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traduzione di una inchiesta giornalistica pubblicata su bloomberg.com


"Dal suo sgabello in un bar sul lungomare nel porto italiano di Livorno, Marco Di Tanto vede molta più disperazione che bellezza. Sebbene il centro della città, un'area chiamata Nuova Venezia, abbia strade panoramiche e canali simili al suo omonimo, la città toscana si deve ancora riprendere dalla chiusura del cantiere navale di Orlando nel 2002 e dallo spostamento, avvenuto negli ultimi due decenni, della gran parte del traffico merci verso porti più grandi come quello di Genova e Napoli. "A Livorno non c'è più lavoro", afferma Di Tanto, 58 anni, che nel 2009 ha perso il suo lavoro come operatore di carrelli elevatori e adesso si procura da vivere con lavori saltuari da manovale quando può. "Ho visto i miei vecchi colleghi che stavano in fila alla cucina della mensa dei poveri".

In Italia il malessere economico è sempre più diffuso dato che la disoccupazione ha raggiunto livelli superiori all'11% e il numero di persone che vivono sotto la soglia di povertà è quasi triplicato dal 2006, raggiungendo il numero di 4,7 milioni l'anno scorso, quasi l'8% della popolazione secondo l'Istat. Questi problemi hanno fatto di Livorno, la città in cui nel 1921 venne fondat il Partito Comunista Italiano, un perfetto laboratorio per studiare idee che mirino ad aiutare chi vive in povertà. Questo è certamente un tema che sarà presente nel dibattito delle elezioni nazionali previste all'inizio del prossimo anno. "Risolvere il problema della povertà sarà parte essenziale della campagna", afferma Giorgio Freddi, professore emerito di Scienze politiche all'Università di Bologna. Il movimento populista del MoVimento 5 Stelle "ha portato per primo questo problema sul tavolo della politica nazionale, mentre i partiti principali ora sono costretti a rincorrere".

Il MoVimento 5 Stelle è un gruppo in rapida crescita che è alimentato dalla rabbia verso la vecchia classe politica. Tre anni fa, il MoVimento, usando come cavallo di battaglia il problema della situazione economica di Livorno, ha messo fine al dominio comunista della città durato per 70 anni. Il nuovo sindaco Filippo Nogarin, un ingegnere, ha introdotto un sussidio mensile di 500 euro ($ 590) per chi vive sotto la soglia di povertà. Quest'idea è un elemento chiave nella piattaforma nazionale del MoVimento 5 Stelle e i leader del gruppo hanno promesso di implementare rapidamente un simile programma in caso di vittoria alle elezioni nazionali. Beppe Grillo, ex comico televisivo che ha cofondato il partito, afferma che la lotta contro la povertà dovrebbe essere una priorità assoluta. Un reddito base può "ridare alle persone la loro dignità", ha dichiarato il blog di Grillo in aprile. "L'attuale governo sta ignorando milioni di famiglie in difficoltà".

Il programma del MoVimento 5 Stelle ricalca gli schemi di reddito di base già messi in campo in tutto il mondo. La Finlandia a gennaio ha iniziato un esperimento in cui 2.000 disoccupati ricevono uno stipendio di 560 euro al mese. E la provincia canadese di Ontario, questa estate, ha iniziato programmi simili in tre città in cui i cittadini possono ottenere quasi 17.000 dollari canadesi ($ 13.600) l'anno. La versione del MoVimento 5 Stelle darebbe agli italiani che vivono sotto la soglia di povertà fino a 780 euro al mese. I destinatari del reddito di base devono svolgere diverse ore di servizio di comunità ogni settimana e cercare attivamente il lavoro, e tale aiuto economico sarà ridotto dopo aver rifiutato tre offerte di lavoro. Il MoVimento 5 Stelle sostiene che il piano avrebbe un costo di 17 miliardi di euro l'anno, finanziato in parte da tagli di spesa pubblica e da aumenti di imposta sulle banche, le compagnie assicurative e il gioco d'azzardo.

I sondaggi mostrano come il MoVimento 5 Stelle stia testa a testa con il Partito Democratico, guidato dall'ex premier Matteo Renzi, e con il blocco di centro-destra di cui fa parte Forza Italia, partito dell'ex premier Silvio Berlusconi. Per non permettere al MoVimento 5 Stelle di dominare il dibattito sul reddito di base, il primo ministro Paolo Gentiloni, alleato di Renzi, ha approvato un piano meno ambizioso che si definisce come "il primo strumento universale contro la povertà". Lo schema, soprannominato "reddito da inclusione", dovrebbe dare a 1,7 milioni di persone circa 485 euro al mese, a un costo di circa 2 miliardi di euro l'anno.

Con la produzione industriale diminuita di circa il 25% dal 2008 al 2013 nella peggiore recessione postbellica, entrambi i programmi potrebbero essere utili, afferma Giuseppe Di Taranto, professore di storia economica all'Università Luiss di Roma. "Abbiamo perso molti posti di lavoro e la povertà è cresciuta così tanto che dobbiamo provare a fare cose nuove".

I partiti di opposizione a Livorno ridicolizzano il sussidio. Il programma del Comune 5 Stelle, durato sei mesi, di cui hanno beneficiato 100 famiglie, era "pura propaganda", dice Elisa Amato, una consigliera comunale di Forza Italia. Mentre Federico Bellandi, presidente cittadino del Partito Democratico, riprende una parola usata spesso durante la campagna elettorale dal MoVimento 5 Stelle. "È solo uno pseudo-reddito", dice, "assistenzialismo eccessivo". Mentre questo sussidio è terminato nel mese di Novembre, il prossimo inverno la città introdurrà una versione aggiornata per 250 residenti, sussidio che fornirà pagamenti mensili di 220 euro.

Chi ha dato vita al programma lo definisce come un vero e proprio cambiamento se paragonato a quanto realizzato durante i governi di sinistra. "Volevamo un nuovo sistema trasparente che leghi il lavoro al fare qualcosa di utile per la società", afferma Ina Dhimgjini, 31 consigliere comunale e responsabile dei servizi sanitari e sociali. Dhimgjini afferma che alcuni beneficiari del programma lo scorso anno hanno trovato posti di lavoro permanenti, ma questo non era il punto. I programmi più vecchi, dice, semplicemente hanno reso le persone dipendenti da questo sistema. "Vogliamo aiutare i poveri", dice Dhimgjini, un avvocato di origine albanese la cui famiglia si è trasferita a Livorno quando aveva 6 anni. "Abbiamo anche trovato persone che non erano assolutamente presenti nel radar dei servizi sociali".

Fioralba La Morticella, una nonna di 50 anni che condivide il suo appartamento di una camera da letto con due figlie di 20 anni disoccupate e una nipote di 3 anni, era tra i beneficiari del programma del MoVimento 5 Stelle. Fioralba sostiene che l'assegno mensile del Comune l'ha aiutata a coprire le spese di affitto e le bollette. L'occupazione che doveva svolgere due volte la settimana - "raccogliere i rifiuti e verificare che gli adolescenti non danneggiassero alberi o panchine, come un guardiano del parco" le dava la sensazione di fare qualcosa di utile. Tuttavia, ricevere il sussidio non l'ha resa necessariamente un attivista del MoVimento 5 stelle. "Sto perdendo la speranza", dice Fioralba, che a volte lava i piatti in pizzerie per 6/8 euro l'ora. Poiché il programma è terminato lo scorso anno, "sono tornata al punto di partenza", dice. "Niente lavoro."

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