Rinnovate le sanzioni alla Russia: perseverare è diabolico

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L'Unione europea ha rinnovato di un anno le sanzioni alla Russia. È assurdo, le sanzioni non hanno avuto alcun risultato, anzi hanno creato un clima di tensione e diffidenza reciproca con un partner strategico come la Russia e ci hanno privato dell'apporto importante della diplomazia russa in tante crisi, in particolare quella siriana. Le sanzioni, inoltre, hanno messo in crisi tantissime piccole e medie imprese che esportavano in Russia. La proposta del MoVimento 5 Stelle è semplice: diritto di veto contro le sanzioni alla Russia e rimborso delle PMI che hanno subito danni ingenti da questo provvedimento inutile. Perseverare è diabolico.


traduzione di un articolo pubblicato sul The Wall Street Journal

"Anche se l'Unione Europea sta pianificando di estendere le sanzioni economiche contro la Russia, a causa delle loro interferenze in Ucraina, alcuni legami politici ed economici fra la UE e la Russia si stanno espandendo nuovamente. Lunedì (ndr, ieri le sanzioni sono state prolungate) i ministri degli Esteri europei estenderanno per un altro anno le sanzioni imposte alle compagnie russe nel 2014 e a tutti quelli che hanno ottenuto vantaggi dall'annessione, nel marzo 2014, della Crimea da parte del Cremlino.

Funzionari europei e russi sostengono che le ultime sanzioni, mirate a limitare gli scambi difensivi, energetici e finanziari, danneggeranno l'economia russa nonostante questa sembri in grado di adattarsi bene alla situazione. Allo stesso tempo però, sembra che l'Unione europea voglia anche espandere quello che ad oggi viene chiamato 'impegno selettivo' con Mosca. La UE e gli USA hanno unito le sanzioni economiche all'accordo di cessate il fuoco di Minsk del Febbraio 2015 mirato a sospendere le guerre fra le forze ucraine e quelle filo-russe.

LA DECISIONE DI BRUXELLES
Non ci sono stati progressi sull'accordo, così dicono i diplomatici europei: questo significa che il dialogo è stato inesistente riguardo il comportamento da adottare con le sanzioni e sulla loro estensione fino al Gennaio 2018. Una decisione formale verrà preso dopo l'incontro di questa settimana, dicono i funzionari. La UE ha anche emesso un divieto di viaggio e un congelamento dei beni per 37 imprese e 150 persone, fra le quali ci sono importanti figure legate al presidente russo Vladimir Putin.

Nonostante l'estensione delle sanzioni fosse qualcosa di facile da predire, per la prima volta ci si aspetta che l'entità delle sanzioni di Stati uniti ed Europa, dovute alla crisi Ucraina, siano diverse. Il Senato Americano, la scorsa settimana, ha sostenuto una proposta di legge che mira ad imporre nuove sanzioni a tutte le figure russe di spicco che sono collegabili ad abusi dei diritti umani, vendita di armi alla Siria e attacchi hacker. Le misure limitano anche la possibilità di Trump di alleggerire le sanzioni, una cosa che lui ha suggerito durante le elezioni presidenziali, suscitando timori in Europa.

LE AMBIGUITÀ AMERICANE

La proposta di legge americana, Infatti, già preoccupa Paesi come la Germania e l'Austria, poiché credono che Trump voglia così penalizzare aziende europee coinvolte nella costruzione di oleodotti finalizzati all'esportazione dell'energia. L'economia russa dal 2014 è entrata in una recessione che dura due anni a causa delle sanzioni e dal crollo del prezzo del petrolio, ma la Banca Mondiale prevede per quest'anno una crescita dell'1.3%.
Finora le restrizioni degli USA e dell'Europa sulle tecnologie di perforazione non hanno intaccato la produzione russa di petrolio, anzi quest'ultima ha da poco infranto i record del periodo post-sovietico. Le sanzioni sembrano mirare allo sviluppo delle risorse nell'Artico e ai siti di estrazione difficilmente raggiungibili della Siberia dell'ovest.

TIMIDE APERTURE A BANCHE E COLOSSI DEL GAS
I finanziamenti alla compagnie russe sono diminuiti dal 2014 dato che molte banche e investitori hanno iniziato ad esitare nel concedere credito a qualsiasi azienda russa operante in quelle aree. Ma i mercati dei capitali occidentali hanno iniziato ad aprirsi recentemente, permettendo al governo russo e alle grandi imprese di accedere più facilmente al mercato internazionale.

La Novatek, seconda azienda russa produttrice di gas, ha avviato un enorme progetto nella regione artica grazie ad una linea di credito da 425 milioni di euro messa a disposizione da diverse banche europee. Il fatto è che Novatek risulta nella lista americana delle compagnie che non posso accedere a linee di credito in dollari. Funzionari europei sostengono che queste sanzioni danneggiano determinate parti dell'economia russa, perciò hanno deciso di concedere alcune linee di credito alle aziende dell'ex Unione Sovietica. Il Wall Street Journal è entrato in possesso di una comunicazione della Commissione Europea mandata agli Stati membri in cui si analizza la situazione dei bond russi. Nei primi quattro mesi del 2017, metà dei bond emessi in totale dalla Russia sono stati acquistati da Paesi europei. Nello stesso periodo del 2016 la quantità dei bond russi acquistati da Paesi europei ammontava solo al 15% del totale.

EXPORT CALATO DEL 9,6%
Detto questo, i funzionari europei ammettono che le aziende statali russe sono ancora in grandi difficoltà dato che dovranno ripagare, entro i prossimi due anni, 26 miliardi di euro di debiti a creditori esteri. Inoltre, le banche russe stanno ancora cercando di smaltire un alto numero di crediti in sofferenza. Il documento della Commissione sottolinea anche come l'export europeo di prodotti a duplice uso, civile e militare, sia sceso del 9,6% nel 2016. Le autorità europee hanno rifiutato l'export in Russia di più di 164 prodotti, più che in ogni altro Paese del mondo.

Giovedì scorso il presidente Putin ha detto che le sanzioni hanno effettivamente avuto un impatto su parte della economia russa ma grazie alle contro sanzioni effettuate sui prodotti UE, la Russia ha aiutato altri settori interni come l'agricoltura. Putin ha ammesso: "Si le sanzioni ci hanno influenzato, in maniera drammatica o no? Io credo di no". Il documento della Commissione infine sottolinea come l'economia della zona europea abbia sofferto per colpa delle sanzioni della UE solo dello 0.1% e per il 2017 non ci si aspetta nessun effetto negativo".

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