Le nostre proposte per difendere il Made in Italy in Cina

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La Commissione europea ha presentato una seconda lista di 160 prodotti da tutelare nel mercato cinese. La denuncia al Parlamento europeo dei nostri portavoce è servita. Rispetto alla prima lista sono state aggiunte molte altre eccellenze che prima erano state colpevolmente dimenticate. Tra queste ci sono l'arancia rossa di Sicilia, la fontina, l'aceto balsamico di Modena, il cappero di Pantelleria, il lambrusco, il Marsala, la mortadella di Bologna, il pecorino sardo e toscano, il pomodoro di Pachino, lo speck e il prosecco.

La tutela scatta quando almeno uno di questi tre criteri vengono disattesi: volume di esportazione, usurpazione e uso generico del nome del prodotto. È vero che non tutti i prodotti italiani hanno la forza necessaria per imporsi nel grande mercato cinese, ma sono copiati costantemente. L'italian sounding fa vendere!


Siamo contenti e orgogliosi della battaglia combattuta al Parlamento europeo a fianco dei cittadini e dei produttori. Le Istituzioni europee ci ascoltano. Tuttavia, bisogna vigilare. Questa seconda lista è in fase di monitoraggio. Solo nei prossimi 4 anni, e in base all'andamento delle vendite, si deciderà se proteggere davvero dalla concorrenza sleale cinese questi nuovi 160 prodotti.

Vogliamo trasparenza. Chiediamo al Ministero dell'Agricoltura una lista completa, e i loro volumi, dei dati di esportazione delle eccellenze italiane tutelate dai marchi IGP e DOP in Cina. L'assenza di dati statistici (si conoscono solo quelli di pochissimi prodotti) complica le cose perché senza dati oggettivi aumenta la soggettività del potere politico nella scelta di chi tutelare. Per noi non esistono prodotti di serie A e di serie B. Non deve vincere la lobby più forte o quella che ha le conoscenze giuste al Ministero.

Per questa ragione proporremo nelle Commissione competenti del Parlamento europeo che questa lista da chiusa (con X prodotti da tutelare) diventi aperta. Non ha senso aspettare 4 anni per attivare la tutela. Con determinati volumi di esportazioni bisogna far scattare automaticamente l'inserimento nella lista e quindi la tutela in Cina. Quindi chiediamo un meccanismo di revisione annuale per permettere alla Commissione europea di rinegoziare con la Cina una lista aggiornata di prodotti.

La battaglia continua. Vogliamo un mercato competitivo con delle regole chiare. Vogliamo una lista aperta di prodotti Made in Italy da tutelare perché noi amiamo davvero il Made in Italy. Vogliamo criteri trasparenti che diano la possibilità a tutti i produttori di essere tutelati dal plagio e dalla truffa dell'imitazione. La presentazione delle due liste di prodotti da difendere è un primo importante passo nella lotta alla contraffazione dei nostri prodotti. Chi copia illegalmente il Made in Italy deve essere punito. Vogliamo una piena tutela della produzione di qualità italiana.

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