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Anche quest'anno non è stato fatto alcuno sforzo per cercare di ridurre i costi della politica. Non si è minimamente provato a dare un messaggio di solidarietà e vicinanza ai cittadini europei e a rispondere alle reali necessità di cui abbiamo bisogno. Il Parlamento ha ripristinato la maggior parte dei tagli del Consiglio per molte voci sulle quali si poteva prevedere un risparmio concreto e consistente, soprattutto sulle spese di natura amministrativa. L'EFDD-MoVimento 5 Stelle ha provato in ogni modo ad invertire questo assurdo stato di cose, ma gli innumerevoli tagli proposti sono stati completamente bocciati. Anche dagli europarlamentari italiani, che ad ogni occasione utile ripetono quanto la macchina europea sia macchinosa ed eccessivamente burocratizzata. Ma non fanno nulla per cambiare le cose.

Per il 2018, abbiamo proposto in commissione bilanci un contenimento complessivo dei costi per oltre 4 miliardi di Euro, ma come detto non c'è stato nulla da fare: niente ridimensionamento degli stipendi e delle varie indennità dei deputati; nessuna equiparazione delle pensioni privilegio; mancata abolizione dei finanziamenti ai partiti e fondazioni europee e molto altro.



In questa tabella (che riassume le decurtazioni per istituzione) la somma dei tagli che abbiamo richiesto:
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La cosa più incredibile è che lo stesso Parlamento europeo ha previsto viceversa un innalzamento dei propri costi, incrementando il budget del 2,3% rispetto al 2017. Parliamo di quasi 2 miliardi di Euro che anche quest'anno graveranno sulle spalle dei contribuenti. Ogni anno questi impresentabili sprechi aumentano. La doppia sede del parlamento (Bruxelles e Strasburgo, senza nemmeno contare il Lussemburgo) continua a costare centinaia di milioni l'anno. I finanziamenti europei per i partiti e le fondazioni sono poi assolutamente inaccettabili: questi fondi continuano a lievitare, passando da meno di 17 milioni di Euro nel 2009 a una proposta di quasi 52 milioni per il 2018. Questa particolare linea di bilancio, che noi giustamente non utilizziamo, dovrebbe essere completamente annullata.

La fotografia scattata a Strasburgo illustra plasticamente una distanza, un divario enorme che persiste tra chi fa politica e il cittadino comune, a cui vengono chiesti enormi sacrifici. Basti ancora pensare alla "pensione privilegio" degli europarlamentari, prevista senza dover mai versare un solo Euro di contributi. Tutto a carico dei contribuenti, ai quali vengono invece imposte manovre lacrime e sangue con le riforme delle pensioni come la legge Fornero. Le risorse dell'Unione Europea dovrebbero essere costantemente ottimizzate, ma oggi accade il contrario, vengono sperperate e innalzate, in un circolo vizioso che serve ad "ingrassare" i soliti noti. Un razionamento della spesa permetterebbe un adeguato livello di fondi per tutte quelle voci che possono portare un reale valore aggiunto economico e sociale.

Oltre agli sprechi amministrativi è doveroso tagliare e chiudere i rubinetti per progetti inutili e dannosi voluti da ignoti, come la tristemente celebre nuova tratta ferroviaria Torino-Lione. Una grande opere mantenuta in vita dalle tasse pagate dai cittadini europei e che non porta alcun vantaggio, se non per la cupola a volte criminale che si nutre di appalti e subappalti delle grandi opere infrastrutturali. Per non parlare del totale fallimento del Piano Juncker che abbiamo già ampiamente documentato: una sorta di finanziamento che si concentra su progetti clientelari tra privati e politica, senza il tanto sbandierato valore aggiunto ambientale, economico e sociale.

Eccovi la lista degli italiani che non vogliono rinunciare ai propri privilegi, a partire dalle pensioni:
- S&D (Partito Democratico): Bonafè; Briano; Caputo; Chinnici; Cofferati; Cozzolino; Danti; De Castro; De Monte; Gentile; Giuffrida; Gualtieri; Kyenge; Morgano; Panzeri; Paolucci; Pittella; Sassoli; Viotti; Zanonato.
- PPE (Forza Italia): Comi; Dorfmann; Gardini; Martusciello; Matera; Maullu; Mussolini; Pogliese; Salini.
- ECR: Fitto; Sernagiotto
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Passando al mancato taglio degli stipendi e delle loro indennità:
- S&D (Partito Democratico): Bonafè; Bresso; Briano; Caputo; Chinnici; Cofferati; Cozzolino; Danti; De Castro; De Monte; Giuffrida; Gualtieri; Kyenge; Morgano; Panzeri; Paolucci; Picierno; Pittella; Sassoli; Viotti; Zanonato; Zoffoli.
- PPE (Forza Italia): Comi; Dorfmann; Gardini; Martusciello; Matera; Maullu; Mussolini; Patriciello; Pogliese; Salini.
- ECR: Fitto; Sernagiotto
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Arrivando ai finanziamenti ai misteriosi partiti e fondazioni europei:
- S&D (Partito Democratico): Benifei; Bettini; Bresso; Briano; Caputo; Chinnici; Cofferati; Cozzolino; Danti; De Castro; Giuffrida; Gualtieri; Kyenge; Morgano; Panzeri; Paolucci; Picierno; Pittella; Sassoli; Schlein; Toia; Viotti; Zanonato; Zoffoli.
- PPE (Forza Italia): Cicu; Cirio; Comi; Dorfmann; Gardini; Martusciello; Matera; Maullu; Mussolini; Patriciello; Pogliese; Salini.
- GUE: Forenza.
- ECR: Fitto; Sernagiotto
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