Maggio 2014 Archives

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Dati Ufficiali

Tutta la lista del MoVimento 5 Stelle di Ciampino, a partire dal candidato sindaco Marco Bartolucci, insieme a Daniele De Sisti, Marilena Checchi, Alessia Morandi, Marco Antonio Sergi, Fabrizio Palmiotto, Cristian Vigliarolo, Maria Vittoria Leo, Francesca Vitale, Giorgio Vitale, Francesco Paolo Trapani, Alessio Petronelli, Valerio Farfanicchia, Giuseppe Granata, Giovanna Angiulli, Monica Persichetti, Angela Cracchiolo, e agli attivisti e ai simpatizzanti tutti, ringrazia 3300 volte tutti i cittadini per la fiducia riposta attraverso la propria preferenza alle urne.

Non siamo ancora la prima forza politica a Ciampino ma abbiamo concorso a testa alta e da soli, diventando in poco tempo la seconda realtà politica sul territorio nonostante i ben radicati partiti di sinistra e destra. A ballottaggio concluso, i nostri portavoce siederanno in consiglio e daremo filo da torcere a chiunque intenda continuare a gestire la nostra città alla vecchia maniera a chiunque intenda continuare a gestire la cosa pubblica come un affare privato. Si cambia musica, sarà più difficile del previsto ma la nostra intenzione è quella di continuare a lavorare, di stare col fiato sul collo ai nostri amministratori perché l'obiettivo non cambia: Ciampino deve tornare ad essere a misura di cittadino e non abbiamo nessuna intenzione di mollare!

Con tutta l'energia, la passione e la grinta che in questi anni avete avuto modo di conoscere, il M5S di Ciampino torna tra le gente e per la gente da subito, senza tregua, per migliorare ancora e per essere ancora più vicino ad ognuno di voi.
Per trasparenza, il M5S comunica sin da ora che non appoggerà nessuno dei due candidati sindaco che hanno raggiunto il ballottaggio. Andremo alle urne come nostro diritto e dovere a consegnare una scheda NULLA. Auguriamo ai due candidati sindaco uno scontro onesto e cominciamo a pre-allertare entrambi che non faremo sconti, non faremo passare nulla che non vada a vantaggio della cittadinanza.
A voi simpatizzanti, amici, attivisti e agli impagabili (in ogni senso, visto che il loro tempo lo hanno messo a disposizione gratuitamente!) Rappresentanti di Lista nostri ''defensores tabellae'': vi aspettiamo di nuovo numerosi al prossimo infopoint e nell'attesa vi ringraziamo di cuore per questa indimenticabile esperienza.

Lo staff

ufficiostampa@cm5s.it

Il Patto di bilancio europeo, formalmente Trattato sulla stabilità, coordinamento e governance nell'unione economica e monetaria (conosciuto anche con l'anglicismo fiscal compact, letteralmente "patto finanziario"), è un accordo approvato con un trattato internazionale il 2 marzo 2012 da 25 dei 27 stati membri dell'Unione europea, con l'eccezione del Regno Unito e della Repubblica Ceca, entrato in vigore il 1º gennaio 2013.

Nel marzo 2011 fu proposta una nuova riforma del Patto di stabilità e crescita, volta a rendere automatiche le sanzioni per chi viola i parametri riguardanti il 3% nel rapporto deficit/PIL e il 60% nel rapporto debito/PIL. Angela Merkel insistette affinché la Commissione europea e la Corte di giustizia dell'Unione europea svolgessero un ruolo importante di garanzia nel controllare il rispetto degli obblighi da parte dei paesi. Nel 2011 la Germania, la Francia e altri paesi più piccoli dell'Unione europea hanno fatto un altro passo verso l'unione fiscale della zona euro, con regole di bilancio molto rigorose e sanzioni automatiche per chi dovesse mancare di rispettare quei parametri.

Il 9 dicembre 2011, nel Consiglio europeo, tutti i 17 membri della zona euro hanno concordato le linee fondamentali del Trattato di stabilità fiscale che irrigidisce i parametri riguardanti il rapporto deficit/PIL e quello debito/PIL, introducendo anche sanzioni automatiche per chi li violi.

Il nuovo trattato entrerà in vigore quando sarà stato ratificato da almeno 12 dei paesi interessati e a partire dal 1º gennaio 2013. Ogni paese, dopo la ratifica del trattato, avrà tempo fino al 1º gennaio 2014 per introdurre la regola che impone il pareggio di bilancio nella legislazione nazionale. Solo i paesi che avranno introdotto tale regola entro il 1º marzo 2014 potranno ottenere eventuali prestiti da parte del Meccanismo Europeo di Stabilità. L'obiettivo, dopo l'entrata in vigore, è quello di incorporare entro cinque anni il nuovo trattato nella vigente legislazione europea.

Sebbene sia stato negoziato da 25 Paesi dell'Unione europea, l'accordo non fa formalmente parte del corpus normativo dell'Unione europea.

I principali punti contenuti nei 16 articoli del trattato sono:

l'impegno ad avere un deficit pubblico strutturale che non deve superare lo 0,5% del PIL e, per i paesi il cui debito pubblico è inferiore al 60% del PIL, l'1%;
l'obbligo per i Paesi con un debito pubblico superiore al 60% del PIL, di rientrare entro tale soglia nel giro di 20 anni, ad un ritmo pari ad un ventesimo dell'eccedenza in ciascuna annualità;
l'obbligo per ogni stato di garantire correzioni automatiche con scadenze determinate quando non sia in grado di raggiungere altrimenti gli obiettivi di bilancio concordati;
l'impegno a inserire le nuove regole in norme di tipo costituzionale o comunque nella legislazione nazionale, che verrà verificato dalla Corte europea di giustizia;
l'obbligo di mantenere il deficit pubblico sempre al di sotto del 3% del PIL, come previsto dal Patto di stabilità e crescita; in caso contrario scatteranno sanzioni semi-automatiche;
l'impegno a tenere almeno due vertici all'anno dei 18 leader dei paesi che adottano l'euro.

Critiche:
Non tutti gli economisti (soprattutto di scuola keynesiana) concordano sui vincoli imposti dal patto di bilancio.

I premi Nobel per l'economia Kenneth Arrow, Peter Diamond, William Sharpe, Eric Maskin e Robert Solow, in un appello rivolto al presidente Obama, hanno affermato che "Inserire nella costituzione il vincolo di pareggio del bilancio rappresenterebbe una scelta politica estremamente improvvida. Aggiungere ulteriori restrizioni, quale un tetto rigido della spesa pubblica, non farebbe che peggiorare le cose"; soprattutto questo "avrebbe effetti perversi in caso di recessione. Nei momenti di difficoltà diminuisce infatti il gettito fiscale (per concomitante diminuzione del PIL) e aumentano alcune spese pubbliche tra cui i sussidi di disoccupazione. Questi ammortizzatori sociali fanno dunque aumentare il deficit pubblico, ma limitano la contrazione del reddito disponibile e quindi del potere di acquisto (che influiscono sul consumo o domanda di beni o servizi)". Nell'attuale fase dell'economia, continuano, "è pericoloso tentare di riportare il bilancio in pareggio troppo rapidamente. I grossi tagli di spesa e/o gli incrementi della pressione fiscale necessari per raggiungere questo scopo, danneggerebbero una ripresa economica già di per sé debole".

Nell'appello si afferma che "anche nei periodi di espansione dell'economia, un tetto rigido di spesa potrebbe danneggiare la crescita economica, perché gli incrementi degli investimenti a elevata remunerazione - anche quelli interamente finanziati dall'aumento del gettito - sarebbero ritenuti incostituzionali se non controbilanciati da riduzioni della spesa di pari importo".

Infine si afferma che "un tetto vincolante di spesa comporterebbe la necessità, in caso di spese di emergenza (per esempio in caso di disastri naturali), di tagliare altri capitoli del bilancio mettendo in pericolo il finanziamento dei programmi non di emergenza".

Critico anche l'economista e premio Nobel Paul Krugman, il quale ritiene che l'inserimento in costituzione del vincolo di pareggio del bilancio possa portare alla dissoluzione dello stato sociale.

Attualmente il nostro debito ammonta a circa 2200MLD cioè circa il 130% del PIL quindi dovendo rientrare nel 60% del PIL ogni anno per venti anni iniziando dal 2014 dovremo risparmiare circa 60MLD.

Il MuoVi@moci tour fa tappa a Ciampino!

Il candidato sindaco Marco Bartolucci insieme ai candidati consiglieri M5S vi invita a partecipare all'incontro dedicato ai punti programmatici per le elezioni europee.
Interverranno il portavoce alla camera dei Deputati, Alessandro Di Battista, insieme ai candidati M5S alle Europee Fabio Massimo Castaldo, Dario Tamburrano, Bianca Maria Zama, Mara Ziantoni, Giusy Campo e Silvana Fossi

Vi aspettiamo all'interno del Parco Aldo Moro, a partire dalle 16:30.

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Il Meccanismo europeo di stabilità (MES), detto anche Fondo salva-Stati, istituito dalle modifiche al Trattato di Lisbona (art. 136) approvate il 23 marzo 2011 dal Parlamento europeo e ratificate dal Consiglio europeo a Bruxelles il 25 marzo 2011, nasce come fondo finanziario europeo per la stabilità finanziaria della zona euro (art. 3). Esso ha assunto però la veste di organizzazione intergovernativa (sul modello dell' F.M.I.), a motivo della struttura fondata su un consiglio di governatori (formato da rappresentanti degli stati membri) e su un consiglio di amministrazione e del potere, attribuito dal trattato istitutivo, di imporre scelte di politica macroeconomica ai paesi aderenti al fondo-organizzazione.

Il Consiglio Europeo di Bruxelles del 9 dicembre 2011, con l'aggravarsi della crisi dei debiti pubblici, decise l'anticipazione dell'entrata in vigore del fondo, inizialmente prevista per la metà del 2013, a partire da luglio 2012. Successivamente, però, l'attuazione del fondo è stata temporaneamente sospesa in attesa della pronuncia da parte della corte costituzionale della Germania sulla legittimità del fondo con l'ordinamento tedesco. La Corte Costituzionale Federale tedesca ha sciolto il nodo giuridico il 12 settembre 2012, quando si è pronunciata, purché vengano applicate alcune limitazioni, in favore della sua compatibilità con il sistema costituzionale tedesco.
Il MES sostituirà il Fondo europeo di stabilità finanziaria (FESF) e il Meccanismo europeo di stabilizzazione finanziaria (MESF) attualmente ancora in vigore, nati per salvare dall'insolvenza gli stati di Portogallo e Irlanda, investiti dalla crisi economico-finanziaria. Il MES è attivo da luglio 2012 con una capacità di oltre 650 miliardi di euro, compresi i fondi residui dal fondo temporaneo europeo, pari a 250-300 miliardi.
Il fondo emetterà prestiti (concessi a tassifissi o variabili) per assicurare assistenza finanziaria ai paesi in difficoltà e acquisterà titoli sul mercato primario (contestualmente all'attivazione del programma Outright Monetary Transaction), ma a condizioni molto severe. Queste condizioni rigorose "possono spaziare da un programma di correzioni macroeconomiche al rispetto costante di condizioni di ammissibilità predefinite" (art. 12). Potranno essere attuati, inoltre, interventi sanzionatori per gli stati che non dovessero rispettare le scadenze di restituzione i cui proventi andranno ad aggiungersi allo stesso MES. È previsto, tra le altre cose, che "in caso di mancato pagamento, da parte di un membro dell'Esm, di una qualsiasi parte dell'importo da esso dovuto a titolo degli obblighi contratti in relazione a quote da versare [...] detto membro dell'Esm non potrà esercitare i propri diritti di voto per l'intera durata di tale inadempienza" (art. 4, comma 8).
L'operato del MES, i suoi beni e patrimoni ovunque si trovino e chiunque li detenga, godono dell'immunità da ogni forma di processo giudiziario (art. 32). Nell'interesse del MES, tutti i membri del personale sono immuni a procedimenti legali in relazione ad atti da essi compiuti nell'esercizio delle proprie funzioni e godono dell'inviolabilità nei confronti dei loro atti e documenti ufficiali (art. 35).

Quello che condividiamo come spazi vivibili, dove cioè si svolge la nostra vita in comune: piazze, viali, giardini, hanno sempre avuto una parte importante nella vita di tutti noi, patrimoni questi che sembrano riecheggiare da una vita passata come il treno a vapore, ma che invece la nuova urbanistica delle società diciamo così "organizzate e lungimiranti" sta riscoprendo come fortemente avveniristica e la riconquista di spazi così detti "terzi" divengono necessari allo sviluppo della nuova società, ma guardando alla nostra situazione sentiamo che questo ogni giorno di più ci sta sfuggendo di mano.
"Comune" è proprio quella parola che designa la sostanza del nostro stare insieme e che diviene poi, sempre con la medesima parola un luogo fisico, che cura appunto questo "bene di tutti". Purtroppo il rimando alle vicende di cronaca giudiziaria che vedono coinvolti esponenti delle amministrazioni di tutti i livelli sta diventando, secondo un idea popolare, sempre più un luogo alienato dalla vita di tutti i giorni, ed ormai troppo spesso, lo si fa coincidere come luogo degli affari e degli interessi dei pochi a danno dei molti.
Uno degli effetti del dissenso a questa situazione si esprime molto spesso con l'allontanamento da quella che è la vita pubblica e il volgere lo sguardo altrove diventa l'unica valvola di sfogo. Ma abbiamo anche visto come il disinteresse per le istituzioni, il nostro ignorarle, non ha fatto altro che peggiorare la situazione.
Il delegare ad oltranza, ci ha posto più che mai di fronte alle nostre responsabilità di cittadini, ed alle irresponsabilità di quei delegati.
Dal mio personale punto di vista di cittadino, Ho visto Ciampino, un paese poi divenuto città, trascinarsi negli anni senza mai accompagnarsi al progresso, bensì subendolo, perdendo quegli appuntamenti con la modernità e diventando sempre più inadeguato alle richieste ed alle nuove necessità, che una cittadinanza sempre più numerosa ed evoluta, reclama. Il risultato è quello che vediamo tutti i giorni, la cultura del cemento e dell'improvvisazione, ha sclerotizzato e chiuso in una morsa la vita cittadina, che dovrebbe essere invece, il cuore pulsante delle comunità, e attribuendo a Ciampino quel triste appellativo di città dormitorio. A peggiorare la situazione è lo spettacolo quasi giornaliero del flusso continuo di auto, che attraversa Ciampino fin nel suo centro, ormai divenuto poco più che una rotatoria, andando così ad infierisce su una già tormentata situazione.
Personalmente mi capita, di ritorno di sera verso casa, di imbattermi nel costante traffico, e le scene che si assistono sono quelle che io considero "ripugnanti" e divengono tali proprio perché sono vissute nella loro normalità di tutti i giorni.
Vedere disabili in carrozzina che trovano ostacoli ovunque, costretti talvolta ad usare le carreggiate, impediti anche da quei "arredi urbani" (pali,paletti,panchine etc.) posti da coloro i quali invece, dovrebbero tutelare le loro difficoltà, e di madri con passeggini che cercano di muoversi tra auto parcheggiate e tra buche stradali aperte ormai da tempo immemorabile, ecco queste "normalità", sinceramente sono cose che devono far vergognare!
C'è sempre poi la fiera delle scuse, ormai divenute un'icona cittadina, per la ragione a questo stato di cose, come per esempio, che Ciampino soffre della storica vicinanza con Roma e la pone come crocevia con i Castelli Romani, e quindi le attese decennali non si tramutano mai in soluzioni che coinvolgono la vivibilità, anzi facendo ricadere proprio sulla comunità ancora una volta, tutte le tensioni delle sue inefficienze strutturali.
Sembra un ironia, ma originariamente Ciampino nasce come una "città giardino" ovvero quella tipologia di cittadina ispirata a sua volta alla "Città ideale" nata dal genio di Bramante, architetto contemporaneo di Michelangelo e Leonardo, ma per uno strano scherzo del destino, oggi più che mai quel vecchio appellativo sembra stridere così tanto.

Cristian Vigliarolo

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