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E' scaduta alle 24.00 del 30 settembre l'estensione biennale dell'appalto per la gestione del servizio delle aree di sosta a pagamento affidato alla Schiaffini Travel SpA che in tutto è durata cinque anni, durante i quali gli introiti (oltre €.1.200.000 dal 2012, anno del passaggio dalla gestione ASP a quella della Schiaffini Travel S.p.A. a seguito di bando di gara durante la gestione dell'allora Sindaco Simone Lupi) sarebbero potuti entrare nelle casse di ASP SpA anziché in quelle di un privato. Ma al di là delle scelte politiche operate in passato, all'estensione biennale, deliberata dal consiglio comunale e prevista dal bando iniziale, secondo noi non è previsto alcun modo per riconfermare anche temporaneamente l'attuale gestore, neanche adottando provvedimenti che, comunque li si chiamino, (proroga tecnica, estensione temporale, differimento del termine di ultimazione dell'appalto ecc.) inevitabilmente derogherebbero da quanto previsto dal Codice degli Appalti.

Nessuna giustificazione è plausibile per la situazione in cui si trova l'Amministrazione Terzulli se solo pensiamo che ha avuto ben 24 mesi per bandire ed espletare la gara d'appalto per l'assegnazione della gestione del servizio.

Venerdì 29 settembre abbiamo "invitato" con decisione - tramite nota protocollata via PEC - il Sindaco ed il Presidente del Consiglio comunale a convocare immediatamente una seduta straordinaria del Consiglio (poiché è l'unico organo competente a deliberare in merito all'affidamento dei servizi pubblici locali) per capire come intendono uscire dal vicolo cieco in cui si sono cacciati. Con la stessa nota, abbiamo diffidato la Dirigenza dall'adottare provvedimenti di proroga dell'appalto che sarebbero viziati da illegittimità poiché in contrasto con l'art. 42 del TUEL, ma dal palazzo comunale non arriva alcuna risposta concreta come l'internalizzazione del servizio o l'affidamento in house all'ASP S.p.A da noi stessi sollecitato.

Al momento attuale non ci risulta pubblicato alcun atto di proroga della gestione del servizio, che a nostro avviso sarebbe illegittimo.

Se così fosse la Schiaffini Travel S.p.A già dal 1 ottobre non potrebbe operare perché priva di legittimazione giuridica necessaria per riscuotere abbonamenti o elevare contravvenzioni. Inoltre, in caso di sospensione del servizio, si produrrebbe certamente un danno economico per le casse comunali dovuto ai mancati introiti che si protrarranno finché non sarà ripristinata la legalità con la designazione del gestore del servizio.

Ribadiamo la necessità, per un'amministrazione che si dica responsabile, di pianificare per tempo le scelte che riguardano i servizi al fine di evitare situazioni come questa. È dall'inizio di questa consiliatura che si opera senza un minimo di programmazione e questa è l'ennesima dimostrazione di come l'amministrazione Terzulli proceda in affanno e di come, fin troppo spesso, costringa il Consiglio Comunale a deliberare dopo le scadenze previste.

L'ennesimo tentativo di mandare in porto l'Azienda Speciale ASSC (azienda deputata alla fornitura dei servizi essenziali comunali prevista dal piano per il rilancio/salvataggio di ASP SpA) fallisce. Il Collegio dei Revisori, infatti, lo ha bocciato, rilasciando parere non favorevole al Piano Programma. Le pesanti motivazioni vertono su aspetti importanti che fanno emergere un quadro economico che a loro avviso non rispetta i criteri fondamentali a cui dovrebbe attenersi il documento.

Tra gli aspetti di maggior rilievo risaltano per quanto riguarda la nuova Azienda Speciale, ad esempio, il prezzo di cessione stimato che non corrisponderebbe al reale valore dell'azienda ceduta a causa di calcoli errati che vedono computati servizi non realmente assegnati, come pure la carenza del Piano Programma nelle previsioni di spesa che determinerebbe - già dal 2017 - delle perdite. Ma ciò che forse risulta più interessante è che i revisori hanno chiesto invano all'amministrazione un confronto del costo dei servizi con il mercato informatico CONSIP/MEPA, che delineerebbe meglio l'economicità dell'operazione in modo tale da dimostrare se sussista o meno un vantaggio vero per gli utenti dal punto di vista economico.

Anche sul fronte ASP S.p.A. i revisori non mancano di redarguire l'amministrazione, lamentando ad oggi la mancata asseverazione sulla sussistenza dei requisiti per l'affidamento diretto, come pure gravi carenze nel Piano Economico Finanziario ASP-Farmacie per quanto riguarda il costo del lavoro e i mancati benefici delle nuove entrate attese dalla nuova Farmacia,peraltro non ancora realizzata ma i cui introiti già figurano in attivo nel Piano Economico Finanziario.

Tutto questo è per noi uno scenario già prefigurato, di cui avevamo dato ampia illustrazione nella seduta del Consiglio Comunale del 29 dicembre u.s. durante la quale la maggioranza si appellava al senso di responsabilità per un Piano di risanamento ASP che di fatto non presentava alcuna possibilità di riuscita a causa dei suoi tanti debiti (22 milioni circa), frutto di una una gestione spregiudicata da parte dell'attuale classe politica cosiddetta "professionista", ma soprattutto "auto referenziata", che governa ormai la nostra città da troppo tempo.

Oggi possiamo essere fieri di aver rappresentato in quella sede il nostro dissenso nei confronti di un piano il cui senso di responsabilità doveva essere rivolto, indistintamente, ad ognuno dei 38 mila cittadini di Ciampino. Questo stesso senso di responsabilità avrebbe dovuto spingere a sollevare dagli incarichi chiave di una azienda agonizzante quelle figure dirigenziali che tanta parte hanno avuto nell'indebitamento di ASP.

Insomma un nulla di fatto per ora, la commissione e il Delegato alle Risorse Economiche Savi rimandano tutto a settembre nella speranza che il caldo estivo sciolga i dubbi dei revisori.

I portavoce M5S Bartolucci, Checchi e De Sisti

Notizie correlate:
http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/ciampino/2016/12/il-nostro-intervento-del-consiglio-comunale-del-29122016.html
http://www.ilmamilio.it/m/it/attualita/aforismi-giusti/30-attualita/39310-ciampino-%E2%80%93-il-voto-di-ieri-ha-salvato-l-asp-dal-default.html

Con l'ultimo provvedimento che rinnova i contratti dei dipendenti comunali, il MoVimento 5 Stelle a Roma compie un ulteriore passo in avanti nel cammino di risanamento ed efficientamento della macchina amministrativa cominciato con lo sblocco del concorsone e del salario accessorio a dimostrazione di quanto sia importante il ruolo e il lavoro dei dipendenti pubblici nel funzionamento e nella valutazione corale della stessa.


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Con lo sblocco del salario accessorio - quella parte aggiuntiva di retribuzione salariale relativa alla produttività -e il nuovo approccio premiante le performance generali di un servizio piuttosto che di un solo soggetto, si supera la logica delle erogazioni a pioggia che ha permesso e permette ancora in molti comuni italiani tra cui Ciampino che il salario accessorio sia appannaggio dei pochi, validato anche delle regole di "spending review", assegnato con strumenti e secondo motivazioni non parametrizzabili, fuori controllo e dunque nella loro discrezionalità non trasparenti (come invece l'attività amministrativa dovrebbe essere) che determinano conflitti interni agli uffici con comprensibili ripercussione sulla qualità dei servizi offerti ai cittadini.

Il personale comunale è una risorsa essenziale nel funzionamento della macchina amministrativa e non può essere trattato come un problema bensì come una risorsa da alimentare in modo efficiente attraverso sistemi premianti atti al miglioramento generale delle performance ed efficienza delle risorse umane dove gli obiettivi sono riconosciuti al lavoro di tutta la struttura e non solo alla dirigenza e ai pochi eletti.

Link all'articolo sul rinnovo del contratto dei dipendenti comunali del Comune di Roma.

È stata presentata dalla nostra portavoce al Senato, Elena Fattori, un'interrogazione sulle presunte irregolarità nella procedura di affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti per 12 Comuni dei colli Prenestini e Ciampino. La questione è stata sollevata dal gruppo consiliare 5 Stelle di Ciampino fin dall'inizio, ovvero da Dicembre 2015 quando i portavoce Bartolucci, Checchi e De Sisti presentano una pregiudiziale alla proposta di deliberazione per l'affidamento con il sistema "in house providing", mettendo in guardia l'amministrazione sulle difficoltà, sui rischi e sulla già dubbia valutazione che aveva portato alla prima proposta di affidamento.

Ciò che maggiormente preoccupa è comprendere quali siano i reali motivi - che al momento ci è dato solo ipotizzare - che hanno spinto il Sindaco Terzulli a procedere senza esitazione su questa strada impervia. Impervia perché il numero di Comuni coinvolti detengono una quota sociale risibile rispetto al valore della gestione e che potrebbero, in caso di mancato rispetto dei pagamenti, creare non poche difficoltà all'azienda, e in secondo luogo perché la normativa è chiara: i requisiti devono sussistere al momento della presentazione della domanda e non costruiti ad hoc successivamente per ovviare le regole, a dimostrazione che l'affidamento diretto è una possibilità solo per quelle situazioni di affidamento già consolidate nel tempo e non modo per bypassare il confronto con la concorrenza ed il mercato così come previsto dal codice degli appalti. Inoltre una cosa curiosa che ci fa pensare è che molti dei comuni ultimamente acquisiti e divenuti per incanto soci, erano precedentemente serviti dalla Lazio Ambiente nella quale ha operato come DG il Sig. Demetrio De Stefano, ex Amministratore delegato proprio della nostra AET che curiosamente si è trovato prima come Aministratore Delegato a firmare gli inviti recapitati a questi comuni per passare al servizio della AET e poi come DG in Lazio Ambiente quando quest'ultima accettava la rescissione anticipata dei contratti con gli stessi.

Quali sarebbero, dunque, i motivi che hanno spinto in questa direzione e soprattutto quali vantaggi hanno i cittadini di Ciampino se AET gestisce la raccolta rifiuti per tutti questi comuni? Che vantaggio hanno i cittadini se AET gestisce un fatturato di oltre 25 milioni di euro l'anno per Comuni che detengono quote in AET inferiori allo 0,1% alcuni dei quali in passato si sono dimostrati anche cattivi pagatori?

Sarebbe stato più logico affidare direttamente al solo Comune di Ciampino lasciando altre piazze al mercato, invece in questo modo dovremmo pensare che l'AET tiene in particolare ai Comuni precedentemente serviti da Lazio Ambiente e che si senta molto la presenza di un certo partito visto che nel CDA per 2/3 sono presenti suoi elementi fidati, indovinate quale partito è?!

Intanto chiediamo al Ministro di fare chiarezza su questa procedura di affidamento colossale, poi forse capiremo i veri motivi, ma una cosa è certa: se il Sindaco Terzulli avesse messo lo stesso impegno per acquisire l'IGDO oggi il nostro comune anziché vantarsi della gestione dei rifiuti di Valmontone avrebbe potuto (ri)costruire un'identità culturale cittadina con l'acquisizione di un complesso immobiliare che racconta la Storia della nostra CIAMPINO!

Replichiamo al comunicato della maggioranza sui presunti attacchi strumentali dell'opposizione relativi al tema "TEMPIO CREMATORIO". Il comunicato PD uscito su ilmamilio.it il 18 Novembre u.s. si articola su tesi di complotto e speculazione politica ed in particolar modo nei confronti del MoVimento 5 Stelle Ciampinese accusato di ipocrisia se considerata la situazione del Comune di Civitavecchia, impegnato nella decisione se procedere o meno con un progetto simile.

Ebbene cominciamo proprio da quest'ultima realtà, che comunque interessa un territorio molto meno antropizzato del nostro, nel quale la giunta neo eletta si è dovuta confrontare con delibere emesse dalla precedente amministrazione esponendo economicamente la successiva amministrazione, quella guidata appunto dal M5S, che si trova ora di fronte l'ardua decisione di dover, nel caso di ritiro delle delibere adottate, resistere ad un'azione legale milionaria non percorribile con le esigue finanze a disposizione delle casse comunali. La Giunta di Terzulli sa bene che ad impugnare decisioni prese nel passato si rischia il tracollo economico di un intero comune: proprio loro, infatti, sono ricorsi a questa riflessione in casi analoghi come i Piani di Zona 167, la vicenda del Superghino, il Piano Integrato di Via Reverberi, tanto per citarne alcuni, sui quali non si è intervenuto, secondo le spiegazioni fornite dalla maggioranza, appunto, per non incappare nella soccombenza risarcitoria alla quale si sarebbe andati incontro; con la piccola differenza però che a Ciampino le precedenti Giunte e l'attuale hanno lo stesso colore politico. Quindi, se capiamo bene, nel caso si valuti rischioso annullare delibere impegnando economicamente il Comune in battaglie legali siamo di fronte ad un atteggiamento prudente se si tratta di passaggi da giunte PD a giunte PD, come nel caso di Ciampino, mentre siamo costretti a sentir parlare di incoerenza se davanti a tale decisione si trova una giunta a 5 Stelle che deve fare i conti con scellerate deliberazioni prese in precedenza da altri partiti. Chi legge non vede nella prudenza del PD ciampinese una scusa ben argomentata per seguitare in progetti di comodo ed una eccellente prova di speculazione politica nel citare Civitavecchia nella faccenda del Tempio Crematorio?

Bipolarismo a parte, l'aspetto preoccupante del comunicato PD è il taglio dato alla dichiarazioni espresse in esso che tentano di mischiare le carte in tavola riconducendo il tutto ad aspetti tecnici accusando le opposizioni di uso strumentale dell'opinione pubblica attraverso argomentazioni PENALMENTE RILEVANTI. La maggioranza evidentemente non ha ben chiaro che siamo ancora in uno stato democratico dove ognuno può esprimere le proprie opinioni anche se in forte contrasto con la maggioranza. Nel nostro ultimo comunicato la posizione M5S è stata espressa focalizzando l'attenzione principalmente sugli aspetti politici di questo progetto. La nostra critica si basa sull'esame dei dati economici del comparto cimiteriale che mostrano una situazione positiva dei capitoli di entrata e che quindi non giustificano il cattivo stato in cui versa il cimitero a causa del fatto che le economie, che andrebbero impegnate nella manutenzione ordinaria dello stesso, sono state invece reindirizzate in altre spese almeno negli ultimi cinque anni (che vedono Terzulli prima in veste di Assessore al Bilancio e ora Sindaco), almeno questo risulta dalla risposta parziale degli uffici alla nostra interrogazione.

È necessario ricordare che la realizzazione dell'impianto non rientra nel programma elettorale del Sindaco Terzulli pertanto, a fronte di una situazione potenzialmente sostenibile dei servizi cimiteriali, ed in assenza di uno stato di crisi per incapienza, sarebbe stato democratico sottoporre preventivamente la proposta ai cittadini attraverso strumenti partecipativi o decisionali degni di nota. Dunque la decisione di accettare la proposta delle due aziende è una evidente SCELTA POLITICA dell'attuale giunta che rischia di impegnare soldi pubblici (come da delibera per la stesura del piano di fattibilità da parte di consulenti esterni) ancor prima di sapere se la cittadinanza ne condivida e avalli l'idea (altra cosa sarebbe stata se nel programma di Terzulli fosse stato previsto). Ci sembra evidente che il ricorrere alle relazione dei tecnici altro non sia che un semplice stratagemma per evitare il confronto sul piano politico.

Condividiamo l'idea che a Ciampino si possa avere la possibilità di utilizzare un servizio come quello della cremazione e che ognuno abbia il diritto di scelta sui propri cari estinti, ma questo progetto non si propone come servizio ai cittadini ciampinesi per alcune decine di cremazioni l'anno (potenzialità del bacino di utenza ciampinese), ma propone un impianto che si rivolge ad un bacino ben più ampio che a regime andrebbe ad effettuare 8 cremazioni al giorno, ben 2400 l'anno delle quali potenzialmente solo 90 saranno per i cittadini di Ciampino: una vera e propria attività industriale rivolta ad un territorio vasto (per il quale sarebbe necessario il piano regionale di coordinamento Art. 6 L. 130/2001 non ancora approntato per meglio individuare le aree più idonee) e considerando i casi di indagine effettuati in diversi Comuni italiani, nei quali la magistratura è dovuta intervenire per reati di varia natura su questa tipologia di impianti sovrasfruttati e non correttamente gestiti, la cosa suscita una legittima preoccupazione che dovrebbe essere meglio valutata da chi ci amministra.

A riveder le Stelle!

I portavoce M5S Bartolucci, Checchi e De Sisti

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È ormai entrata nel vivo la battaglia contro lo sconsiderato progetto dell'Amministrazione Terzulli di privatizzare il cimitero comunale e di realizzare al suo interno il "Polo della Cremazione" a servizio di un'area molto vasta e demograficamente molto popolosa che include tutto il bacino di Roma Sud - Castelli Romani - Colli Prenestini e Litorale Sud.
La posizione M5S sul progetto è stata espressa chiaramente nel comunicato 2016-011 pubblicato lo scorso 11 Novembre, ma preme tornare subito sull'argomento per completezza di informazioni alla cittadinanza e per invitare nuovamente il Sindaco Terzulli ad una maggiore trasparenza.
Tale trasparenza aiuterebbe a dissipare ogni dubbio sulla vera natura del progetto che sembra sempre più connesso alla gestione delle risorse e ai dati relativi al bilancio comunale. Temiamo che con la giustificazione della mancanza di denari nelle casse pubbliche - quella a cui il Sindaco ama ricorrere ogni volta che un pezzetto del suo programma diventa carta straccia - si proceda all'implementazione di questo scellerato progetto del Polo della Cremazione con annessa gestione privata del Cimitero. Eppure, dietro lo stato pietoso in cui versa la struttura cimiteriale - una volta vanto della Città di Ciampino per la sua qualità architettonica e la sua posizione - a noi sembra di vedere una verità diversa e sicuramente scomoda che l'Amministrazione tenta, invano, di oscurare. Ci riferiamo agli ingenti esborsi che i ciampinesi versano nelle casse comunali tradotti in servizi assolutamente inadeguati all'impegno economico cui siamo chiamati ad ottemperare come utenti: veramente non ci sono mai i soldi per occuparsi dei beni comuni? E in cosa vengono impiegati allora gli introiti provenienti dai nostri contributi derivanti dalle concessioni e servizi cimiteriali?
Il Gruppo Consiliare 5 Stelle di Ciampino tenta dal 19 settembre di avere un riscontro dal Sindaco in risposta ad un'interrogazione https://drive.google.com/open?id=0B2hsQhBDR-ehdC1JQzBUMlNkd3c con la quale si chiedeva conto di quanto avesse incassato il nostro Comune nel periodo 2010 - 2015 e, soprattutto, sul come fossero state utilizzate tali risorse frutto delle tasse dei cittadini.


Nessuna argomentazione ufficiale dal Sindaco o dall'Assessore al Bilancio ma solo dati ricevuti dagli uffici comunali che, pure se parziali, risultano interessantissimi: contrariamente a quanto afferma un comunicato ufficiale reso di recente alla stampa dall'Amministrazione comunale in cui si sottostimavano clamorosamente i dati (si dichiaravano incassi per servizi cimiteriali di circa 300.000,00 e di 70.000,00 annui per le concessioni), la realtà ci parla di una cifra pari a € 4.652.395,70 nel periodo 2010 / 2015. In sostanza, dunque, oltre 775.000,00 euro annui che si teme siano stati dirottati su altri capitoli di spesa per far quadrare i disastrati bilanci comunali e solo in minima parte impiegati nella manutenzione del Cimitero comunale. Quello che l'amministrazione vuol far passare come un ottimo investimento altro non celerebbe se non un reimpiego di risorse che penalizza i servizi ai cittadini per chissà quali altre spese creando un'emergenza di fondi a disposizione da affrontare con la costruzione di un impianto la cui attività ci avvelenerebbe due volte, come cittadini raggirati e condannati ad ogni tipo di fattore inquinante sul proprio territorio.
Aspettiamo quindi di conoscere come l'Amministrazione Terzulli abbia utilizzato gli incassi del Cimitero comunale nel medesimo periodo 2010 / 2015 anziché impiegarli per il decoro e la manutenzione cimiteriale. Questo chiarimento si dovrà necessariamente aggiungere alla previa concertazione pubblica atta a valutare la reale opportunità offerta dal progetto alla luce delle osservazioni che associazioni, comitati e cittadini hanno presentato e presenteranno in merito alla costruzione di un impianto crematorio come solo un giusto processo partecipativo può fare ancor prima di incaricare consulenti tecnici pagati dai cittadini per giudicarne la fattibilità. Quindi chiediamo prima di tutto una consultazione pubblica.
Altro fatto da non sottovalutare è che il servizio proposto non sarà un servizio esclusivo o principalmente destinato alla cittadinanza ciampinese, ma interesserà tutti i potenziali "utenti" nell'area di 60' di distanza da Ciampino quindi del bacino Roma Sud - Castelli Romani - Colli Prenestini e Litorale Sud i quali saranno i principali "fruitori" del servizio, quindi un'industria cimiteriale. Quanto ancora dobbiamo aspettare affinché termini questa gestione aziendale dei servizi pubblici? Una gestione mirata al profitto dei privati a scapito della salute dei cittadini? A chi gioverà questo impianto? Secondo noi esclusivamente alle banche e alle aziende concessionarie ma non di certo ai cittadini ciampinesi che invece dovranno subirne le conseguenze ambientali e l'ulteriore incremento di traffico veicolare da attraversamento per ogni cremazione extracomunale, col rischio di ritrovarsi dopo 30 anni di gestione privata, un impianto sfruttato fino all'osso da ricondizionare e un territorio inquinato dalle 2400 cremazioni annue. A tal proposito ci sono molte rilevazioni ambientali fatte su impianti esistenti che ne dimostrano i danni ambientali provocati.


In nome della trasparenza, Il Sindaco Terzulli riferisca a tutti cittadini e non al chiuso dell'aula consiliare in che modo vengono impiegati i proventi cimiteriali e dia risposta all'interrogazione M5S che pubblichiamo integralmente con la speranza che il primo cittadino voglia fare altrettanto attraverso la rapida pubblicazione della sua risposta dalla quale potrebbe facilmente emergere l'inutilità se non la sconvenienza dell'opera per le caratteristiche del nostro territorio.
A riveder le stelle.

I portavoce M5S Bartolucci, Checchi e De Sisti

Lo scorso 3 agosto il Consiglio Comunale ha approvato le delibere di "assestamento generale" e di "salvaguardia degli equilibri" del Bilancio. Ma si sa come sono i bilanci, nel ginepraio dei conti molte cose possono risultare poco chiare. E semplicemente considerando: lo stato di degrado in cui versa la nostra cittadina; la solita litania "non ci sono i soldi" che segue ogni richiesta di intervento manutentivo e di gestione ordinaria assente; e tutte le motivazioni che ci hanno portato a votare contro le delibere di cui sopra; temiamo che la situazione finanziaria del nostro Comune non sia così rosea come il Sindaco, l'Assessore al Bilancio e tutta la maggioranza cercano di rappresentarla. I motivi nudi e crudi per affermare ciò si possono così riepilogare:

I debiti fuori bilancio per centinaia di migliaia di euro solo a volte vengono riconosciuti e liquidati nel rispetto del TUEL, a volte invece vengono occultati, altre volte vengono trasformati in "passività potenziali" come i debiti per i compensi legali che ogni anno ne spuntano nuovi facenti sempre riferimento ad annualità precedenti oltre quello in consuntivo, mentre in un caso, il più eclatante, vengono spacciati per "transazioni" o "rinunce tombali" dei creditori che fungono da alibi per la "fine del contenzioso" dietro il quale nascondersi per giustificare ed approvare ad esempio la maxi variante urbanistica di Via Reverberi (per noi devastante dal punto di vista urbanistico e della viabilità);

Molte cartelle Equitalia SpA (quelle che tolgono il sonno ai ciampinesi) vengono recapitate in Comune per centinaia di migliaia di euro a causa di evidenti debiti non onorati nel qual caso sarebbe da domandarsi a causa di chi non sono stati onorati, di chi è la responsabilità e perché visto che i cittadini le tasse le pagano regolarmente, i cittadini dovrebbero pagare interessi per ritardati pagamenti non per causa loro;

Montagne di parcelle legali mai pagate solo di recente cominciano ad uscire dai cassetti nei quali erano nascoste e solo dopo che gli avvocati "di fiducia" sono stati costretti ad intentare causa al Comune per essere retribuiti, perché solo ora escono fuori? A cosa è servito tenerle nel cassetto?

Il livello d'indebitamento è ai massimi storici ma nonostante ciò è rimasto inutilizzato un mutuo da € 2.500.000 contratto dal 2012 per ampliare il Cimitero e che inspiegabilmente l'Amministrazione Terzulli non ha voluto utilizzare per acquistare l'I.G.D.O. per il quale scopo è stata data delega speciale che non è servita a niente visto che che è stato ammesso pubblicamente che mai è stata percorsa la strada per l'acquisizione del bene così come tanto decantato in campagna elettorale e scritto nero su bianco nel programma elettorale del Sindaco il cui scopo era ridisegnare il centro di Ciampino e fare dell'I.G.D.O. il nuovo fulcro culturale e sociale della città, di proprietà dei cittadini;

Le risorse investite nei servizi pubblici per la cittadinanza sono ai minimi storici (il verde pubblico è abbandonato a se stesso, con una manutenzione inesistente che va dagli impianti di irrigazione che oramai servono a formare pozze inutili nei parchi al taglio dell'erba annuale e delle potature improbabili, le strade sempre più malridotte abbandonate a pose in opera della fibra ottica senza il ripristino del tappetino bituminoso, la situazione del cimitero è un'autentica vergogna);

Le società partecipate A.S.P. ed Ambi.En.Te continuano ad essere "fabbriche di debiti" (per ASP ancora non è stato presentato il bilancio consuntivo 2015 né approvato il preventivo 2016) Mentre Ambi.En.Te SpA "vanta" un attivo di €. 90.000 grazie a una richiesta extra al Comune di Ciampino di circa 1,7 Milioni di euro senza la quale... fatevi due conti. E se non bastasse, nonostante l'affidamento in house providing novennale, la nostra partecipata Ambi.En.Te. SpA dispensa minaccie di denunce nei confronti della proprietà per ottenere l'annullamento del bando di gara europeo indetto dalla stessa, sacrosanto, attaccandosi alle clausole sociali che essa stessa non rispetta negli altri comuni;

Ma la cosa più grave politicamente è che la "Commissione consiliare di Studio sull'Indebitamento" insediata dall'Amministrazione Terzulli solo dopo molta insistenza delle opposizioni, è stata boicottata dalla maggioranza stessa non essendo più convocata da mesi e non potendo così concludere i suoi lavori, e anzi peggio, nonostante la suddetta commissione ci siamo ritrovati a deliberare passività potenziali e debiti fuori bilancio non esaminati in quella sede ad esse preposta.

Quello che vogliamo è che venga fatta chiarezza e rigore; vogliamo far emergere tutta la verità sui conti comunali ed obbligare l'attuale maggioranza a quell'opera di risanamento che, a meno di auspicabilissime sorprese, dovrà impegnararla per tutta la seconda metà della consiliatura 2014/2018.

L'attuale Sindaco, che ricordiamo essere stato Assessore al Bilancio negli anni 2011/2014, si prenda le sue responsabilità e pensi a chiudere tutti i conti in sospeso in questa consiliatura con l'obiettivo di evitare di effettuare il "passaggio di consegne" al prossimo Sindaco, chiunque esso sia, con le casse prosciugate ed il livello d'indebitamento fuori controllo.

I Portavoce M5S Bartolucci, Checchi e De Sisti.

Dopo la seduta dello scorso 8 Luglio passata a svolgere un lavoro di revisione di 160
emendamenti del Regolamento sugli Animali che spettava alla commissione permanente
Affari Generali , alla quale evidentemente un anno di tempo non è bastato, il Consiglio ci ha
riprovato e si è riunito nuovamente in seduta straordinaria ieri pomeriggio.

All'ordine del giorno diversi temi scottanti, e grazie allo slittamento della discussione degli
atti della scorsa seduta, l'amministrazione ha potuto anteporre alla Mozione M5S sul ritiro
della Delibera 122/2015, la delibera con la presa d'atto delle osservazioni presentate dal
M5S, Officine Civiche, Città in Comune e dal Comitato di Quartiere Folgarella, alla Delibera
del Piano Integrato di Via Reverberi e la richiesta di riconoscimento di legittimità del
debito fuori bilancio relativo alla sentenza di condanna nel contenzioso relativo
all'esproprio dell'area Via Fratelli Spada, vicende strettamente correlate e che avranno
risvolti tangibili sul futuro operato dell'esecutivo e sulle tasche dei cittadini.

Con enorme soddisfazione dell'Assessore Verini, le uniche osservazioni parzialmente
accettate sono state quelle del MoVimento 5 Stelle, nella fattispecie la numero 2, quella in
cui si segnalava un mero errore nella legenda di una figura a cui si rimanda nella testo della Delibera. Peccato che dell'inesistenza di interesse pubblico dell'opera così come
presentata, della mancanza del principale obiettivo di un piano integrato - ovvero la
riqualificazione urbana - che in questo caso non migliora in alcun modo gli indici urbanistici
attuali del quartiere drammaticamente al di sotto degli standard previsti, delle violazioni
delle norme in materia di valutazione ambientale strategica, sembra invece non
interessare maggioranza e Assessore competente che rigettano così i commenti che buona parte della cittadinanza ha presentato in un lavoro partecipativo che ancora una volta è stato miserevolmente scavalcato dal potere del voto in aula mortificando la vita
democratica di una comunità.

Non stupirà, dunque, ma indignerà molti sapere che come naturale conseguenza anche la
Mozione M5S sul ritiro della Delibera di adozione dello stesso Piano Integrato di Via
Reverberi e il riconoscimento del debito fuori bilancio derivato dalla sentenza del TAR nel
contenzioso sull'esproprio dell'area Via Fratelli Spada è stata bocciata. Con l'ingegnoso
rendiconto 2015 l'amministrazione eludeva la regolamentazione imposta a tutti i Comuni
dal Patto di Stabilità Interno per tenere sotto controllo i conti pubblici facendoli quadrare
omettendo qualche piccolo debito, tra cui quello di 622.500,00 euro più somme accessorie.
E cosa c'entra con via Reverberi? La società proponente la variante di Via Reverberi,
approvata lo scorso Luglio, è subentrata con la cessione dei diritti da parte di Fratelli
Spada nella titolarità di questo credito che l'Amministrazione deve a seguito della
condanna del TAR del 2012: con una bella variante in deroga al Piano Regolatore, con la
quale l'amministrazione intende annullare il debito - che pur essendoci non è mai stato
iscritto a bilancio e quindi mai riconosciuto come ammanco delle nostre casse - senza
quantificarlo effettivamente e senza ammettere che non si avrà certezza di annullamento
fintantoché non si concluderà il tortuoso percorso di approvazione in Regione Lazio. Non
importa, comunque, se poi il piano proposto ed approvato non rispetta i criteri di
riqualificazione come lo strumento vorrebbe e non importa nemmeno se le istanze degli
abitanti della zona, bisognosi di servizi e verde pubblico, e le osservazioni presentate da
un'eterogena compagine sociale e politica del nostro territorio sono state completamente
ignorate. Questi sono solo dettagli per una giunta che rimane, nonostante tutto,
fermamente intenzionata a portare a termine questo progetto per non deludere le
aspettative del proponente del Piano di Via Reverberi, finanziatore della campagna
elettorale del Sindaco Terzulli, sorvolando sulle osservazioni ma al tempo stesso sollevando più di qualche forte dubbio sull'effettivo vantaggio che i cittadini trarranno da questa variante.

A completare il quadro di un'amministrazione sorda al concetto di cittadinanza attiva e
democrazia partecipativa, anche la Mozione M5S per istituire un ''Question Time'', ossia
uno spazio di confronto diretto tra cittadini e amministrazione, è stata rigettata con la
scusa di poterla esaminare più attentamente in commissione quando invece, visto il tempo
avuto a disposizione per valutarla (mozione presentata a Febbraio), si sarebbe potuta
adottare proponendo emendamenti allatto già redatto in perfetto spirito collaborativo.
Evidentemente né l'Assessore Fiorini, né i membri della maggioranza ritengono che la
partecipazione attiva dei cittadini consenta a chi amministra di migliorarsi raccogliendo
informazioni che servono per capire le priorità e i problemi di interesse pubblico e per
definire interventi concreti attraverso la conoscenza delle posizioni, le critiche, i
suggerimenti, le istanze provenienti dalla cittadinanza.

Nonostante le sconfitte, c'è però un punto che l'amministrazione deve tenere a mente: a
Ciampino c'è un nuovo fermento politico, c'è voglia di trasparenza, di partecipazione, di
impegno, di legalità e correttezza dentro e fuori il consiglio e lo dimostrano le azioni
dell'opposizione M5S e le proposte popolari che arrivano da altre realtà politiche che la
maggioranza non può ignorare ma solo rimandare a Settembre.
Il MoVimento 5 Stelle occupa quei banchi con la dovuta serietà e con il rispetto del mandato che i cittadini hanno loro assegnato e finché l'amministrazione non darà prova di
condividere gli stessi intenti di buon governo - statene certi - sarà scontro politico e
richiamo agli organi di controllo a garanzia dei cittadini.

I portavoce M5S Bartolucci, Checchi e De Sisti


Al sindaco Giovanni Terzulli


Oggetto: Lettera aperta al sindaco Terzulli per la revoca della Delibera CC 122/2015.

Sindaco Terzulli,
ci rivolgiamo a Lei con questa lettera aperta affinché, in piena trasparenza nei confronti dei nostri concittadini, torni sui suoi passi sulla controversa delibera 122/2015 riguardante la proposta di Piano Integrato di Via Reverberi per la quale, con una mozione ad-hoc che verrà discussa il 7 Luglio p.v., Le stiamo chiedendo il ritiro.

La delibera in oggetto è "debole" politicamente, e questo perché considerando la rilevanza urbanistica dell'intervento proposto sul futuro assetto della città, è stata votata da un esiguo numero di voti favorevoli (14 voti su 25). La Sua assenza alla votazione, inoltre, e quella di altre figure importanti della Sua maggioranza ha sollevato inevitabili domande alle quali abbiamo potuto dare una risposta grazie all'esito delle nostre indagini presso la Corte D'Appello dove è risultato che tra i suoi finanziatori della campagna elettorale 2014 figura proprio il proponente del Piano Integrato in oggetto e questo, ovviamente, rafforza le già forti perplessità sui reali vantaggi che tale deroga al PRG rappresenterebbe per i cittadini di Ciampino.

Non sottovaluti le richieste di rigetto della proposta contenute nelle osservazioni presentate da noi e dalle altre rappresentanze di cittadini perché contengono motivazioni importanti e che se confermate dagli organi di controllo, ai quali sottoporremo il caso, potrebbero far rilevare delle importanti responsabilità dal punto di vista giuridico. Le ricordo che tra i soggetti che si sono espressi palesemente contro questo piano figurano nomi eccellenti come Paolo Berdini, noto Urbanista e prossimo Assessore all'Urbanistica del Comune di Roma, la cui analisi ha evidenziato con forza l'assoluta mancanza di interesse pubblico che motivi questa delibera sostenuta dalla maggioranza sottolineando invece come la proposta rappresenti un buon affare solo per il privato.

Per queste motivazioni, con questa lettera La invitiamo a restituire pubblicamente il contributo elettorale ricevuto tornando in aula per svolgere il suo compito e votare favorevolmente e in assoluta trasparenza la nostra mozione, senza che alcun dubbio di conflitto di interessi possa pendere sul suo operato e forte del detto per il quale ''Il saggio dubita spesso e cambia idea. Lo stupido è ostinato, non ha dubbi''.

Altra vicenda che chiediamo di regolarizzare con la nostra mozione è l'iscrizione tra i "debiti fuori bilancio" degli importi per i quali l'amministrazione è stata condannata a pagare a seguito della Sentenza del TAR Lazio n. 6870/2012 alla quale non è mai stato presentato appello e con la quale la maggioranza giustifica la variante urbanistica. Lei sa benissimo che non esiste alcun atto di rinuncia tombale a tale credito per il quale invece c'è una semplice promessa di rinuncia subordinata al buon esito del lunghissimo ed accidentato percorso tecnico-amministrativo previsto. Il mancato riconoscimento di tale debito, quantificato in "€622.500,00 o per Ia maggiore o minore che sarà ritenuta di giustizia" dal Giudice del TAR, vìola il principio di "veridicità" previsto dal TUEL per il Bilancio annuale da ben quattro anni.

Pagare subito tale debito servirebbe, inoltre, a non scaricare questo adempimento sul prossimo Sindaco assumendosi così in pieno la Sua responsabilità politico-amministrativa visto il ruolo di assessore al Bilancio da Lei ricoperto nel periodo 2012-2014.

Nel caso in cui non volesse cogliere questa occasione, siamo pronti a fare battaglia in Regione Lazio dove i nostri colleghi portavoce regionali sono già pronti a contrastare questa variante scellerata certi di trovare maggior ragionevolezza tra gli organi politico-amministrativi della Pisana forti delle indubbie validità delle argomentazioni già esposte in Commissione e in Consiglio Comunale e quindi fiduciosi nella bocciatura della variante in Regione Lazio con tutte le conseguenze da essa derivanti.

Saluti,

Ciampino lì 23/06/2016


Il Gruppo Consiliare "MoVimento 5 Stelle" Ciampino

Marilena Checchi Marco Bartolucci Daniele De Sisti


viaReverberi.png

20160623_letteraApertaSindacoReverberi_new.pdf

20160516_mozioneRevocaDeliberaViaReverberi_PEC.pdf

Vogliamo tornare anche noi sull'argomento IGDO tanto per ribadire quanta importanza abbia per i cittadini ciampinesi la vicenda ad esso legata e per rispondere al comunicato rilasciato dal PD di Ciampino a difesa dell'infelice posizione presa dall'amministrazione e dalla maggioranza sull'ipotesi di acquisizione del complesso.

Non siamo certo sorpresi dai toni usati in apertura del comunicato, i soliti toni risolutivi con cui si decreta "non la mancanza di volontà politica, ma la certificata impossibilità tecnica e finanziaria" ad acquisire l'IGDO, e neppure dall'affermazione successiva sull'opposizione che - sostiene il PD - non avrebbe una effettiva soluzione in mano perché - sostiene ancora il PD - sulla questione "nessuna alternativa è realisticamente e responsabilmente praticabile". Ci preme però capire la dinamica che ha ha portato l'ex Assessore al BILANCIO Giovanni Terzulli, ora Sindaco di Ciampino, ad affermare poco meno di due anni fa, nel suo programma elettorale, la volontà di acquisire a patrimonio pubblico il complesso quando il costo stimato al momento della redazione del programma era di almeno 7 Milioni d'euro contro l'attuale base d'asta di 1,5 Milioni d'euro: o si è scritto irresponsabilmente e irrealisticamente un programma elettorale prima - facendo quella demagogia che oggi il Sindaco ha premurare di attribuire all'opposizione, M5S in primis - conoscendo appunto alla perfezione i conti comunali in quanto assessore al bilancio - oppure nel frattempo ha cambiato indirizzo politico tradendo il mandato ricevuto, i suo elettori e la cittadinanza che vorremmo ricordare dovrebbe rappresentare nella sua totalità.

Con questo secondo comunicato, il PD ha nuovamente distratto l'attenzione dal reale tema in oggetto - l'acquisizione dell'IGDO e l'incoerenza programmatica che sta dimostrando - verso un'invettiva contro l'opposizione, accusata di incompetenza, di pressappochismo fatto di interventi sommari e palesemente privi di preparazione che denoterebbe una "mancanza di conoscenza tecnico-amministrativa e storico-culturale del bene stesso".

Innanzitutto vorremmo sapere come sia riuscito il nostro il Sindaco a valutare così attentamente le istanze dell'opposizione dato il suo atteggiamento distratto in aula e la palese indisposizione all'ascolto; poi ci incuriosisce il riconoscimento più che positivo dedicato al collega Boccali, non tanto per il merito dell'intervento del quale condividiamo tutto quanto detto, ma per il fatto che quello di Gente Libera è stato un intervento assolutamente critico rispetto all'operato della Giunta e del Sindaco e a tratti fortemente ironico che non lasciava spazio a interpretazioni rispetto alla sua condanna assoluta.

Ci teniamo inoltre a sottolineare alcune cose: la "dialettica democratica viene mortificata", vero, ma dall'atteggiamento della maggioranza stessa, del Sindaco e della Giunta che evitano come sempre di fare un minimo di autocritica di fronte alle tante rimostranze dell'opposizione e dei cittadini stessi riducendo il famoso confronto democratico alle repliche della capogruppo Perinelli, peraltro fischiata dai cittadini nel tentativo di deviare l'attenzione dalle critiche. La "scarsa capacità di ruolo" e l'"assenza di strategia politica e di visione" sono quelle dell'assessore e del Sindaco che in due anni non hanno saputo dare nemmeno prova di un tentativo nel centrare l'obiettivo promesso ai cittadini: l'acquisizione al patrimonio dell'IGDO. Sono stati capaci di imporre una maggior spesa ai cittadini sui servizi di igiene urbana senza remora alcuna di ''vessare'' i contribuenti ma hanno ritenuto opportuno decidere da soli che spendere qualcosa in più per l'IGDO era un'ipotesi impraticabile. Intendono, dunque, questo per confronto democratico, trasparenza, lungimiranza, i nostri signori del PD?

Riguardo al "carattere familistico" ricordiamo solo una cosa: lo staff del sindaco è ''pateticamente'' (per citare il loro stesso comunicato) composto in parte da parenti di membri della maggioranza. Il carattere familistico che contraddistingue la storia dell'IGDO, invece, è ben altra cosa: riguarda la storia di numerose famiglie della nostra città, famiglie a cui si dovrebbe rispetto per essere la nostra memoria, il fulcro del nostro passato.

Il politico è un cittadino che indirizza l'amministrazione attraverso degli ideali di governo che mirano ad un paese migliore, se siamo d'accordo su questo allora avere un Sindaco che amministra come un ragioniere è come trovarsi in commissariamento politico vale a dire zero strategie, zero ideali.

Dimenticavamo di citare l'affermazione finale: "Siamo noi quindi, come PD Ciampino, a tenere alta e puntuale l'attenzione, che il nostro territorio merita, sui problemi della città, con impegno politico e organizzativo, elementi di un partito che è capace di esprimere posizioni avanzate e strategiche nell'interesse generale del Paese, contrastando in modo aperto e rigoroso ogni tentativo di ridurre la politica a pura demagogia e strumentalizzazione". Se non è autoreferenziale questo... Invece di continuare a propinarci la retorica del confronto democratico - che sono i primi a disattendere miserevolmente - il PD di Ciampino iniziasse a dare risposte a TUTTI i cittadini, spiegando perché non si procede IMMEDIATAMENTE ad una conversione assoluta ad uso pubblico dell'area, spiegando perché nel suo programma il Sindaco ha promesso un IGDO pubblico ed oggi non trova i soldi; ci spieghi come faceva l'assessore preposto a non sapere che ci sarebbe stata un'asta e ci spieghi, infine, il Partito Democratico che concetto ha di città e di comunità perché nella fretta di insultare gli altri sta facendo confusione su quale sia l'indirizzo politico che sta dando alle sue scelte di governo!

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