LA SCUOLA TORNA PROTAGONISTA

Più risorse, più qualità, più inclusione

La scuola pubblica statale deve tornare al centro delle politiche del governo, affinché sia davvero gratuita, democratica, aperta, inclusiva e innovativa, una scuola che offra le stesse opportunità a tutti gli alunni e che sappia valorizzare le capacità dei singoli. Il punto di partenza è alzare la spesa pubblica per l'istruzione passando dal 7,9% di oggi al 10,2% della media europea. Con queste risorse vogliamo arrivare ad avere edifici più sicuri e spazi adeguati, insegnanti motivati e valorizzati, un’offerta formativa più ampia per gli studenti, più ricerca e più innovazione didattica. In questo modo combattiamo la dispersione scolastica e realizziamo una vera inclusione.
Hanno votato per il programma Scuola 19040 iscritti certificati che hanno espresso 128.320 preferenze.

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Il percorso del programma su Rousseau

La scuola torna al centro, più risorse e qualità

Per il MoVimento 5 Stelle la scuola italiana deve essere pubblica e statale, gratuita, democratica, aperta, inclusiva e innovativa. Per avere un sistema di istruzione di qualità va innalzata la spesa pubblica destinata alla scuola. Desideriamo formare cittadini consapevoli, curiosi e dotati di spirito critico, in grado di affrontare le mutevoli sfide del futuro. È importante che i nostri bambini e ragazzi si innamorino della conoscenza e diventino protagonisti attivi del processo di apprendimento.

I punti votati dagli iscritti

1.Qualità scolastica e offerta formativa
Per far tornare la scuola italiana ad essere un’eccellenza nel mondo, bisogna smantellare i danni provocati dalla riforma Gelmini che ha sottratto all’istruzione quasi 9 miliardi di euro e ha drammaticamente impoverito l’offerta formativa. Il MoVimento 5 Stelle vuole più risorse per la scuola, da reinvestire con queste finalità: ripristinare il tempo pieno e la compresenza di più docenti in classe, ridurre il numero di alunni per classe, ripristinare le ore tagliate a materie fondamentali come la geografia, la musica, l’educazione civica e la storia dell’arte e inserirne di nuove come l’educazione alimentare, ambientale e all’affettività. In questo modo combattiamo la dispersione scolastica e garantiamo una vera inclusione di tutti gli studenti. Approfondisci sul blog Hanno partecipato alle votazioni 18.544 iscritti.
Dettaglio delle preferenze:
- diminuire il numero di alunni per classe, prevedendo un massimo di 22 studenti per classe (opzione votata da 8.080 iscritti)
- diffondere il tempo pieno e le compresenze di docenti nelle classi (opzione votata da 5.308 iscritti)
- ripristinare gli insegnamenti ridotti dalla “riforma Gelmini” e inserirne di nuovi (opzione votata da 5.156 iscritti).
2.Scuole paritarie e pubbliche: finanziamenti e contributi volontari
La scuola dell’obbligo deve essere gratuita, come prevede la nostra Costituzione. Perché sia davvero così, va eliminato l’odioso contributo “volontario” che ogni anno le famiglie sono costrette a pagare all’atto dell’iscrizione per far fronte allo stato di grande sofferenza delle scuole. Per questo i finanziamenti pubblici devono andare prioritariamente alle scuole pubbliche statali. Approfondisci sul blog Hanno partecipato alle votazioni 19.040 iscritti con 17.937 voti favorevoli.
3.Legge su scuola pubblica e privata
Attualmente in Italia esistono scuole statali e scuole paritarie private. Con la legge 62/2000 è stata istituita la parità scolastica, consentendo alle scuole private che soddisfino determinati requisiti di essere equiparate a quelle statali. È arrivato il momento di aprire un dibattito all’interno della società finalizzato a ripensare questa legge: l’obiettivo non è impedire che siano istituite scuole private - possibilità prevista dalla nostra Costituzione -, ma ripensare e riscrivere il tema della parità scolastica affinché ci sia una distinzione chiara tra scuola statale e scuola privata,evitando che in futuro venga ancora aggirato l'art.33 della nostra Costituzione. Approfondisci sul blog Hanno partecipato alle votazioni 18.618 iscritti con 15697 voti favorevoli.
4.Perchè non è una “Buona Scuola”
Per rilanciare davvero la scuola pubblica italiana, il MoVimento 5 Stelle vuole cancellare la legge 107/2015, la cosiddetta ‘Buona Scuola’ che ha minato le fondamenta democratiche, cooperative e formative della scuola. L’impegno è eliminare le misure che hanno trasformato la scuola in un’azienda e l’hanno asservita a logiche competitive e di profitto: i super-poteri ai presidi – tra cui la chiamata diretta dei docenti, l’attribuzione del bonus premiale e la ricerca di sponsor e finanziamenti privati per la propria scuola – l’indebolimento delle funzioni degli organi collegiali, la card formazione docenti da 500 euro da spendere individualmente, l’alternanza scuola-lavoro obbligatoria per gli studenti. Approfondisci sul blog Hanno partecipato alle votazioni 18.261 iscritti.
Dettaglio delle preferenze:
- Rendere obbligatorie e retribuite le ore di formazione dei docenti, cancellando la “Card” da 500 euro (opzione votata da 10.847 iscritti)
- Promuovere la collaborazione tra docenti, eliminando la chiamata diretta e il bonus del merito assegnato dal dirigente (opzione votata da 10.422 iscritti)
- Promuovere la cooperazione tra studenti, eliminando o modificando i test INVALSI (opzione votata da 5.514 iscritti)
- Aumentare gli strumenti di partecipazione degli studenti e delle famiglie (opzione votata da 5.269 iscritti)
- Ridurre le ore di alternanza scuola-lavoro e migliorarne la qualità (opzione votata da 4.101 iscritti)
5.Come innovare la didattica
La Scuola va rinnovata e ripensata in modo da attuare strategie didattiche e pedagogiche innovative, in grado di coinvolgere attivamente gli studenti nella creazione delle conoscenze. Il MoVimento 5 Stelle intende promuovere l’utilizzo delle nuove tecnologie e dei libri digitali e gratuiti, il rinnovamento degli ambienti di apprendimento e un tipo di didattica maggiormente esperienziale e a contatto con la realtà. Vogliamo creare équipe formative territoriali composte da specialisti del mondo dell’educazione in grado di supportare i docenti nei processi di innovazione didattica. A tutto ciò si accompagna, necessariamente, un maggiore riconoscimento della professione docente attraverso un incremento stipendiale che adegui le retribuzioni italiane almeno alla media europea. Approfondisci sul blog Hanno partecipato alle votazioni 18109 iscritti.
Dettaglio delle preferenze:
- Diffondere l’utilizzo di strumenti tecnologici e di libri digitali (opzione votata da 8.175 iscritti)
- Investire su ambienti di apprendimento innovativi (opzione votata da 7.849 iscritti)
- Promuovere maggiori esperienze all’esterno dell’ambiente scolastico con pieno protagonismo degli studenti (opzione votata da 7.764 iscritti)
- Costituire equipe di esperti territoriali con educatori, pedagogisti, ricercatori ed esperti nel campo della didattica a supporto dei docenti (opzione votata da 6.915 iscritti)
- Istituire un fondo strutturale per l’innovazione didattica (opzione votata da 5.262 iscritti)

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