Facciamo sì che Daphne non sia morta invano

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La giornalista Daphne Caruana Galizia è stata uccisa facendo esplodere la sua auto a due passi da casa. Oltre che un becero assassinio è stato un chiaro atto intimidatorio, come lo fu quello dei due giudici più famosi d'Italia, Falcone e Borsellino, di cui rimpiangiamo ancora la memoria. Verrebbe da dire che in Europa non è cambiato molto da allora. Chi denuncia viene minacciato, isolato, rovinato e talvolta ucciso. Daphne Caruana Galizia era già conosciuta al Parlamento europeo, era stata ascoltata in commissione PANA, la commissione speciale istituita appositamente per fare luce sugli scandalosi Panama Papers. Era venuta a Bruxelles per riferire in parte su quello che aveva scoperto, su quello che già sapeva e sulle minacce che stava ricevendo. Ovvero che il sistema dei paradisi fiscali e gli affari che ruotano attorno, europei ed extraeuropei, è marcio fino al midollo. E ci sono dentro tutti, politici compresi.

Noi questi angeli che denunciano al prezzo della loro vita li vogliamo difendere. Per questo in Italia siamo riusciti a far passare la nostra legge sulla protezione dei whistleblower ed è per questo che nella commissione sui Panama Papers abbiamo chiesto e ottenuto di equiparare le protezioni che ricevono i whistleblower anche ai giornalisti investigativi, come Daphne Caruana Galizia. Lo ripetiamo da 3 anni ormai, dall'epoca dello scandalo che ha coinvolto Juncker e il suo Lussemburgo: non si può pensare ad un'Europa solidale se esistono queste mostruose disparità, se ci sono Governi pronti a svendere l'anima pur d'ingannare e di accumulare ricchezze che non gli spettano.

VOTATO IL REPORT SUI WHISTLEBLOWER ANCHE A STRASBURGO
Ieri la plenaria di Strasburgo ha scelto di seguire le linee guida da noi indicate per la protezione dei whistleblower, a seguito del report discusso in commissione affari costituzionali e seguito dal portavoce Fabio Massimo Castaldo. Nel report approvato ci sono moltissimi concetti presenti anche nel nostro decreto presentato al Parlamento italiano (prima firma Businarolo). Tra i temi più importanti: la protezione economica per i whistleblower e le loro famiglie; assistenza psicologica; riferimenti al giornalismo di inchiesta; approccio orizzontale al tema; protezione dell'anonimato; inversione dell'onere della prova per i whistleblower che vengono licenziati. Uno dei grandi gruppi di questo parlamento, quello dei popolari, ha comunque provato senza successo a peggiorare il rapporto che proteggere gli informatori che agiscono nell'interesse pubblico. Lo ha fatto, ricordiamolo, a distanza di una settimana dall'assassinio di Daphne. Una mossa scandalosa che è stata scongiurata, ma che rappresenta il segnale che c'è ancora tanto (troppo) da fare per rompere certi equilibri. L'Europa ha il dovere di non fermarsi e di fare luce su questa vicenda, non solo a parole ma per una volta facendo seguire fatti concreti.

Facciamo sì che Daphne non sia morta invano.

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