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MoVimento 5 Stelle

Ancona - 

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Ancona non ha ancora il centro intermodale non ha più un ostello. Magari gli anconetani non se ne sono accorti... ma per la nostra città è stato un altro (l'ennesimo) colpo.
L'alternativa di un ostello più grande, accogliente, efficiente, e comodo oltre che necessario .. c'era.. e non c'è più! Sparita con una velocità davvero degna di migliore causa.
Gli anconetani conoscono bene il sedime dell'ex Fornace Verrocchio destinato a Centro intermodale di scambio per il trasporto pubblico; monumento all'inconcludenza e alla superficialità delle aggiudicazioni "farlocche". Di seguito una breve storia:
Il progetto per l'Autostazione di Ancona nell'area dell'ex fornace Verrocchio di fronte alla stazione ferroviaria è affidato al famoso architetto anglo -svedese Ralf Erskine ed ai suoi collaboratori svedesi e consegnato a Giugno del 2000. Nel 2001 è approvato il progetto preliminare e il progetto esecutivo relativo ai lavori del primo stralcio dell'opera. A causa della solita trappola del massimo ribasso il cantiere rimane "appeso" nelle aule di Tribunale e alla città è stato sottratto un importante snodo che avrebbe in questi lunghi anni alleggerito il carico del traffico veicolare diretto al centro.
Nel 2007 l'Amministrazione decide di far ripartire i lavori e vengono coinvolti nuovamente gli architetti collaboratori dell'Arch. Erskine che, costituitisi in Raggruppamento Temporaneo di Professionisti, sottoscrivono una Convenzione con il comune di Ancona con cui è concordato un corrispettivo pari a circa 22 mila euro.
Si arriva, a maggio del 2010, alla consegna del Documento Preliminare. Da qui in poi del Documento Preliminare si perdono le tracce, cioè: nonostante la consegna dell'elaborato, l'Amministrazione Comunale rimane silente quanto alle richieste per la definizione della approvazione per dare seguito alla realizzazione dell'opera.
Nel 2011 l'Amministrazione comunale approva una variante urbanistica perché i piani superiori dell'autostazione fossero destinati ad Ostello, in considerazione della necessità dell'opera per alla città e data l'inadeguatezza di quella esistente, consultando in merito i progettisti svedesi. Immediatamente parte la ricerca di partners economici che si trovano, oltretutto particolarmente interessati (Associazione degli Ostelli Tedeschi), visto il valore dell'opera frutto di un progetto di un Architetto di grandissima fama (Ralph Erskine appunto) e della valenza turistica della nostra città.
Poi tutto tace e nulla si sa, salvo che l'ostello esistente è stato nel frattempo chiuso.
COME è ANDATA A FINIRE?
I fondi disponibili ora ci sono (Piano Riqualificazione periferie) e quindi anche per il piano di Riqualificazione del Quartiere Palombella perciò astrattamente utilizzabili anche per il completamento del progetto di Erskine (ricordiamoci oggetto di una CONVENZIONE tra progettisti e Amministrazione comunale). Ora che ci sono viene però meno la realizzazione di QUEL progetto - in stand by da anni e ignorato oggi - cui è preferito un altro assolutamente incoerente con il precedente e in cui l'ostello... sparisce. Il incarico di progettazione è, velocemente, affidato al Raggruppamento Temporaneo di cui lo Studio "Sardellini - Marasca" è capogruppo mandatario (che vince con un ribasso pari al 45% rispetto la base d'asta).
Questa è stata, è e continuerà ad essere la "cifra" della Amministrazione Mancinelli, attenzione al bene comune ed al FUTURO della nostra città pari a ZERO.
L'Architetto Erskine si rivolta nella tomba.

Nonnine che cadono


Ancona - 


Nonnina.jpg
Ogni giorno la notizia su "nonnine" cadute. Anche io ne ho "raccolte" nel mio quartiere. Marciapiedi sconnessi, ostacoli, oggi porte che non funzionano. Ovvero: la manutenzione ordinaria... questa sconosciuta.
Eh sì perché la manutenzione ordinaria NON porta voti: non si riconosce, non fa notizia

La Buona Amministrazione NON vive di eccezionalità ma di programmazione. La Buona Amministrazione è per tutti i cittadini sempre.. non in occasione di qualche scadenza elettorale per intercettare la benevolenza e la gratitudine. La Buona Amministrazione sarà la nostra cifra di governo della Città.


Ancona - 


Il programma di Governo che proponiamo è il risultato di incontri puntuali con i nostri concittadini.
Abbiamo osservato le criticità, valutato priorità ed esigenze ed i progetti emersi sono il frutto del contatto costante con chi, come noi, le criticità le vive quotidianamente.
In questi nove anni di opposizione all'Amministrazione PD abbiamo esercitato il nostro ruolo con passione costruttiva; le nostre idee solo in minima parte sono state recepite e fatte proprie da chi ha governato. E' giunto quindi il momento di concretizzare i progetti e rendere reale la nostra idea di Ancona che immaginiamo accogliente, organizzata, partecipata ... bella.... lo è già!
Il nostro obiettivo è far sì che tutti coloro che vivono Ancona possano godere di un alto livello di qualità della vita e, chi la visita, possa desiderare di ritornare...e perché no... imitarci!
Le Giunte di centro sinistra che si sono succedute ad Ancona negli ultimi anni ci hanno lasciato una situazione di gravità e di stallo. Molte decisioni, assunte senza alcun confronto e partecipazione della cittadinanza, si sono rivelate fallimentari o contraddittorie. Sembra sia stato dimenticato che la nostra città è Capoluogo di Regione e che ha necessità di interventi e risorse governative per le infrastrutture sia viarie che ferroviarie (raddoppio Ancona Roma e Strada di collegamento STATALE con il porto).
Esempio paradigmatico della gestione della cosa pubblica approssimativa e inconcludente è la bocciatura del progetto 'truffaldino' per l'Uscita ad Ovest e, mentre chi amministrava pervicacemente insisteva, contro ogni evidenza, sul progetto "farlocco", questo è stato bocciato dallo stesso governo che esprimeva una maggioranza analoga; i cittadini hanno pagato e pagano, e a caro prezzo e sulla propria pelle, il costo della cattiva politica che ci ha lasciato fermi al punto di partenza.
L'indebitamento è molto elevato e ciò non ammette ulteriori investimenti perché appena entro i limiti per il rispetto degli obiettivi del Patto di Stabilità; i crediti di dubbio esito sono significativi, perché datati e dovuti ad un mancato costante monitoraggio degli incassi, in particolare per i fitti attivi e canoni che gravano pericolosamente sul patrimonio comunale. Costituiscono una pesante zavorra sulle spalle dei cittadini anconetani.
Persistono situazioni molto critiche che potrebbero comportare il dissesto dei conti del Comune, quali le consistenti perdite accumulate dalla Fondazione "Le Città del Teatro" Teatro Stabile delle Marche o l'inspiegabile acquisto del complesso ex Angelini che necessita di costosissime opere tutte a carico delle casse comunali.
Il livello di tassazione è al massimo e nessun passo in avanti è stato fatto nell'ottica dell'economia circolare (riduzione/gestione rifiuti/riuso). Sono state fatte scelte relative a beni comuni che potrebbero rivelarsi "scellerate" (su tutte: la cessione delle concessioni delle reti gas Gas in cambio di partecipazione azionaria).
Vanno anche sottolineate le gravi carenze sul piano della sicurezza, della qualità del lavoro e la dubbia qualità delle opere pubbliche che pure hanno assorbito ingenti risorse.
Legalità e trasparenza dell'azione politica sono diventate emergenze su cui vogliamo intervenire; così come è assolutamente indispensabile garantire l'efficienza e l'efficacia della azione amministrativa con la collaborazione dei dipendenti. Su questi ultimi l'approssimazione della pregressa gestione ha agito negativamente in termini di perdita di motivazione. E' pertanto urgente e non più procrastinabile la riorganizzazione della "macchina amministrativa"; è di tutta evidenza che la presenza del Direttore Generale non ha affatto contribuito a risolvere la situazione preesistente, già molto complicata. E' allo stesso modo necessario spingere sul decentramento di alcuni servizi e sportelli e "impegnare" la funzione dirigenziale in modo che sia all'altezza delle aspettative e necessità degli Uffici e della cittadinanza.
In tema di appalti l'Amministrazione si è rivelata in più di una situazione assai approssimativa tale da rendere necessaria l'attivazione di un controllo interno preventivo sulla legittimità degli atti. La lentezza delle risposte legate ai rimedi giudiziari, che pure abbiamo esperito riguardo ad atti palesemente illegittimi, rende necessaria la sperimentazione di nuove forme di controllo esercitabile anche mediante l'uso intelligente di strumenti che rendano effettivamente trasparente l'azione politica ed amministrativa.
Il rispetto delle regole (anche non scritte) deve tornare ad essere sentito come "normale" in tutte le situazioni e nel rapporto tra cittadini "vecchi" e "nuovi". Riteniamo l'educazione alla legalità (intesa anche come abitudine al rispetto delle regole nella consapevolezza che la liberà di ciascuno finisce dove inizia quella dell'altro e si "riconosce" attraverso il dialogo e la conoscenza) il secondo pilastro del nostro agire politico/amministrativo poiché anche su di esso si fonda la buona qualità della vita delle persone;
con la nostra azione politica tutte le determinazioni che riguarderanno la tutela dell'ambiente in cui viviamo, dalla mobilità alla gestione urbanistica, saranno frutto di un effettivo confronto tra amministratori e cittadini mediante assemblee, consultazioni pubbliche, referendum;
sarà data priorità, perché abbiamo il dovere di garantire la sicurezza dei nostri figli, alle verifiche ed agli interventi necessari per la messa in sicurezza delle scuole;
agli impianti sportivi (su tutti il Dorico: nel cuore di tutti gli anconetani) e alle palestre inagibili o da ristrutturare, vogliamo assicurare una gestione virtuosa; ogni impianto dovrà essere ben gestito e ben utilizzato.
In tema di erogazione di servizi l 'amministrazione deve riprendere la sua funzione progettuale e ricominciare ad esercitare quella del controllo in itinere e in conclusione. Allo stesso modo deve poter intervenire in "tavoli" di concertazione, realmente "dialoganti" e con continuità, per l'individuazione di bisogni, cause e rimedi. Questi ultimi debbono poter essere concretamente assunti nell'esclusivo interesse della comunità "fragile".
Allo stato i servizi sociali continuano a non essere sufficienti in numero e qualità a causa dei continui tagli lineari per contenerne la spesa ma reputiamo anche perché è mancata la programmazione degli interventi e non si è finora tenuto in debito conto la variazione demografica della popolazione (invecchiamento). Le risposte non sono e non saranno mai adeguate ai bisogni se non elaborate in base alla loro "misurazione" e "proiezione" nel futuro!
Ancona continua ad essere largamente carente quanto a disponibilità di strutture residenziali protette per i suoi anziani, né le opere in cantiere (ex Umberto I) potranno soddisfare la domanda sempre crescente; l'irresponsabile miopia quanto alla variazione demografica e lo spreco di ingenti risorse (ex Tambroni), il mancato tempestivo riutilizzo di contenitori dismessi ( ad esempio ex Lancisi - Centrale del latte) hanno fatto sì che i servizi per la popolazione anziana siano davvero inadeguati nel presente e prevedibilmente, oltre che scandalosamente, se non si interverrà interagendo sostanzialmente nel sistema complessivo, nel futuro;
i "protocolli" vetusti, ancora più odiosi se attinenti ai servizi socio/sanitari, rendono difficile il rapporto tra cittadini e servizi: riteniamo indifferibile il loro aggiornamento e la massima semplificazione agendo su tutti i livelli di interlocuzione previsti e possibili.
I livelli di inquinamento da polveri sono tra i più elevati in Italia e le conseguenze negative notoriamente riverberano soprattutto sulla salute dei cittadini; ancora oggi, e senza soluzione di continuità dal 2012, lamentiamo il mancato ripristino delle centraline per il rilevamento degli inquinanti e, soprattutto, alcun intervento sulle cause dell'inquinamento ambientale. L'azione di governo del territorio si è limitata a predisporre tavoli e progetti di studio che, pure interessanti dal punto di vista teorico e metodologico, non hanno avuto alcun seguito concreto e sono rimasti fermi alla fase di avvio; è pertanto necessario tradurre in pratica gli impegni presi e rimasti sulla carta perché riteniamo che la prevenzione non sia concetto esclusivamente "medico" ma precedente la cura e attinente oltre che agli stili di vita alla qualità/salubrità dell'ambiente in cui si vive.
Sul piano della mobilità non sono stati fatti passi in avanti; piuttosto abbiamo subìto la perdita di importanti risorse che invece di essere potenziate sono state dismesse (Stazione Marittima nel complessivo progetto - mai realmente nato ma effettivamente "costato e pagato" - dell' uso metropolitano della ferrovia). L'esigenza della redazione di un piano di mobilità sostenibile non è più procrastinabile, né sono accettabili interventi "tampone" o soluzioni "spot". Finora gli interventi sul trasporto pubblico sono consistiti esclusivamente in tagli e depotenziamenti tali che è purtroppo largamente preferito l'uso del mezzo privato con le inevitabili ricadute in termini di traffico e inquinamento. E' nostra ferma intenzione "rovesciare la piramide" in cui l'auto privata anziché all'apice sia ricondotta alla base e, a salire, ricollocare al vertice il Trasporto Pubblico Locale ed i pedoni.
Vogliamo portare a conclusione il Piano per l'Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA) - assente persino nell'ultimo Documento Unico di Programmazione, che oggi non è nemmeno sulla carta, mentre le barriere architettoniche sono tutte ancora là dove si trovavano nel 2013 e prestare il massimo della attenzione alle famiglie e alle persone che affrontano con ingiusta esagerata difficoltà il quotidiano e temono con grande apprensione il futuro.
Vogliamo correre verso il futuro con intelligenza: nell'uso e nel consumo delle risorse... con misura.
Amiamo il nostro territorio: siamo consapevoli di quanto sia urgente intraprendere un nuovo modo di vivere e rigenerare la città. Siamo orientati al risparmio quanto all'uso del suolo, alla efficienza e all'autosufficienza energetica; vogliamo intraprendere il percorso virtuoso della rigenerazione urbana, che, oltre a garantirci una migliore sostenibilità ambientale, riducendo l' impronta ecologica del nostro abitare, ci avvierà alla società a 2000Watt. Laddove l'esperimento è stato avviato, i cittadini vivono meglio e si sono scoperti .. più "ricchi"!
Ogni quartiere E' Ancona: il Guasco, il Piano, Vallemiano, Palombella, Torrette, Collemarino, Posatora, il Pinocchio i quartieri periferici dove vive ormai la maggior parte dei cittadini Anconetani e tutti bellissimi borghi Frazionali.... Ancona noi la vediamo "tutta" e la vogliamo "riconnessa" con interventi sulla mobilità (sostenibile), sul piccolo commercio e sull' artigianato; ovunque con luoghi condivisi, partecipati e rigenerati.
Noi amiamo il nostro Porto perché Ancona è il suo Porto. Vogliamo riannodare il suo legame con la città; riconoscendo l'importanza economica di questa imprescindibile componente, vogliamo che le due realtà (cittadina e portuale) dialoghino, si "riconoscano" e convivano. Se questo è stato possibile in molte città portuali deve poter essere possibile anche per Ancona; confidiamo nella massima cooperazione con la Autorità di Sistema Portuale con cui sarà instaurato un dialogo costruttivo e proficuo per il contemperamento dell'interesse di tutti gli "attori" che l'una (Ancona) senza l'altro (il suo Porto) non vive;
Ancona e il suo mare: si può e si deve valorizzare il litorale e a ciascuno dei contesti riconoscere e rispettare la specificità e vocazione: Palombina, Torrette, Passetto, le Grotte, Mezzavalle e Portonovo, sia nelle parti di spiaggia libera che in quelle in concessione.
Nel circuito turistico e culturale Ancona, pure con la sua bellezza e la sua ricchissima storia, è, oggi, marginale. Reputiamo che "la cultura abbia bisogno di strutture stabili, finanziamenti continui, indipendenza dalla politica e visione lunga e disinteressata " e che ciascuno di noi debba prendersi cura della città. Se sui finanziamenti abbiamo l'urgente dovere di "attrezzarci", intercettando tutto ciò che sia possibile, sicuramente molto possiamo - e subito - sul resto. La ricchezza del tessuto culturale anconetano è tale e tanta che potremo fare a meno di interventi "spot" ed assicurare alla città, al contrario, un percorso costante e di qualità, includente, stimolante e, dal punto di vista organizzativo, "messo a sistema". L'obiettivo è riscoprire la bellezza di Ancona, perché sia aperta a chi la vive e perché, chi la visita, abbia voglia di ritornare. Riteniamo che la Cultura ed il Turismo siano importanti risorse da utilizzare per "ripensare e ritrovare" Ancona; entrambi intesi anche come opportunità di "buon" lavoro nuovo, di aggregazione sociale e di crescita, motore per il rilancio dell'"economia" locale e recupero della bellezza celata e, pertanto, negata.
Non siamo rassegnati ad una città sporca, priva di decoro e sciatta, indegna di rispetto, usata: sentiamo tutti, urgente, il bisogno di prendercene cura. Riconosciamo questo come diritto/dovere di chi abita Ancona e di chi la amministrerà: attraverso questa "attenzione", siamo certi, svilupperemo il senso di appartenenza in coloro che ci vivono e il rispetto in coloro che la visitano.
Il nostro principale desiderio è "vivere bene" in questa città che percepiamo bellissima; tornando a viverla, senza "usarla", potremo ritrovarci "comunità" e potremo rilanciarla, insieme... "sarà la bellezza che salverà.. Ancona"!
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Ancona - 

Appartiene alla comunità, in essa si sviluppa, apprende, "scambia" e da lì decolla verso il futuro.
Non amo considerare questo universo a parte, altro da qualcosa o qualcuno ; se una comunità è sana non ce n'è bisogno perché ogni parte è nel tutto. Mi piace pensarlo come parte del tutto, senza cesure o contrapposizioni.
Se trattiamo di mobilità sostenibile (intesa anche come facilità e possibilità di muoversi), di cultura, di scuola, di sport a chi ci rivolgiamo se non a tutte le componenti della comunità?
Nella nostra visione di città trova spazio l'educazione alla bellezza, alla legalità, il potenziamento del legame tra scuola/università e territorio, la messa in rete dell'intero patrimonio culturale - sia esso "fisico" che immateriale. Ad Ancona deve trovare spazio la creatività e devono essere spalancati i luoghi in cui questa possa esprimersi.
Sulla "Cultura", abbiamo fatto nostro il decalogo dello storico dell'Arte Tomaso Montanari ; ogni punto è il nostro e su questo costruiremo il percorso di questa città perché cresca e si arricchisca di spazi per fare musica, teatro, per leggere, per studiare. Delle offerte "una tantum" diffidiamo perché c'è bisogno di continuità e di "visione lunga e disinteressata" (vedi decalogo sotto).
Sosterremo lo sviluppo artistico dei talenti emergenti, privilegiando le risorse locali, consentendo l'accesso a TUTTI i contenitori esistenti, assicurandone la massima fruibilità ed apertura oltre che, ovviamente, libertà di espressione.
Saranno promosse ed incentivate le manifestazioni dal vivo: musica di ogni genere, teatro, cinematografia, arti visive, concorsi e mostre, utilizzando anche spazi urbani recuperati identificandoli come piazze d'arte e dei mestieri artistici.
Per sviluppare attività di spettacolo sul territorio saranno censiti online gli artisti, i mestieri d'arte e le associazioni culturali ai quali verranno affidati in concessione i siti indicati dal Comune. Saranno adeguatamente coinvolti i Licei Musicali, Artistici oltre che Scuole Private sedenti in città e organizzate brevi performance artistiche e flash mob in luoghi strategici della città, a sé, per la ri-scoperta dei luoghi, o allo scopo di presentare iniziative comunali più estese comprese quelle rivolte a sviluppare e rinsaldare il legame tra la Città (in senso esteso) ed i suoi artisti, sia emergenti e sia già affermati. Tutte le attività saranno concertate e condivise con chi vive e lavora nei contesti interessati perché ciascuno sia coinvolto e contribuisca ad aumentare il senso di appartenenza.
Ancona ha tantissimi talenti, emergenti o già conosciuti, che non trovano spazio o luoghi; questa Amministrazione ha toccato il suo punto più basso nella chiusura della Scuola Musicale Pergolesi.
L'offerta solo serale "da stordimento", è riduttiva e, mi si conceda, anche offensiva dell'intelligenza e delle potenzialità che i giovani possono offrire.
Daniela Diomedi
Il decalogo di T. Montanari
1. Costruire spazi e momenti liberi dal mercato: perché la cultura è quella cosa (ormai l'unica) che non ci fa clienti, spettatori, consumatori, ma cittadini sovrani. Recuperare spazi pubblici inutilizzati, non alienarli e metterli invece a disposizione delle associazioni di cittadini che sanno costruire cultura.
2. Tenere aperta almeno una biblioteca fino a mezzanotte, tutte le sere.
3. Non organizzare nemmeno una mostra: ogni volta che viene voglia di farne una, pensare a quanti monumenti del territorio comunale sono chiusi o in pericolo, e provare a salvarne almeno uno, coinvolgendo i cittadini con una campagna di comunicazione.
4. Costruire la politica culturale ascoltando chi sa cos'è la cultura: cioè chi la produce. Non pensare in termini di appartenenza, ma di competenza.
5. Investire in ricerca: anche il più piccolo museo civico, se è abitato da un giovane ricercatore, può diventare un luogo di produzione e redistribuzione della conoscenza.
6. Invitare un giovane artista ad abitare per qualche mese nel territorio comunale, pagandogli l'ospitalità. E chiedendogli di realizzare un'opera d'arte pubblica per la parte più brutta e disagiata del comune: un'opera la cui esatta destinazione e le cui caratteristiche andranno decise almeno in parte attraverso un cammino di partecipazione.
7. Promuovere e finanziare la costituzione di orchestre giovanili di musica classica nei quartieri più degradati e con maggiori problemi di inclusione.
8. Assicurarsi che esista almeno un teatro: se c'è, aprirlo a tutti, con agevolazioni, campagne, programmi di collaborazione con le scuole. Se non c'è, farlo.
9. Diffidare degli eventi, dei festival, delle inaugurazioni, delle una tantum: la cultura ha bisogno di strutture stabili, finanziamenti continui, indipendenza dalla politica, visione lunga e disinteressata.
10. Praticare la cultura in prima persona: un sindaco che trova il tempo di leggere, ascoltare musica, andare a teatro, conoscere un museo sarà un sindaco migliore. Oltre che un essere umano più compiuto: e, forse, più felice.

Eccoci!


Ancona - 

Il programma di Governo che proponiamo è il risultato di incontri puntuali con i nostri concittadini .
Abbiamo osservato le criticità, valutato priorità ed esigenze ed i progetti emersi sono il frutto del contatto costante con chi, come noi, le criticità le vive quotidianamente.
In questi nove anni di opposizione all'Amministrazione PD abbiamo esercitato il nostro ruolo con passione costruttiva; le nostre idee solo in minima parte sono state recepite e fatte proprie da chi ha governato. E' giunto quindi il momento di concretizzare i progetti e rendere reale la nostra idea di Ancona che immaginiamo accogliente, organizzata, partecipata ... bella.... lo è già!
Il nostro obiettivo è far sì che tutti coloro che vivono Ancona possano godere di un alto livello di qualità della vita e, chi la visita, possa desiderare di ritornare...e perché no... imitarci!
Le Giunte di centro sinistra che si sono succedute ad Ancona negli ultimi anni ci hanno lasciato una situazione di gravità e di stallo. Molte decisioni, assunte senza alcun confronto e partecipazione della cittadinanza, si sono rivelate fallimentari o contraddittorie. Sembra sia stato dimenticato che la nostra città è Capoluogo di Regione e che ha necessità di interventi e risorse governative per le infrastrutture sia viarie che ferroviarie (raddoppio Ancona Roma e Strada di collegamento STATALE con il porto).
Esempio paradigmatico della gestione della cosa pubblica approssimativa e inconcludente è la bocciatura del progetto 'truffaldino' per l'Uscita ad Ovest e, mentre chi amministrava pervicacemente insisteva sul progetto "farlocco" contro ogni evidenza, questo è stato bocciato dallo stesso governo che esprimeva una maggioranza analoga; i cittadini hanno pagato e pagano, e a caro prezzo e sulla propria pelle, il costo della cattiva politica che ci ha lasciato fermi al punto di partenza.
L'indebitamento è molto elevato e ciò non ammette ulteriori investimenti perché appena entro i limiti per il rispetto degli obiettivi del Patto di Stabilità; i crediti di dubbio esito sono significativi, perché datati; dovuti ad un mancato costante monitoraggio degli incassi, in particolare per i fitti attivi e canoni che gravano pericolosamente sul patrimonio comunale.
Persistono situazioni molto critiche che potrebbero comportare il dissesto dei conti del Comune, quali le consistenti perdite accumulate dalla Fondazione "Le Città del Teatro" Teatro Stabile delle Marche o l'inspiegabile acquisto del complesso ex Angelini che necessita di costosissime opere tutte a carico delle casse comunali.
Il livello di tassazione è al massimo e nessun passo in avanti è stato fatto nell'ottica dell'economia circolare (riduzione/gestione rifiuti/riuso). Sono state fatte scelte relative a beni comuni che potrebbero rivelarsi "scellerate" (su tutte: la cessione reti Gas in cambio di partecipazione azionaria).
Vanno anche sottolineate le gravi carenze sul piano della sicurezza, della qualità del lavoro e la dubbia qualità delle opere pubbliche che pure hanno assorbito ingenti risorse.
Legalità e trasparenza dell'azione politica sono diventate emergenze su cui vogliamo intervenire; così come è assolutamente indispensabile garantire l'efficienza e l'efficacia della azione amministrativa, con la collaborazione dei dipendenti, che sono anche essi cittadini, e pagano anche loro queste inefficienze.
In tema di appalti l'Amministrazione si è rivelata in più di una situazione assai approssimativa tale da rendere necessaria l'attivazione di un controllo interno preventivo sulla legittimità degli atti. La lentezza delle risposte legate ai rimedi giudiziari. che pure abbiamo esperito riguardo ad atti palesemente illegittimi, rendono necessaria la sperimentazione di nuove forme di controllo esercitabile anche mediante l'uso intelligente di strumenti che rendano effettivamente trasparente l'azione politica ed amministrativa.
Il rispetto delle regole (anche non scritte) deve tornare ad essere sentito come "normale" in tutte le situazioni e nel rapporto tra cittadini "vecchi" e "nuovi". Riteniamo l'educazione alla legalità (intesa anche come abitudine al rispetto delle regole nella consapevolezza che la liberà di ciascuno finisce dove inizia quella dell'altro e si "riconosce" attraverso il dialogo e la conoscenza) il secondo pilastro del nostro agire politico/amministrativo poiché anche su di esso si fonda la buona qualità della vita delle persone;
con la nostra azione politica tutte le determinazioni che riguarderanno la tutela dell'ambiente in cui viviamo, dalla mobilità alla gestione urbanistica, saranno frutto di un effettivo confronto tra amministratori e cittadini mediante assemblee, consultazioni pubbliche, referendum;
sarà data priorità, perché abbiamo il dovere di garantire la sicurezza dei nostri figli, alle verifiche ed agli interventi necessari per la messa in sicurezza delle scuole;
agli impianti sportivi (su tutti il Dorico: nel cuore di tutti gli anconetani) e alle palestre inagibili o da ristrutturare, vogliamo assicurare una gestione virtuosa; ogni impianto dovrà essere ben gestito e ben utilizzato.
In tema di erogazione di servizi l 'amministrazione deve riprendere la sua funzione progettuale e ricominciare ad esercitare quella del controllo in itinere e in conclusione. Allo stesso modo deve poter intervenire in "tavoli" di concertazione, realmente "dialoganti" e con continuità, per l'individuazione di bisogni, cause e rimedi. Questi ultimi debbono poter essere concretamente assunti nell'esclusivo interesse della comunità "fragile". Allo stato i servizi sociali continuano a non essere sufficienti in numero e qualità a causa dei continui tagli lineari per contenerne la spesa.
Reputiamo sia mancata la programmazione degli interventi e non si sia finora tenuto in debito conto la variazione demografica della popolazione (invecchiamento); le risposte non sono e non saranno mai adeguate ai bisogni se non elaborate in base alla loro "misurazione" e "proiezione" nel futuro!
Ancona continua ad essere largamente carente quanto a disponibilità di strutture residenziali protette per i suoi anziani, né le opere in cantiere (ex Umberto I) potranno soddisfare la domanda sempre crescente; l'irresponsabile miopia quanto alla variazione demografica e lo spreco di ingenti risorse (ex Tambroni), il mancato tempestivo riutilizzo di contenitori dismessi ( ad esempio ex Lancisi - Centrale del latte) hanno fatto sì che i servizi per la popolazione anziana siano davvero inadeguati nel presente e prevedibilmente, oltre che scandalosamente, se non si interverrà interagendo sostanzialmente nel sistema complessivo, nel futuro;
i "protocolli" vetusti, ancora più odiosi se attinenti ai servizi socio/sanitari, rendono difficile il rapporto tra cittadini e servizi: riteniamo indifferibile il loro aggiornamento e la massima semplificazione agendo su tutti i livelli di interlocuzione previsti e possibili.
I livelli di inquinamento da polveri sono tra i più elevati in Italia e le conseguenze negative notoriamente riverberano soprattutto sulla salute dei cittadini; ancora oggi, e senza soluzione di continuità dal 2012, lamentiamo il mancato ripristino delle centraline per il rilevamento degli inquinanti e, soprattutto, alcun intervento sulle cause dell'inquinamento ambientale. L'azione di governo del territorio si è limitata a predisporre tavoli e progetti di studio che, pure interessanti dal punto di vista teorico e metodologico, non hanno avuto alcun seguito concreto e sono rimasti fermi alla fase di avvio; è pertanto necessario tradurre in pratica gli impegni presi e rimasti sulla carta perché riteniamo che la prevenzione non sia concetto esclusivamente "medico" ma precedente la cura e attinente oltre che agli stili di vita alla qualità/salubrità dell'ambiente in cui si vive.
Sul piano della mobilità non sono stati fatti passi in avanti; piuttosto abbiamo subìto la perdita di importanti risorse che invece di essere potenziate sono state dismesse (Stazione Marittima nel complessivo progetto - mai realmente nato ma effettivamente "costato e pagato" - dell' uso metropolitano della ferrovia). L'esigenza della redazione di un piano di mobilità sostenibile non è più procrastinabile, né sono accettabili interventi "tampone" o soluzioni "spot". Finora gli interventi sul trasporto pubblico sono consistiti esclusivamente in tagli e depotenziamenti tali che è purtroppo largamente preferito l'uso del mezzo privato con le inevitabili ricadute in termini di traffico e inquinamento. E' nostra ferma intenzione "rovesciare la piramide" in cui l'auto privata anziché all'apice sia ricondotta alla base e, a salire, ricollocare al vertice il Trasporto Pubblico Locale ed i pedoni.
Vogliamo portare a conclusione il Piano per l'Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA) - assente persino nell'ultimo Documento Unico di Programmazione, che oggi non è nemmeno sulla carta, mentre le barriere architettoniche sono tutte ancora là dove si trovavano nel 2013.
Vogliamo correre verso il futuro con intelligenza: nell'uso e nel consumo delle risorse... con misura.
Amiamo il nostro territorio: siamo consapevoli di quanto sia urgente intraprendere un nuovo modo di vivere e rigenerare la città. Siamo orientati al risparmio quanto all'uso del suolo, alla efficienza e all'autosufficienza energetica; vogliamo intraprendere il percorso virtuoso della rigenerazione urbana, che, oltre a garantirci una migliore sostenibilità ambientale, riducendo l' impronta ecologica del nostro abitare, ci avvierà alla società a 2000Watt. Laddove l'esperimento è stato avviato, i cittadini vivono meglio e si sono scoperti .. più "ricchi"!
Ogni quartiere E' Ancona: il Guasco, il Piano, Vallemiano, Palombella, Torrette, Collemarino, gli, ancora, anonimi "Q" dove vive ormai la maggior parte dei cittadini Anconetani e tutti bellissimi borghi Frazionali.... Ancona noi la vediamo "tutta" e la vogliamo "riconnessa" con interventi sulla mobilità (sostenibile), sul piccolo commercio e sull' artigianato; ovunque con luoghi condivisi, partecipati e rigenerati.
Noi amiamo il nostro Porto perché Ancona è il suo Porto. Vogliamo riannodare il suo legame con la città; riconoscendo l'importanza economica di questa imprescindibile componente, vogliamo che le due realtà (cittadina e portuale) dialoghino, si "riconoscano" e convivano. Se questo è stato possibile in molte città portuali deve poter essere possibile anche per Ancona; confidiamo nella massima cooperazione con la Autorità di Sistema Portuale con cui sarà instaurato un dialogo costruttivo e proficuo per il contemperamento dell'interesse di tutti gli "attori" che l'una (Ancona) senza l'altro (il suo Porto) non vive;
Ancona e il suo mare: si può e si deve valorizzare il litorale e a ciascuno dei contesti riconoscere e rispettare la specificità e vocazione: Palombina, Torrette, Passetto, le Grotte, Mezzavalle e Portonovo, sia nelle parti di spiaggia libera che in quelle in concessione.
Nel circuito turistico e culturale Ancona, pure con la sua bellezza e la sua ricchissima storia, è, oggi, marginale. Reputiamo che "la cultura abbia bisogno di strutture stabili, finanziamenti continui, indipendenza dalla politica e visione lunga e disinteressata" e che ciascuno di noi debba prendersi cura della città. Se sui finanziamenti abbiamo l'urgente dovere di "attrezzarci" intercettando tutto ciò che sia possibile, sicuramente molto possiamo - e subito - sul resto. La ricchezza del tessuto culturale anconetano è tale e tanta che potremo fare a meno di interventi "spot" ed assicurare alla città, al contrario, un percorso costante e di qualità, includente, stimolante e, dal punto di vista organizzativo, "messo a sistema". L'obiettivo è riscoprire la bellezza di Ancona, perché sia aperta a chi la vive e perché, chi la visita, abbia voglia di ritornare. Riteniamo che la Cultura ed il Turismo siano importanti risorse da utilizzare per "ripensare e ritrovare" Ancona; entrambi intesi anche come opportunità di "buon" lavoro nuovo, di aggregazione sociale e di crescita, motore per il rilancio dell'"economia" locale e recupero della bellezza celata e, pertanto, negata.
Non siamo rassegnati ad una città sporca, priva di decoro e sciatta, indegna di rispetto, usata: sentiamo tutti, urgente, il bisogno di prendercene cura. Riconosciamo questo come diritto/dovere di chi abita Ancona e di chi la amministrerà: attraverso questa "attenzione", siamo certi, svilupperemo il senso di appartenenza in coloro che ci vivono e il rispetto in coloro che la visitano.
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Ancona - 

I nostri 20 punti riassumono il nostro sentire e il nostro volere. Obiettivo: qualità della vita. Questa la filosofia del nostro programma, redatto nell'ascolto e nel "quotidiano".

Il nostro principale desiderio è "vivere bene" in questa città che percepiamo bellissima; tornando a viverla, senza "usarla", per ritrovarci "comunità" e sentirci "al fianco" di chi amministra e non "contro". Per rilanciarla, insieme.
1)Meno burocrazia per imprese e cittadini: via subito le norme inutili dei regolamenti comunali, mettiamo in rete tutti i servizi e semplifichiamo i rapoprti con imprese e cittadini, risparmiandogli costi e inutili perdite di tempo.
2) Meno tasse per i cittadini: riduzione della TARI mediante raccolta "porta a porta spinto" con tariffazione puntuale: CHI MENO INQUINA MENO PAGA
3) Più decoro e più verde: Recupero delle aree e degli immobili inutilizzati con destinazioni condivise con i cittadini, concorsi di idee per la progettazione (Piazza Pertini, mercato delle Erba, Villa Beer..), ultimazione degli investimenti previsti, recupero e manutenzione di tutti i parchi cittadini, a partire dal Cardeto e Cittadella, per finire ai piccoli parchi di quartiere,
4) Uguale dignità tra Centro e Periferie: servizi e qualità della vita uguali per tutti i cittadini
5)Più sicurezza/integrazione partecipata: regole chiare e condivise da rispettare per una serena e civile convivenza tra cittadini; rispetto delle regole uguale per tutti, aumento del personale di Polizia Municipale, sviluppo del controllo di vicinato;
6) Ancona ed il suo Porto: collaborazione con l'Autorità di Sistema Portuale, per mantenere e sviluppare la portualità, individuare con gli Enti preposti la soluzione per il collegamento con la grande viabilità senza più code a Torrette , dopo 10 anni persi dai Sindaci di centrosinistra dietro la truffa dell'Uscita ad OVEST. Recupero ad uso urbano e crocieristico del molo Nord, sviluppo del porto turistico in base alle esigenze di operatori ed utenti;
7) Meno barriere architettoniche: una città PER TUTTI: Realizzazione del Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA), più risorse per i piccoli e grandi interventi per le persone anziane e con disabilità:
8)Più sostengno alle famiglie con figli: sostegno alle famiglie con figli in età scolare, miglioramento della qualità delle mense, degli asili nido con rimodulazione dei costi a carico;
9) Valorizzazione spiagge ed aree naturali: miglioramento della qualità della balneazione con interventi immediati per ridurre gli sversamenti sulle spiagge a Nord. Adozione del Piano particolareggiato di Portonovo. Maggiori investimenti a tutela delle aree naturali(Falesia, Parco del Conero, Selva di Gallignano);
10)Tagli agli sprechi di palazzo: eliminiamo le spese inutili, valorizziamo tutte le competenze interne per le controversie legali del Comune;
11)Legalità: controlli più efficaci su gare ed appalti, controlli accurati sui lavori eseguiti, incarico anticorruzione a personale interno;
12)Piccolo commercio e mercati rionali: Riduzione COSAP per piccoli mercati rionali di periferia, sgravio imposte comunali per l'apertura di piccoli esercizi commerciali ed artigianali soffocati dalla grande distribuzione e dal trasferimento dei maggiori uffici dal centro della città
13)Ancona capitale della Cultura: Rilancio culturale della CIttà: spettacoli, mostre e rassegne di alto livello, completa fruizione dei contenitori poco o per nulla utilizzati;
14) Sport di tutti e per tutti: Migliore gestione degli impianti esistenti e recupero di quelli in disuso, sistemazione dei campetti rionali e maggiore spazio per lo sport paralimpico. Lo stadio Dorico: progetto al servizio della squadra di calcio cittadina, compatibile con le esigenze dei cittadini residenti;
15) Protezione del territorio: ZERO consumo di suolo e rigenerazione urbana. Valorizzazione del gruppo comunale di Protezione Civile, Adeguamento del parco mezzi a disposizione, verifica delle aree di emergenza e degli edifici strategici;
16) Meno traffico e più mezzi pubblici: Realizzazione del Piano Urbano di Mobilità Sostenibile; parcheggi scambiatori e collegamenti rapidi con mezzi pubblici, riapertura della Stazione Marittima per arrivare con il treno al CENTRO della città, individuazione ZTL nel centro storico, nuovi percorsi pedonali e ciclabili, miglioramento del trasporto pubblico locale a basso impatto ambientale, corsie preferenziali, utilizzo dei fondi ricavati dai parcheggi e dai permessi residenti;
17) Scuole più sicure: completamento della verifica di vulnerabilità sismica e interventi immediati dove necessario, per dare sicurezza ai luoghi dove i nostri figli vivono, studiano e crescono;
18) Più turisti in città: valorizzazione, recupero e fruibilità dei siti archeologici e beni culturali, promozione di iniziative volte alla mobilità turistica;
19) Maggiore attenzione agli anziani: avvio di una nuova interlocuzione con gli Enti; realizzazione di strutture per ospitare i nostri anziani riutilizzando continitori in disuso (es Ex Lancisi ) con progetti di co-housing; aggiornamento dei protocolli tra Enti attraverso dialogo con Asur ed aziende ospedaliere;
20) Migliore qualità dell'aria che respiriamo: ripristino immediato delle centraline di misurazione della qualità dell'aria per individuare le zone più a rischio ed intraprendere misure immediate per la tutela della nostra salute. Censimento immediato degli edifici a rischio amianto con la tecnologia delle ortofotocarte ed interventi a tutela della salute dei cittadini.smile.jpg

Un ringraziamento a tutti


Ancona - 

Ieri c'è stato il mio ultimo consiglio comunale ordinario. Il prossimo sarà straordinario a fine maggio per l'approvazione del rendiconto.
Quindi, essendo al termine del mio secondo mandato, la mia attività di portavoce termina qui.
Ringrazio tutti quelli che mi hanno supportato in questi lunghi e faticosi anni e spero di essere stato all'altezza delle aspettative di chi mi ha dato il voto. Per quelli che ritengono che non lo sia stato mi scuso, ma vi assicuro che l'impegno è stato massimo.
Un ringraziamento particolare va a Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio che inventandosi il MoVimento 5 Stelle mi hanno dato l'opportunità di avvicinarmi alla politica vera e di fare volontariato civico. Adesso torno ad essere attivista a disposizione dei portavoce che riterranno utile un mio supporto. A breve ci sarà la certificazione della lista di 32 candidati consiglieri e della candidata sindaca Daniela Diomedi che sapranno degnamente rappresentare il MoVimento 5 Stelle ad Ancona e ci auguriamo tutti che riescano a coronare il lavoro che abbiamo fatto dal 2009 andando al governo della città.
Grazie a tutti


Ancona - 

La Sindaca Mancinelli e il Pd anconetano si stanno rallegrando dell'operazione ESTRA - Multiservizi, ma a mio avviso c'è ben poco da stare allegri perché si tratta di un'operazione irresponsabile, della cui regolarità ho parecchi dubbi, i cui rischi ricadranno sul gestore del servizio idrico di tutti i Comuni della provincia di Ancona, ovvero Multiservizi.

Con il decreto Letta, il Governo aveva disposto che le concessioni delle reti gas sarebbero dovute andare a gara, in modo che se le sarebbe assicurate il miglior offerente. Con questa operazione, invece, le reti gas che gestiva Multiservizi, con ricavi annui da 15 milioni di euro, assieme alla partecipazione di Prometeo che assicurava ulteriori milioni di utili, sono state date al Gruppo ESTRA, senza alcuna gara e senza che ESTRA tirasse fuori un euro, in quanto ha dato in cambio azioni proprie o di altre partecipate del suo gruppo. Tra l'altro, le valutazioni di queste operazioni sono state affidate a consulenti molto vicini ad ESTRA, non solo per luogo di residenza.

La "maga" Mancinelli prevede 2 milioni di euro di utili all'anno da queste azioni? Si legga i vecchi bilanci di Multiservizi che dalle reti gas e Prometeo incassava fino al 2013 utili tra i 6 e i 7 milioni di euro, somme che negli ultimi 4 anni, cioè da quando è stato dato il là a questa operazione, non abbiamo più incassato. Sarà interessante anche quantificare l'ipotesi del danno economico subito dai cittadini.

Inoltre, se la ESTRA avesse pagato i 42 milioni dell'ultima operazione, anziché darci in cambio le sue azioni, in base ai conti della "maga" Mancinelli, avremmo già monetizzato 21 anni di utili. E magari con una gara pubblica, qualcuno avrebbe offerto molto di più dei 42 milioni stimati da consulenti vicini alla ESTRA.

E adesso tutti a pregare che il titolo ESTRA, che presto verrà quotato in borsa facendo entrare i privati nel suo capitale, non perda valore altrimenti verrà messo a rischio il bilancio di Multiservizi e la gestione di un bene essenziale come l'acqua: un'operazione irresponsabile e di fatto una privatizzazione di beni pubblici senza cercare il miglior offerente.

L'INDISPENSABILE


Ancona - 


Come dice il vecchio adagio? "tutti sono utili ma nessuno è indispensabile". E' vero ed è anche giusto: arriva per tutti il momento in cui si deve "passare", ed in un gruppo ben organizzato , in cui è valorizzato il criterio della rotazione del personale (ANAC - piano Nazionale Anticorruzione -maggio 2016), così dovrebbe avvenire.
Ma NON nel Comune di Ancona...
....in cui è stato ri-accolto a braccia aperte il neo pensionato Ing Luciano Lucchetti, (già titolare delle funzioni dirigenziali della direzione Manutenzioni/Frana e Protezione civile V. Decreto Sindacale 11/17): collocato a riposo il 1/10/2017 è stato prontamente rimesso nei ranghi ed è stato nominato Responsabile Unico del Procedimento e direttore dei lavori in determinati "procedimenti complessi" (v decreto sindacale 43/11).
Evidentemente, non sapendo come ingannare il proprio tempo, l'Ing. Luciano Lucchetti ha pensato bene di rendersi disponibile a ricevere alcuni incarichi (a titolo gratuito); visto da fuori l'intento potrebbe sembrare lodevole, se non fosse che l'"indispensabile" vuole dedicarsi esclusivamente a 10 specifiche attività ( tra cui : demolizione ricostruzione del muro di sostegno del terrapieno ex mattatoio a Vallemiano - che è puntellato da tempo immemore, il rifacimento del piazzale l'autorimessa di via Podesti, la realizzazione del ponte su via Saline - è chiuso da oltre 3 anni - ....).
Forse, quando la Sindaco ha firmato il decreto di nomina per il conferimento dell'incarico di collaborazione era distratta e la Segretaria Generale, Responsabile per la Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza del Comune, intenta ad altro, oppure entrambe non sanno che "..il rapporto di una Pubblica Amministrazione con qualsiasi soggetto non può che essere di tipo oneroso.." salve le ipotesi di lavoro gratuito nei soli casi espressamente disciplinati dalla legge, in cui rientra quello prestato nelle organizzazioni di volontariato...ed esclusivamente per fini di solidarietà", e, comunque non è mai attribuibile, a titolo gratuito, il ruolo di Responsabile Unico del Procedimento o di Direttore dei Lavori, in primis per motivi legati alla tutela della dignità del lavoro... in secondo luogo perché è necessario "evitare l'esposizione degli enti pubblici a rischi legali e di contenzioso e, quindi, FINANZIARI, per le ricadute sul bilancio in caso di soccombenza". super efficiente.png)
Nel meraviglioso comune di Ancona ormai non c'è da stupirsi più di nulla: tutto si fa e tutto si può fare ..in barba alla Costituzione , alle leggi, i decreti legislativi ai pareri delle Sezioni di Controllo (non minoritari) e alle indicazioni del Piano Nazionale Anticorruzione... che Comune straordinario!
Daniela Diomedi - M5S Ancona

Mandrake je spiccia casa


Ancona - 

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Fa tutto lui... Mandrake je spiccia casa.

Eh sì... dobbiamo dire che nel Comune di Ancona ci sono degli "irrinunciabili"... l'Ing Lucchetti, appena pensionato, richiamato per l'impossibilità di essere sostituito in alcune fondamentali incombenze e il Direttore Generale dr. Giancarlo Gasparini "buono per tutto", anche per essere nominato COMANDANTE - ad interim - del Corpo della Polizia Municipale.

Ci siamo chiesti se la legge lo consente, e nel secondo caso, sembra proprio di no... ad Ancona il rispetto della legge è un optional. Probabilmente il DG e la espertissima Segretaria non sono a conoscenza dell'art 12 della LR Marche 147/2014 o, forse, l'hanno interpretata a modo loro di concerto con il Sindaco Part time che quando non fa il Sindaco fa l'Avvocato. Eppure la norma è chiara: all'art. 12 (Organizzazione della polizia locale), comma 2 prevede: "L'incarico di comandante del corpo può essere attribuito agli appartenenti ai servizi o ai corpi di polizia locale o ad altri soggetti aventi analogo profilo professionale di comprovata esperienza con riferimento agli specifici compiti loro affidati e alla complessità dell'ente di appartenenza. Tale incarico è incompatibile con lo svolgimento di altri compiti o incarichi all'interno dell'ente di appartenenza, compresa la dirigenza di settori che non siano quelli della polizia locale".

Daniela Diomedi - Cons. M5S Ancona

I candidati a Ancona


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