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traduzione di un articolo pubblicato su The Guardian


"La rivelazione che l'Azerbaijan abbia pagato diversi ex membri del Consiglio d'Europa scuote dalle fondamenta un'Istituzione che dovrebbe fissare gli standard europei per la trasparenza democratica. I dettagli dei pagamenti arrivano da un organismo investigativo indipendente che ha iniziato le audizioni a porte chiuse relative alla presunta corruzione dell'assemblea parlamentare PACE del Consiglio d'Europa di Strasburgo, uno dei più antichi organi che si occupa dei diritti umani del mondo.

L'inchiesta relativa alle pratiche non conformi al codice etico è nata nel mese di luglio, dopo che i pubblici ministeri italiani avevano accusato Luca Volontè, ex presidente italiano del gruppo centro-destra dell'assemblea PACE, di aver accettato milioni di euro dall'Azerbaijan in cambio del sostegno al governo azero, il quale era stato pesantemente criticato per aver truccato le elezioni e imprigionato giornalisti e avversari politici.

L'Azerbaijan, che è membro del Consiglio d'Europa dal 2001, è stato accusato di fare "diplomazia al caviale", poiché utilizza denaro e doni per ottenere influenza politica. Il governo azero era già stato accusato di queste pratiche poco lecite già nel 2012, grazie alla ricerca del think tank European Stability Initiative. Sospetti alimentati quando il Consiglio bocciò, nel 2013, una relazione critica riguardante la situazione dei prigionieri politici di Azerbaijan.

Gerald Knaus, il direttore dell'ESI, ha affermato che ci sono voluti anni perché il caso Volontè generasse una reazione: "Il codice di condotta dell'assemblea parlamentare PACE è anche più morbido di quello della Fifa", ha detto a Le Monde, uno dei giornali che hanno rivelato gli ultimi affari sui soldi azeri. I documenti bancari mostrano come l'Azerbaijan abbia immesso circa 2,9 miliardi di dollari in tutta Europa attraverso una rete di società britanniche con l'obiettivo di 'finanziare' sostenitori, lobbisti e politici europei, acquistando beni e servizi di lusso e riciclando denaro dell'élite azera.

Pieter Omtzigt, un deputato di centro-destra olandese, all'inizio di quest'anno ha chiesto all'assemblea di avviare un'inchiesta interna. Omtzigt ha poi dichiarato che l'assemblea parlamentare stava finalmente facendo un lavoro "serio e credibile" per tornare a essere una Istituzione credibile. Nonostante ciò, il caso Volontè ha reso evidente un problema "sistemico" all'interno dell'assemblea PACE, che è stata fondata dopo la seconda guerra mondiale per salvaguardare la democrazia e i diritti umani.

"Il caso Volontè indica chiaramente quali siano le mancanze organizzative all'intero dell'assemblea", ha detto al The Guardian. "In qualsiasi Parlamento del mondo, se un tribunale straniero scopre che qualcuno ha pagato un deputato e questa persona viene quindi indagata per corruzione, sarebbe scontato far partire un'azione disciplinare nei confronti di questo deputato". Omtzigt ha dichiarato che l'assemblea parlamentare PACE non ha mai seguito le regole per quanto riguarda le dichiarazioni di regali ricevuti, infatti, negli ultimi quindici anni solo due oggetti sono stati segnalati nell'apposito registro.

Il presidente dell'assemblea PACE, Pedro Agramunt, ha fatto finta di non sentire le richieste di chi chiedeva di avviare un'inchiesta, ma ha dovuto cedere quando la sua autorità è stata minata da uno scandalo non direttamente correlato. L'inchiesta, che sarà portata avanti da un gruppo di tre esperti indipendenti, esaminerà anche eventuali "pratiche nascoste che possano favorire la corruzione".

Andres Herkel, un deputato estone - tramite il quale è stato fatto entrare in Europa denaro azero - ha dichiarato che la credibilità dell'assemblea PACE è stata danneggiata da queste accuse. "Personalmente, non ho mai notato corruzione in senso "stretto" ma ho assistito a molti interventi, pareri e votazioni strane", ha dichiarato Herkel, che è stato il relatore di PACE con l'Azerbaigian dal 2004-10.

"Molte persone sono state manipolate e hanno cominciano solo ora a capire le conseguenze del loro atteggiamento connivente", ha detto. "Penso che le lobby azere siano uniche nella capacità di creare contatti e di mobilitare i propri 'amici politici'. L'inchiesta si presenta in un momento difficile per PACE. Agramunt non sarà rieletto come presidente in ottobre, ma sta continuando a lottare per il suo posto. Sostiene che contro di lui c'è "un caso veramente bizzarro che sta creando uno spettacolo spiacevole".

Agramunt è stato duramente criticato per la lentezza nel rispondere alle accuse di corruzione, ma la sua posizione come presidente è stata messa realmente in pericolo solo dopo che è emerso il suo incontro con il leader siriano, Bashar al-Assad durante un viaggio organizzato per incontrare il governo russo. Incontro che è avvenuto pochi giorni prima di un attacco chimico mortale sui civili a Idlib. Tiny Kox, capo del gruppo GUE, delegazione socialista al parlamento, ha insistito che il futuro di Agramunt non avrà ripercussioni sull'inchiesta.

"La grande maggioranza di quest'assemblea ha perso fiducia nel presidente; questo è il problema principale che la presidenza si troverà ad affrontare e che probabilmente porterà all'elezione di un nuovo presidente nella prossima sessione di ottobre ", ha detto Kox. "Gli investigatori hanno bisogno di tempo per fare il loro lavoro", continua, "Ora abbiamo gli strumenti per scoprire cosa è successo realmente".

L'assemblea sarà anche sotto i riflettori per una relazione che uscirà questo martedì che porrà l'accento sul "numero crescente di accuse di violazioni di alcuni diritti umani e libertà fondamentali" in Azerbaijan. La relazione si occuperà anche delle accuse fatte all'esecutivo di controllare direttamente la magistratura azera.

Questa relazione, redatta dal deputato liberale belga Alain Destexhe, arriva a conclusioni più miti di quelle ottenute da organi simili. Se la relazione del PACE sostiene che "la riforma della magistratura è ancora un lavoro in corso", il commissario del Consiglio che si occupa dei diritti umani afferma che il sistema degli arresti viene utilizzato spesso per far "tacere e punire" gli avversari del regime azero. Anche un rapporto del Dipartimento di Stato americano del 2016 si esprime più duramente sulla situazione azera, descrivendo le azioni del governo come mirate alla "repressione della società civile".

La mossa di Destexhe è mirata a evitare alle autorità azere un giudizio pubblico negativo sul loro comportamento ma rischia di deludere aspramente i critici del governo. Questi ultimi si lamentano del fatto che alcuni osservatori internazionali sono stati troppo timidi nel denunciare gli abusi dei diritti umani in Azerbaijan. Comunque, Volontè riconosce di aver ricevuto denaro dall'Azerbaijan, ma insiste nel dire che è stato usato per la sua fondazione, e si è impegnato a combattere fino in fondo nella causa legale che lo riguarda.

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