Ciao democrazia, ciao Turchia!

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Finalmente un sussulto di dignità! Il Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza un rapporto che chiede di "sospendere i negoziati di adesione con la Turchia se il pacchetto di riforme costituzionali sarà attuato senza modifiche". Il gruppo Efdd - MoVimento 5 Stelle ha votato a favore. Ieri è arrivato dalla Turchia l'ennesimo attacco alla democrazia con l'arresto della direttrice di Amnesty International Turchia, Idil Eser, e di altri attivisti per i diritti umani.

L'Europa deve smettere di finanziare le dittature:
da quando sono stati avviati i negoziati di adesione fra Unione europea e Turchia, l'Europa ha sempre sostenuto Erdogan con cifre impressionanti: 4,8 miliardi di euro nella programmazione 2007-2013, 1,3 miliardi già stanziati per il biennio 2014-2015, 3 miliardi per l'accordo sui migranti. Chiediamo che ogni tipo di stanziamento e aiuto sia destinato alla società civile senza filtri. Adesso, dopo il voto del Parlamento europeo, bisogna passare dalle parole ai fatti e sospendere le trattative con Erdogan fino a quando la Turchia non riprenderà la strada verso la democrazia. Noi lo ripetiamo da anni.


VIDEO. L'intervento di Fabio Massimo Castaldo durante la discussione del rapporto




di Fabio Massimo Castaldo, EFDD - MoVimento 5 Stelle

"Con questo voto l'Aula prende finalmente atto di quanto noi affermavamo da tempo: la Turchia non ha le qualifiche per essere un paese candidato all'Unione europea. Le inaccettabili modifiche proposte alla Costituzione, la campagna referendaria e il referendum stesso, per non parlare delle polemiche contro alcuni Stati membri, delle purghe nell'amministrazione pubblica e della libertà di stampa schiacciata, rendono sempre più evidente una tendenza autoritaria manifestata da Erdoğan che, a dire il vero, noi abbiamo denunciato sin da troppi anni.
 
Era inevitabile, dunque - e ringrazio il relatore e i relatori ombra per l'ottimo lavoro che abbiamo svolto insieme - che questa relazione annuale infine formalizzasse questo stato di fatto dandoci ragione. La richiesta di sospendere ufficialmente i negoziati quando verranno implementati questi emendamenti costituzionali era ed è doverosa. E così lo è anche dire che parlare di liberalizzazione dei visti oggi è fuori dalla realtà.
 
Eppure, nonostante questa campagna elettorale dall'OSCE definita iniqua, a causa della mancanza di pari opportunità, della copertura unilaterale e delle limitazioni alle libertà fondamentali, il "sì" ha vinto di misura e, nelle quattro maggiori città, in questi centri di maggiore importanza ha perso. Vuol dire che tanti cittadini hanno capito che la società civile è più viva che mai.
 
Sì, noi non possiamo rinunciare alla Turchia, ma soprattutto non dobbiamo rinunciare al popolo turco. Il futuro di Ankara è scritto negli occhi e nel coraggio degli studenti universitari che hanno protestato contro i rettori loro imposti da Erdoğan, per difendere la libertà di opinione, di espressione e di insegnamento. È scritto anche negli occhi di chi marcia da Ankara a Istanbul per ribadire i diritti delle opposizioni e delle minoranze, specie quella curda. Sì, noi abbiamo il dovere di essere al loro fianco e di usare ogni leva, inclusa quella commerciale, per difendere con franchezza e coerenza il loro diritto di avere diritti".

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