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L'Europa ha scelto il suicidio. Il nuovo regolamento antidumping approvato dal Parlamento europeo con i voti favorevoli di Forza Italia e Partito Democratico è un boomerang per le imprese italiane, soprattutto per quelle piccole e medie. Le nuove regole sono "country neutral" trattano cioè tutti i Paesi membri del WTO in maniera neutrale, ma non è così! Anche i bambini sanno che in Cina la produzione è dopata da sovvenzioni pubbliche, i costi dell'energia sono bassissimi, gli standard ambientali sono fantascienza e le condizioni dei lavoratori sono pessime. Grazie a tutto questo le aziende cinesi riescono a produrre e vendere a prezzi stracciati. Per le nostre imprese competere con loro è quasi impossibile!

La Commissione europea ha dichiarato che non vi saranno oneri aggiuntivi per le imprese europee, ma l'onere della prova - ormai in capo alla stessa Commissione - indebolirà le nostre difese. Cosa farà la Commissione europea quando le imprese cinese non forniranno i dati che provano la concorrenza sleale? Con quali strumenti valuteranno e interpreteranno le leggi cinesi? Come fanno a controllarle? La verità è che l'Europa avrà strumenti di difesa commerciale indeboliti, che potranno essere attivati solo quando la sovrapproduzione cinese avrà già invaso il mercato europeo, quando comunque le imprese avranno già macinato perdite e probabilmente sarà troppo tardi. Purtroppo per le nostre imprese i nodi verranno al pettine presto. Ecco la dichiarazione di voto di David Borrelli al Parlamento europeo. Fate sapere a tutti la verità.




di David Borrelli, Efdd - MoVimento 5 Stelle Europa

"molte volte ci troviamo a votare su questioni la cui incidenza sulla vita della gente comune appare assai limitata o percepibile solo dagli addetti ai lavori. Ma questo voto è di natura ben diversa: il suo risultato inciderà direttamente e per lungo tempo su tutti i cittadini europei e sulla stragrande maggioranza delle nostre imprese. E' un voto importante, di più: è un voto determinante.

Sbagliare questa scelta è cosa grave e comporterà conseguenze pesanti. Sin dall'inizio abbiamo cercato di richiamare tutti alla delicatezza di tale tema. Abbiamo messo in evidenza come la scelta dei modi e dei tempi per adeguare la legislazione europea alle richieste della Cina sia stata priva di visione strategica, condizionata da interessi di parte e destinata ad essere inefficace.

La nuova metodologia proposta sta mostrando i suoi pesanti limiti prima ancora di essere approvata. E questo per due ragioni:

1) il governo cinese ha già annunciato che si opporrà in sede WTO alla riforma.
2) l'ultimo Congresso del Partito Comunista Cinese ha chiaramente indicato che la Cina intende aumentare il controllo dello Stato sulla sua economia interna e "avere voce in capitolo" sulle imprese straniere che operano in Cina.

La Cina si sta delineando una potenza economica che in nulla si è avvicinata all'economia di mercato come intesa dall'Occidente. Quali implicazioni avrà tutto questo per l'Europa? Intere categorie industriali hanno dichiarato che in massimo 5/7 anni non saranno più in grado di arginare la concorrenza aggressiva delle industrie cinesi.

Questa nuova metodologia non rafforza la legalità economica ed espone all'incertezza l'industria europea, in particolare le PMI. Dobbiamo avere il coraggio di dire che nel momento in cui la nostra forza non starà più nella certezza delle regole, ma nell'ambiguità e nella discrezionalità della Commissione, l'Europa sarà più debole.

Pertanto, onorevoli colleghi, vi chiedo di votare contro e di farlo nello spirito della risoluzione votata nel maggio 2016, i cui punti fondamentali sono stati disattesi da Commissione e Consiglio perché:

- questa metodologia riconosce alla Cina de facto lo status di economia di mercato
- gli Stati Uniti intendono restare coerenti con la distinzione tra Paesi MES e paesi Non MES in linea con le disposizioni del Protocollo di adesione della Cina al WTO.
- non è stato fatto nessun concreto passo in avanti sul rafforzamento degli strumenti di difesa commerciale".

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