Dicembre 2015 Archives

I consiglieri M5S Ciampino e tutti gli attivisti prendono nota e replicano al comunicato ricevuto dalla dirigenza di Ambi.En.Te. S.p.A. in data 17 dicembre 2015 sui fatti relativi alla costituzione dell'Associazione Temporanea d'Impresa (A.T.I.) della società partecipata con la Cooperativa ''29 Giugno'' di Salvatore Buzzi.

Intento di questo comunicato è dimostrare ancora che non è la costruzione di un ''giro di vite'' forzato della periferia romana quello che si sta cercando ma una verità fondata su un resoconto di fatti oggettivi - ogni documentazione citata è rigorosamente allegata, infatti, come il ricorso al T.A.R. e le determine dirigenziali - collezionati senza ''foga'' alcuna e piuttosto in rispetto dei cittadini onesti, del loro impegno, del loro denaro e, non in ultimo, della fiducia che hanno riposto in ogni singolo amministratore di questa città.

I dati a cui si fa riferimento parlano chiaro e le informazioni non esulano dal riscontro degli stessi: che al momento della costituzione del R.T.I. non fossero ancora emerse le vicende giudiziarie legate a Buzzi e alla ''29 Giugno'' è un elemento che il gruppo consiliare M5S non ha mancato di sottolineare. Tuttavia bisogna ribadire che tra il 3 dicembre 2014 e il 2 marzo 2015 (data di emissione della delibera 29 poi annullata dal Giudice del T.A.R.) l'Azienda ha avuto quattro mesi di tempo per prendere le distanze e sciogliersi dalla costituente R.T.I., e quindi da quella che all'epoca era la cooperativa di Salvatore Buzzi arrestato con accuse pesanti ed a rischio di interdettiva antimafia, giunta provvidenzialmente il giorno successivo al deposito del ricorso al T.A.R.. Inoltre, così come si evince dalla sentenza, il Giudice ha annullato i verbali della procedura di gara "nella parte in cui il Comune ha ammesso alla procedura" il R.T.I. Cooplat proprio per "violazione e falsa applicazione dell'art. 38, lett. b e c, del d.lgs. n. 163 del 2006 per carenza in capo alla "società cooperativa 29 Giugno, mandante del costituendo R.T.I. Cooplat, dei requisiti (..) morali di partecipazione" in quanto "il sig. Salvatore Buzzi (...) indagato nell'ambito dell'inchiesta "Mafia Capitale", è stato sottoposto, il 3 dicembre 2014, "agli arresti domiciliari", e, ancora, ha omesso "una dichiarazione in ordine al possesso dei requisiti" de quibus in quanto ha attestato "che nei propri confronti non è stata emessa sentenza di condanna passata in giudicato per reati gravi in danno dello Stato o della Comunità", mentre costituisce fatto notorio che il predetto "è stato condannato in passato a 25 anni di reclusione per omicidio doloso".

In merito poi alla seguente affermazione del comunicato di Ambi.En.Te: «Immediatamente dopo l'inizio delle vicende giudiziarie (novembre 2014, ndr) connesse alla posizione dell'ex Presidente della 29 giugno, Salvatore Buzzi, le quote societarie appartenenti allo stesso, sono state poste sotto sequestro e gli organi sociali della Cooperativa sostituiti con un provvedimento del Tribunale di Roma del 1/12/2015. Nello stesso provvedimento il tribunale ha chiarito che "l'inserimento nell'organo amministrativo degli amministratori giudiziari nominati da Tribunale di Roma appare quanto mai opportuno ed utile al fine di proseguire l'attività, evidenziando agli enti appaltanti, ai fornitori e a tutti gli interlocutori delle stesse persone giuridiche che la cooperativa ed il consorzio ora gestite dall'amministrazione giudiziaria e in piena trasparenza e legalità e che vi è interesse anche dell'Amministrazione giudiziaria di assicurare la continuità aziendale (...)» si fa notare che la data del 1/12/2015 non è esattamente "immediatamente dopo l'inizio delle vicende giudiziarie" e che Salvatore Buzzi al momento della emissione della sentenza era ancora il presidente della cooperativa così come riportato nella stessa e che il suddetto provvedimento del Tribunale sarebbe arrivato otto mesi dopo la presentazione del ricorso al T.A.R. periodo durante il quale la cooperativa di Buzzi era da ritenersi, come già detto, a rischio di interdittiva antimafia. Che Ambi.En.Te potesse contare, dunque, su tale provvedimento con così largo anticipo appare piuttosto improbabile.

Pertanto, quando si legge nel comunicato societario a firma De Stefano che: "Appare chiaro, che il provvedimento del Tribunale, abbia restituito garanzie di legalità a tutti gli interlocutori", si fa un'affermazione ambigua in quanto si riferisce con molta probabilità al tribunale di Roma e non al T.A.R. inducendo il lettore a pensare ad un soccorso nei confronti della Società Ambi.En.Te. S.p.A. mentre in realtà la sentenza del T.A.R. è inequivocabilmente a totale svantaggio del R.T.I. di cui ha fatto parte la nostra azienda e lo si evince da questi punti conclusivi della sentenza del T.A.R.:
1. Annulla l'ammissione del R.T.I. Cooplat alla procedura di bando di gara (R.T.I.Cooplat, Paoletti Ecologia S.r.l., Ambi.en.te S.p.a. e 29 Giugno Soc. Coop. Sociale Onlus);
2. dichiara inammissibile il ricorso principale (R.T.I. Cooplat, Paoletti Ecologia S.r.l., Ambi.en.te S.p.a. e 29 Giugno Soc. Coop. Sociale Onlus);
3. condanna le ricorrenti principali al pagamento delle spese di giudizio (R.T.I. Cooplat, Paoletti Ecologia S.r.l., Ambi.en.te S.p.a. e 29 Giugno Soc. Coop. Sociale Onlus).

Nessuna ricerca di ''proprie verità'', dunque, solo limpida e inequivocabile lettura di atti.

I consiglieri portavoce Bartolucci, Checchi e De Sisti, e gli attivisti tutti.

qui la sentenza del TAR;

qui la determina 29/2015 di Guidonia Montecelio;

qui la determina 50/2015 di Guidonia Montecelio;

15 dicembre 2015

È stato più difficile del previsto ma ce l'abbiamo fatta: finalmente siamo riusciti a leggere la "Dichiarazione di rendiconto del candidato Sindaco Giovanni Terzulli" per le elezioni del maggio 2014 depositata presso gli uffici della Corte d'Appello di Roma. Scorrendo la lista delle persone fisiche che hanno offerto contributi in denaro puntando sull'elezione a Sindaco del giovane Terzulli, è saltato subito all'occhio un finanziatore dal cognome identico a quello dell'Amministratore della società ERRECI IMMOBILIARE S.r.l. ossia la società che solo dopo pochi mesi (era il 20 0ttobre 2014) ha depositato al protocollo del Comune il progetto del Piano Integrato di Via Reverberi, che il M5S, sta contrastando con forza da mesi.

Una strana coincidenza sembra legare la campagna elettorale del sindaco e l'attuazione di quella variante. Ovviamente, corre l'obbligo di utilizzare il condizionale poiché il nominativo del finanziatore è piuttosto comune e potrebbe trattarsi di un mero caso di omonimia ma se così non fosse il primo cittadino si troverebbe a dover argomentare un imbarazzante conflitto di interesse.

Assumendo - e augurandoci - che l'ipotesi di omonimia non sia quella da inficiare, sarebbe comunque un atto di dovuto buonsenso avere finalmente dal Sindaco un chiarimento sul "legittimo impedimento" esercitato al momento del voto in consiglio sull'approvazione del Piano Integrato. Se la persona dovesse, invece, risultare essere in entrambi i casi la stessa, saremmo costretti a parlare di un conflitto di interesse.

Se mai dovesse paventarsi questo ultimo scenario, ancor più cristallino dovrebbe essere il comportamento di Giovanni Terzulli e quindi più esaustiva la spiegazione che dovrebbe alla città. Contemporaneamente lo aspetta un'ardua prova d'appello in aula: quando prossimamente il Consiglio esaminerà le molte osservazioni pervenute da Associazioni e Movimenti presenti nel territorio che, pur con diversi linguaggi e distinte argomentazioni, chiedono a gran voce un unica soluzione, quella di revocare il Piano Integrato di Via Reverberi, questo assordante silenzio del sindaco dovrà finalmente rompersi.

I consiglieri portavoce Bartolucci, Checchi e De Sisti, e gli attivisti tutti.

La società partecipata Ambi.En.Te. S.p.A. tra le protagoniste del mercato sulla raccolta dei rifiuti nei Castelli Romani tenta di accaparrarsi la gara da 48 milioni d'euro per l'affido del servizio di raccolta di rifiuti del comune di Guidonia Montecelio e fin qui tutto bene, peccato che per partecipare alla gara si unisce in Associazione Temporanea d'Impresa (A.T.I.) con la Cooperativa 29 Giugno nota per gli scandali di "Mafia Capitale" definita dagli inquirenti "associazione per delinquere di tipo mafioso-politico-imprenditoriale" che il 2 dicembre 2014, in seguito all'operazione Mondo di Mezzo, ha prodotto un terremoto politico con numerosi arresti tra cui l'ex-terrorista dei NAR Massimo Carminati e Salvatore Buzzi fondatore ed ex presidente della 29 Giugno nonché condannato a 25 anni di carcere per l'assassinio di un suo "socio d'affari" nel 1980.

Dunque la A.T.I., che Ambi.En.Te. S.p.A. costituisce verosimilmente a giugno 2014 (ipotesi in attesa di risposta di accesso agli atti), nasce poco prima delle note cronache su "Mafia Capitale" (dicembre 2014), che vedono la Cooperativa "29 Giugno" come protagonista nelle vicende illecite ora ben note. Tali notizie non hanno però minimamente messo in guardia il CDA di Ambi.En.Te. S.p.A. che ha invece lasciato correre verso la costituzione in gara avvenuta a marzo 2015 anziché pensare saggiamente di ritirarsi per motivi d'immagine, buonsenso e rispetto dei cittadini ciampinesi.

Ambi.En.Te. S.p.A. perde la gara arrivando seconda e decide di ricorrere nel maggio 2015 al T.A.R. del Lazio che respinge la richiesta condannando i ricorrenti al pagamento delle spese di giudizio. Ma il Giudice del T.A.R. in effetti va oltre, disponendo l'annullamento dell'accettazione della A.T.I. a gara, proprio per la presenza di Salvatore Buzzi quale amministratore della Cooperativa 29 Giugno.

Il MoVimento 5 Stelle di Ciampino, venuto a conoscenza dei fatti, grazie al clamore generato dalla notizia ed al rigetto da parte del T.A.R. del Lazio, ha presentato richiesta di accesso agli atti per fare luce su questa vicenda che vede i cittadini di Ciampino quali proprietari dell'Azienda in affari con la cooperativa di Salvatore Buzzi!

Contemporaneamente il gruppo consiliare M5S ha interrogato il Sindaco Giovanni Terzulli per conoscere da lui in qualità di membro del CDA dell'azienda, come sono andate le cose in questa vicenda che secondo i tre portavoce lede gravemente l'immagine della nostra città.

Ci auguriamo di ricevere a breve delle precise risposte da parte del Sindaco Terzulli in assenza delle quali il gruppo consiliare M5S procederà a richiederne ufficialmente le dimissioni per evidente grave incompetenza e mancanza di controllo nella gestione delle aziende di proprietà di tutti i cittadini ciampinesi.

Infine, ringraziamo gli amici di Guidonia Montecelio per il regalo di Natale!

I consiglieri portavoce Bartolucci, Checchi e De Sisti.

Potete leggere qui l'interrogazione al sindaco comprensiva di sentenza del T.A.R. e delle delibere del comune di Guidonia.

Alcuni link alla notizia:
http://guidonia.romatoday.it/setteville/ricorso-tar-coop-29-giugno-differenziata-guidonia.html
http://www.tekneko.com/news.php?OP=NEWS&newsid=264
http://www.marsicalive.it/?p=105875

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