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5 Maggio 2017

Il 2 Maggio scorso durante la seduta del Consiglio Comunale è stato approvato il bilancio di previsione che prelude ad un nuovo biennio di ristrettezze frutto di anni di bilanci evidentemente mal gestiti - in continuità politica con l'attuale governo di Ciampino - che hanno determinato l'attuale situazione nella quale si fatica a sostenere la spesa corrente con le entrate ordinarie ed il documento unico di programmazione che la stessa maggioranza definisce "tecnico".
I dubbi sollevati dal M5S sono numerosi a partire dall'omesso accantonamento delle quote a garanzia del capitale sociale della Società AET S.p.A. in adempimento di un preciso requisito (disposto dal D.L. 138/2011) che prevede da parte degli enti che scelgono la formula del 'in-house providing' di mettere da parte una somma proporzionale al valore economico dei servizi svolti dall'azienda con lo scopo di evitare l'erosione del capitale sociale: somme importanti, insomma, per il fatto che il nostro Comune detiene oltre il 99% delle quote a fronte di più di una dozzina di Comuni soci per i quali AET svolge il servizio di igiene urbana e per i quali si assume il rischio d'impresa!
Tale adempimento tuttavia fa parte di una norma la cui applicabilità sembrerebbe interpretabile, a discrezione dell'ente e nel caso di Ciampino - neppure a dirlo - la discrezione è stata talmente profonda da non prenderla neppure in considerazione.
Ma molti altri dubbi sono emersi sulla validità di questo bilancio che fa intravedere realtà ben peggiori di quanto rappresentato nel documento di previsione, come le discordanze crediti/debiti con una delle due partecipate. Il Movimento 5 stelle Ciampino ha presentato per queste e altre considerazioni una pregiudiziale alla discussione del bilancio di previsione (chiedendone l'annullamento della discussione e quindi della votazione) ovviamente bocciata dalla maggioranza senza troppe spiegazioni.
I conti, comunque, non tornano anche se la maggioranza porta a casa l'approvazione di un bilancio previsionale a un giorno dalla scadenza della diffida prefettizia e sfata per il momento un commissariamento che non sembra molto lontano esattamente come il fondo del barile delle nostre risorse ormai tirato a lucido tanto è stato raschiato in questi anni: una bella ''vittoria di Pirro'' per tutta la città indebitata per oltre nove milioni di euro - fatta salva la somma discordante con la partecipata; quella città che oggi stenta mentre doveva ripartire «rinnovandosi e consolidando la propria identità (...)», secondo l'accattivante programma del Sindaco Terzulli, già a conoscenza in qualità di assessore al bilancio della situazione delle casse comunali ai tempi della sua campagna elettorale.

I portavoce M5S Bartolucci, Checchi e De Sisti

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