Pensioni degli europarlamentari: la casta si tiene il privilegio

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La casta si tiene il privilegio. Il Parlamento europeo ha detto no alla nostra proposta di risoluzione per l'abolizione della pensione privilegiata degli eurodeputati. E' la solita musica: ai politici i privilegi, ai cittadini l'austerity. La decisione, presa dai coordinatori dei gruppi politici della Commissione Giuridica, è vergognosa. Noi vogliamo una pensione equa per gli europarlamentari e non privilegi della casta.

Avevamo anche rivolto un appello a tutti i gruppi politici per sostenere la nostra proposta e far vincere l'Europa dei cittadini. Ma Pd, Forza Italia, Lega Nord e tutti i parlamentari italiani, attraverso i loro gruppi politici al Parlamento europeo, hanno preferito mantenere un privilegio senza senso. Hanno fatto melina mettendo la testa sotto la sabbia. A loro il privilegio fa comodo.


VIDEO. Solo il gruppo Efdd - MoVimento 5 Stelle lotta per cancellare i privilegi della casta. In Italia, come in Europa.




I PRIVILEGI DEGLI EUROPARLAMENTARI
Tutti gli eurodeputati, al compimento dei 63 anni di età, hanno diritto a un pensione di anzianità a vita pari al 3,5% della retribuzione per ciascun anno completo di esercizio di mandato. Con 5 anni di mandato si matura una pensione a vita pari a 1.484,70 euro al mese. Con due legislature l'assegno raddoppia. I deputati europei inoltre non versano i contributi come tutti i normali cittadini. Questo è un privilegio perché ai parlamentari basta stare su una poltrona anche 1 solo anno per andare in pensione a 63 anni e avere diritto a un assegno. La nostra proposta era semplice: cambiare al più presto l'articolo 14 dello Statuto dei deputati del Parlamento europeo che disciplina il trattamento pensionistico degli eletti. Il diritto pensionistico dei membri del Parlamento europeo deve essere in linea con i sistemi previdenziali previsti per i cittadini ordinari, sia per il calcolo dell'ammontare sia per i requisiti anagrafici e contributivi che definiscono l'età pensionabile.


CHI HA VOTATO CONTRO?
La nostra proposta di risoluzione che abolisce la pensione privilegiata dei parlamentari europei è stata discussa dai coordinatori della Commissione Giuridica del Parlamento europeo. All'incontro - svolto a porte chiuse - hanno partecipato il Presidente della Commissione il ceco Pavel Svovoba (PPE) e i capigruppo della Commissione: il tedesco Axel Voss (PPE), l'austriaca Evelyn Regner (S&D), il bulgaro Angel Dzambazki (ECR), la finlandese Heidi Hautala (Verdi), il greco Kostas Crysogonos (Gue), la francese Joelle Bergeron (EFDD), il francese Gilles Lebreton (ENF). Questi deputati hanno dimenticato che che in 18 Stati europei i politici non hanno nessun privilegio. In Austria, Croazia, Danimarca, Estonia, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Malta, Olanda, Polonia, Portogallo, Repubblica ceca, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria i deputati dei Parlamenti nazionali versano i contributi come tutti gli altri cittadini e percepiscono una pensione in base ai contributi che hanno versato nella loro vita lavorativa. Questi Paesi sono un modello da seguire. Ringraziamo la parlamentare europea Joelle Bergeron per essersi battuta, durante la riunione, per far approvare la proposta. La nostra battaglia non è finita. Andrà avanti. È una promessa.

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