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La Germania in campagna elettorale mostra i suoi veri sentimenti e umori, profondamente anti europei e contro qualsiasi forma (anche lontana) di solidarietà. Parliamo dello stesso Paese che andava sbandierando il rigore come forma di fratellanza, mischiato a magiche formule economiche, che avrebbe dovuto risollevare le economie del Sud del Continente. Ieri il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schäuble voleva istituzionalizzare la Troika - secondo lo schema che a Bruxelles è ormai chiaro anche grazie ai voti di molti europarlamentari italiani -, oggi la cancelliera Angela Merkel lo ribadisce elogiando il MES e l'idea del ministro unico delle finanze.

Citando testualmente: "Ci renderebbe ancora più stabile e ci permetterebbe di mostrare al mondo che abbiamo tutti i meccanismi nel nostro portafoglio della zona Euro per poter reagire bene a situazioni inattese. Potrei anche immaginare un ministro delle finanze per la zona Euro".

Va bene la campagna elettorale, ma qui siamo alla follia. Ancora una volta viene mascherata con il termine solidarietà quella che è di fatto un tentativo di colonizzazione il Sud Europa. Secondo le visioni folli di questi signori, il fondo Salva-Stati dev'essere potenziato e usato frequentemente (ricordiamo che è un sistema per invadere attraverso la Troika gli Stati membri dell'Eurozona). Queste dichiarazioni sono conseguenti a quelle rilasciate dal suo ministro delle finanze non solo ieri, ma anche lo scorso maggio quando con grande tranquillità diceva:

- "Il ministro delle finanze unico della Zona Euro deve poter mettere mano sui bilanci";
- "Il trasferimento di pezzi di sovranità nazionali all'Europa non è mai fallito per colpa della Germania o l'Italia, ma piuttosto della Francia";
- "Gli accordi infragovernativi sono un mezzo per usurpare la sovranità nazionale senza consultare il popolo";
- "Le modifiche dei Trattati richiedono l'unanimità e la ratifica nei Parlamenti nazionali o in alcuni Paesi addirittura un referendum. Siccome al momento non è realistico, dobbiamo provare ad andare avanti con gli strumenti esistenti, dunque attraverso uno sviluppo del trattato che regola il fondo salva-Stati";
- "L'Euro? È irreversibile";
- "Penso anche che i titoli di Stato dovrebbero avere implicita, sin dall'emissione, la possibilità di una ristrutturazione. Quindi devono includere il rischio";
- "Il surplus è per metà colpa dell'Euro debole. E noi non crediamo che possa essere risolto se ci indeboliamo noi: sono gli altri che si devono rafforzare"
.

Dunque, in aggiunta, secondo i piani tedeschi (e quindi di Bruxelles) i titoli di Stato non devono più essere risk-free, con tutte le conseguenze del caso; si sono illegittimamente trasferite le sovranità nazionali senza che gli ignari cittadini se ne accorgessero; l'Euro è una moneta troppo debole per l'economia tedesca; il ministro unico dell'Eurozona potrà tagliare i bilanci degli Stati.

La verità è che salvare oggi ciò che rimane dell'Eurozona vorrebbe dire creare un gigantesco e permanente strumento di trasferimenti fiscali tra i Paesi creditori e quelli debitori. Quindi, presumibilmente, tra la Germania e il Sud. Come abbiamo già spiegato, ai teutonici verrebbero chiesti 200/300 miliardi di Euro all'anno da sborsare, una cifra che manderebbe per aria la loro economia drogata da un eccesso di surplus e da una moneta svalutata.

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