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Chi ha le mani sporche di sangue deve pagare. Il Parlamento europeo fa la voce grossa (finalmente!) e chiede sanzioni per tutti i Paesi europei che vendono armi e bombe ai Paesi in conflitto come l'Arabia Saudita. L'emendamento al rapporto era stato presentato dal gruppo Efdd - MoVimento 5 Stelle in Commissione Affari Esteri ed è stato confermato dal voto della plenaria.

L'Italia è uno dei principali esportatori di armi verso l'Arabia Saudita, usate poi nella guerra civile in Yemen: nel 2016 c'è stato un vero e proprio boom di esportazioni passate da 257 milioni a 427 milioni di euro. Basta ipocrisie! Adesso tocca al Consiglio europeo, e quindi ai governi nazionali, mettere in atto la richiesta che arriva dai rappresentanti dei cittadini. Ecco l'intervento in plenaria di Fabio Massimo Castaldo




di Fabio Massimo Castaldo, Efdd - MoVimento 5 Stelle Europa

"È passato più di un anno e mezzo da quando abbiamo discusso il precedente dossier sull'attuazione della posizione comune sull'export di armi. Da allora, ben poco è cambiato: il business degli armamenti procede a gonfie vele per gli Stati membri con esportazioni in aumento verso Paesi con standard democratici a dir poco dubbi: Egitto, Arabia Saudita e Turchia sono infatti tra i principali acquirenti.

Sì, proprio l'Arabia Saudita, nei confronti della quale in questo Parlamento avevamo chiesto di imporre un embargo degli armamenti nel febbraio 2016, ritenendo le esportazioni verso Riyadh in violazione della Posizione comune europea. Il mio paese, l'Italia, ha addirittura visto un vero e proprio boom di esportazioni verso l'Arabia Saudita, passate da 257 milioni a 427 milioni di euro nel 2016.

Noi parliamo e votiamo ma gli Stati membri sono sordi alle nostre parole: le bombe continuano a cadere sullo Yemen e non solo. Civili e bambini continuano a morire: abbiamo le mani sporche di sangue. Un vincolo di otto criteri senza controllo e senza sanzioni è solo una forma ipocrita per simulare una parvenza di rispettabilità.

Questo è quello che da anni dice il mio emendamento e ringrazio la relatrice Bodil Valero per averlo accolto anche quest'anno nella sua relazione. Nel 2012 l'Unione europea ha vinto il premio Nobel per la pace: è ora che cominci a esserne degna".

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