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La Decrescita Felice, introduzione.

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Questo tavolo di lavoro nasce da una semplice ma interessante percezione della vita che ognuno di noi potrebbe abbracciare in un momento della propria esistenza.
Capita a tutti, prima o poi di avere un evento traumatico che rende instabile la nostra vita, demolendo i pilastri sui quali, negli anni, abbiamo poggiato le nostre abitudini; pilastri generati dall'insegnamento della famiglia di provenienza, dalla scuola frequentata, dal contesto sociale in cui siamo cresciuti.
Siamo talmente presi dai ritmi standardizzati delle vita quotidiana da lasciar scorrere i giorni senza attribuire un vero senso alla nostra esistenza.
Ci alziamo, andiamo a lavoro; pranziamo quando è il momento; ridiamo per le solite battute; attendiamo con ansia il termine della giornata lavorativa, ci rimettiamo nel traffico e al limite facciamo un po' di spesa di corsa senza dare peso ad uno sguardo, ad una parola, ad un odore.
Torniamo a casa, ceniamo, guardiamo la tv e poi a dormire.
Il giorno dopo di nuovo la stessa storia aspettando il fine settimana, dove arriviamo stanchi e svuotati.
Quanti di voi si riconoscono in questo meccanismo piuttosto banale?
Questo preambolo per introdurre al tema che questo tavolo affronta, ossia la proposta di uno stile di vita alternativo a quello descritto sopra e che prende il nome di "decrescita felice" intesa non come una regressione nello stile di vita, bensì una riappropriazione del nostro tempo, della nostra esistenza.
Questo lavoro, in realtà, si sviluppa in modo trasversale ad altri tavoli di lavoro richiamando temi come l'ambiente, il territorio, la cultura, la sicurezza, il turismo. L'approccio alla decrescita felice, infatti, è da considerarsi come un'applicazione delle norme, dei punti, delle idee suggerite nei vari temi programmatici per raggiungere una migliore qualità della vita con la conseguente riappropriazione sia degli spazi che del tempo.
Vorremmo aggiungere una considerazione sul "denaro" che oggi più che mai ha perso la funzione di strumento di scambio e viene demonizzato come qualcosa di sporco e cattivo ma che tutti bramano di ottenere in qualunque modo possibile. Dobbiamo fare un passo indietro anche in questo senso. Il "denaro" è semplicemente un mezzo, uno scambio...nulla più.
(Rimandiamo alla introduzione successiva al tema dello SCEC).

Le nozioni di teoria della decrescita felice rimandano all'opera di Serge Latouche e qui di seguito la definizione presa da Wikipedia:
''Il Movimento per la Decrescita Felice (MDF) è un movimento italiano nato e cresciuto informalmente' all'inizio del 2000 sui temi della demitizzazione dello sviluppo fine a sé stesso, e successivamente sfociato in un'associazione fondata da Maurizio Pallante, esperto di risparmio energetico. Il movimento, chiaramente ispirato alla decrescita teorizzata da Nicholas Georgescu-Roegen, fondatore della bioeconomia, ed in linea con il pensiero di Serge Latouche, parte dal presupposto che la correlazione tra crescita economica e benessere non sia necessariamente positiva, ma che esistano situazioni frequenti in cui ad un aumento del Prodotto interno lordo (PIL) si riscontra una diminuzione della qualità della vita''.

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This page contains a single entry by Daniele De Sisti published on 09.04.14 17:48.

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