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La Merkel ordina, Berlusconi esegue. Con un voto shock Forza Italia e Pd, uniti più che mai, rafforzano il Regolamento di Dublino che assegna oggi al primo Paese di approdo le responsabilità legate all'accoglienza. Nessun migrante economico sbarcato in Italia verrà ricollocato negli altri Paesi membri. Merkel e Macron lo avevano detto e oggi Forza Italia e Pd con il loro voto eseguono. La Commissione Libertà Civili, Giustizia e Affari Interni ha votato la riforma del regolamento che altro non è, per l'Italia, una gabbia dalla quale i migranti molto difficilmente potranno uscire. Berlusconi e la Merkel saranno oggi a braccetto a Bruxelles: il nostro Paese viene svenduto per riabilitare politicamente chi lo ha distrutto in questi ultimi 20 anni. Forza Italia scrive e sostiene la riforma di Dublino, la Lega Nord vota contro. Non hanno nemmeno un programma comune sull'immigrazione. Se avete il coraggio, rispondete a questa domanda: perché state insieme? Forse per le poltrone, come dimostra il voto sul Rosatellum.

VIDEO. Guarda e condividi l'intervista a Laura Ferrara e Ignazio Corrao realizzata subito il voto




CHE COSA CAMBIA?

MIGRANTI ECONOMICI. Secondo le nuove regole sarà sempre e solo l'Italia a farsene carico.
FILTRI. La riforma introduce criteri e filtri che di fatto renderanno impossibile il ricollocamento dei migranti.
RISCHIO SICUREZZA. Se un migrante sbarcato in Italia viene ritenuto pericoloso rimane in Italia. Gli altri Stati se ne lavano le mani.
Da quando è entrato in vigore nel 2003 sono sbarcati nel nostro Paese più di 1 milione di migranti. Ecco perché la spesa per l´immigrazione nel nostro Paese è lievitata fino a quasi 5 miliardi nel 2017, oltre 1 miliardo in più rispetto al 2016. Questi numeri dicono una sola cosa: il regolamento di Dublino va stracciato!

VOLUTO DA FORZA ITALIA, LEGA E PD

Il regolamento di Dublino II fu adottato nel 2003 e votato in sede di Consiglio dal governo Berlusconi - Lega. Il regolamento di Dublino III, che ha aggiornato la versione precedente, è stato approvato nel giugno 2013 e votato in sede di Consiglio dal governo Letta. Con questo voto Forza Italia e Partito Democratico lo rafforzano. La propaganda dei partiti sostiene che finalmente cade il principio del "primo ingresso", in realtà non è così. La riforma introduce criteri e filtri che di fatto faranno gravare sul Paese di primo approdo tutte le responsabilità della gestione dei migranti e renderanno impossibili i ricollocamenti.

TUTTE LE TRAPPOLE PER L'ITALIA

Ci sono troppi filtri che appesantiscono la procedura e mettono un peso eccessivo sugli Stati membri di primo arrivo. Questi sono i punti che di fatto vanificano la cancellazione del principio del Paese di primo ingresso:

1) PRIMO FILTRO.
Il primo filtro stabilisce che i migranti economici, a differenza dei rifugiati, rimarranno nel Paese di arrivo. La maggior parte dei migranti rimarrà, dunque, in Italia. Non è vero - come i partiti affermano - che verranno redistribuiti fra tutti gli Stati membri: sarà solo l'Italia a farsene carico e saranno difficili i rimpatri visto che mancano gli accordi con la maggior parte dei Paesi di provenienza.

2) SECONDO FILTRO. Viene introdotto il filtro della sicurezza: anche in questo caso tutte le persone potenzialmente pericolose per la sicurezza pubblica restano nel Paese di primo ingresso. Non siamo contrari alle verifiche sulla sicurezza, ma siamo contrari al fatto che i Paesi di primo ingresso vengono lasciati da soli a gestire questi soggetti potenzialmente pericolosi.

3) PRIMO PAESE DI APPRODO SEMPRE RESPONSABILE. Nasce il criterio della responsabilità permanente. Con le vecchie regole uno Stato membro diventava competente se il richiedente vi aveva soggiornato per 1 anno anche se era sbarcato in un altro Paese, con la nuova revisione non sarà più così. Per esempio, un migrante entrato illegalmente in Italia che andava in Svezia e vi rimaneva per 1 anno non poteva più essere rimandato in Italia perché la responsabilità dell'Italia cessava. L'Italia come Paese di primo approdo sarà permanentemente responsabile dei migranti arrivati. Altro che solidarietà!

4) RICOLLOCAMENTO SOLO DOPO LE VERIFICHE DEI DUE FILTRI. Il meccanismo di ricollocamento non è affatto automatico: scatterà dopo le procedure dei filtri sulla sicurezza e sulla domanda. Un richiedente asilo potrà, dunque, essere trasferito in un altro Paese dopo molti mesi dal suo arrivo e nel frattempo sarà sempre l'Italia a farsene carico.

5) PAESI POVERI PENALIZZATI. Fra i criteri per redistribuire i richiedenti asilo non c'è il tasso di disoccupazione: restano solo quelli del PIL e della popolazione. Questo significa che non si terrà conto delle difficoltà che hanno i Paesi con i livelli di disoccupazione più alti, come l'Italia e la Grecia. Così c'è il rischio di una "guerra fra poveri". Da una parte i rifugiati che hanno riconosciuto il diritto a restare in Italia e dall'altra i disoccupati italiani che non trovano lavoro.

6) TEMPI LUNGHI PER I PAESI IN RITARDO. È concesso un periodo di 3 anni di transizione per gli Stati che sono in ritardo con l'applicazione delle procedure di accoglienza. Questi Paesi sono di fatto esonerati dal meccanismo della redistribuzione. Così facendo si legittima l'egoismo di alcuni Stati membri che si rifiutano di applicare norme comuni per il diritto di asilo e l'Italia continuerà in questi tre anni ad avere più migranti degli altri Paesi europei.


SICILIA: LA REGIONE PIÙ PENALIZZATA

La Sicilia paga il prezzo più alto dell'incapacità del governo. Con 70.671 migranti sbarcati dall'inizio dell'anno si è superato ogni limite. I centri di accoglienza sono nel caos più totale. I sindaci di alcuni Comuni più esposti come Lampedusa e Pozzallo hanno lanciato degli allarmi, finora rimasti inascoltati. Sono molti i casi denunciati di migranti scomparsi, soprattutto fra i minori. Il piano di Minniti siglato con la Libia è fuffa: ha tentato di mettere il problema sotto un tappeto con un accordo siglato con la Libia ma il risultato è stato solo quello di spostare la rotta più a ovest, verso la Tunisia. I siciliani sanno bene di chi sono le responsabilità di tutto questo.

Ecco chi ha votato a favore: Gardini, Mussolini, Comi (Forza Italia); Chinnici, Toia (PD); Schlein (Possibile); Barbara Spinelli (GUE).


VIDEO. Ecco alcuni dati del disastro dei partiti sull'immigrazione

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