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Il copione è sempre il medesimo: Merkel ordina, Berlusconi esegue. Con un voto shock Forza Italia e PD, uniti più che mai, hanno rafforzato il Regolamento di Dublino (che assegna oggi al primo Paese di approdo le responsabilità legate all'accoglienza). Chiunque affermi il contrario vi sta prendendo in giro. Nessun migrante economico sbarcato in Italia verrà ricollocato negli altri Paesi membri. Merkel e Macron lo avevano detto e oggi Forza Italia e PD con il loro voto eseguono. La commissione Libertà Civili, Giustizia e Affari Interni ha votato la riforma del regolamento che altro non è, per l'Italia, una gabbia dalla quale i migranti molto difficilmente potranno uscire.

La Sicilia paga il prezzo più alto. Con 70.671 migranti sbarcati dall'inizio dell'anno si è superato ogni limite. I centri di accoglienza sono nel caos più totale. I sindaci di alcuni Comuni più esposti come Lampedusa e Pozzallo hanno lanciato degli allarmi, finora rimasti inascoltati. Sono molti i casi denunciati di migranti scomparsi, soprattutto fra i minori. Il piano di Minniti siglato con la Libia è fuffa: ha tentato di mettere il problema sotto un tappeto con un accordo siglato con la Libia ma il risultato è stato solo quello di spostare la rotta più a ovest, verso la Tunisia. I siciliani sanno bene di chi sono le responsabilità di tutto questo.

Quella di oggi è quindi una stretta di mano che vale più di mille parole. L'intesa tra Angela Merkel e il centrodestra italiano non è mai mancata nel corso di questo decennio: ma attenzione, non stiamo parlando di accordi politici bilaterali che giovano alle reciproche economie e società. Tutt'altro, la storia ci ha insegnato che la propensione alla genuflessione dell'era berlusconiana ha consegnato l'Italia al macello macroeconomico, con i tedeschi liberi di produrre export senza limite a danno delle piccole e medie imprese italiane. Quelle che il "grande imprenditore di Arcore" avrebbe dovuto difendere (essendo il self-made man che tutti conosciamo).

E poi, abbassamento delle tasse e alleanza con Merkel sono due concetti che non stanno insieme, lo sanno anche i muri. A Bruxelles l'Italia è considerata uno Stato "impantanato" - per usare un eufemismo -, e la Sicilia una regione allo sbando economico, sociale e politico. Alla stregua della Grecia, bisognosa delle cure che i falchi dell'austerità (guidati dagli alleati europei del centrodestra) non vedono l'ora di confezionare. Per chi ancora non ne fosse a conoscenza, infatti, Forza Italia in Europa è alleata, nello stesso gruppo politico e convergente nei voti con i falchi dell'austerità tedeschi del PPE. Berlusconi sta alla Merkel come Musumeci sta a Berlusconi.

Del leader del centrodestra non interessano più i molteplici processi giudiziari in cui è coinvolto, ma il modo e il menefreghismo con cui ha consegnato l'Italia alla serie B del Continente. Nel corso dei suoi Governi in Europa si prendevano decisioni fondamentali, ciecamente avallate a livello nazionale e mai realmente discusse in sede di Consiglio, dove il Cavaliere e i suoi ministri erano seduti. Dall'immigrazione col regolamento di Dublino, con cui proprio oggi si è scritta l'ennesima beffa per l'Italia, all'economia con il Fiscal Compact. Votato e voluto dal Governo Berlusconi-Lega rischia entro la fine dell'anno di entrare nel quadro giuridico UE grazie alla miopia del centrosinistra, al potere praticamente dal 2012 in poi. Gli stessi che oggi vogliono sembrare euroscettici sono stati complici consenzienti del disastro odierno.

Ma a far ridere ancor più della stretta di mano tra Silvio Berlusconi e Angela Merkel sono però gli alleati del Cavaliere. La Lega Nord come può giustificare un'alleanza a livello nazionale quando il suo segretario, Matteo Salvini, è seduto all'estrema opposizione di tutto ciò che rappresenta oggi Forza Italia al Parlamento europeo? Per non parlare di Giorgia Meloni e dei suoi Fratelli d'Italia... Stiamo parlando di un corto circuito politico che non desta scalpore solo perché l'Italia è totalmente disabituata a considerare l'Unione Europea come strategicamente rilevante. Proprio Salvini, almeno a livello mediatico (perché le sue presenza nelle commissioni parlamentari si contano su una mano) si è battuto contro ogni decisione presa dal Parlamento europeo in questi anni: partendo dalla concessione del MES alla Cina, arrivando all'olio tunisino, passando per le crisi bancarie, alla riforma della governance degli istituti di credito, la concessione del glifosato e, naturalmente, la gestione della crisi migratoria. Temi che il PPE (quindi Forza Italia) ha spinto in direzione tedesca.

Le eccellenze italiane, anche nei settori agroalimentari, sono state martoriate dalle folli scelte fatte da questi signori del nulla. Pensiamo solo all'ultimo caso, quello eclatante del pesticida glifosato. Noi crediamo che debba essere bandito da subito anche per l'effetto che ha avuto sulle attività produttive dei nostri agricoltori, quelli che dovevano essere tutelati dai grandi statisti del Governo. Sono loro le vittime silenziose di queste scelte. Il glifosato usato in preraccolta consente a paesi come il Canada di esportare i loro prodotti a prezzi estremamente competitivi che distruggono il settore produttivo in paesi come l'Italia. Negli ultimi dieci anni più della metà delle aziende che producevano grano duro sono sparite nel Sud.

Siamo schifati dinanzi a una così grande nullità politica e alla totale mancanza di dignità a livello umano. Le mosse della vecchia politica sulla legge elettorale, assieme alle manovre a livello europeo confermano che il sistema politico italiano è ancora totalmente marcio alle fondamenta. Starà solo ai cittadini italiani, che mantengono ancora pochi diritti, spezzare le catene che ci relegano alla serie B della storia. Noi possiamo continuare a lottare e a informarvi ogni giorno, ma solo voi avete il diritto di rivendicare la libertà. Potete iniziare a farlo dalla Sicilia, il 5 novembre, quando sarete chiamati a scegliere tra Giancarlo Cancelleri e il vecchio centrodestra che vi abbiamo descritto. Tra il futuro e un passato che ci ha distrutto, ridotto in macerie ma che ancora non ci ha tolto la speranza.

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