Basta emigrati! Trasformiamo l'Italia in un Paese per giovani

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Nel 2016 oltre 250.000 italiani sono andati all'estero per cercare un lavoro.
Questa emigrazione di massa riguarda principalmente i giovani e spopola interi territori. È arrivato il momento di voltar pagina.

Fabio Massimo Castaldo, Ignazio Corrao e Piernicola Pedicini organizzano la conferenza "Cambiare Paese per non (dover) cambiare Paese". Vogliamo ascoltare e riflettere insieme ai giovani che lasciano il nostro Paese. Vogliamo lanciare un messaggio di speranza verso chi non vuole arrendersi di fronte all'immobilismo dell'Italia. Nel 2030 nessun italiano dovrà essere costretto a lasciare la propria terra per cercare dignità e lavoro all'estero.

VIDEO.Guarda la sessione pomeridiana dell'evento.




VIDEO. Prima parte della conferenza




Al Parlamento europeo ascoltiamo centinaia di ragazzi e ragazze che hanno il sogno di potere, un giorno, tornare a vivere nel Paese che amano. Per capire perché sono fuggiti basta leggere questi dati della vergogna

I DATI DELLA VERGOGNA
Secondo dati dell'Eurostat, l'Italia è il penultimo Paese europeo per numero di laureati: solo il 26,2% dei giovani tra i 30 e i 34 anni possiede un titolo di laurea. Dietro di noi solo la Romania. La situazione è ancora più negativa se prendiamo in considerazione i paesi dell'OCSE, l'organizzazione che riunisce i 35 Paesi industrializzati (ma anche economie emergenti come il Cile e il Messico): solo il 20 % degli italiani tra i 25 e i 34 anni è laureato contro il 37% della media nella zona Ocse. Peggio di noi solo il Messico. Il tasso di abbandono è uno dei più alti d'Europa e le immatricolazioni sono in calo. Negli ultimi anni gli studenti immatricolati sono diminuiti del 20% (65mila in meno in un decennio) mentre "i docenti passano da poco meno di 63mila a meno di 52mila unità, il personale tecnico amministrativo da 72mila a 59mila, i corsi di studio scendono da 5.634 a 4.628".

Per converso, le immatricolazioni all'estero sono in aumento perché le tasse sono meno alte, l'offerta formativa è migliore e si offrono maggiori sbocchi lavorativi. In Danimarca, Germania, Finlandia, Svezia, Norvegia e Malta non c'è alcuna retta universitaria da pagare: l'istruzione universitaria è ritenuta un diritto innegabile e gratuito. L'Italia è terzultimo in Europa per spesa nell'istruzione e si conferma tra i fanalini di coda su scala europea per investimenti in formazione: il 4% del Pil, sotto di quasi un punto percentuale rispetto alla media della Ue (4,9%)

In Italia un ragazzo tra i 15 e i 29 anni su 4 non è occupato o non è iscritto a un percorso di formazione. I Neet italiani - coloro che non studiano né lavorano -  raggiungono il 26% contro una media Ocse del 14%. In Italia è bassa la domanda di lavoratori sovraqualificati. È arrivato il momento di scommettere sui giovani! Trasformiamo l'Italia in un Paese per giovani!
 

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