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Presentazione Programma "Sicurezza in città"

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Viviamo in un territorio che da un punto di vista morfologico ed urbanistico è ben definito e non riporta criticità tali da impedirne un buon controllo e quindi un buon monitoraggio.
Teniamo a precisare che per monitoraggio intendiamo l'azione volta alla tutela della cittadinanza e delle strutture pubbliche e non quella che potrebbe essere interpretata come una violazione della privacy.
Monitorare il territorio ha un duplice scopo: il primo è quello di prevenire; il secondo, nel caso in cui sia avvenuto un reato o un incidente stradale, è la possibilità di ricreare la tempistica e la dinamica dello stesso.
Zone come parcheggi, stazioni ferroviarie, fermate degli autobus, sottopassaggi e parchi, troppo spesso risultano essere luoghi poco sicuri. L'installazione di ulteriori telecamere posizionate in luoghi strategici darà la possibilità di rendere queste aree maggiormente protette.
Il discorso è valido anche per le strade. Migliorando il monitoraggio con l'ausilio delle telecamere si avranno maggiori strumenti di intervento utili alla polizia locale così da facilitare anche eventuali "indagini da remoto".
I costi di tale impianto saranno ammortizzati dall'applicazione del "Piano SMART CITY" e da una rivalutazione dei costi della macchina amministrativa.
L'approccio tuttavia non può essere solo tecnologico.
L'aspetto sociale ricopre un ruolo di primaria importanza, La condizione attuale dovuta alla crisi lavorativa e alla difficoltà di integrazione può dare luogo a situazioni di criticità tali da incentivare comportamenti al di fuori della legalità. L'informazione e l'educazione sono la prima forma di prevenzione
Con educazione intendiamo l'insegnamento delle basi della buona convivenza e del rispetto dell'altro.
L'educazione civica ricopre un ruolo importante poiché ci insegna le regole per vivere in comunità. Per informazione intendiamo lo sviluppo di un processo culturale, di integrazione e di coesione che purtroppo è assente nella società italiana.
Troppo spesso sentiamo parlare di "paura del diverso": diverso per nascita, per religione, per stato sociale o per orientamento sessuale.
Un esempio?
La cronaca di Ciampino e le campagne elettorali di alcune forze politiche spesso riportano al Campo Rom della Barbuta.
(Ricordiamo che la giurisdizione di tale campo rientra nelle competenze del Comune di Roma e nello specifico del VII Municipio dove noi abbiamo già due consiglieri, Monica Lozzi ed Andrea Coia).
Negli anni la situazione del campo nomadi è andata peggiorando, non per colpa delle persone che vi risiedono ma a causa di una gestione errata e superficiale .
La collaborazione tra le diverse realtà amministrative, può riportare la situazione ad uno stato che potremmo definire di "equilibrio" .
La creazione di eventi interculturali può dare origine ad una intensa collaborazione e allo stesso tempo può determinare una riduzione notevole delle "distanze" che troppo spesso ci dividono.
Voglio evitare di utilizzare il termine "tolleranza", mal compreso nel suo significato, ma parlare di: educazione, collaborazione e partecipazione. Parole e fatti devono essere presenti da entrambe le parti.
Solo in questo modo possiamo auspicare la realizzazione di una società migliore, una società dove i figli di tutti, possono giocare liberi senza differenza di razza, religione, condizione socio-economica, e che un cittadino, sia donna che uomo, possa camminare in tranquillità.
Smettiamola di essere inutilmente perbenisti e pensiamo a come realizzare un mondo migliore.
Dipende solo da noi.

Dalla Costituzione Italiana.

Art. 3
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

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This page contains a single entry by Daniele De Sisti published on 31.03.14 12:19.

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