (dis)informazione, i cattivi maestri che per decenni hanno imperversato con le loro fallimentari ricette.

Proprio mentre il popolo sembra riprendere in mano le sorti del proprio destino, riteniamo importante interrogarci in maniera orizzontale e libera su quali possano le ricadute di questa benvenuta spinta alla libertà, se davvero, dunque, possa esistere una alternativa al Pensiero Unico e quale.

Lo facciamo in compagnia di Antonello Cresti (saggista e musicologo), di Loris Falconi (filosofo e psicoterapeuta), di Enrica Perucchietti (saggista e giornalista), di Eduardo Zarelli (editore). A moderare l'incontro Silvia Noferi, consigliera del M5S e Vicepresidente del Consiglio Comunale di Firenze.

Il convegno prevederà anche la visione in anteprima nazionale di "Tenk iù Globalizescion", una poetica riflessione del regista Michele Vietri, sui temi della globalizzazione e della massificazione.


Dati i posti limitati vi preghiamo inviare una mail a meeting5stelle@gmail.com e attendere conferma della disponibilità.


Silvia Noferi - M5S Firenze


Firenze - 

Quando però era pubblica, pagava tutto

Abbiamo presentato e discusso due emendamenti al regolamento Cosap a tutela dell'antiquariato e per far pagare ad Ataf il suolo pubblico, ma la maggioranza PD ha votato contro.
Quando Ataf era pubblica pagava il suolo pubblico, per l'intero importo, perché ora che è privata deve essere totalmente esentata?

Questa è la proposta della giunta Nardella che è stata approvata ed appoggiata anche dal resto della sinistra fiorentina, mentre noi abbiamo chiesto l'esatto opposto
Siamo rimasti stupiti dalla posizione della sinistra, ma ormai è sempre più evidente che si stanno formando nuove unioni in vista delle amministrative

Arianna Xekalos - M5S Firenze


Firenze - 

È ancora possibile tornare indietro

La situazione degli alberi di Firenze è sempre più drammatica.
Ogni volta che l'Amministrazione Nardella parla di progetti di riqualificazione ci mettiamo subito in allarme, perché la domanda viene spontanea: quanti alberi abbatteranno questa volta?

Dopo che ad ottobre alcune notizie di stampa riportavano la volontà della Giunta Nardella di realizzare un progetto di restyling di Piazza Pier Vettori, abbiamo fatto subito richiesta di accesso atti ed studiato tutta la documentazione.
Da questo studio è emerso un dato preoccupante. Il Comune oltre ad abbattere 11 tigli della piazza perché in classe C/D, si legge dal progetto definitivo che, vuole abbattere altri "esemplari per motivi ornamentali.
Dal momento che i lavori non sono ancora iniziati, c'è tutto il tempo per poterci fermare e capire bene costa stiamo per fare.

Nessuno mette in dubbio la necessità di sostituire quegli alberi che negli ultimi 15 anni, se non di più, hanno sofferto di scarsa manutenzione e che oggi si ritrovano quindi ad essere instabili o comunque in condizione di necessaria sostituzione. Quel che ci preoccupa però è la scelta dell'Amministrazione di abbattere e sostituire alberi solo per motivi ornamentali.
Un albero non deve essere "solo" bello, le sue funzioni fondamentali per l'essenza vitale di ognuno di noi sono altre e ben più importanti. Quando si fanno scelte di questo tipo, è di primaria importanza tener conto di queste funzioni, ma a quanto sembra per l'Amministrazione è più importante l'aspetto estetico


Arianna Xekalos - M5S Firenze


Firenze - 

Il caso di un cittadino con auto elettrica che ha subito 39 sanzioni amministrative

Un cittadino dopo aver acquistato una Renault twizy elettrica per potersi recare (per ragioni di lavoro) in zona a traffico limitato, ha contatto il servizio telefonico 055055 per sapere dove poter accedere liberamente, correttamente e senza problemi. Il servizio 055055 gli ha detto di poter accedere liberamente in ZTL senza richiedere alcun permesso, essendo la sua un'auto elettrica e avendo quindi lo stesso valore di una velocipede o di un motorino 50. Non gli è stato detto niente invece in merito alla lista bianca dove comunicare semplicemente la targa. In un mese questo cittadino ha fatto 39 accessi nella ZTL, 4 volte al giorno (2 entrate e 2 uscite) per motivi di lavoro. Tali accessi sono stati motivo di 39 sanzioni amministrative, notificate tramite raccomandata, per un valore di 95 euro ciascuna oltre alle spese accessorie, per un totale di 4.000 euro.

Una situazione del genere non deve più capitare e non sarebbe mai dovuta avvenire. Un cittadino responsabile, che si informa preventivamente dal Comune sul corretto modo di accedere nella ZTL
Non può ritrovarsi poi con 4000 euro di multe per un errore del Comune stesso. L'amministrazione Comunale si prenda le sue responsabilità.
L'assessore invece di spiegare le ragioni della multa, che in una circostanza normale sarebbero anche corrette, si sarebbe dovuto assumere le sue responsabilità e dire che i 4000 euro di multa li pagherà il Comune, quale reale responsabile


Arianna Xekalos - M5S Firenze


Firenze - 

È da quasi un mese che faccio presente all'Assessore Bettini della possibilità di mantenere i due pini in Piazza Giorgini, ma a quanto pare non ne ha voluto sapere

Basta leggere la relativa documentazione per vedere che la classe D riportata nelle VTA del 25 luglio era preventiva in vista di successive prove di trazione, appositamente richieste ed effettuate poi il 27 settembre. Dalle prove di trazione emerge che bastava fare una manutenzione sulla chioma per poter mantenere le due alberature
Abbiamo provato in via ufficiosa, chiamando la Direzione Ambiente e parlando con l'Assessore, a far capire alla Giunta Nardella che se c'era la volontà si potevano percorrere altre strade rispetto all'abbattimento

Quante altre volte l'Amministrazione avrà deciso di abbattere alberi che potevano essere semplicemente oggetto di una manutenzione più attenta?

Arianna Xekalos - M5S Firenze


Firenze - 

Nardella promette qualcosa che a Livorno è già realtà


La promessa di Nardella di destinare parte dei nuovi agenti della Polizia Municipale alla sicurezza degli autobus, come nel maggio 2017 servirà solo per evitare uno sciopero dei lavoratori Ataf, oppure questa volta metterà in pratica quanto promesso?

Il 12 maggio dell'anno scorso il Sindaco aveva promesso priorità assoluta al trasporto pubblico, un numero telefonico diretto tra Ataf e vigili per interventi di rapido sblocco del tpl, un aumento dei vigili fissi in strada, la revisione dei tempi dei semafori in piazza Stazione, un controllo delle corsie preferenziali con 32 nuove porte telematiche e dotazione di cordoli.
Peccato che dopo un anno e mezzo alcune porte telematiche siano ancora da installare o da accendere.
Della necessità di chiudere immediatamente le cabine dei guidatori però non ne fa menzione, come non dice niente sul corretto funzionamento o meno del pulsante per la chiamata diretta della polizia e questo perché non possiede queste informazioni, scaricando tutta la responsabilità sull'azienda e sulla Regione Toscana.

Chissà da dove gli sarà venuto in mente di usufruire dei nuovi agenti della Polizia Municipale a tutela della sicurezza degli autobus
Sicuramente non sapeva che a Livorno già da tempo i vigili affiancano i controllori, una volta a settimana, contro i vandali e chi non paga il biglietto.


Arianna Xekalos - M5S Firenze


Firenze - 

Sono sempre più frequenti gli episodi di violenza e le minacce a danno degli autisti Ataf

Non accettiamo che il Comune di Firenze ci risponda scaricando il problema sulla Regione e su Ataf.
Questi problemi accadono sul nostro territorio, sul territorio fiorentino, e il Sindaco ha il dovere e la responsabilità di occuparsene.
In quanti autobus le cabine degli autisti non sono ancora state chiuse?
In quanti autobus il pulsante per la chiamata diretta della polizia funziona davvero?
In quanti autobus sono state installate le telecamere e in quanti funzionano?
Un Sindaco responsabile, al primo atto di violenza, prende nota di queste informazioni, ma a Firenze nessuno sa niente

Arianna Xekalos - M5S Firenze


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