italy_china_mes.jpg


di David Borrelli
, Efdd - MoVimento 5 Stelle Europa


"Sui rapporti commerciali con la Cina adesso i partiti ci danno ragione. Almeno per il momento sembra che tutti si siano resi conto che la Commissione europea stia sottovalutando la Cina. Tutti, ma non Cecilia Malmström - Commissario al Commercio - che dopo aver lavorato per mesi senza alcuna trasparenza verso il Parlamento, ha lasciato molto adirata il tavolo delle trattative quando i rappresentanti del Parlamento europeo gli hanno ripetuto quello che il gruppo Efdd - MoVimento 5 Stelle sostiene dice da mesi: ci vuole più tempo e più serietà nell'affrontare i rapporti commerciali e industriali con la Cina.

La riforma proposta dalla Commissione sulla base del principio di neutralità del Paese è un riconoscimento mascherato dello status di economia di mercato alla Cina. Ci vuole un approccio nuovo nelle premesse e nelle conseguenze. Ecco perché in Commissione Commercio Internazionale il gruppo Efdd - MoVimento 5 Stelle ha votato contro. Il Parlamento, invece, che l'ha inizialmente accettata, si è ritrovato intrappolato tra il pericolo di un eccesso di discrezionalità in capo alla Commissione europea e i timori dell'industria sottolineati soprattutto dalle PMI minacciate dall'eccesso di capacità della Cina. Da sole, le piccole e medie imprese, non potrebbero mai sopravvivere alla concorrenza sleale cinese.

L'impressione è quella di un braccio di ferro istituzionale pericoloso.
L'onere della prova è l'aspetto più eclatante del tentativo delle tre Istituzioni europee di far quadrare il cerchio. A parole nessuno vuole scaricare il problema sulle imprese europee, ma la Commissione persevera nei fatti sarà inevitabile. Infatti - ci chiediamo - come è possibile credere che la Commissione possa riuscire a dimostrare se e quando i costi di produzione di un'azienda cinese sono influenzati in maniera diretta o indiretta dallo Stato? Parliamo della Cina: un paese la cui aggressività economica è inversamente proporzionale alla sua trasparenza.

Noi abbiamo sempre sostenuto che bisognava attendere la decisione del WTO, allinearsi alla posizione degli USA e mantenere in piedi - con fermezza - quanto restava in vigore del Protocollo di adesione della Cina al WTO. Allo stesso tempo, abbiamo sostenuto sin dal primo momento che qualunque decisione andava presa soltanto dopo aver visto il rapporto sulla Cina che soltanto la scorsa settimana la Malmström ha messo a disposizione, in maniera tardiva e insufficiente. La nostra richiesta alla fine ha fatto breccia e ha trovato il sostegno degli altri deputati e di tutti i rappresentanti delle associazioni di categoria. Ora speriamo che il Parlamento sappia far rispettare la verità delle cose e la dignità del proprio ruolo di co-legislatore. Stiamo facendo di tutto per salvare l'Italia e il suo tessuto produttivo".

Guarda anche ...


Ultimi video

Titolo