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Programma Decrescita Felice, seconda parte.

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Proseguo il discorso già avviato sulla "Decrescita Felice" nel mio precedente post.

Le azioni del Movimento della Decrescita Felice si esplicano su tre filoni: stili di vita, politica e nuove tecnologie.

Stili di vita:consumo consapevole, auto produzioni, "università del saper fare"

Politica:costituzione di Circoli Territoriali per avviare il dibattito sul cambio di modello culturale nella società ed azioni concrete con corsi ed auto produzioni (pane, yogurt, orti sinergici con applicazione di agricoltura naturale ...)

Nuove tecnologie:usare le tecnologie che fanno ridurre l'impronta ecologica e migliorare la qualità della vita indipendentemente se il PIL aumenti o diminuisca; avviare la realizzazione di smart grid in ambito di quartiere dove i cittadini sono produttori e consumatori (prosumer) di energia partendo dall'eliminazione degli sprechi - riduzione della domanda - e l'uso di un mix tecnologico con fonti alternative.


A prescindere dall'aspetto filosofico, dobbiamo considerare che la nostra vita è un susseguirsi di raggiungimenti di obiettivi e che non sempre questi siano poi realmente quelli che ci daranno la "felicità".
A questo discorso si richiama quindi l'idea di intervenire nello stile della nostra vita.

Come richiamo partiamo da questi semplici ma fondamentali punti:
1. stili di vita:
a. consumo consapevole, auto produzione, "università del saper fare"
2. politica:
a. costituzione di Circoli Territoriali per avviare il dibattito sul cambio di modello culturale nella società ed azioni concrete con corsi ed autoproduzioni (pane, yogurt, orti sinergici con applicazione di agricoltura naturale ...)
3. nuove tecnologie:
a. usare le tecnologie che fanno ridurre l'impronta ecologica e migliorare la qualità della vita indipendentemente se il PIL aumenti o diminuisca; avviare la realizzazione di smart grid in ambito di quartiere dove i cittadini sono produttori e consumatori (prosumer) di energia partendo dall'eliminazione degli sprechi - riduzione della domanda - e l'uso di un mix tecnologico con fonti alternative.


Nello specifico analizzeremo questi punti.

Stile di vita.
Consumo consapevole.
Capita troppo spesso di comprare più di quello di cui realmente abbiamo bisogno. La tendenza, dovuta a logiche di mercato, ci costringe a riempire i carrelli della spesa più del necessario e così capita che poi si arrivi ad avere il frigorifero pieno di cibo magari in scadenza. Questo è sbagliato. La spesa deve essere fatta in modo consapevole e non di getto, valutando le necessità del nucleo famigliare e il consumo reale. Organizzare semplicemente i piatti che si andranno a preparare in quella settimana, magari suddividendoli così da non farci mancare alcuna forma di alimentazione, è una scelta sana e che genera notevole risparmio, sia in tempo che in denaro.
Conoscere le qualità di ogni pietanza ci permette oltretutto di avere un piacere che va al di là del sapore stesso del piatto.
In questo contesto sarebbe interessante istituire delle scuole di cucina vere e proprie che diano oltremodo anche indicazioni su come recuperare il cibo stesso, reinventandolo, senza che questo venga riproposto nello stesso modo oppure, nella peggiore delle ipotesi, gettato nella pattumiera...dell'umido mi raccomando!

Auto produzione.
Quanti di voi hanno ricordi legati all'infanzia riguardo al cibo? Io si, ma credo tutti noi.
Tutti abbiamo avuto delle nonne che preparavano conserve di pomodoro, marmellate, dolci fatti in casa e pasta all'uovo.
Purtroppo è vero che il tempo a disposizione delle famiglie si riduce sempre di più e che ci sono sempre meno donne e uomini disposti a passare parte del loro tempo libero nel preparare queste cose.
Recuperare questa abitudine può diventare anche un momento di incontro, una riunione famigliare nella quale far intervenire anche i propri figli tramando così, in un solo momento, due realtà importanti: l' appartenenza ad un nucleo famigliare e la storia della nostra cultura culinaria.
Per auto-produzione si intende anche la produzione in casa, sul balcone, terrazzo o giardino di tutti quei prodotti di origine vegetale che utilizziamo nella nostra cucina. Fatto così sembra un discorso difficile da affrontare ma in realtà con un po' di conoscenze, nozioni base e voglia di fare si possono ottenere ottimi risultati.
Il primo passo per capire se siamo capaci nel fare questo è semplice: partire con le piante che utilizziamo nei condimenti e nello specifico quindi parliamo di basilico, prezzemolo, erba cipollina, timo, rosmarino e menta.
Sono semplici da condurre e credo che ognuno di noi sappia la differenza tra il fresco e l'essiccato.
Il passo successivo è improntare un piccolo orto domestico senza pretesa alcuna di avere pomodori belli, ma buoni. Questo comporta anche la conoscenza stagionale delle verdure, il loro processo di crescita e questo può diventare un insegnamento fondamentale per i nostri figli.
Si può addirittura ipotizzare di realizzare dei veri e propri "orti urbani", luoghi all'interno della città, nei quali coltivare e che, al tempo stesso, possano diventare dei luoghi di aggregazione, di socializzazione e perché no di lavoro.

Politica.
Per fortuna in questo contesto esistono già associazioni che operano sul territorio in questo senso.
La sinergia tra queste associazioni e la Pubblica Amministrazione possono dar vita a veri e propri progetti atti a garantire una vita migliore, un miglior rapporto con il proprio territorio e non per ultimo un maggiore rispetto per le risorse che il territorio stesso può garantirci.

Nuove tecnologie.
In questo settore il discorso diventa più complesso e bisogna valutare oltretutto le leggi che regolano l'edificabilità di strutture o la modifica delle stesse per inserire nelle realtà già esistenti impianti capaci di garantire sufficienza energetica del territorio.
Primo tra tutti l'installazione di impianti foto-voltaici su tutte le strutture di proprietà comunale/statale.
Incentivare le stesse sulle abitazioni private.
Rendere le case migliori da un punto di vista energetico (cosa che implica creazione di lavoro anche nel settore dell'edilizia in quanto la riqualificazione stessa richiama le stesse aziende del settore).
In questo determinato settore si possono incentivare lavori di "ristrutturazione" capaci di isolare termicamente le abitazioni come: doppi infissi, isolamenti termici di pavimenti (parquet con tappeti isolanti), gestione computerizzata del riscaldamento/refrigerazione, incentivo all'utilizzo di apparecchiature di classe energetica elevata (A+), introduzione dell'illuminazione a led.
Piccoli passi si possono già verificare da una semplice abitudine: abbassare le tapparelle delle finestre la sera quando fa buio. Questo impedisce la dispersione di calore e crea una camera d'aria tra l'esterno e l'interno in più rispetto a quella della finestra stessa.
Sono tante piccoli abitudini e miti da sfatare quelle che secondo alcuni portano con difficoltà ad una decrescita felice. Non sono solo le azioni eclatanti ma anche i semplici gesti quotidiani che fanno la differenza.

Il denaro.
Discorso a parte per quanto riguarda la moneta, il denaro.
Cosa c'entra con la decrescita felice?
Il denaro, ripetiamo, è semplicemente un mezzo con il quale scambiare il nostro lavoro con dei beni. Negli ultimi tempi lo stesso denaro ha acquisito un potere nella nostra vita che va ben al di là della sua stessa natura. La nascita del denaro ha origini antiche e fu introdotto come mezzo di scambio, come semplice valuta di scambio per regolarizzare gli scambi tra merci. Il baratto aveva problemi di gestione in quanto era più instabile e meno "controllabile".
Il denaro in se quindi non deve rappresentare un problema per l'economia. Allo stato attuale dei fatti purtroppo la percezione che hanno i cittadini, il popolo, di questo mezzo è deviata da tutti i fatti degli ultimi decenni. In tante occasioni sentiamo parlare di "signoraggio bancario".
La definizione che ne viene data è la seguente (tratta da Wikipedia):

Il signoraggio nella teoria economica.
In macroeconomia per signoraggio si intendono i redditi che un governo ottiene grazie alla possibilità di creare base monetaria in condizioni di monopolio. Negli stati moderni, solitamente, la banca centrale stampa le banconote mentre il governo (ad esempio tramite una zecca) conia le monete metalliche, ed entrambi hanno un reddito da signoraggio.
In economia il signoraggio è innanzitutto una delle fonti con cui un governo finanzia la propria spesa pubblica eccedente rispetto alla raccolta di tributi. Lo stesso termine signoraggio nella letteratura economica è quasi sempre riferito ai vantaggi del governo.
Nel caso in cui il potere di stampare moneta sia assegnato dal governo e questo lo usi per finanziare la spesa, il signoraggio corrisponde al rapporto tra il valore nominale della nuova base monetaria emessa in un certo intervallo temporale e l'indice generale dei prezzi (al netto dei trascurabili costi di produzione). I tentativi da parte del governo di finanziare il deficit pubblico aumentando le entrate da signoraggio possono essere causa di iperinflazione e gran parte dei casi storici di elevata inflazione e di iperinflazione sono effettivamente dovuti alla necessità da parte del governo di finanziarsi attraverso il signoraggio. Il caso storico più eclatante e più studiato dalla teoria economica in cui l'abuso nel ricorso al signoraggio da parte del governo ha causato una drammatica spirale iperinflattiva è la Repubblica di Weimar nella Germania del 1922-1923: il conseguente collasso economico fu il preludio dell'ascesa al potere del Nazismo e di Adolf Hitler. Nella prefazione al classico testo di Costantino Bresciani-Turroni sulle vicende del marco tedesco, Lionel Robbins osserva che «il deprezzamento del marco avvenuto tra il 1914 e il 1923 [...] ha distrutto la ricchezza degli elementi più solidi della società tedesca: e si è lasciato dietro uno squilibrio morale ed economico, atto a preparare il terreno per i disastri che sono seguiti. Hitler è il figlioccio dell'inflazione».
Krugman osserva che l'elevato ricorso al signoraggio è una caratteristica particolarmente frequente nei paesi in via di sviluppo. Nonostante i tentativi da parte di questi paesi di riformare le proprie istituzioni nella direzione dei paesi maggiormente industrializzati, tale processo rimane spesso incompiuto: alla maggiore statalizzazione di queste economie non corrisponde un'adeguata capacità di riscuotere le imposte per finanziare la spesa. Anche in questi casi il ricorso al signoraggio è associato ad elevata inflazione o iperinflazione.

Per ulteriori informazioni si rimanda alla pagina stessa o a documentazione.


Senza essere degli economisti si deduce che la situazione attuale, nel quale il signoraggio derivante dalla stampa delle banconote non è a carico dello Stato ma della BCE, il profitto che si ottiene da tale produzione (perché di questo si parla) è di sola competenza della stessa Banca Centrale.
Ad ogni singolo Stato rimane ancora il signoraggio derivante dall'emissione di moneta non cartacea. Se parte degli introiti vengono quindi dirottati presso un ente terzo si capisce che la capacità di uno Stato di investire, aumentare il surplus di incassi, viene meno.
Rimane quindi una alternativa per dare maggiore potere di acquisto ai cittadini e questo metodo è introdotto con l'utilizzo di "monete complementari" o "buono di solidarietà".
Tali monete non hanno valore legale e non intendono in alcun modo introdursi come sostitutivi della moneta corrente ma assolvono il solo scopo di alleggerire la pressione derivante da una minore circolazione della moneta stessa.
Il loro valore è pari a quello di un buono sconto ma che non termina al momento dell'utilizzo e quindi può essere "scambiato" per ulteriori acquisti.
In questo contesto sono così nate diverse "monete" a circolazione locale.
L'utilizzo all'interno di un comune di tale moneta può creare maggiore movimentazione di merci senza incombere in problemi fiscali.

Banca del tempo.
Di diversa teoria è la "banca del tempo".
Semplicissima nella sua idea ma rivoluzionaria al tempo stesso. Scambiarsi le ore per le proprie competenze. Ogni cittadino mette a disposizione della comunità le proprie capacità e competenze senza che queste vengano remunerate attraverso lo scambio di moneta ma solo attraverso lo scambio di tempo.
Con questo deriva che in realtà avviene solo uno scambio di "mano d'opera".
Il meccanismo viene regolato dall'unità di misura che si decide: ore lavoro.
Lo scambio avviene semplicemente regolandolo con un database nel quel verranno tenuti i conti dei crediti e dei debiti.
Le persone in questo contesto si aiutano e questo facilita lo scambio anche sociale di conoscenze, possono crearsi nuovi legami...perché...NESSUNO DEVE RIMANERE INDIETRO.

Conclusioni finali.

La decrescita felice è uno stile di vita che più ci riporta alla vera essenza dell'essere umano, ci avvicina a quello che dovrebbe essere lo scorrere naturale del tempo e delle stagioni. Forse, ad oggi, l'unica VERA soluzione al problema della crescita costante di questa società, società che sta crescendo senza sapere esattamente da che parte andare. Riavvicinare gli uomini alle radici, agli inizi, è solo l'inizio di quella che potrebbe essere una grande rivoluzione culturale e sociale dove gli stessi uomini non saranno più attori senza copione ma attori che partecipano attivamente al raggiungimento di un obiettivo comune.
Questo obiettiva è la possibilità, possibile, che le risorse del pianeta siano sufficienti per tutti.
Consumare meno ma consumare meglio. Mangiare meno ma mangiare meglio e senza sprechi. Energia migliore, pulita e non pericolosa, presente ovunque ed in qualsiasi momento.
Non possiamo continuare questa spirale distruttiva che ci sta facendo consumare giorno dopo giorno quello che la natura ha generato in milioni di anni. Stiamo avvelenando questo pianeta e le persone che ci vivono, combattiamo guerre per il petrolio e per il gas, distruggiamo foreste intere per aumentare le coltivazioni senza poi renderci conto che le stesse foreste sono fonte di ossigeno.
Le multinazionali avviano pozzi per l'estrazione del petrolio in ogni parte del pianete ed ultimamente anche in Italia sta avvenendo lo stesso senza che nessun media ne dia informazione. La Basilicata prima tra tutte sta subendo perforazioni per estrarre petrolio oltre tutto di scarsa qualità.
Finchè l'obiettivo primario sarà l'arricchimento di pochi a discapito dei molti sarà difficile recuperare questa situazione.
Se le persone smettessero di ricercare il "superfluo" e se le stesse iniziassero a chiedere ai propri governi maggiori tutele sulla salute la reazione sarebbe devastante per tutto il sistema economico.
Una reazione devastante per chi? Non certo per l'umanità.
Un mondo migliore è possibile...basta volerlo.

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This page contains a single entry by Daniele De Sisti published on 28.04.14 14:55.

I nostri aguzzini continuano a inventarsi nuovi metodi di tortura: ERF was the previous entry in this blog.

La grande truffa della Nato economica: il TTIP is the next entry in this blog.

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