LA RIVOLUZIONE NECESSARIA

L’ITALIA SARÀ 100% RINNOVABILE

Addio alle fossili entro il 2050. Obiettivo possibile

In un Paese dove le politiche energetiche vengono decise dai grandi gruppi industriali e dove si continua a puntare sui gasdotti in un contesto di calo dei consumi invece che investire su rinnovabili, efficienza e tecnologie per la riduzione dei consumi, il M5S propone la rivoluzione necessaria: trasformare l’Italia in un Paese che utilizzi energia rinnovabile al 100%. Si parte dal risparmio e dall’efficienza energetica per arrivare a dare l’addio al carbone, petrolio e gas entro il 2050, coinvolgendo industria, agricoltura, trasporti e scelte individuali. Leggete e approfondite la rivoluzione energetica firmata M5S.

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Il percorso del programma su Rousseau

L’energia è un cambio di civiltà.

Esiste l’esigenza di pensare in modo completamente diverso all’energia. Non solo in termini di strategie politiche e di accordi finanziari ma, più in generale, al ruolo che l’energia in futuro può avere nella nostra vita. Dall’elettrificazione alla gestione ed utilizzo delle risorse naturali, pensare avanti vuol dire fare in modo che la persona torni al centro di ogni scenario e che un consumo intelligente e responsabile diventi sinonimo di qualità e libertà.

I punti del programma votati dagli iscritti

1.Sì a politiche che scoraggino l’uso di benzina e gasolio

Il programma prevede il progressivo abbandono delle fonti fossili con diverse fasi a medio, 2030, e lungo termine, 2050. Dal 2020 il carbone non sarà più utilizzato per la produzione di energia elettrica. Le centrali a gas naturale potranno sostituire le centrali a carbone esistenti, ma non dovranno essere costruite nuove centrali alimentate da fonti fossili.

Approfondisci sul blog Hanno partecipato alle votazioni 26.651 iscritti. Il 96,6% ha risposto sì (25.737 voti).
2.Spostare gli incentivi statali verso le rinnovabili

Riduzione dei consumi ed efficienza energetici: l’obiettivo è arrivare a -37% rispetto ai consumi del 2014 fissando da subito importanti obiettivi di riduzione dei consumi finali di energia e di riduzione delle emissioni climalteranti, di almeno l’80/95% rispetto al 1990. Uno step fondamentale per raggiungere l’obiettivo 100% rinnovabile.

Approfondisci sul blog Hanno partecipato alle votazioni 40.977 iscritti. Ha detto sì il 98.9% (40.516 voti).
3.Utilizziamo i terreni marginali

Sei d’accordo con l’utilizzo dei terreni di uso marginale per impianti destinati alla produzione di energia rinnovabile?

Sostenere la migrazione dei consumi termici verso il vettore elettrico, soprattutto attraverso l'autoproduzione da fonti rinnovabili e in particolare per le aree con alti livelli di inquinamento dell'aria anche utilizzando terreni marginali per impianti energetici rinnovabili.

Approfondisci sul blog Hanno partecipato 23.850 iscritti. L’87% ha detto sì (20.746 voti).
4.Democrazia energetica

La rete di distribuzione dell’energia deve essere privata o partecipata anche dai cittadini?

Siamo per la  democrazia energetica. Gli iscritti hanno votato precisamente su questo: siamo per la distribuzione energetica. Il MoVimento 5 Stelle vorrà introdurre la possibilità di scambio sul posto per poter rendere gli utenti anche produttori

Approfondisci sul blog Hanno partecipato 21.867 iscritti con il 96.9% che ha scelto l’opzione “partecipata anche dai cittadini”
5.Stop energia nucleare. Anche importata

Sostituire i mezzi di trasporto individuale e collettivo con mezzi che utilizzino combustibili alternativi come energia elettrica con l’impiego di energia rinnovabile ed idrogeno. In Nord Europa, in Norvegia e in Olanda, è stato già intrapreso l’iter parlamentare per la messa al bando dei veicoli che sono alimentati da benzina e diesel.

Approfondisci sul blog Hanno partecipato alle votazioni 21.348 iscritti. Il 88,2% ha risposto sì (18.827 voti).
6.Stoccaggio domestico

Prevedere misure per favorire l’accumulo dell’energia nelle sue varie forme, privilegiando la diffusione di piccoli impianti domestici, sia a servizio della produzione distribuita di energia da fonti rinnovabili che al fine di stabilizzare la rete elettrica, contribuendo a far diminuire il costo per la collettività. Ma nessun terreno coltivabile o produttivo dovrà mai essere considerato terreno marginale. Intendiamo con questa espressione quelli post-industriali, aree industriali non più produttive.

Approfondisci sul blog Hanno partecipato alle votazioni21.332 iscritti e 12.517 ha scelto C; 7.162 per la B; 1.653 A.
7.Terna deve tornare pubblica

Addio al petrolio anche nei trasporti e in agricoltura entro il 2050. Riutilizzare i siti industriali della petrolchimica, molti dei quali dismessi o in dismissione, impiegandoli nella green economy e in particolare nella green chemistry, per la realizzazione di «bio-based products» cioè prodotti ottenuti in tutto o in parte da materiali di origine biologica, con esclusione delle fonti fossili e minerarie, non rinnovabili, salvaguardando i livelli occupazionali. E gli attivisti hanno chiaramente votato per rendere pubblica Terna.

Approfondisci sul blog Hanno partecipato alle votazioni25.394 iscritti. Ha vinto il sì con 24.310, il 95,7%.

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