Marzo 2015 Archives

Qualche giorno fa mi sono imbattuta in un post di Alberto Angela su facebook che mostrava bellissime foto e un lungo commento alle stesse che riassumo di seguito:
''(..)Immagino che abbiate tutti sentito parlare della distruzione dell'antichissima città di Hatra in Iraq da parte dell'Isis. Per me quella notizia è stata come perdere qualcuno a cui volevi bene. (...) Tra le sue rovine silenziose, (...), emergeva un mondo incredibile dove architetture e forme d'arte greco-romane si mescolavano a quelle asiatiche. (...). È possibile che tutto questo non esista più. (...)''
Le parole usate da Angela mi sono arrivate dritte allo stomaco perché sembravano dare voce alle emozioni che ho provato anche io di fronte alle immagini di un'imperdonabile ingiustizia fatta al mondo intero. Come perdere una persona cara. Come perdere un pezzo di mondo, aggiungo, tanto da trasformare quel ''possibile che tutto questo non esista più'' da ipotesi (che da ancora qualche speranza) a rabbiosa domanda di rassegnazione. Esattamente ciò che mi succede ogni sera alla lettura delle magiche storie delle Mille e una notte che mi parlano dei sontuosi giardini di Baghdad, dell'antico fasto di Damasco o di Aleppo, l'indistruttibile millenaria. Possibile che tutto questo non esista più?
Dopo la rabbia si cerca di indagare sulle ragioni di tali atti e se pure questo esercizio fallisce nell'alleviare la pena per tanta devastazione, si ritorna al più semplice e confortevole dei binomi che dividono il mondo, che contrappongo il nostro mondo a quello degli altri: barbarie contro civiltà.
Il patrimonio artistico rappresentala massima espressione della bellezza e della sacralità nell'evoluzione della storia dei popoli; questa vale anche e soprattutto per le recenti vicende in Iraq dove distruggere questo patrimonio assume un valore altamente simbolico di annichilimento di tutto ciò sia stato creato prima dell'avvento dell'Islam. Una barbarie che sono certa lo stesso Profeta condannerebbe e che tutto l'occidente a viva voce addita come un crimine contro l'umanità. Ma le condanne valicano presto le lucide considerazioni se ad insinuarsi è la presunzione di essere esempio del giusto e la complessità dei fenomeni si assottiglia sempre più fino a raggiungere la semplicità - molto più rasserenante e comoda - appunto della contrapposizione della nostra immensa civiltà contro la loro barbarie terrorista, perpetrata da irragionevoli mostri che vivono di pane e religione, selvaggi e diseducati pazzi che non conoscono distinzione tra l'aspetto mistico e temporale della vita democratica di un paese.
Ma allora perché se a distruggere la storia sono quelli del califfato dell'Isis nel lontano Iraq siamo così fermi nel condannare e se la stessa, identica, cosa succede da noi - certo con meccanismi e mezzi diversi ma tendenti allo stesso risultato - nessuno si indigna, nessuno è considerato indegno della bellezza del nostro mondo? Ecco perché da Hatra sono partita per arrivare a Ciampino: un tesoro archeologico, il "Muro dei Francesi" e "Colle Oliva" stanno per perire sotto il vessillo della legge 167 di edilizia popolare. Un patrimonio meraviglioso ed unico andrà perso e nessuno si indignerà perché non ci stiamo buttando le bombe ma solo il cemento. Invece, reputo tutto ciò un atto criminale dello stesso peso, valore e gravità di quanto accade la dove nasceva la civiltà di cui ci riempiamo la bocca.
Se non proteggiamo le nostre ricchezze artistiche siamo terroristi anche noi. Che mi viene da pensare, che la Villa di Messalla e l'antico centro termale debbano sparire perché nati prima dell'avvento del PD a Ciampino? Questi siti sono la nostra storia, la nostra bellezza, quanto rimane di sacro in un territorio a dir poco maltrattato: non possiamo permetterci di snaturarlo facendone un cortile di un complesso residenziale senza pensare che anche noi, esattamente come i soldati dell'Isis ma a modo nostro, siamo dei folli criminali che rinnegano la storia del proprio territorio e attentano, dunque, alla libertà dei propri simili.
Si lotta per le persone care, facciamolo anche per il luoghi del cuore affinché non diventino solo ambientazioni rimpiante di novelle di una ''Mille e una villa''.

Una cittadina

Di nuovo sulle celebrazioni per la festa della donna. Il PD attacca il M5S ma la "spettacolarizzazione" è solo quella dello sfaldamento ideologico di un partito sempre più lontano dai cittadini.

Ciampino, 12 marzo 2015

Attendevamo con ansia ed una certa curiosità questa sorta di ''J'accuse-par-mon-blog'' piddino contro il gruppo consiliare M5S di Ciampino dopo esserci pubblicamente dissociati dalle celebrazioni per la festa della donna avvenute a chiusura del consiglio straordinario di sabato scorso. Posizione ribadita nel nostro ultimo ''stentato e inarticolato'' comunicato 2015-003 - come lo definisce la penna elettronica del PD locale -pubblicato in rete.
Facciamo un ulteriore tentativo, con la presunzione di essere più puntuali e articolati stavolta e con la promessa di mantenere la stessa decente tendenza di chiarezza, risparmiandovi dunque quelle ''parole grosse'' che celano grandi paradigmi storici e sociali che in bocca ai rappresentanti del PD hanno perso qualsivoglia nobile e originario valore.
Scorrendo la nota del PD, onestamente, non vi si accappona la pelle a leggere del famoso ''padrone'' che ha lasciato morire tutte quelle operaie in fabbrica (motivo per il quale ricorre la data dell'otto marzo) guardando alla società per azioni che questo partito è diventato? Di socialista questi signori non hanno più neppure i garofani rossi sui balconi, di sinistra non resta loro che una retorica, nella realtà paradossalmente stravolta, quando potrebbero, con maggiore onestà intellettuale, difendersi dietro i più credibili scudi crociati di cristiana memoria....
Comunque, ritorniamo al motivo per cui siamo a pubblicare un secondo comunicato rispetto ai fatti di sabato e nonostante fossimo convinti di avere lucidamente esplicitato le nostre ragioni.
La maggioranza - ci sembra di capire dalla vacua e timida nota pubblicata sul loro sito web - si è offesa e scandalizzata perché il M5S non ha condiviso con loro ricchi premi e cotillons alla salute delle donne (quelle morte in fabbrica nel passato e quelle che indegnamente si continua a sfruttare, abusare, ignorare ancora oggi). Siamo talmente privi di coscienza politica, secondo i nostri colleghi di maggioranza, che - pensate - credevamo l'importante fosse appoggiare, come abbiamo fatto, le due mozioni della lista civica ''La città che vorrei'' e del PD, in cui si chiedeva un impegno concreto per far fronte al femminicidio, alla diseguaglianza e all'ingiustizia sociale delle quali le donne sono ancora vergognosamente vittime.
Ma evidentemente non è bastato sostenere fermamente le due mozioni per passare il messaggio che condividiamo questa ''battaglia di civiltà''. Niente, no M5S no party. Celebrazione rovinata e maggioranza stizzita ma rassegnata perché lo sanno, i democratici di sinistra, che questi ragazzi oltre a pentastellati sono pure un po' stralunati. Anzi, ''antropologicamente diversi''.
Antropologicamente diversi?! Se vogliamo lanciarci tutti in una bella tenzone simil-filosofica, accomodatevi ma cerchiamo di renderla interessante però, i sinonimi per concetti uguali sono un po' debolucci, finanche noiosi se non addirittura poco eleganti (se noi vi accusiamo di ''teatralizzazione'' voi non potete rispondere con la ''spettacolarizzazione'', suvvia, un po' di fantasia altrimenti i nostri concittadini faranno fatica a capire chi è il buffone e chi il canzonato).
Facciamo i seri. Siamo diversi eccome e voi - sì -siete il ''nemico'':in ciò che rappresentate risiede la ragione per la quale questo movimento di cittadini è nato, voi rappresentate tutto quanto è fallito in termini politici, sociali e umani in questo paese. La condivisione istituzionale per noi è atto dovuto quando si tratta del bene del nostro territorio ma non scadrà mai, per alcun motivo, in nessuna sindrome di Stoccolma, ve lo diremo ogni giorno, lo ribadiremo in ogni occasione se lo riterremo necessario.
Con la pochezza di quel comunicato, il PD locale qualcosa di buono l'ha fatto: aggredendo e offendendo i consiglieri pentastellati di Ciampino, oltre i limiti del lessico politico e della cortesia istituzionale, ha dimostrato che chi stigmatizza e strumentalizza quello che doveva essere un'occasione di incontro per una "battaglia di civiltà da combattere insieme" è proprio il PD locale, sempre più lontano dai problemi veri, dalla rappresentanza di genere e da quella dei cittadini, quel ''folto'' pubblico presente in sala consiliare lo scorso 7 marzo che, implicitamente, riconoscono come vicino ai 5 stelle. Con quel comunicato siamo davanti ad un bellissimo esercizio filosofico verso la
verità da parte del PD: sosteneva Schopenhauer che "la verità attraversa sempre tre fasi: nella prima viene ridicolizzata (i grillini dilettanti allo sbaraglio!); nella seconda ci si oppone violentemente (quei confusi burattini dei consiglieri M5S!); infine, la si accetta come ovvia" : ci stanno dicendo con chiarezza che siamo diventati antipatici confermando, loro malgrado, che il M5S è la vera forza di opposizione, non un vago concetto che serve ad affermare la democraticità delle istituzioni (non è un caso che nulla sia stato detto sugli interventi delle altre forze di opposizione).
Siamo anticipatici e inesperti, signori della maggioranza,ma state molto sereni rispetto al fatto che abbiamo chiarissimo il concetto di conflitto politico e conflitto istituzionale. Nessuna confusione da parte nostra: collaborare a livello istituzionale,abbiamo detto, con forze politiche diverse è un nostro preciso dovere se il fine è migliorare,
correggere, salvaguardare la cosa pubblica. Per questo le due mozioni dello scorso sabato sono state sottoscritte e condivise senza alcuna remora dal gruppo consiliare M5S. Ciò che non abbiamo condiviso è stato il teatrino politico di targhe, illustri ospiti e relatori che hanno raccontato quanto bravi siano loro perché fanno della condizione
femminile disastrosa una priorità (al momento giornaliera), non come noi ''soldatini tirati a molla'' che notoriamente per attirare consensi strumentalizziamo mezzi di informazione e ci lanciamo in pirotecnici eventi mondani presieduti dalle nostre star del momento.
Francamente poco aiuta la vita quotidiana di migliaia di donne ciampinesi il lungo panegirico (da primi della classe) sulle origini della festa dell'8 marzo. Le mozioni le sappiamo scrivere tutti, cari colleghi, ma è necessario dare seguito ai buoni propositi affinché ci si guadagni credibilità e fiducia. Quando gli intenti presentati non saranno più solo tali ma concreti progetti debitamente messi in atto allora ben volentieri sapremo condividere anche una giornata di celebrazioni. Perché quel giorno potremo dire, tutti, di aver veramente fatto qualcosa per le nostre concittadine.
Quelle che ancora aspettano che la compagine di governo del PD attui quanto promesso a gran voce nel Piano Nazionale Antiviolenza, promesso a gran voce da Renzi un anno fa e di cui abbiamo perso le tracce.
Finché non vedremo che un pallido riflesso locale di disattesi piani nazionali, fino ad allora, il vostro poco originale canovaccio di solidarietà mettetelo in scena da soli: i goffi, confusi, stravaganti, deboli soldatini non prendono parte alla vostra bruttissima copia di Commedia dell'Arte.

Il gruppo consigliare M5S e gli attivisti tutti

Di seguito il link al comunicato del Partito Democratico.
http://www.pdciampino.it/index.php/component/content/article/52-politica/732-m5s-spettacolarizzazione-e-mediatizzazione-della-vita-politica.html

Nella mattina di ieri, sabato 7 marzo, si è svolto in seduta straordinaria-urgente il consiglio/celebrazione comunale per la festa della donna.

Sono le ore 10:00 e qualche minuto dopo la sala è quasi piena e allestita per l'occasione con sagome di cartone, su di esse spiccano nomi di donne e le date della loro morte e la storia è più o meno comune per tutte loro e fin troppo eloquenti: violenze fisiche e psicologiche, abusi, solitudine. La targa all'esterno aspetta di essere scoperta e applaudita in loro nome. Una bella targa, rossa bianca e verde, i colori di uno stato ancora incapace di affrontare la diversità di genere nel quotidiano, nel sociale e nel mondo del lavoro.

È sempre nel nome di queste vittime che le mozioni portate all'ordine del giorno dalla maggioranza (il cui contenuto è, ovviamente, condiviso e appoggiato da tutta l'opposizione, M5S incluso) sono state presentate e, soprattutto, che il consiglio è stato convocato.
Tuttavia, per quanto le tematiche dedicate di questo consiglio straordinario siano sentite e condivise, ci siamo interrogati sull'urgenza e la straordinarietà dell'evento in pompa magna presenziato, addirittura, da Simone Lupi tra i più attenti ai temi sociali (e non solo) che riguardano il Comune che ha ''dovuto'' lasciare per ben più nobili incarichi.

Ci siamo chiesti se una giornata di celebrazione bastasse ad apportare un reale contributo alla risoluzione del problema "violenza sulle donne e di genere", e se i luoghi comuni e le frasi fatte sciorinate con enfasi non stessero semplicemente dando lustro agli organizzatori e non l'attenzione che la drammaticità del tema merita. Sempre, 365 giorni all'anno.

La portavoce del Movimento 5 Stelle di Ciampino Marilena Checchi, in qualità di capogruppo, prende parola: è chiara, diretta e porta all'attenzione la realtà obbiettiva dei fatti che infastidirà estremamente il nostro Sindaco e la maggioranza, ovvero i costi sostenuti per un consiglio indetto per delle mozioni che si sarebbero potute approvare durante la scorsa seduta o la prossima (motivo per cui i portavoce Bartolucci e De Sisti sono presenti ma non sono seduti sugli scranni, potendo così rinunciare al gettone di presenza). La teatralizzazione politica di una celebrazione che deve essere sostenuta con atti concreti e con più fiato risparmiato, non possiamo e non vogliamo condividerla e finché la politica intrapresa dalla giunta comunale e dalla maggioranza non passerà dalle promesse ai fatti (continuando ad esultare per ogni "evento"portato a casa) non avremo alcun timore a risultare impopolari, ''sgradevoli'', i guastafeste del giovane Terzulli e compagnia.

Proprio il Sindaco Giovanni Terzulli afferma di essere stato "sgradevolmente" colpito dal termine "teatralizzazione" in riferimento al consiglio comunale, perché in fondo l'amministrazione ha il diritto di celebrare una "festa", e afferma quanto poco democratico sia "scegliere" a quale consiglio partecipare (riferendosi alla scelta dei portavoce Bartolucci e De Sisti).

La democrazia è forse indire consigli comunali autocelebrativi, sperperando denaro pubblico per la passerella di buoni propositi, quando invece si può e si deve far altro? Ce lo spieghi il presidente del consiglio, Muzi, cosa vuol dire esprimersi democraticamente, lui che durante il suo retorico tentativo di ammantare di meraviglia questa giornata, con poca cavalleria (per rimanere in tema) ma tanta astuzia politica, ha negato la replica alla nostra consigliera Checchi, nonostante il suo ruolo ''super partes'' imporrebbe la massima espressione della dialettica democratica.

Sarebbe bastato, come già detto, approvare queste mozioni in un altro consiglio, non serve la giornata dell'8 marzo a ricordarci il nostro dovere, non serve chiamare una convocazione "urgente" quando non c'è stata nessuna azione "urgente" realmente informativa ed educativa e che avesse un significato sociale sentito.

Piuttosto facciamo lavorare seriamente la Consulta per la par opportunità - e questo è un plauso che va al Comune di Ciampino per essere uno dei pochi ad averla istituita - in modo che mai più una targa debba essere apposta sui muri delle città. Possono stare sicuri, il signor Sindaco e i signori della maggioranza, che presteremo molta attenzione a quello che sarà l'operato messo in atto a proposito delle mozioni approvate in sede di consiglio.

E quindi passa anche questo consiglio comunale, si applaude alla targa e alla mimosa, con delle mute sagome di cartone affianco, che poi tanto mute non sono, e altre facce di cartone che parlano, promettono, e invece sembrano essere così mute...

Gli attivisti e i consiglieri M5S

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