Killer delle democrazie

draghi-renzi-merkel-movimento-grillo.png


È in arrivo l'ennesima mazzata per il sistema del credito italiano, già martoriato da scelte europee folli, avallate da una classe dirigente non all'altezza che ha usato gli istituti di credito come bancomat dei partiti. Questi killer delle democrazie stanno per compiere il loro folle disegno che distruggerebbe definitivamente il tessuto imprenditoriale e sociale italiano, gettando nella disperazione milioni di cittadini - imprenditori e non - che potrebbero perdere le loro aziende e i loro risparmi. Il documento pubblicato dalla BCE assottiglia il margine di discrezionalità a disposizione delle banche per gestire i crediti deteriorati, e dal primo gennaio 2018 le svalutazioni diventeranno automatiche: dopo sette anni, un credito deteriorato secured andrà azzerato nonostante la presenza di garanzie. Per le sofferenze unsecured, invece, basteranno due soli anni di permanenza alla voce NPL per richiedere accantonamenti integrali. Detto in parole più comprensibili, le banche devono sbrigarsi a liberarsi dei crediti deteriorati - i famosi NPL, appunto - prima che entrino in funzione le spietate regole comunitarie che hanno già distrutto (con la connivenza della politica) una fetta del sistema bancario italiano.

Questa improvvisa accelerazione non è casuale. Tra la fine del 2017 e l'inizio del 2018 - oltre all'incorporazione del Fiscal Compact nel quadro giuridico UE - si giocherà l'ennesima fondamentale partita nelle istituzioni europee con la revisione della direttiva BRRD (ovvero quella che contiene il famigerato bail-in) e della CRR (il regolamento relativo ai requisiti prudenziali per gli enti creditizi e le imprese di investimento). Parliamo quindi dei due provvedimenti che regolamentano rispettivamente le risoluzioni bancarie e i requisiti di capitale. Noi stiamo da mesi proponendo misure per stralciare il bail-in e orientare i requisiti di capitale verso i prodotti finanziari, invece che sul credito all'economia reale. Matteo Renzi oggi strilla senza considerare che il partito da lui guidato è sempre stato a fianco degli speculatori e contro i cittadini italiani.

La vigilanza bancaria dell'Unione Europea voluta dal PD - con Letta che twittava trionfante nel 2013 "finita ora sessione del Consiglio europeo, approvata banking unione per tutelare i risparmiatori" - insiste nel focalizzarsi sul rischio di credito, chiudendo non uno, ma due occhi sul ben più pericoloso rischio finanziario. Lo scorso luglio è stato infatti approvato in commissione ECON del Parlamento europeo il regime transitorio del nuovo principio contabile detto IFRS9. Votato naturalmente anche dagli eurodeputati del PD. Un duro colpo al credito e ai sistemi bancari focalizzati sulle attività commerciali di finanziamento a lungo termine di famiglie e piccole, medie imprese. Non servirà a prevenire l'accumulo dei crediti deteriorati legati alla crisi economica, ma andrà solo a vantaggio dei sistemi bancari più speculativi. A loro non sarà richiesto di riflettere adeguatamente nei bilanci gli enormi rischi finanziari legati a potenziali perdite: parliamo di strumenti rischiosi, volatili o "illiquidi" come gli "Assets Level 2" e "Level 3".

Tutto questo mentre tedeschi, olandesi e buona parte del sistema bancario del Nord Europa hanno già provveduto a ripulire le sofferenze (le loro, chiaramente) con massicce iniezioni di liquidità. Non solo: mentre le nostre banche del credito sono sottoposte a vigilanza ferrea dalle autorità europee, il sistema di banche regionali/locali tedesche, che finanzia gran parte delle imprese teutoniche, rimane sotto il controllo delle sue autorità nazionali, con il vantaggio di poter gestire le eventuali crisi senza pressioni esterne. Le banche tedesche sono sottoposte ad una vigilanza privilegiata sia sul fronte banche di credito (Landesbank, Sparkasse), sia sul fronte banche d'affari (Deutsche Bank). Ci vogliono far credere di essere noi i malati, ma la realtà è che i tedeschi eludono le regole imposte agli altri e la burocrazia UE, su questo, ha la colpa di trattare i Paesi con pesi e misure diverse.

Se questo ennesimo giro di vite della BCE dovesse essere confermato e il Governo dovesse opporsi solo a parole, come è di moda in questi anni, "salteranno" altre banche, falliranno altre imprese che si vedrebbero chiusi i rubinetti del credito, altri imprenditori compieranno gesti disperati e i cittadini potrebbero veder prosciugati i risparmi di una vita. È adesso il momento di agire, prima che questi killer delle democrazie possano chiudere il loro folle disegno.

Guarda anche ...


Ultimi video

Titolo