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L'Unione Europea sta spingendo verso un rafforzamento dei vincoli economici senza precedenti. Un'operazione folle che rischia di spolpare ulteriormente ricchezza e sovranità dei Paesi del Sud Europa, in un quadro regolatorio di governance agghiacciante:

- completamento CMU (Unione del Mercato dei Capitali);
- completamento dell'unione bancaria;
- strategia europea per gestire il problema dei crediti deteriorati attraverso soluzioni di mercato;
- ESSBS, ovvero "finti eurobond" che non prevedono una "mutualizzazione" del debito, ma un utilizzo dell'ingegneria finanziaria per impacchettare titoli dei paesi europei in tranche differenziate secondo profilo di rischio e cartolarizzarli;
- ulteriore rafforzamento del semestre europeo e processo di convergenza obbligatorio sulla base di precisi standard;
- meccanismo di stabilizzazione contro shock economici, che potrebbe essere finanziato tramite MES o bilancio dell'UE, ma che esclude a priori la possibilità di trasferimenti tra paesi;
- accesso al fondo di assistenza soggetto a rigorose macro-condizionalità che imporrà agli stati in difficoltà il pieno rispetto delle regole fiscali e un quadro più ampio di sorveglianza;
- integrazione "fiscal compact" nel diritto UE;
- tesoro per l'Eurozona nelle mani dell'Eurogruppo, per una più stretta sorveglianza delle politiche macroeconomiche e fiscali con il supporto dell'European Fiscal Board;
- trasformazione del MES in Fondo Monetario Europeo
.

Quello discusso ieri dal Parlamento europeo non è dunque un "paper" sul futuro dell'Eurozona, ma l'ennesimo manifesto di un'insopportabile propaganda di cui ne viene addirittura esaltata la "storia di successo", sconfessata dai dati e dall'evidenza. Le riforme invocate dalla Commissione europea sono purtroppo soluzioni che nascondono l'assenza di una volontà politica nel realizzare misure necessarie per rendere l'Eurozona più sostenibile. E soprattutto accettabile per i paesi svantaggiati del Sud Europa. Su questa via si andrà solo verso l'istituzionalizzazione della Troika.

La Commissione non presenta ancora alcuno spazio per esplorare scenari alternativi. L'intoccabile tabù dell'Euro non è messo minimamente in discussione, anche a fronte di una situazione di forte crisi che dura da quasi 10 anni. Un atteggiamento irresponsabile e imperdonabile, che coinvolge i grandi gruppi del Parlamento europeo di cui fanno parte PD e Forza Italia. Si sta andando dunque verso un insopportabile e insostenibile "Germany First", con i teutonici a imporre il loro assurdo modello di sviluppo fatto di mostruosi squilibri commerciali e regole ferree, ma applicate sempre e solo ai più deboli.

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