Ottobre 2017 Archives

La nostra Città può ormai essere portata come esempio negativo nel mondo della Pubblica Amministrazione dove spesso le regole, che sono alla base della concorrenza e del mercato, non vengono rispettate; dove "Libertà d'impresa" e "concorrenza" sono parole sconosciute nel lessico dell'Amministrazione Terzulli.

L'apice è stato toccato nel momento in cui, nello svolgimento della gara europea per l'affidamento del servizio di gestione dei rifiuti, questa è stata revocata, per motivi discutibili, quando le buste con le offerte delle imprese erano già depositate in Comune. Alla revoca, come ben sappiamo, è seguito l'affidamento diretto con la formula "in house" - soluzione da noi bocciata fin da subito perché tutt'ora nutriamo dei dubbi sulla reale sussistenza dei requisiti di legge - in favore della nostra società partecipata A.E.T. SpA che ha generato molti altri affidamenti in diversi Comuni dell'area Castelli Romani - Colli Prenestini cui è seguita una scia di esposti all'A.N.A.C. da parte delle opposizioni dei singoli Comuni motivata dai nostri stessi dubbi. A completare il quadro c'è poi un utilizzo improprio della "proroga" degli appalti - severamente censurato dall'Autorità Nazionale Anticorruzione - che da strumento cui ricorrere solo in casi eccezionali e ben codificati, è ormai diventato prassi corrente nell'attività dell'Amministrazione in carica. Ma a parte i dubbi sulla leggittimità dell'affidamento della raccolta dei rifiuti, molti servizi pubblici locali sono ormai affidati con l'utilizzo indiscriminato della "proroga degli appalti" o "proroga tecnica". Per scendere nel dettaglio, a seguito delle nostre indagini, possiamo dire che:

Sul TRASPORTO PUBBLICO LOCALE il nostro Comune è titolare ormai del guinness dei primati per gli affidamenti in proroga di questo importante servizio pubblico. La Schiaffini Travel SpA gestisce ormai da anni ed anni il trasporto urbano senza aver dovuto confrontarsi, in gare d'appalto aperte alla concorrenza di settore. Infatti, il primo affidamento fu fatto in concessione nel lontano 1990! Poi proroghe su proroghe argomentate il più delle volte dall''ingiustificabile ritornello "ce lo chiede la Regione". Finalmente, lo scorso anno, grazie anche e sopratutto al nostro impegno in aula consiliare, parte la prima gara d'appalto gestita dalla Stazione Unica Appaltante della Città Metropolitana; una falsa partenza però, visto che, la procedura è inspiegabilmente ferma dall'agosto 2016 per motivi noti solo agli uffici competenti e probabilmente al Sindaco.

Sulla GESTIONE AREE SOSTA A PAGAMENTO, servizio di alta valenza economica, assegnato con gara pubblica triennale nel 2012 e prorogato di due anni come da facoltà prevista dal contratto, è gestito dalla Schiaffini Travel SpA. La sua validità è scaduta il 30 settembre scorso ma, grazie ad una "proroga tecnica" Dirigenziale (impropria perché la competenza è invece del Consiglio comunale) l'appalto resta saldamente nelle mani della Schiaffini Travel SpA. Una proroga ingiustificata se solo pensiamo che l'Amministrazione Terzulli ha avuto due anni a disposizione per effettuare la nuova gara; un gara che evidentemente non si è "voluta" più che "potuta" espletare. Ancor più ingiustificata se pensiamo alle motivazioni poste a fondamento della proroga adottata per il mese di ottobre, cui di certo c'è intenzione di far seguire novembre, dicembre ecc.... La motivazione ufficiale, sarebbe quella della volontà di affidare il servizio all'A.S.P. (la cui proposta è partita dal nostro gruppo consiliare, ovviamente a condizione che ci siano i presupposti di legge). Ma questo affidamento appare al momento una chimera per carenza dei requisiti e anche alla luce degli imminenti ed accresciuti compiti di verifica sugli affidamenti in house messi in campo dall'A.N.A.C.

Sul SERVIZIO DI IMBUSTAMENTO E SPEDIZIONE DELLE MULTE al primo affidamento (a favore di Poste Italiane SpA), ne è seguito un altro con "affidamento diretto" alla SAPIDATA SpA. I principi di legge di tale affidamento sono tassativi ossia mai superare l'importo di € 40.000,00 uniti all'obbligo di rotazione tra i diversi operatori economici del settore. Il rigoroso rispetto di entrambi questi obblighi di legge sembra essere stato dimenticato dal Comune di Ciampino. La stessa SAPIDATA SpA continua ad essere affidataria di quest'appalto che, anche al netto delle spese anticipate per il nostro Comune, produce fatture per migliaia e migliaia di euro. L'amministrazione ha finalmente avviato le procedure di Gara presso la Stazione Unica Appaltante della Città Metropolitana nel giugno 2016, ma come per il Trasporto Pubblico Locale queste sono ferme, per motivi al momento sconosciuti, da dicembre 2016!

L'importanza di procedere per gara, inutile dirlo, è quello di garantire l'economicità e la qualità del servizio attraverso i principi di libertà di mercato e libera concorrenza. Procedere con l'affidamento dei servizi continuamente verso lo stesso soggetto, anche nei casi concessi per importi al di sotto delle soglie, oltre che essere fuori dalla norma, appiattisce i principi della concorrenza determinando maggior costi per i cittadini!

In una cittadina come Ciampino, dove molti servizi non soddisfano le necessità e peggio ancora non generano economia anzi sono un costo vivo, l'assegnazione degli appalti tramite gara dovrebbe essere la procedura normale mentre Ciampino è un comune a concorrenza zero!

Depositeremo a breve un'interrogazione molto più circostanziata di quanto sia stato qui rappresentato, alla quale ci auguriamo che il Sindaco o l'assessore competente sappiano darci risposte chiare e plausibili.

Ovviamente il tutto sarà messo all'attenzione degli organi di controllo competenti.

I Portavoce del MoVimento 5 Stelle Ciampino Bartolucci, Checchi, De Sisti e tutti gli attivisti.


E' grottesco quanto sta accandendo alla nostra Sindaca Chiara Appendino che suo malgrado deve guardarsi le spalle in questi giorni dalle imboscate giudiziarie di quel Partito Democratico cittadino che, evidentemente, non ha ancora elaborato il lutto della sconfitta alle elezioni comunali dello scorso anno.

Il Capogruppo consiliare del PD torinese ha infatti inviato esposti contro la Sindaca su di un presunto "falso in bilancio" per un debito di cinque milioni di euro ereditato dall'Amministrazione Fassino (in poche parole la si accusa di non aver riconosciuto un debito fuori bilancio prodotto dalla precedente Amministrazione). Non conosciamo, per ora, i dettagli della vicenda ma conosciamo bene le doti morali di Chiara, la sua determinatezza e la sua onestà. Gli esprimiamo la vicinanza del Meet Up di Ciampino con l'augurio che saprà, quanto prima, uscire a testa alta da questa imboscata.

Conosciamo invece bene le vicende ciampinesi in materia di bilancio comunale a proposito delle quali abbiamo più volte presentato obiezioni ed atti di Consiglio tesi al rispetto dei principi previsti in materia contabile.

A Ciampino ad esempio, una sentenza esecutiva del TAR del 2012 mai appellata, derivante da un vecchio esproprio in zona Folgarella di oltre € 600.000,00, che vedeva il Comune di Ciampino soccombere e a cui doveva seguire il voto del Consiglio comunale previsto obbligatoriamente dall'art. 194 del Testo Unico degli Enti Locali per il riconoscimento del debito ed il pagamento in favore della controparte, l'Amministrazione Terzulli, preferiva approvare, con delibera n. 122 del 30 luglio 2015 la famosa "variante di Via Reverberi", in favore di chi nel frattempo, finanziatore ufficiale della campagna elettorale del Sindaco Terzulli, aveva acquistato la titolarità di quel credito monetizzando l'esito del contenzioso in una colata di cemento (Piano Integrato di Via Reverberi).

Con questa manovra, oltre che non far figurare in bilancio tale debito per poi procedere in qualche modo alla sua estinzione, si è spostato negli anni futuri quel pagamento nel caso la complessa procedura urbanistica non volgesse a buon fine.

Per comprendere meglio la gravità della vicenda basterà ricordare come, con delibera del Consiglio comunale n. 67 del 19 luglio 2016, la maggioranza Terzulli (Sindaco prudentemente assente in aula) optò per la bocciatura della nostra mozione con la quale si invocava il rispetto della normativa vigente per il nostro Comune.

All'atto pratico le conseguenze potrebbero essere:


  1. mancato finanziamento del debito scaricato con tutta probabilità sui futuri esercizi finanziari;

  2. alterazione del principio di "veridicità" e di "universalità" dei bilanci comunali 2015/2016 e 2017 che, omettendo la voce in uscita di oltre € 600.000,00, hanno di certo aiutato l'Amministrazione Terzulli a far quadrare i conti;

  3. elusione delle regole relative al patto di stabilità.



Ma ora passiamo a Lerici, cosa c'entra questo bellissimo Comune della Liguria con le vicende ciampinesi? Ebbene a fronte di un operato che rispecchia al 99% quello del Comune di Ciampino (debiti fuori bilancio non iscritti in bilancio e/o non riconosciuti tempestivamente come impone l'art. 194 del TUEL) la Corte dei Conti - sez. Liguria, ha emesso la deliberazione n. 13 del 2015.

E tornando alla nostra Chiara, siamo sicuri che se la maggioranza PD di Ciampino si può permettere l'omissione del riconoscimento di un debito derivato da una sentenza allora lei può dormire sonni tranquilli!

I Portavoce Bartolucci, Checchi e De Sisti e gli attivisti tutti.

Clicca sull'immagine per saperne di più sulla vicenda di Via Reverberi.
viaReverberi.png

Da tempo, ormai, ci siamo abituati ad osservare quello che accade nel panorama politico italiano, sia nazionale che locale, considerandolo come normalità. Non distinguiamo quasi più il confine tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Tra tutti gli eventi che si sono verificati in questi ultimi anni, forse, quello più emblematico è stato lo scandalo di Mafia Capitale, vortice di corruzione, malaffare e soprusi che ha coinvolto, tra le altre, anche una delle parti più deboli della nostra società: le popolazioni Rom.
La ghettizzazione, la povertà, l'emarginazione di queste popolazioni sono state utilizzate e sfruttate da un'organizzazione mafiosa che ha saputo lucrare sulle loro spalle e su quelle di tutti i cittadini, che ne hanno dovuto subire inconsapevoli le conseguenze.
"La Barbuta", il Villaggio della Solidarietà, sulla cui storia ci sarebbe tanto da dire con i suoi 656 ospiti di cui 322 minori, è ormai balzato da tempo agli onori delle cronache della Capitale e dei territori limitrofi soprattutto per l'aumento dei roghi tossici che negli ultimi tempi sono ormai divenuti tanto frequenti da essere quasi quotidiani. L'insofferenza degli abitanti del VII Municipio di Roma e del Comune di Ciampino è giustamente al culmine, sia per la preoccupazione riguardante i danni alla salute che i roghi provocano, sia per la sfiducia nel vedere che continua a non esserci soluzione né giustizia per quanto accade. Tutto ciò ha costituito un buon "humus" per le speculazioni politiche di partiti e/o personaggi legati alla vecchia politica, proprio quella colpevole di tutto ciò e che ora si scaglia contro la giunta Raggi, accusandola di non aver risolto ancora il problema.
Vogliamo spiegare ai cittadini, invece, quanto e cosa la Giunta Capitolina e il VII Municipio di Roma abbiano fatto e stiano ancora facendo. Vogliamo raccontare degli sforzi enormi profusi per trovare soluzioni e dei progetti avviati che mirano ad una risoluzione umana, civile e definitiva del problema.
Innanzitutto la questione deve essere esaminata ed affrontata su due piani separati:

1- Il superamento progressivo e definitivo dei campi, che necessita di tempi lunghi
2- il blocco dei roghi tossici che richiede misure immediate e drastiche.

Per quanto riguarda il superamento dei campi, lo scorso luglio l'Amministrazione Capitolina ha pubblicato il Bando per l'attuazione del Piano di Superamento dei campi Rom "La Barbuta" e "Monachina". L'impegno di spesa ammonta a 2,268 milioni di euro: 1,570 milioni di euro per La Barbuta e 698 mila euro per Monachina (si tratta di soldi erogati dall'Unione Europea a destinazione vincolata ossia non potrebbero essere spesi per altri scopi, risorse finanziarie utilizzate tramite i Pon Metro 2014-2020).
Il piano per la chiusura dei campi Rom sta provocando numerosi malumori. Il motivo è semplice: si mette fine ad un meccanismo che, per anni, ha giovato a molti sia a livello elettorale che in termini economici. Si tratta di un progetto arduo e complicato, ma l'unico possibile, l'unico attraverso il quale si può mettere fine a questa disastrosa situazione.
Contemporaneamente, al contrario di quanto molti avvoltoi politici vorrebbero far credere ai cittadini, si stanno prendendo misure concrete anche per quanto riguarda la questione dei roghi che, va ricordato, sono alimentati non solo dai residenti dei campi Rom, ma anche da tutti quei cittadini che utilizzano questo metodo di "smaltimento" illegale per evitare i costi di discarica. La situazione è molto complicata, infatti, dobbiamo chiarire che i roghi tossici sono veri e propri reati penali e come tali vanno trattati: art. 256-bis combustione illecita di rifiuti, e l'art. 674 del Codice Penale . In quanto reati la competenza non può dunque essere imputata alla Giunta Capitolina ma alle autorità competenti: il Prefetto e le forze dell'ordine. Bisogna aggiungere, inoltre, che nella Capitale sono state individuate ben 120 discariche abusive e il Comune ha già impegnato ingenti risorse (circa 2 milioni e mezzo di euro) per bonificare circa 60 siti e sta reperendo risorse per completare le restanti bonifiche. È stato calcolato che per bonificare l'area del campo " la Barbuta" servono circa 900.000 euro ed il Comune non ha risorse economiche e umane sufficienti per fronteggiare, da solo, questa problematica.
Lo scorso 1° agosto 2017 il Presidente del VII Municipio di Roma, Monica Lozzi e il Sindaco di Ciampino Giovanni Terzulli hanno inviato una richiesta congiunta di intervento immediato indirizzata al Presidente della "Commissione Parlamentare d'Inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie" On. Andrea Causin e al Ministro dell'Interno Marco Minniti, chiedendo la costituzione di un tavolo inter istituzionale che svolga gli stessi ruoli di quello previsto e creato per l'emergenza della "terra dei fuochi". Si è chiesto anche di valutare la possibile applicazione dell'art. 3 co. 2 della Legge n. 6/2014 (Terra dei Fuochi) per l'utilizzo delle Forze Armate per operazioni di controllo del territorio per mettere fine al fenomeno dei roghi tossici.
Una cosa, quindi, è chiara: siamo di fronte a un'emergenza talmente grave e complessa che non può essere affrontata e risolta dalla Giunta Capitolina in maniera isolata, ma è indispensabile che ora, dopo aver individuato definitivamente quali sono i mezzi necessari e soprattutto quali sono le autorità che devono intervenire, ci si coordini per risolvere definitivamente il problema. Nel frattempo ci auguriamo che l'utilizzo discriminatorio e strumentale della vicenda da parte delle forze politiche tutte, si ridimensioni, dimostrando per la prima volta dopo decenni un minimo di rispetto per tutti i cittadini coinvolti in questa triste questione, che sebbene sarà risolta resterà impressa nella memoria collettiva.
Continueremo il nostro lavoro e informeremo costantemente i cittadini sugli sviluppi che ci saranno.

I Portavoce Bartolucci, Checchi e De Sisti
e gli attivisti tutti

Lo scorso 10 settembre, a causa di forti piogge, si sono verificati diversi allagamenti in alcune zone della capitale e dei territori circostanti tra cui Ciampino. In particolare si è assistito all'esondazione di uno dei tre fossi che percorrono il territorio del nostro comune, ossia il "fosso dell'Acqua Mariana".
Un nostro concittadino ha subito ingenti danni alla sua abitazione, che è stata completamente allagata e sommersa dal fango: mobili, vestiti e oggetti di una vita sono andati distrutti o resi inutilizzabili. Il concittadino (di cui non facciamo il nome per questione di privacy), si è immediatamente rivolto ai servizi sociali per ottenere assistenza e per effettuare lo smaltimento di tutto il materiale rovinato, non essendo in condizione di affrontare la spesa, in quanto disoccupato.
Dopo essersi rivolto all'amministrazione che tardava a dare una risposta, ci ha contattato in quanto esasperato dalla situazione.
Abbiamo accolto la sua richiesta e abbiamo immediatamente scritto una missiva con richiesta di intervento socio-sanitario, indirizzata al Sindaco Giovanni Terzulli, all'Assessore Affari Sociali Emanuela Colella e all'Assessore alla Sanità Gabriella Sisti. Non essendo pervenuta alcuna risposta scritta, abbiamo contattato direttamente l' Assessore Affari Sociali Emanuela Colella che, in un primo momento, si è attivata con gli uffici dei servizi sociali per richiedere che il servizio smaltimento (circa 80 euro) fosse preso in carico da loro. Sono seguite da parte nostra numerose telefonate per assicurarci che la pratica fosse seguita adeguatamente ma, giunti al 10 ottobre (quindi un mese dopo l'accaduto) e non avendo riscontrato alcuna risoluzione della questione, abbiamo deciso di intervenire e pagare noi il dovuto. Tutti gli attivisti del M5S hanno scelto di sostenere la spesa. Detto fatto. L'11 ottobre finalmente hanno portato via tutto e il cittadino ha potuto iniziare a ripulire la sua abitazione.

Ora ci chiediamo: è possibile che in un mese l'amministrazione non sia riuscita a trovare una soluzione a questa problematica? Come si può giustificare un Sindaco che non riesce ad aiutare un cittadino in serie difficoltà? E l'Assessore Colella com'è mai possibile che non sia riuscita a coordinare l'intervento con gli uffici preposti?

Viene, quindi, da chiedersi quali siano le priorità di questa Amministrazione e quali i cardini su cui impernia la sua attività politica.
Dov'è la loro tanto sbandierata esperienza? C'è da aggiungere che quando, a seguito della chiamata, ci siamo recati sul posto per verificare la realtà delle cose, quello che abbiamo scoperto è stato davvero sconcertante. Le condizioni del fosso erano ai limiti della sufficienza, vi erano argini franati, vegetazione che occupava parte dell'alveo, rifiuti, detriti, insomma la situazione risultava del tutto fuori controllo. All'incuria dell'uomo si aggiungono anche interventi tecnici geniali come l'installazione di "new jersey", che con la loro presenza hanno, in parte, determinato l'esondazione proprio nei pressi dell'abitazione del nostro concittadino, causando quanto vi abbiamo raccontato. Quindi, non solo l'amministrazione Terzulli non è stata in grado di trovare 80 euro per aiutare il nostro concittadino, ma non ha mai monitorato lo stato dei fossi o forse lo ha fatto senza intervenire con azioni mirate alla prevenzione. Pertanto molta della responsabilità di quanto è accaduto ricade sull'amministrazione stessa, che deve assolutamente prendere le misure necessarie per tutelare la funzionalità degli alvei dei fossi che scorrono sul proprio territorio.
Insomma gli esperti della politica sono questi!

In allegato la lettera inviata all'AC.

Richiesta intervento Via Ischia 42_masched.pdf


E' scaduta alle 24.00 del 30 settembre l'estensione biennale dell'appalto per la gestione del servizio delle aree di sosta a pagamento affidato alla Schiaffini Travel SpA che in tutto è durata cinque anni, durante i quali gli introiti (oltre €.1.200.000 dal 2012, anno del passaggio dalla gestione ASP a quella della Schiaffini Travel S.p.A. a seguito di bando di gara durante la gestione dell'allora Sindaco Simone Lupi) sarebbero potuti entrare nelle casse di ASP SpA anziché in quelle di un privato. Ma al di là delle scelte politiche operate in passato, all'estensione biennale, deliberata dal consiglio comunale e prevista dal bando iniziale, secondo noi non è previsto alcun modo per riconfermare anche temporaneamente l'attuale gestore, neanche adottando provvedimenti che, comunque li si chiamino, (proroga tecnica, estensione temporale, differimento del termine di ultimazione dell'appalto ecc.) inevitabilmente derogherebbero da quanto previsto dal Codice degli Appalti.

Nessuna giustificazione è plausibile per la situazione in cui si trova l'Amministrazione Terzulli se solo pensiamo che ha avuto ben 24 mesi per bandire ed espletare la gara d'appalto per l'assegnazione della gestione del servizio.

Venerdì 29 settembre abbiamo "invitato" con decisione - tramite nota protocollata via PEC - il Sindaco ed il Presidente del Consiglio comunale a convocare immediatamente una seduta straordinaria del Consiglio (poiché è l'unico organo competente a deliberare in merito all'affidamento dei servizi pubblici locali) per capire come intendono uscire dal vicolo cieco in cui si sono cacciati. Con la stessa nota, abbiamo diffidato la Dirigenza dall'adottare provvedimenti di proroga dell'appalto che sarebbero viziati da illegittimità poiché in contrasto con l'art. 42 del TUEL, ma dal palazzo comunale non arriva alcuna risposta concreta come l'internalizzazione del servizio o l'affidamento in house all'ASP S.p.A da noi stessi sollecitato.

Al momento attuale non ci risulta pubblicato alcun atto di proroga della gestione del servizio, che a nostro avviso sarebbe illegittimo.

Se così fosse la Schiaffini Travel S.p.A già dal 1 ottobre non potrebbe operare perché priva di legittimazione giuridica necessaria per riscuotere abbonamenti o elevare contravvenzioni. Inoltre, in caso di sospensione del servizio, si produrrebbe certamente un danno economico per le casse comunali dovuto ai mancati introiti che si protrarranno finché non sarà ripristinata la legalità con la designazione del gestore del servizio.

Ribadiamo la necessità, per un'amministrazione che si dica responsabile, di pianificare per tempo le scelte che riguardano i servizi al fine di evitare situazioni come questa. È dall'inizio di questa consiliatura che si opera senza un minimo di programmazione e questa è l'ennesima dimostrazione di come l'amministrazione Terzulli proceda in affanno e di come, fin troppo spesso, costringa il Consiglio Comunale a deliberare dopo le scadenze previste.

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