Terremoto: ecco perché l'Europa dà la mancetta all'Italia

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L'attivazione del Fondo di solidarietà europeo per le aree colpite dai terremoti nel Centro Italia è un atto dovuto a fronte di 21,8 miliardi di danni diretti stimati dal governo. Quelli indiretti - legati al crollo delle attività economiche negli anni - saranno molti di più. Nessuno deve intestarsi la vittoria politica di questo stanziamento. I partiti vi diranno che è merito loro e che hanno risolto tutti i problemi. Non è così. Il Fondo di solidarietà concesso è di 1,2 miliardi e coprirà appena il 6% delle spese relative al danno diretto stimato, mentre l'Italia contribuisce per oltre 14 miliardi, ricevendone sempre meno di quanti ne versa, su un bilancio che ammonta a 145 miliardi. Siamo contribuenti netti al bilancio UE, quindi ci battiamo per ottenere il massimo per i nostri cittadini. Nessuno canti vittoria perché l'Europa non regala niente, anzi le politiche d'austerità impediscono di sviluppare piani lungimiranti per combattere il rischio idrogeologico.

Bisogna fare adeguamento antisismico di case, ospedali, scuole? Bisogna eseguire lavori di rafforzamento di ponti e strade? Bisogna ripulire i greti dei fiumi? Secondo il rapporto di casa Italia, se si volesse intervenire su tutti gli edifici in calcestruzzo armato costruiti prima dell'entrata in vigore delle norme antisismiche servirebbero 46,4 miliardi, e mettere in sicurezza le case di tutti i Comuni italiani, infine, costerebbe addirittura 850 miliardi. Ad oggi, non ci è stata data la flessibilità sufficiente, né le possibilità secondo gli attuali regolamenti comunitari, per effettuare i veri investimenti strategici che salverebbero vite e attività economiche.

La ricostruzione non è ancora cominciata e persino la rimozione delle macerie va a rilento. Ci sono ancora 30.000 persone sfollate, senza un'abitazione e alloggiate in sistemazioni provvisorie. Il nuovo Commissario per la ricostruzione annaspa nella sua incompetenza.

Per senso di responsabilità abbiamo votato sì al Parlamento europeo al rapporto finale che stanzia 1,2 miliardi di euro. Gli enti locali targati Pd e centrodestra hanno il record europeo di sprechi, ritardi e frodi. Vigileremo che questi fondi non vengano sprecati e vengano utilizzati per soddisfare i reali bisogni dei cittadini in difficoltà.

Nella Commissione Bilancio del Parlamento europeo, i portavoce Marco Valli, Laura Agea e Rosa D'Amato hanno presentato un emendamento, inserito nel testo finale, che chiede un anticipo più congruo: "la soglia massima dell'anticipo del Fondo di solidarietà dell'UE può rivelarsi una misura di assistenza spesso insufficiente per gli eventi calamitosi classificati come catastrofi naturali gravi. Bisogna prendere in considerazione una soglia superiore per questi primi contributi finanziari specifici, per poter far fronte efficacemente e tempestivamente ai danni imputabili a tale categoria di catastrofi".

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