Il 40% del sistema bancario tedesco è "fuori legge"

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di Marco Valli, EFDD - M5S Europa

Mentre le nostre banche del credito sono sottoposte a vigilanza ferrea dalle autorità europee, il sistema di banche regionali/locali tedesche, che finanzia gran parte delle imprese teutoniche, rimane sotto il controllo delle sue autorità nazionali, con il vantaggio di poter gestire le eventuali crisi senza pressioni esterne. Oggi si riscopre quello che denunciamo da anni, ovvero che le banche tedesche sono sottoposte ad una vigilanza privilegiata sia sul fronte banche di credito, (Landesbank, Sparkasse) sia sul fronte banche d'affari (Deutsche Bank). Ci vogliono far credere di essere noi i malati, ma la realtà è che i tedeschi eludono le regole imposte agli altri e la burocrazia UE, su questo, ha la colpa di trattare i Paesi con pesi e misure diverse.

Traduzione da Eurointelligence
Il quotidiano tedesco FAZ propone una storia interessante, che parla di uno stress test condotto dalla Bundesbank e dal supervisore bancario Bafin su 1555 piccole banche e banche di medie dimensioni, che non sono sotto la supervisione del SSM europeo. Il patrimonio complessivo di queste banche più piccole ancora ammonta a 3 trilioni di Euro, ovvero oltre il 40% del patrimonio totale del sistema bancario tedesco. Lo stress test era incentrato sul rischio di tasso d'interesse, ovvero la sensibilità del margine di interesse netto e del valore economico alle variazioni dei tassi d'interesse. La conclusione del test è che la maggior parte delle banche potrebbe sopportare diversi scenari di tasso di interesse, ma a quanto pare 68 banche (oltre il 4% del campione, ma senza indicazione della loro dimensione) avrebbero bisogno di più capitali se i tassi d'interesse aumentassero del 2%.

Mentre il basso tasso d'interesse pesa sulla redditività delle banche tedesche, non minaccia la loro solvibilità a breve termine. L'articolo trae la conclusione che, seppure l'aumento dei tassi d'interesse continui ad essere auspicabile, forse non dovrebbe essere fatto troppo in fretta. Il motivo è che le banche tedesche sarebbero in una feroce concorrenza per i depositi e sarebbero costrette ad aumentarne la remunerazione. Viene citato Andreas Dombret, capo della vigilanza presso la Bundesbank, il quale suggerisce che le fusioni tra queste banche più piccole potrebbe essere una soluzione. Ha perfino indicato come la metà di queste banche più piccole potrebbe essere soggetta a proposte di fusione nei prossimi cinque anni (non prevedendo comunque che avverranno).

È una storia interessante perché sconfigge il credo comune secondo cui ai tedeschi piacciano le loro piccole banche e l'innalzamento dei tassi d'interesse. Anche se fosse vero, la Bundesbank potrebbe diventare un po' meno aggressiva nei confronti della BCE finché le piccole banche tedesche vulnerabili non risolvono la loro esposizione. O sarebbe un'intrusione inaccettabile sulla stabilità finanziaria nella politica monetaria?

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