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Oggi in Lussemburgo si è riunito il Consiglio "Giustizia e affari interni". C'erano tutti i Ministri degli Interni dei Paesi europei (quello tedesco e francese alla fine hanno tenuto una conferenza stampa comune) tranne quello italiano. MINNITI ERA ASSENTE. Non vi scandalizzate se poi ci trattano come una colonia o una comparsa da operetta.

Ps. alla riunione hanno discusso di migranti e di Schengen. Ecco la trappola che stanno per prepararci. Ed è tutta colpa di chi ci governa!


di Ignazio Corrao, Efdd - MoVimento 5 Stelle Europa.

"Il Parlamento europeo ha iniziato la discussione sulla revisione del codice frontiere Schengen. Le cose si mettono male per l'Italia perché la proposta presentata dalla Commissione europa ci penalizza.

UN TAPPO PER L'ITALIA
Se questa riforma dovesse andare in porto così come proposto, i tempi per reintrodurre controlli alle frontiere sarebbero prolungati (fino ad un massimo di 3 anni contro gli attuali 2). Inoltre, gli Stati Membri potrebbero utilizzare i controlli interni per stoppare i flussi migratori. Infatti, i movimenti secondari di migranti verrebbero espressamente considerati una minaccia grave alla sicurezza o all'ordine pubblico. Cosi facendo, l'Italia rischia nuove e più drammatiche crisi come quelle verificatesi nei mesi scorsi a Ventimiglia e Brennero. L'Europa sta mettendo un tappo sull'Italia e, senza la revisione del Regolamento di Dublino, saremmo lasciati soli a gestire le centinaia di migliaia di domande di protezione internazionale che arrivano ogni anno.

IL "FAVORINO" ALLA GERMANIA

L'11 Novembre scade il termine ultimo per alcuni Stati Membri, tra cui la Germania, per mantenere i controlli alle frontiere decisi negli anni scorsi. Oltre questo termine infatti mantenere i controlli avrebbe portato a sanzioni europee. Il tempismo della Commissione è incredibile: questa proposta arriva proprio per aiutare quegli Stati Membri (la Germania in primis) che stanno mettendo a repentaglio la stessa sopravvivenza dello spazio Schengen a sanare la propria situazione. Vogliono legalizzare i blocchi alle frontiere a discapito dei Paesi di primo arrivo.

Questa è l'ulteriore dimostrazione di come in Europa non tutti gli Stati Membri abbiano lo stesso peso. Ancora una volta le regole che danno fastidio ai potenti vengono prontamente adattate anche a costo di ipotecare gravemente principi cardine dell'Unione, quali la libera circolazione dei cittadini e lo spazio Schengen.

La proposta della Commissione europea è una sorta di sanatoria: gli Stati Membri interessati non si faranno remore a mantenere i controlli alle frontiere interne dopo l'11 Novembre, tanto sanno che non verrà mai adottata una procedura di infrazione nei loro confronti. E infatti, Macron ha già provveduto ad estenderli fino al 2018. La riforma di Schengen e la imminente revisione del regolamento di Dublino sono gemelli siamesi: isolano l'Italia e trasformano il nostro Paese nel campo profughi d'Europa lasciandoci soli a gestire un fenomeno che dovrebbe invece essere gestito a livello europeo".

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