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Ciampino, 31 luglio 2015

Dopo la due giorni di Consiglio Comunale, un solo punto sembra chiaro nel programma di governo della maggioranza: Ciampino non è un comune virtuoso, non ci sono risorse per lavorare al miglioramento dei servizi contestualmente ad una diminuzione dei costi.

Questo è ciò che emerge dalla discussione delle delibere relative al bilancio attraverso cui sono state definite le aliquote delle tariffe e dei servizi a domanda individuale (asili, mense, immondizia, etc.) che, nell'anno in corso noi cittadini, saremo tenuti a corrispondere alle casse comunali. Le quote richieste rimangono sostanzialmente invariate tranne la tassa sui rifiuti che subirà un ulteriore aumento, a dispetto dell'impegno della cittadinanza nell'esercizio della raccolta differenziata che continua a registrare numeri eccellenti senza, però, beneficiare della minima riduzione dei costi del servizio.

L'aumento della TARI interesserà tutti senza alcuna eccezione dal momento che neanche la proposta di esentare i cittadini meno abbienti ha convinto la maggioranza, giustificando ancora una volta la decisione con la mancanza di risorse, la stessa che non permetterebbe, secondo i nostri governatori, di dispensare dal pagamento dell'addizionale IRPEF - che per inciso è stata imposta con la sua aliquota massima - i cittadini con reddito inferiore a € 12.000.

A quanto pare il Comune di Ciampino oltre che un "fragile" bilancio, possiede anche un' altrettanto "fragile" maggioranza di governo, che sul finire del consiglio comunale ha "scricchiolato" non poco, specialmente nel dibattimento dell'ultimo punto sul "Mancato riconoscimento di due debiti fuori bilancio", relativi alla sentenza ''Bartolozzi'' (questo mai stato quantificato con precisione, nonostante le ripetute richieste in commissione) e la sentenza ''De Simone''. Dopo una lunga sospensione chiesta dalla maggioranza e la votazione ritardata al giorno successivo, il consiglio ha deliberato sfavorevolmente, nonostante la ferma opposizione dei consiglieri M5S e SEL, non riconoscendo il debito prodotto dalle sentenze e creando un pericoloso precedente di debolezza nella gestione del potere pubblico nei confronti degli interessi privati.

E questo approccio della maggioranza, purtroppo, si consolida con maggiore forza se si considera il risultato dei dibattimenti relativi al Piano Integrato di Via de Reverberi e alla gestione del Trasporto Pubblico Locale, i due grandi temi del secondo giorno di seduta consiliare.
L'esposizione dei vantaggi economici sulla realizzazione del "Piano Integrato via Reverberi" da parte dell'Assessore Pazienza è stata a dir poco sconcertante: costruire per restituire a 40.000 cittadini niente di meno che un ''parco'' di 1700 metri quadri. Una riqualificazione del territorio insensata che punta ancora sullo sfruttamento del territorio e sulla cementificazione commerciale in assoluta discordanza con la linea programmatica del Sindaco, invitato dai suoi stessi colleghi di maggioranza a riferire su questa svolta da ''zero cemento'' a ''costruiamo ancora''.
I consiglieri del M5S votano a sfavore dell'approvazione insieme ad un solo consigliere della maggioranza: nulla sono valsi gli avvertimenti ben documentati presentati da parte di urbanisti e tecnici del settore, sulla illogicità di tale progetto che mina il commercio già claudicante della nostra cittadina e non restituisce la quantità di verde che, per legge (e buon senso), possiamo pretendere.

Purtroppo, neppure sul fronte dei trasporti pubblici è possibile registrare il minimo tentativo di miglioramento. Come è noto, il M5S ha presentato osservazioni sull'anomala gestione del trasporto pubblico locale dato in gestione in delega da anni alla stessa società: la risposta della maggioranza è stata una delibera proponente l' inserimento di Ciampino in un ATO (Ambito Territoriale Ottimale) che coinvolge il nostro territorio con i comuni limitrofi in un circuito unico di trasporto coordinato da Albano. Tradotto: una sola gara d'appalto per tutto il trasporto locale di quasi tutti i Castelli Romani con Ciampino, fulcro del trasporto dell'interland castellano, in marginale posizione decisionale rispetto a investimento e distribuzione di risorse. Ovviamente, tutto senza un'effettiva indagine di settore sui reali flussi di trasporto e le relative esigenze territoriali di ogni comune.

Lo scenario che si delinea alla chiusura dei lavori è preoccupante: non ci sono risorse per emendare, non ci sono responsabili da condannare ma, soprattutto, non ci sono in seno a questa maggioranza neppure lontani sentori di progettualità che possano raddrizzare questa penosa rotta. I cittadini, però, sono stanchi di vedersi governare sulla base di alibi e quanto prima la maggioranza farà proprio questo giustificato malcontento accettando osservazioni e proposte, tanto prima di riuscirà a gettare le basi per una Ciampino migliore.

I portavoce del M5S Ciampino e gli attivisti tutti

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